E’ ormai ampiamente accertato e riconosciuto
che la qualità media e la conseguente durata delle malte costituenti gli
intonaci tradizionali che tuttora versano in buono stato di conservazione è, in
ogni caso, superiore a quella di qualsiasi genere di malta di possa oggi
preparare. Da ciò deriva la crescente diffusione dei lavori concernenti la
manutenzione ed il restauro delle superfici intonacate.
Si riporta uno schema
sintetico relativo alle odierne tendenze di metodo relative al restauro delle
superfici intonacate:
-
L’intonaco si presenta
ben conservato ma segnato in vario modo dal trascorrere del tempo. In questi
casi è possibile esercitare il massimo rispetto per la pre-esistenza limitando
le operazioni al minimo indispensabile e 'fermandosi prima del giusto' ;
ci s'indirizza, quindi, verso la salvaguardia dell’intonaco senza rinnovarne il
colore allo scopo di mantenere le tracce del suo passaggio nel tempo. Si
provvede, quindi, a spolverare ed a consolidare le parti più erose o a
riprendere ed a fissare i colori esistenti.
-
L’intonaco si presenta
ben conservato ma il suo colore è irreversibilmente compromesso. In questi casi
diviene indispensabile rinnovare la coloritura delle fronti. L'intervento,
tuttavia, non deve assumere un carattere eccessivamente competitivo o
prevaricante rispetto alla figurazione nella quale s'inserisce né deve essere
imitativo o mimetico nei riguardi dell'immagine architettonica ; seguendo
queste diffuse consuetudini si provoca una grave alterazione ai valori storici.
Il nuovo colore, quindi, non deve riproporre quello originario o uno fra quelli
che lo hanno seguito ; l’inserimento di un nuovo colore è rivolto a
costituire un'aggiunta 'critica', cioè un apporto che l'odierna cultura può
legittimamente recare alla soluzione del problema.
-
L’intonaco presenta zone
(più o meno ampie) lesionate ed in fase di distacco. In questi casi la
demolizione è resa ingiustificata dalla tecniche che consentono la ripresa
delle lesioni e la ri-adesione delle parti distaccate.
-
L’intonaco si presenta
ben conservato ma in alcune parti (più o meno ampie) è assente. La presenza di
lacune (localizzate spesso alla base della costruzione per patologie da umidità
di risalita) non giustifica (sia in termini culturali sia economici) né la
sistematica sostituzione dell’intero rivestimento né la tinteggiatura delle
fronti esterne. In questi casi è opportuno procedere riparando le parti
mancanti con l’utilizzo di malte cromaticamente controllate o utilizzano
tecniche di tipo pittorico di ‘ripresa in tinta’.
-
L’intonaco versa in
pessime condizioni ed è irrecuperabile o completamente assente - Il caso di
edifici completamente decorticati, privi (per effetto della mancata
manutenzione o in seguito a precedenti demolizioni) degli intonaci originali, è
molto diffuso in Ortigia. In questi casi è vano riferirsi ad opere di
conservazione o di manutenzione. Ci si trova di fronte ad un problema di
'reintegrazione dell'immagine', da condurre con rigore filologico e senso
critico ; gli edifici danneggiati hanno, infatti, perso la loro immagine
assumendo l’aspetto di figure mutile. Nel proporre un nuovo intonaco, quindi,
occorre evitare ogni tentativo di riproporre un inverosimile ‘stato originario’
o di perseguire effetti di ‘finto antico’ o di ‘imitazione in stile’. Occorre
risolvere i problemi di re-interpretazione dell’edificio (in linea con
l’attuale teoria e prassi del restauro) operando aggiunte da definire ‘caso per
caso’ entro i limiti cromatici, storicamente circoscritti, proposti dall’ambiente.
Le analisi che seguono, pur riferendosi ai
più diffusi interventi di manutenzione, non costituiscono un elenco esaustivo
sui possibili lavori; essendo infatti il settore del recupero edilizio in
continua evoluzione propone spesso delle soluzioni innovative in funzione,
anche, di una sempre maggiore conoscenza dei materiali e delle tecniche
tradizionali.
Le analisi del presente capitolo, insieme a
quelle relative alle tinteggiature, alle velature, ai trattamenti protettivi
(capitolo 8) e, non ultimi, ai lavori di pulizia (capitolo 10), costituiscono
una serie di interventi da considerare ‘comuni’ e, quindi, da prevedere per
ogni ‘fronte esterna’ dell’edilizia storica.
7.1 Sola ispezione delle superfici intonacate
Accurata ispezione dell’intera superficie intonacata, tramite saggi non distruttivi da eseguire mediante la semplice percussione o con i mezzi ritenuti più idonei dalla D.L., al fine di determinarne lo stato di conservazione e/o l’effettiva coesione alla muratura e di identificare le zone e le modalità dei successivi interventi.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,05
7.2 Ripresa delle parti mancanti degli intonaci
Riparazione di intonaci esterni tramite ripresa delle parti mancanti, in pareti di qualsiasi forma ed a qualsiasi altezza, escluso l'onere dei ponteggi da compensarsi a parte, consistente nelle seguenti lavorazioni :
- mappatura accurata, tramite saggi non distruttivi, al fine di stabilire le zone ove l’intonaco risulta distaccato, da eseguire, anche, con la semplice percussione dell'intera superficie ;
- individuazione delle zone di intervento nel manufatto, riconoscimento e caratterizzazione dei materiali utilizzati per la realizzazione dell'intonaco preesistente (natura, granulometria, colore, ecc.) ;
- pulizia della superficie da riprendere ed eventuale trattamento preparatorio alla posa del nuovo intonaco;
- confezionamento di malta per intonaco con caratteristiche (natura, granulometria, colore, ecc.) simili al preesistente ;
- posa in opera di malta per intonaco a più strati ;
- ripresa del colore con eventuale velatura ;
Per ogni metro quadro (considerando un mq le superfici inferiori)
Operaio specializzato ore 0,05
Operaio qualificato ore 0,05
Operaio comune ore 0,05
confezionamento di malta mc 0.02 - 0,03
malta per intonaco rustico mq 1.00
malta per intonaco di finitura mq 1.00
7.3 Ancoraggio di intonaci distaccati con barre di vetroresina
Ancoraggio di lastre d'intonaco distaccate da eseguire mediante la collocazione di barre in vetroresina da mm 3, disposte a ‘quinconce’ ad intervalli di circa cm 50 ed iniettate con malta fluida di calce inclusa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, la perforazione dell'intonaco e della muratura, la formazione e l'iniezione della malta, gli sfridi ed ogni altro onere per dare l’opera compiuta.
Per ogni metro quadro
Operaio specializzato ore 0,20 - 0,30
Operaio comune ore 0,20 - 0,30
barre in vetroresina ml 1,50 - 2,00
malta di calce a stima
7.4 Ancoraggio di intonaci distaccati con iniezioni di malta
Ancoraggio di lastre di intonaco distaccate mediante iniezione di malta fluida di calce inclusa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, la micro-perforazione dell'intonaco, la pulizia con aria compressa, l'esecuzione di una pre-iniezione con acqua e lattice acrilico, la preparazione della malta, l'esecuzione dell'iniezione (a più riprese e con minima pressione), la stuccatura del foro e compreso l’onere della protezione dell’intonaco dalla sbavature e dal ruscellamento della miscela iniettata.
Per ogni iniezione.
Operaio specializzato ore 0,30 - 0,35
Operaio qualificato ore 0,20 - 0,25
miscela acqua/lattice acrilico (3:1) 1t 0,20 - 0,50
malta fluida di calce mc 0,01 - 0,10
varie (pigmenti, stucco, siringhe, cotone idrofilo) a stima
7.6 Stuccatura di microfessure nell’intero spessore dell’intonaco
Stuccatura di microfessure (per intonaco sano e ben ancorato al sottofondo) compresa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, l'apertura e la pulizia delle fessure, la dismissione, ai lati della fessura e per circa cm 10 - 20, dello strato d’intonaco, la preparazione e la stesura della malta da rinzaffo, la posa di una adeguata armatura, la preparazione e la stesura dello strato di finitura, gli sfridi.
Per ogni metro lineare
Operaio qualificato ore 0,20 - 0,30
Operaio comune ore 0,20 - 0,30
malta per rinzaffo mc 0,006
rete in fibra di vetro mq 0,12 - 0,24
malta per finitura mc 0,002
7.7 Stuccatura di microfessure nello strato di finitura
Stuccatura di microfessure (per intonaco sano e ben ancorato al sottofondo) compresa la fornitura dei materiali, i mezzi d'opera, l'apertura e la pulizia delle fessure, la dismissione, ai lati della fessura e per circa cm 10 - 20, dello strato di finitura (tonachino), la preparazione e la stesura della malta da rinzaffo, la posa di una adeguata armatura, la preparazione e la stesura dello strato di finitura, gli sfridi.
Per ogni metro lineare
Operaio qualificato ore 0,15 - 0,20
Operaio comune o re 0,15 - 0,20
garza in tessuto di cotone ml 1,10
malta per finitura mc 0,002