7. Restauro degli intonaci

E’ ormai ampiamente accertato e riconosciuto che la qualità media e la conseguente durata delle malte costituenti gli intonaci tradizionali che tuttora versano in buono stato di conservazione è, in ogni caso, superiore a quella di qualsiasi genere di malta di possa oggi preparare. Da ciò deriva la crescente diffusione dei lavori concernenti la manutenzione ed il restauro delle superfici intonacate.

Si riporta uno schema sintetico relativo alle odierne tendenze di metodo relative al restauro delle superfici intonacate:

-        L’intonaco si presenta ben conservato ma segnato in vario modo dal trascorrere del tempo. In questi casi è possibile esercitare il massimo rispetto per la pre-esistenza limitando le operazioni al minimo indispensabile e 'fer­mandosi prima del giusto' ; ci s'indirizza, quindi, verso la salvaguardia dell’intonaco senza rinnovarne il colore allo scopo di mantenere le tracce del suo passaggio nel tempo. Si provvede, quindi, a spolverare ed a consolidare le parti più erose o a riprendere ed a fissare i colori esistenti.

-        L’intonaco si presenta ben conservato ma il suo colore è irreversibilmente compromesso. In questi casi diviene indispensabile rinnovare la coloritura delle fronti. L'intervento, tuttavia, non deve assumere un carattere eccessivamente compe­titivo o prevaricante rispetto alla figurazione nella quale s'inserisce né deve essere imitativo o mimetico nei riguardi dell'immagine architettonica ; seguendo queste diffuse consuetudini si provoca una grave alterazione ai valori storici. Il nuovo colore, quindi, non deve riproporre quello originario o uno fra quelli che lo hanno seguito ; l’inserimento di un nuovo colore è rivolto a costituire un'aggiunta 'critica', cioè un apporto che l'odierna cultura può legittimamente recare alla solu­zione del problema.

-        L’intonaco presenta zone (più o meno ampie) lesionate ed in fase di distacco. In questi casi la demolizione è resa ingiustificata dalla tecniche che consentono la ripresa delle lesioni e la ri-adesione delle parti distaccate.

-        L’intonaco si presenta ben conservato ma in alcune parti (più o meno ampie) è assente. La presenza di lacune (localizzate spesso alla base della costruzione per patologie da umidità di risalita) non giustifica (sia in termini culturali sia economici) né la sistematica sostituzione dell’intero rivestimento né la tinteggiatura delle fronti esterne. In questi casi è opportuno procedere riparando le parti mancanti con l’utilizzo di malte cromaticamente controllate o utilizzano tecniche di tipo pittorico di ‘ripresa in tinta’.

-        L’intonaco versa in pessime condizioni ed è irrecuperabile o completamente assente - Il caso di edifici completamente decorticati, privi (per effetto della mancata manutenzione o in seguito a precedenti demolizioni) degli intonaci originali, è molto diffuso in Ortigia. In questi casi è vano riferirsi ad opere di conservazione o di manutenzione. Ci si trova di fronte ad un problema di 'reintegrazione dell'immagine', da condurre con rigore filologico e senso critico ; gli edifici danneggiati hanno, infatti, perso la loro immagine assumendo l’aspetto di figure mutile. Nel proporre un nuovo intonaco, quindi, occorre evitare ogni tentativo di riproporre un inverosimile ‘stato originario’ o di perseguire effetti di ‘finto antico’ o di ‘imitazione in stile’. Occorre risolvere i problemi di re-interpretazione dell’edificio (in linea con l’attuale teoria e prassi del restauro) operando aggiunte da definire ‘caso per caso’ entro i limiti cromatici, storicamente circoscritti, proposti dall’ambiente.

Le analisi che seguono, pur riferendosi ai più diffusi interventi di manutenzione, non costituiscono un elenco esaustivo sui possibili lavori; essendo infatti il settore del recupero edilizio in continua evoluzione propone spesso delle soluzioni innovative in funzione, anche, di una sempre maggiore conoscenza dei materiali e delle tecniche tradizionali.

Le analisi del presente capitolo, insieme a quelle relative alle tinteggiature, alle velature, ai trattamenti protettivi (capitolo 8) e, non ultimi, ai lavori di pulizia (capitolo 10), costituiscono una serie di interventi da considerare ‘comuni’ e, quindi, da prevedere per ogni ‘fronte esterna’ dell’edilizia storica.

 

7.1 Sola ispezione delle superfici intonacate

Accurata ispezione dell’intera superficie intonacata, tramite saggi non distruttivi da eseguire mediante la semplice per­cussione o con i mezzi ritenuti più idonei dalla D.L., al fine di determinarne lo stato di conservazione e/o l’effettiva coesione alla muratura e di identificare le zone e le modalità dei successivi interventi.

Per ogni metro quadro

Operaio specializzato                                            ore           0,05

 

7.2 Ripresa delle parti mancanti degli intonaci

Riparazione di intonaci esterni tramite ripresa delle parti mancanti, in pareti di qualsiasi forma ed a qualsiasi altezza, escluso l'onere dei ponteggi da compensarsi a parte, consistente nelle seguenti lavorazioni :

- mappatura accurata, tramite saggi non distruttivi, al fine di stabilire le zone ove l’intona­co risulta distaccato, da eseguire, anche, con la semplice per­cussione dell'intera superficie ;

- individuazione delle zone di intervento nel manufatto, riconoscimento e caratterizzazione dei materiali utilizzati per la realizzazione dell'intonaco preesistente (natura, granulometria, colore, ecc.) ;

- pulizia della superficie da riprendere ed eventuale trattamento preparatorio alla posa del nuovo intonaco;

- confezionamento di malta per intonaco con caratteristiche (natura, granulometria, colore, ecc.) simili al preesistente ;

- posa in opera di malta per intonaco a più strati ;

- ripresa del colore con  eventuale velatura ;

Per ogni metro quadro (considerando un mq le superfici inferiori)

Operaio specializzato                                            ore           0,05

Operaio qualificato                                                ore           0,05

Operaio comune                                                    ore           0,05

confezionamento di malta                                       mc            0.02 - 0,03

malta per intonaco rustico                                      mq           1.00

malta per intonaco di finitura                                   mq           1.00

 

7.3 Ancoraggio di intonaci distaccati con barre di vetroresina

Ancoraggio di lastre d'intonaco distaccate da eseguire mediante la collocazione di barre in vetroresina da mm 3, disposte a ‘quinconce’ ad intervalli di circa cm 50 ed iniettate con malta fluida di calce inclusa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, la perforazione dell'intonaco e della muratura, la formazione e l'iniezione della malta, gli sfridi ed ogni altro onere per dare l’opera compiuta.

Per ogni metro quadro

Operaio specializzato                                             ore           0,20 - 0,30

Operaio comune                                                    ore           0,20 - 0,30

barre in vetroresina                                                ml             1,50 - 2,00

malta di calce                                                        a stima

7.4 Ancoraggio di intonaci distaccati con iniezioni di malta

Ancoraggio di lastre di intonaco distaccate mediante iniezione di malta fluida di calce inclusa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, la micro-perforazione dell'intonaco, la pulizia con aria compressa, l'esecuzione di una pre-iniezione con acqua e lattice acrilico, la preparazione della malta, l'esecuzione dell'iniezione (a più riprese e con minima pressione), la stuccatura del foro e compreso l’onere della protezione dell’intonaco dalla sbavature e dal ruscellamento della miscela iniettata.

Per ogni iniezione.

Operaio specializzato                                             ore           0,30 - 0,35

Operaio qualificato                                                ore           0,20 - 0,25

miscela acqua/lattice acrilico (3:1)                          1t             0,20 - 0,50

malta fluida di calce                                               mc            0,01 - 0,10

varie (pigmenti, stucco, siringhe, cotone idrofilo)      a stima

7.6 Stuccatura di microfessure nell’intero spessore dell’intonaco

Stuccatura di microfessure (per intonaco sano e ben ancorato al sottofondo) compresa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, l'apertura e la pulizia delle fessure, la dismissione, ai lati della fessura e per circa cm 10 - 20, dello strato d’intonaco, la preparazione e la stesura della malta da rinzaffo, la posa di una adeguata armatura, la preparazione e la stesura dello strato di finitura, gli sfridi.

Per ogni metro lineare

Operaio qualificato                                                ore           0,20 - 0,30

Operaio comune                                                    ore           0,20 - 0,30

malta per rinzaffo                                                  mc            0,006

rete in fibra di vetro                                               mq           0,12 - 0,24

malta per finitura                                                   mc            0,002

 

7.7 Stuccatura di microfessure nello strato di finitura

Stuccatura di microfessure (per intonaco sano e ben ancorato al sottofondo) compresa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, l'apertura e la pulizia delle fessure, la dismissione, ai lati della fessura e per circa cm 10 - 20, dello strato di finitura (tonachino), la preparazione e la stesura della malta da rinzaffo, la posa di una adeguata armatura, la preparazione e la stesura dello strato di finitura, gli sfridi.

Per ogni metro lineare

Operaio qualificato                                                ore           0,15 - 0,20

Operaio comune o                                                 re             0,15 - 0,20

garza in tessuto di cotone                                      ml             1,10

malta per finitura                                                   mc            0,002