Codice di pratica professionale per il restauro delle fronti esterne degli edifici volumi I° e II° - L'esperienza di Ortygia

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Nel primo volume sono riportati le esperienze e gli studi condotti al fine di tracciare le linee guida per la realizzazione di un "codice di comportamenti tecnici" mirato alla salvaguardia e alla conservazione dell'edilizia diffusa dei centri storici. Si tratta di uno strumento capace di offrire un ampio codice di lettura di tale tipo di edilizia e suggerisca le corrette modalità per la realizzazione dell’intervento conservativo, soprattutto evidenziando le specificità proprie di ogni centro storico, di ogni comparto edilizio, di ogni singolo edificio. Intendendo il termine “codice”, sia nel senso più ampio di un sistema di segni atti a trasmettere un’informazione, sia nel significato di un insieme di elementi linguistici e stilistici che caratterizzano il sistema edilizio in esame, è possibile pervenire a una raccolta di regole, prive di valore legislativo, ma ricche dei diversi contenuti derivanti dalle consuetudini locali ovvero dalla buona regola d’arte.
Il primo volume comprende:
1) La descrizione degli attuali indirizzi di metodo storico-critici relativi all'intervento sulle fronti esterne degli edifici con suggerimenti per promuovere l'uso critico dei materiali, delle tecniche e dei criteri validi per specifiche lavorazioni (a cura di Sergio Tinè).
2) La diagnostica e la normativa (a cura di Giovanna Alessandrini).
3) Un sistema di lettura del costruito storico e l'individuazione delle zone microclimatiche (a cura di Teresa Campisi).
4) Le prove di applicazione e valutazione dei risultati (a cura di Sergio Tinè).

Il secondo volume racchiude un repertorio di tecniche d'intervento finalizzato, non tanto a proporre un "ricettario" di soluzioni pronte all'uso, quanto a fornire una raccolta di appunti sul tema: "riflettere prima di fare".
A questo scopo ogni scheda relativa a una specifica lavorazione (pulitura, protezione, bonifica, manutenzione e collocazione di intonaci, umidità e sistemi di smaltimento delle acque, preparazione della muratura per i successivi interventi) viene preceduta da una breve riflessione critica ed è accompagnata da uno schema sintetico su i possibili elementi di giudizio. Questa impostazione consente al professionista di valutare, volta per volta, i possibili effetti dell'atto tecnico in relazione alla effettiva possibilità di controllo e verifica dell'azione tecnica, alla presenza di eventuali effetti collaterali, alla conservazione del contenuto informativo dell'opera, alla potenziale reversibilità, compatibilità e omogeneità con il supporto, in relazione alla durata degli effetti, alla possibilità di manutenzione, ai tempi, ai costi e alla facilità di posa in opera.

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Volume I
Indirizzi di metodo e indagini sul territorio


Premessa al codice di pratica professionale
L’intervento nei centri storici : attuali indirizzi di metodo.
L’intervento nei centri storici : l’uso critico dei materiali e delle tecniche.
Il sistema ambiente/costruzione
A - Interazione termica
B - Interazione igrometrica
Lo studio sui sistemi di intervento

Capitolo 1 - Indirizzi di metodo relativi agli interventi di restauro da eseguire sugli edifici di Ortygia con particolare riguardo alla conservazione delle fronti esterne.

A. Criteri validi per qualsiasi lavorazione
Conservare l'autenticità dell’opera
Evitare le imitazioni in stile
Evitare inutili tentativi di rinnovamento dell’opera
Rispettare, nell’eseguire qualsiasi genere di lavoro, il principio del "minimo intervento"
Rispettare il principio della "reversibilità" degli interventi
Rispettare i principi della 'compatibilità' meccanica, chimica e fisica
Assicurarsi sull'effettiva "durabilità", degli interventi
B. Criteri validi per specifiche lavorazioni.
B.1 Interventi sui materiali lapidei artificiali (intonaci).
b.2 Interventi sui materiali lapidei naturali 18
B.3 Interventi sugli altri elementi delle fronti esterne

Capitolo 2 - Le indagini

1 - Abaco dei degradi
Alveolizzazione 
Crosta
Degrado antropico
Distacco o Mancanza
Efflorescenza
Erosione
Patina biologica
Umidità
Limiti del sistema tecnologico
2. La scienza della conservazione
premessa
La diagnostica e la normativa: la Commissione NorMaL
La diagnostica per Ortigia
a) Conoscenza del costruito
b) Verifica dell'efficacia di prodotti e/o sistemi atti alla bonifica delle murature dall'umidità ascendente
c) Verifica dell'efficacia di sistemi e prodotti per la manutenzione
Caratterizzazione del materiale lapideo e identificazione delle cause ed entità del degrado.
1) Litotipi naturali (qualificazione dei litotipi, cave di provenienza, degrado) :
2) Litotipi artificiali (intonaci, malte da allettamento) 
3) Inquinamento atmosferico :
B - Consulenza scientifica sulla affidabilità ed efficacia dei sistemi proposti per gli interventi.

Capitolo 3 Lettura del costruito storico - Premesse metodologiche del processo di analisi

3.0 - Individuazione di zone microclimatiche
3. 1. - Descrizione delle singole zone individuate e grafici tematici
3.1.1 - Zone costituite da lunghe insulae allungate, su vicoli stretti con asse E-O, ed esposizione delle facciate a Nord e Sud
3.1.1.1 - Quartiere BOTTARI
3.1.1.2 - Quartiere Giudecca
3.1.2 Zone costituite da edilizia di bordo sul mare caratterizzata dall’assenza o sporadicita’ di correnti eoliche, con superfici esposte a forte irraggiamento solare, ad esposizione O; 49
3.1.2.1 - Passeggiata Adorno - Passeggio Aretusa
3.1.2.2 - Lungomare alfeo
3.1.3. - Zone costituite da edilizia di bordo sul mare, caratterizzati da Fronti soggetti aforti correnti eoliche con esposizioni variabili delle superfici da E, Se, NE;
3.1.3.1.- Lungomare Ortigia- Via Eolo-Via Nizza-Via dei Tolomei-via veneto-Lungomare di Levante 52
3.1.4. - Zone Costituite da edifici prospettanti su Strade interne ad intenso traffico veicolare, caratterizzate da un basso rapporto tra l’altezza degli edifici e gli spazi aperti antistanti; 54
3.1.4.1. - VIA DIONE - VIA ROMA
3.1.4.2. - VIA DELLA MAESTRANZA
3.1.4.3. - VIA CASTELMANIACE
3.1.5 - zone costituite da edifici con facciate su tutte le esposizioni, su strade di ampia sezione, aperte sul mare
3.1.5.1. - QUARTIERE UMBERTINO
Caratteri dell’impianto e delle unità edilizie
3.2 - Interrelazione fra fenomeni alterativi e condizioni microclimatiche dell'ambiente urbano

Capitolo 4 Le prove di applicazione sugli edifici campione

4.1 Le prove di applicazione nella caserma Calmieri
Commenti sulle prove
1) Intonaci
2) Deumidificazioni
4.2 Le prove di applicazione nell’ hotel Roma
Analisi preliminari agli interventi
Le prove
Risultati

Volume II
Materiali e tecniche d'intervento


Le tecniche d'intervento - Considerazioni generali
A.1 Preparazione delle murature per i successivi interventi - Generalità -
A.1.1 Difesa dalle migrazioni saline -Trattamenti chimici antisalinità -
A.1.2 Preparazione in difesa di migrazioni saline - Intonaco provvisorio -
A.1.3 Regolarizzazione dei giunti con malta idraulica
A.1.4 Consolidamento mediante iniezioni di miscele leganti
A.1.5 Riparazione delle lesioni con catenelle di mattoni
A.1.6 Protezione delle teste dei muri con copertine di protezione
A.1.7 Fissaggio di paramenti sconnessi e/o in fase di distacco

B.1 Manutenzione degli intonaci - Generalità -
B.1.1 Iniezioni a base di miscele leganti per intonaci parzialmente distaccati
B.1.2 Consolidamento di intonaci distaccati mediante l’uso di microbarre di armatura
B.1.3 - Riparazione delle lacune dell'intonaco
B.1.4 Velature

B.2 Collocazione di nuovi intonaci - Generalità -
B.2.a Criteri di selezione relativi alle sabbie ed agli inerti di vario genere
- La pietra macinata –
- La sabbia vulcanica –
- La polvere di marmo -
- le scaglie e le polveri di laterizio -
B.2.b Criteri per la preparazione delle malte per l'intonaco
Malte per intonaci da confezionare in cantiere
Malte preconfezionate per intonaci
B.2.1 Intonaci con malta di calce aerea
B.2.2 Intonaci con malta composita o bastarda
B.2.3 Intonaci con malta di calce idraulica
B.2.4 Protezione dell’intonaco all’appoggio
B.2.5 Protezione dell'intonaco dalla rapida disidratazione

C.1 Pulitura dei materiali lapidei - Generalità -
C.1.1 Pulitura con spray d’acqua a bassa pressione
C.1.2 Pulitura con acqua nebulizzata
C.1.3 Pulitura con impacchi assorbenti
C.1.4 Pulitura con impacchi a base di soluzioni o di sospensioni ad azione solvente o complessante
C.1.5 Pulitura con raggio laser
C.1.6 Pulitura con micro-sabbiatura a secco
C.1.7 Pulitura con idro-sabbiatura controllata
C.1.8 Pulitura con prodotti chimici
C.1.9 Micro pulitura con mezzi meccanici

C.2 Rimozione dei biodeteriogeni (micro e macroflora) - Generalità -
C.2.1 Trattamenti sulla macroflora
C.2 2 Trattamenti sulla microflora

C.3 Trattamenti protettivi dei materiali lapidei - Generalità -
C.3.1 Trattamenti protettivi idrofobizzanti

C.4 Trattamenti consolidanti - Generalità -
C.4.1 Trattamenti consolidanti
C.4.2 Preconsolidamento

C.5 Interventi integrativi Generalità
C.5.1 Incollaggi e stuccature

D.1 Sistemi di raccolta e di smaltimento delle acque dalle coperture
- Collegamenti dell'impermeabilizzazione agli elementi verticali (muretti d'attico) -
- Bordo della copertura, dei muretti e dei parapetti -
- Deflusso dell'acqua meteorica -
- Collegamento dell'impermeabilizzazione ai bocchettoni di scarico
D.1.1 Sistemazione dello sporto alla cappuccina
D.1.2 Sistemazione delle zone di impluvio ed displuvio
D.1.3 Canale di gronda interno
D.1.4 Pluviale interno
D.1.5 Canale di gronda esterno
D.1.6 Pluviali esterni
D.1.6 Doccioni

D.2 Tecniche di protezione dall’umidità di risalita - Generalità -
D.2.1 Drenaggi e pozzi assorbenti.
D.2.2 Intercapedini interne ventilate
D.2.3.1 Vespaio tradizionale
D.2.4.1 Taglio meccanico della muratura - Taglio con sega
D.2.4.2 Taglio meccanico della muratura con carotiere
D.2.5.1 Formazione di barriere chimiche idrofobizzanti - Sistemi a lenta diffusione
D.2.5.2 Formazione di barriere chimiche idrofobizzanti - Sistemi a pressione
D.2.6 Sistemi deumidificanti elettro-osmotici
D.2.7 Intonaci macroporosi


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