I lavori di pulizia di
un materiale lapideo (naturale o artificiale) consistono in una serie di
operazioni atte rimuovere dalla superficie delle sostanze estranee, patogene e
generatrici di degrado; per eseguirli ci si avvale di metodi fisici e chimici
da impiegare con diversa gradualità ed intensità in funzione del tipo di
sostanza che si vuole asportare, della natura dell’elemento lapideo e, soprattutto, dello stato di conservazione
dell’oggetto da pulire.
Per tali motivi la pulizia risulta
un'operazione complessa e delicata che necessita di un'attenta analisi del
quadro patologico generale, di una approfondita conoscenza dello specifico degrado
e, quindi, della reale consistenza fisica del litotipo.
Sarà, quindi, escluso l’utilizzo di
qualsiasi tecnica o prodotto in assenza dell’esecuzione preventiva,
esplicitamente autorizzata dalla D.L., di tasselli di prova da realizzare
graduando diverse intensità d’azione. In ogni caso l’intervento di pulitura
avrà esclusivamente lo scopo di eliminare le sole patologie che risultano
essere in grado di generare ulteriori degradi, senza preoccuparsi, quindi, di
migliorare e/o modificare con una radicale pulizia l'aspetto estetico e
cromatico dell’oggetto. Buona parte dei sistemi di pulitura, infatti, genera
un'azione comunque lesiva nei confronti dei materiali , azione che va, in
qualche modo, ad intaccare l’integrità dell’opera.
Cosciente di questi rischi il tecnico avrà
cura di predisporre ogni singolo intervento puntualmente, senza mai
generalizzare, avviando, sempre e comunque, le operazioni più blande e
proseguendo gradualmente con quelle leggermente più forti ed aggressive, avendo
l’accortezza di fermarsi ‘poco prima del giusto’.
Fra i materiali impiegati
in edilizia quelli porosi risentono maggiormente dell’azione disgregatrice
operata dall’ambiente. Al naturale ed irreversibile processo di formazione
delle patine superficiali (intendendo per tali solo le trasformazioni
cromatiche non deteriogene) si sono sostituiti, negli ultimi decenni,
meccanismi di profonda alterazione dovuti alle sostanze inquinanti presenti
nell'atmosfera. Queste sostanze interagiscono con l’acqua e con i materiali
porosi. La formazione delle croste e la disgregazione superficiale dei litotipi
sono il risultato più evidente di tale interazione.
La pulizia dei
materiali porosi deve, in primo luogo, rimuovere dalla loro superficie le
sostanze patogene, rispettando la patina naturale (ove esista ancora), allontanando
i prodotti di reazione (croste nere, efflorescenze, diversa
macchie) che sono in grado di proseguire l'azione di deterioramento.
Dovendosi, inoltre, intervenire su dei materiali già profondamente degradati, il trattamento di pulitura deve
essere attentamente calibrato in modo da non provocare l’ulteriore decadimento
dell’oggetto che si intende conservare. L’operatore, quindi, non deve asportare
frammenti indeboliti, decoesionati o esfoliati, non deve attivare (utilizzando
acqua e prodotti chimici) la formazione di sostanze che possono risultare
dannose ma, in tali evenienze, deve arrestarsi, per fare ricorso ad altre
tecniche. In ogni caso bisogna tenere presente che spesso occorre combinare fra
loro le azioni di diverse tecniche.
Per rimuovere depositi di materiali
incoerenti sono sufficienti blandi sistemi meccanici: aspiratori, scope e spazzole in fibra vegetale (meno
incisive di quelle in materiale sintetico), leggeri soffi di aria compressa
ecc. ; questi metodi possono venire integrati dall'impiego di bisturi, di
piccole spatole e di spazzolini in nailon.
Per rimuovere le croste nere i sistemi
variano, di volta in volta, in relazione alla natura della specifica
alterazione.
Al fine di operare una corretta scelta del
sistema di pulizia più idoneo ad ogni singolo caso occorre seguire i
criteri che di seguito si vanno ad elencare.
· la rilevanza storico, artistica e culturale
del manufatto;
· la struttura petrografica e mineralogica del
litotipo;
· lo stato di degrado della pietra ; in
molti casi può essere talmente avanzato da richiedere, prima di procedere alla
pulitura, un adeguato preconsolidamento reversibile delle parti superficiali;
· la natura della crosta o dei depositi da
rimuovere;
· la forma e la configurazione della
superficie da trattare (paramento liscio, scultura, basso rilievo, etc.);
· i tempi di realizzazione e la disponibilità
di operatori specializzati.
Buona parte delle patologie che causano il degrado dei materiali
lapidei, presenti sulle fronti esterne degli edifici, dipende dalle alterazioni
indotte da agenti esterni (infiltrazioni d'acqua, depositi superficiali di
sostanze nocive, ecc.). In seguito ai lavori di pulizia le superfici lapidee
(naturali ed artificiali) si trovano maggiormente esposte all’azione di questi
agenti. Ogni intervento di conservazione, quindi, per essere realmente tale,
deve avere come obiettivo non solo la cura della patologia, ma, anche e
principalmente, la difesa efficace e duratura dalle cause che ne hanno
determinato l'insorgere.
Nei rari casi in cui gli agenti patogeni sono
facilmente individuabili e certamente riconducibili o a fattori accidentali o
a vizi costruttivi dipendenti da specifiche caratteristiche della costruzione,
è possibile operare un'azione radicale capace di disattivarli. Al contrario, nel maggior numero di casi le
patologie sono riconducibili a fenomeni non direttamente affrontabili e
risolvibili nell'ambito dell'intervento sulla costruzione. Ci si riferisce
all’azione delle sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera, delle piogge
acide, degli aerosol marini, dei raggi ultravioletti, ecc., i cui effetti,
generalmente, si sovrappongono ed agiscono indipendentemente dalla nostra
possibilità di intervento.
Al fine di salvaguardare i materiali lapidei
dagli effetti di tali azioni patogene è possibile realizzare due distinti livelli di intervento:
- Interventi indiretti - Sono quelli adatti
a migliorare, tramite equilibrate aggiunte e/o modifiche di alcuni particolari
architettonici, il comportamento a
regime dell’intero organismo. Ci si riferisce ad una serie di piccoli ma
puntuali interventi capaci di evitare il ristagno, il ruscellamento o
l’infiltrazione delle acque piovane. L’efficacia di queste opere, non
assimilabili entro specifiche categorie, dipende essenzialmente dalla
sensibilità del restauratore.
Interventi diretti - Sono quelli che, tramite il ricorso a specifiche
sostanze impregnanti, provvedono a proteggere l’elemento lapideo. Gli
impregnanti ad effetto idrofobizzante sono sostanze chimiche delegate a formare
una barriera trasparente ed idrorepellente capace di impedire o di limitare
considerevolmente l’assorbimento dell’acqua e degli agenti patogeni in essa
presenti.
L'impiego di dette sostanze è consigliato
per la protezione sia dei materiali lapidei (naturali ed artificiali), che di
scialbi o velature in latte di calce.
I protettivi chimici
ad effetto idrofobizzante hanno una durata limitata nel tempo, valutabile entro
il limite di una decina di anni ; lungo il corso della loro persistenza
questi prodotti realizzano un efficiente filtro contro la penetrazione sia
dell’acqua che delle varie sostanze inquinanti che questa veicola.
L’applicazione di questi protettivi rientra, quindi, fra le operazioni da
inserire nei programmi di manutenzione periodica susseguenti all’intervento di
restauro.
La scelta dei prodotti
da utilizzare deve sempre essere concordata con gli organi preposti alla tutela
del bene oggetto dell’intervento, mentre l’utilizzo di ogni sostanza
impregnante deve essere preceduto da analisi di laboratorio in grado di
verificane l'effettiva efficacia in base all’elemento lapideo da preservare ed
all’ambiente in cui si va ad operare.
10.1 Preparazione alla pulizia con il preconsolidamento delle superfici degradate
Preparazione alla pulizia delle superfici lapidee degradate tramite preconsolidamento del materiale lapideo da eseguire con le seguenti modalità :
- preparazione della superficie da trattare mediante la rimozione a pennello dei depositi superficiali;
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre alla approvazione della D.L. ;
- applicazione per impregnazione con pennello e/o con airless di silicato d'etile, al fine favorire il miglioramento delle proprietà meccaniche del materiale originario ;
- rimozione degli eccessi della sostanza impregnante.
Compreso ogni altro onere per dare l'opera compiuta sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,20 - 0,40
Operaio comune ore 0,20 - 0,40
Restauratore ore 0,20 - 0,40
Silicato di etile kg 0,50 - 1,00
10.1.a Maggiorazione alla voce 10.1 per la velinatura delle superfici
Maggiorazione alla voce 10.1 per la velinatura (parziale) delle superfici con fogli di carta biodegradabile giapponese e resina acrilica in solvente volatile con idonea soluzione (2 al 5%) ;
Incidenza Per ogni metro quadro
Restauratore ore 0,20 - 0,40
Resina acrilica kg 0,50
Solvente l 1,00
Carta Giapponese fogli 2,00
10.2 Pulizia meccanica di precisione con microscalpelli
Rimozione di stuccature e di elementi estranei agli apparti decorativi tramite pulizia meccanica di precisione delle superfici lapidee da eseguire, con la massima cautela, mediante l’uso di specifici vibroincisori o microscalpelli. Nella lavorazione è compreso ogni onere per dare l'opera compiuta sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,80 - 1,20
Operaio comune ore 0,80 - 1,20
restauratore ore 1,00
Nolo vibroincisore o microscalpello ore 1,00
10.3 Esecuzione di impacchi (polpa di carta) per la rimozione di scialbature preesistenti
Rimozione di scialbature, o di sottili strati di pittura, sovrapposte agli elementi lapidei tramite l’applicazione di impacchi di polpa di carta confezionati in soluzione con sostanze chimiche in sospensione, da utilizzare nella formulazione più idonea alle specifiche caratteristiche ed alla natura della sostanza da rimuovere (miscele complessati, solventi, soluzioni leggermente basiche o acide). La lavorazione prevede i seguenti oneri :
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
‑ l’applicazione dell’impacco conformemente alla formulazione ed ai tempi determinati nel corso delle campionature;
- l’asportazione dell’impacco e la fase finale della pulizia con l’azione combinata di spazzole vegetali, bisturi e leggeri spruzzi di acqua nebulizzata con l’apposito accessorio da giardinaggio.
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,30 - 0,40
Operaio comune ore 0,30 - 0,40
restauratore ore 0,30 - 0,40
prodotti chimici per impacchi kg 0,30 - 0,50
supporto per impacco (polpa di carta) kg 1,00 - 2,00
10.4 Pulizia tramite impacchi di argille assorbenti (estrazione di sali)
Pulizia preventiva dei materiali lapidei fortemente degradati da eseguire con impacchi assorbenti al fine di ammorbidire e sciogliere i depositi superficiali e le croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare l’integrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
‑ l’ammorbidimento delle croste nere con l’esecuzione di impacchi chimici emollienti a base di argille inerti assorbenti, da applicare in uno spessore idoneo ed a strati successivi tenendoli in opera per il periodo di tempo determinato nel corso delle campionature;
- l’applicazione sull’impacco, nei casi di tempi d’intervento prolungati, di cotone idrofilo o di materiale simile capace di mantenere umido l’impacco ;
- il rivestimento dell’impacco con teli di polietilene, da sigillare e collegare con nastri adesivi impermeabili ;
- l’asportazione dell’impacco e la fase finale della pulizia con l’azione combinata di spazzole vegetali, bisturi e leggeri spruzzi di acqua nebulizzata con l’apposito accessorio da giardinaggio ;
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,30 - 0,50
Operaio comune ore 0,30 - 0,50
restauratore ore 0,30 - 0,50
argilla assorbente kg 5,00 - 10,00
cotone idrofilo kg 0,06 – 0,08
polietilene mq. 1,20 - 2.00
Acqua deionizzata l 2,00 - 4,00
10.5 Pulizia chimica tramite impacchi di formulato AB57
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con impacchi AB57 al fine di ammorbidire e sciogliere i depositi superficiali e le croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare l’integrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- la preparazione del formulato nell’esatto rapporto, per ogni litro d’acqua di : 30 g di bicarbonato d'ammonio, 50 g di bicarbonato di sodio, 25 g di EDTA (sale bisodico), 10 g di Neodesogen 50 g di carbossilcellulosa.
‑ l’ammorbidimento delle croste nere con l’esecuzione di impacchi chimici emollienti da applicare in uno spessore idoneo ed a strati successivi tenendoli in opera per l’esatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature;
- il rivestimento dell’impacco, ove occorre, con teli di polietilene, da sigillare e collegare con nastri adesivi impermeabili ;
- l’asportazione dell’impacco e la fase finale della pulizia con l’azione combinata di spazzole vegetali, bisturi e leggeri spruzzi di acqua nebulizzata (con apposito accessorio da giardinaggio) ;
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,30 - 0,50
Operaio comune ore 0,30 - 0,50
restauratore ore 0,30 - 0,50
carbossilcellulosa kg 0,50 - 0,75
ammonio bicarbonato kg 0,30 - 0,45
sodio bicarbonato kg 0,50 - 0,75
EDTA. kg 0,25 - 0,37
neodesogen l 0,10 - 0,15
acqua l 10,00 - 15,00
10.6 Pulizia con acqua nebulizzata
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con impianto di acqua nebulizzata al fine di rimuovere depositi superficiali e croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare l’integrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- il noleggio, il trasporto, la messa a regime, lo smontaggio ed il ritrasporto dell’impianto di nebulizzazione munito di ugelli predisposti a doppia entrata (aria acqua), regolabili nell'inclinazione, posti in serie (4/6) con tubazioni separate in nilsan (8x6 mm per acqua, mm 5x4 per aria) e collegati, tramite appositi collettori di distribuzione, alla condotta d’acqua ed al compressore d’aria ;
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- la messa in opera di un idoneo sistema di raccolta e deflusso delle acque di scarico ;
- il rivestimento con teli di polietilene, da sigillare e collegare con adesivi impermeabili, dei materiali lapidei non interessati alla lavorazione o di altre parti della costruzione da proteggere ;
- l’eventuale sigillatura, tramite elastomeri siliconici facilmente rimovibili, di fessure e cavità ;
- l’applicazione della nebulizzazione, col la ricaduta dell’acqua a pioggia escludendo, quindi, il getto diretto sull’elemento lapideo ; il tutto per l’esatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature.
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio qualificato ore 0,40 - 0,80
Operaio comune ore 0,40 - 0,80
Restauratore ore 0,40 - 080
Teli di polietilene mq 2,00
Silicone in pasta kg 0,10
Nolo impianto di nebulizzazione ore 0,50 - 1.00
10.6.1 Maggiorazione alla voce 10.6 per l’uso di acqua deionizzata
Maggiorazione alla voce 10.6 per il noleggio di impianto per acqua deionizzata
Nolo impianto ionizzatore ore 0,50 - 1.00
10.7 Pulizia con microsabbiatrice di precisione
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con microsabbiatura di precisione al fine di rimuovere depositi superficiali e croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare l’integrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ;
- il noleggio, il trasporto ed il ritrasformo di un idoneo impianto dotato : di ugelli widia da mm 0,4 a mm 1,8 ; di dosaggio elettronico della quantità delle polveri abrasive, di un efficiente sistema di regolazione della pressione ; di una unità di filtraggio e di disidratazione delle polveri ;
- la fornitura dell’abrasivo più adatto alle peculiarità del litotipo (in ogni caso di durezza inferiore a quella del materiale trattato) ;
- la realizzazione di una protezione con teli di nylon adatta ad impedirne la dispersione delle polveri nell'ambiente urbano ;
- l'onere dell'abbigliamento di protezione per gli operatori.
- l’applicazione della microsabbiatura per l’esatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature.
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 1,00
Operaio comune ore 1,00
restauratore ore 0,40
polvere abrasiva kg 4,00 - 8,00
noleggio impianto microsabbiatura ore 0,80
10.7.1 Maggiorazione alla voce 10.7 per l’aspirazione delle polveri
Maggiorazione
alla voce 10.7 per il noleggio di impianto
aspirazione delle polveri
Nolo impianto aspirazione ore 0,80
10.8 Pulizia tramite idrosabbiatura controllata
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con impianto idrosabbiatura al fine di rimuovere depositi superficiali o pellicole di idropitture e vernici raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare l’integrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- il noleggio, il trasporto, la messa a regime, lo smontaggio ed il ritrasporto dell’impianto di idrosabbiatura a bassa pressione (0,1 ‑ 1,0 bar), dotato di un sistema brevettato per il getto a vortice elicoidale sia di polveri abrasive finissime (5 ‑ 300 micron) di durezza variabile da 1 a 4 Mohs che di un quantitativo d’acqua regolabile da un minimo di 10 lt. ad un massimo di 60 l/ora ;
- l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ;
- la pulizia del supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- la messa in opera di un idoneo sistema di raccolta e deflusso delle acque di scarico ;
- il rivestimento con teli di polietilene, da sigillare e collegare con adesivi impermeabili, dei materiali lapidei non interessati alla lavorazione o di altre parti della costruzione da proteggere ;
- l’eventuale sigillatura, tramite elastomeri siliconici facilmente rimovibili, di fessure e cavità ;
- l’applicazione dell’idrosabbiatura per l’esatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature.
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita (con acqua, con polveri o con entrambi i sistemi) sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,40 - 0,60
Operaio comune ore 0,40 - 0,60
restauratore ore 0,40 - 0,60
polvere abrasiva kg 2,00 - 4,00
nolo impianto idrosabbiatura ore 0,30 - 0,40
10.8.1 Maggiorazione alla voce 10.8 per l’uso di acqua deionizzata
Maggiorazione
alla voce 10.8 per il noleggio di impianto
per acqua deionizzata
Nolo impianto ionizzatore ore 0,30 - 0.40
Disinfestazione di elementi lapidei da agenti biodeteriogeni, piante superiori e microflora tramite l'applicazione, a pennello o a spruzzo, di biocidi a largo spettro di azione, compresa la preventiva ed accurata pulizia e rimozione meccanica delle parti macroscopiche, l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. e compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita, ove richiesto, sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Per ogni metro quadro.
Biocida l 0,30 - 0,50
Operaio specializzato ore 0,40
Operaio comune ore 0,40
10.10 Consolidamento superficiale di superfici lapidee
Consolidamento di superfici lapidee mediante l’impiego di composti organici, a bassissima viscosità e di adeguato peso specifico, formulati con silicati di etile (esteri etilici dell’acido silicico) e pronti all’uso in idoneo solvente, capaci di penetrare per assorbimento nelle zone degradate, di migliorare le proprietà meccaniche del materiale in assenza di formazione collaterale di sali solubili o di alterazioni del cromatismo originario e di mantenere inalterati i valori di permeabilità al vapore del materiale trattato. Compresa l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ed ogni altro onere per dare l'opera compiuta.
Attenzione! L’assorbimento può variare sensibilmente
in relazione dello stato di conservazione della superficie e della natura della
sostanza chimica
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,15 - 0,30
Operaio comune ore 0,15 - 0,30
Silicato di etile l 2,00 - 4,00
10.11 Consolidamento e protezione di superfici lapidee
Consolidamento e contemporanea protezione idrorepellente di superfici lapidee mediante l’impiego di consolidanti organici, a bassissima viscosità e di adeguato peso specifico (silicati di etile con polisilossani e/o fluoroelastomeri copolimeri fluorurati), formulati con derivati organici del silicico e pronti all’uso in idoneo solvente, capaci di penetrare per assorbimento nelle zone degradate, di migliorare le proprietà meccaniche del materiale e di renderlo idrorepellente in assenza di formazione collaterale di sali solubili o di alterazioni del cromatismo originario e di mantenere inalterati i valori di permeabilità al vapore del materiale trattato. Compresa l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ed ogni altro onere per dare l'opera compiuta.
Attenzione! L’assorbimento può variare sensibilmente
in relazione dello stato di conservazione della superficie e della natura della
sostanza chimica
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,15 - 0,30
Operaio comune ore 0,15 - 0,30
Consolidante l 0,40 - 1,00
10.12 Protezione idrorepellente
Protezione di superfici lapidee mediante l’impiego di idrorepellenti organici, a bassissima viscosità e di adeguato peso specifico, formulati con derivati organici del silicico (silani, polisilossani, alchilsilossani, metilalchilpolisilossani) trasparenti, reversibili e pronti all’uso in idoneo solvente, capaci di penetrare per assorbimento nelle zone degradate, di migliorare le proprietà meccaniche del materiale e di renderlo idrorepellente in assenza di formazione collaterale di sali solubili o di alterazioni del cromatismo originario e di mantenere inalterati i valori di permeabilità al vapore del materiale trattato. Compresa l’esecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre all’approvazione della D.L. ed ogni altro onere per dare l'opera compiuta.
Attenzione! L’assorbimento può variare sensibilmente
in relazione dello stato di conservazione della superficie e della natura della
sostanza chimica
Per
ogni metro quadro
Operaio
specializzato ore
0,15 - 0,30
Operaio comune ore 0,15 - 0,30
derivato organico del silicio l 0,40 - 1,00