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Forum Restauro e Conservazione    SEZIONE RESTAURO DIPINTI    Ritocco pittorico e tecniche artistiche  ›  ritocco pittorico in esterno Moderatori: cinnabarin
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ritocco pittorico in esterno  (attualmente 2,605 viste) Print
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Marcin
Aprile 12, 2005, 10:35pm Report to Moderator
dipinti, pittura murale, scultura policromata
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Posts: 3
Location: VARSAVIA, POLONIA
sto cercando i soluzioni per restauro pittorico delle pitture murali  (affreschi, oppure mezzofresco) esposti al esterno. Condizioni climatiche sono molto severi (Europa del Nord; pioggia, neve, gelo durante 6 mesi, alta variabilita climatica. Forse in Italia piu simile e' clima in montagna, pero e' molto piu secco). Bisogna manternere reversibilita' dei colori e nello stesso tempo  garantire resistenza alla pioggia prolungata, UV etc.
Lo stesso per quanto rigurada la ricostruzione delle pitture fatte originalmente al fresco. Le malte tradizionali alla base di calce sono poco resistenti a tali condizioni. tecnica di affresco e' poco adatta per ricostruzioni, e non si riedce quasi mai finire senza ritoccare a secco.
se ne avete qualche esperienze sarei grato di sentirvi.
Saluti
Marcin di Varsavia



Marcin Kozarzewski
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Jole Marcuccio
Aprile 13, 2005, 8:39am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 683
Location: Bergamo
Ma voi a Varsavia, con quali tecniche ritoccate normalmente gli affreschi?

E per le stuccature o le ricostruzioni quindi cosa preferite?


Jole Marcuccio
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elyre
Aprile 14, 2005, 9:38pm Report to Moderator
Restauro dipinti su tela e tavola - affreschi
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Location: Piemonte
Ciao Marcin,
anche io come jolemar son molto curiosa di sapere che tecniche utilizzate  a Varsavia...
Per quel che riguarda la tua richiesta, penso che innanzi tutto bisognerebbe (se possibile) limitare al massimo le cause di degrado della pittura murale intervenendo il meno possibile sulla sua materia, ma in maniera indiretta (ad esempio con tettoie per preservarle da pioggia e raggi UV). Per quel che riguarda il freddo non credo proprio che ci possano essere rimedi, ma una protezione dall' umidità sicuramente limita i danni del gelo.
A me è capitato solo due volte di lavorare su affreschi in esterno, ma in entrambe le situazioni le pitture erano ben riparate dalla pioggia quindi è stato eseguito un ritocco ad acquerello.
So che in esterno, ad esempio sulle facciate, vengono utilizzati i colori ai silicati o dei protettivi quali i silossani, ma non sono reversibili (qua si potrebbe aprire un ampio dibattito). Un altro metodo di cui ho sentito parlare è quello di mescolare i pigmenti con una resina acrilica il "Primal" in questo caso il ritocco, in teoria, è reversibile con l' acetone o altri solventi adatti.
A me non è mai capitato di fare dei ritocchi ad affresco perchè da noi non è considerato corretto in quanto non reversibile.
Mi è capitato, però, di fare degli affreschi e se ti suddividi la decorazione in "giornate" dovresti riuscire a terminare il tuo lavoro senza dover finire a secco. Penso però che non sia una tecnica facile, perchè non sono concessi errori ed il lavoro deve essere eseguito con una certa velocità in modo da lavorare sempre sull' intonaco fresco.
Per quel che riguarda malte da restauro resistenti alle basse temperature, mi dispiace, ma non posso esserti d' aiuto in quanto non mi è mai capitato di lavorare in simili circostanze climatiche.
un saluto.
Betty


Elisabetta Rei
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Jole Marcuccio
Aprile 15, 2005, 1:53pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
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Location: Bergamo
Concordo con Betty relativamente ai materiali per il ritocco pittorico, sono tutte valide alternative, tranne che per il Primal ( tra l'altro so molto usato), il quale a mio avviso altera i colori con quella sua componente violetta, e dal punto di vista conservativo  alimenta perplessità.

Alla tua lista aggiungerei i ritocchi con caseina e con acqua di calce, intanto aspettiamo notizie dalla Polonia.


Jole Marcuccio
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elyre
Aprile 15, 2005, 7:48pm Report to Moderator
Restauro dipinti su tela e tavola - affreschi
Utente anziano
Posts: 103
Location: Piemonte
Ciao jolemar,
Ho provveduto a completare la firma...
Concordo con te sul Primal, ma posso "osare" proponendo come alternativa i colori acrilici? So che a qualcuno si rizzeranno i capelli... eppure nel caso di affreschi esposti alle intemperie, forse è un metodo meno invasivo e più reversibile (solubilità in acetone) rispetto ai silicati, acqua di calce, ecc...
Naturalmente devono essere acrilici di qualità e devono essere usati acquerellati, in modo da risultare trasparenti e leggeri...Cosa ne pensate?


Elisabetta Rei
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Marcin
Aprile 15, 2005, 11:20pm Report to Moderator
dipinti, pittura murale, scultura policromata
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Location: VARSAVIA, POLONIA
Grazie tutti per le prove di risposta sul argomento di ritocco e ricostruzione affreschi espost al esterno.  
A Varsavia effreschi al esterno ci sono rimaste pochissime. Queste piu preziose sono protette  con i tetti e vetrate. I ritocchi sono eseguiti in modo simile che in Italia.
Si tratta di lavoro a San Pietroburgo, dove clima e ancora piu duro che a Varsavia.  
Tutti questi problemi di reversibilita, UV, resistenza alla pioggia, gelo etc fanno una combinazione di esigenze assai complicata.
Ho certe esperienze con per esmpio Keim (sia silicati che cosidetta Lasur Technik che e' una combinazione silicato-acrilica, e qualche volta funzionava benissimo (rimane anche abbastanza facile a rimuovere).   Cosa ne pensate di colori a calce modificata, che sono disponibili per dipingere delle facciatte?

Saluti
Marcin Kozarzewski


Marcin Kozarzewski
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Jole Marcuccio
Aprile 20, 2005, 12:02pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 683
Location: Bergamo
ciao Marcin,

visti i problemi delle malte a base di calce, in passato alle tue latitudini, che malte venivano usate?
Poi non  ho capito, il Keim è una malta o un ritocco, circa i colori a calce modificata, invece non li conosco.

Penso che sia però fondamentale conoscere l' operatività del passato per adottare tecniche appropriate. Continua a raccontarci, la tua esperienza è importante.

Riguardo ai ritocchi proposti con l'acrilico, potrebbe essere una possibile soluzione, ma visivamente hanno un aspetto finale da "plastica", per non parlare dei toni dei colori che non sono proprio quelli degli affreschi o dei dipinti murali.

Mentre l'opposizione al Primal o comunque le mie riserve riguardano innanzi tutto l'abitudine all'uso di questo come di alcuni altri prodotti, che vengono visti e usati come risoluzione di ogni problema, in conseguenza di una specie di passaparola che porta alla pigrizia di noi restauratori nel ricercare  il prodotto giusto per lo specifico caso o ancora studiare anche le tecniche esecutive passate per arrivare al prodotto giusto.
Oltre a questa opposizione più concettuale, ritengo che conferisca al ritocco un aspetto piuttosto plastificato o comunque più sordo, lontano dalle trasparenze dell'affresco, e se posso azzardare io, meglio un ritocco a caseina, o a acqua di calce, o.... e ci sono altri metodi. Circa la reversibilità, se il ritocco è fatto sulle stuccature, è sempre reversibile la stuccatura o no?


Jole Marcuccio
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admin
Aprile 21, 2005, 7:08am Report to Moderator
Architetto
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Probabilmente dovrei aprire un'altra sezione: materiali e tecniche tradizionali pregi e difetti.
E' chiaro che il trascorrere dei secoli ha dimostrato e collaudato diversi materiali e tecniche ma oggi, soprattutto per quanto riguarda gli apparati decorativi esposti all'atmosfera inquinata ed alle intemperie, i problemi sono altri.

1) molti materiali tradizionali sono facilmente deteriorabili in presenza di acque acide e d'inquinanti atmosferici;
2) i materiali tradizionali, ove ancora esistenti, non hanno più le caratteristiche tecnologiche di un tempo (un esempio fra tutti: la calce) in quanto i sistemi di produzione sono radicalmente mutati in seguito alle mutazioni imposte dall'industrializzazione;
3) le tecniche tradizionali, spesso e soprattutto nel settore edile, una volta divenute desuete sono andate perdute per l'avvento di nuovi sistemi.

In questo ambito il restauratore deve adeguare la propria professionalità adattandosi, ove necessario, all'uso "critico e cosciente" sia dei nuovi materiali che delle tecniche innovative.
Occorre prendere coscienza che ogni tentativo di "ritorno al passato" risulta essere sicuramente meno fruttuoso dell'approfondita conoscenza di quanto l'odierna tecnologia, nel bene e nel male, ci mette a disposizione.


Sergio Tinè
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Marcin
Aprile 21, 2005, 8:10am Report to Moderator
dipinti, pittura murale, scultura policromata
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Location: VARSAVIA, POLONIA
Sono perfettamente d'accordo con Sergio.
La tentazione di ripetere la technica originale non e' assolutamente giusta in certi casi. Affresco esposto all' esterno in condizioni climatiche variabili, con i cali di temperatura sotto zero ed alta umidita' nello stesso tempo e un esempio anche troppo chiaro. Poi non credo che in settecento o ottocento tutti artisti hanno pensato come le sue opere  si comporteranno in futuro. Imperatore, re, cardinale ordinava la decorazione per la festa, tempo mancava, quatrini troppo pochi, etc. Tutto funzionava piu o meno come oggi. Risultati: dopo una ventina di anni, in ambiente purissimo, senza inquinamento cha abbiamo oggi hanno comminciato di rifare, ridipingere etc.
Efetto della superficie "plastica e sorda" in restauro pittorico e sopratutto nella ricostruzione - con certi limiti - non e' inevitabile se restauratore sa come adoperare i nuovi materiali per far la finta di affresco.
Per questo damandavo se qualcuno ha le nuove esperienze in questo campo.
A JoleMar:
Keim e una ditta di Diedorf vicino di Augsburg, che si ocupa della produzione di colori a base di cosi detto vetro liquido + diverse modificazioni, malte etc. Per conoscere la storia di Dott. Keim e suo brevetto consulta http://www.keimfarben.de/html/ ;  http://www.keim.it

Marcin Kozarzewski


Marcin Kozarzewski
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Jole Marcuccio
Aprile 21, 2005, 8:57am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
Concordo anch'io con Sergio, le sue argomentazioni sono correttissime, ma quello che mi preme sottolineare è la chiusura che ne deriva, lo scartare a priori.
Ad esempio, nel trattamento di legni esposti alle intemperie, si argomentava allo stesso modo, ma poi provando si è verificato che verniciature con oli e resine naturali hanno indubbi vantaggi, anche se si sono evidenziati altri loro difetti. Perlomeno noi abbiamo dalla nostra parte una preparazione scientifica e supporti che in passato non esistevano.
Sergio afferma :  uso CRITICO E COSCIENTE DEI NUOVI MATERIALI perfetto!!

ma anche uso critico e cosciente , oltre che scientifico di antiche tecniche, che non è un ritorno al passato!!

Un esempio: ho trovato il programma di un convegno tenutosi a Londra nei primi giorni di Aprile, Tema: il ritocco con tempera all'uovo nel restauro di dipinti

Un tema che farebbe drizzare i capelli a tutti in Italia, ma aldilà della validità di una tale tecnica di ritocco, perlomeno ne parlano, ci fanno un convegno


Jole Marcuccio
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elyre
Aprile 21, 2005, 11:05pm Report to Moderator
Restauro dipinti su tela e tavola - affreschi
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CiaoSergio,
scusa se ho  risposto alla tua domanda con altre domande: la curiosità per gli argomenti che hai citato mi ha distratta…
Comunque non posso che essere d’ accordo anche io con tutto ciò che è stato scritto fin’ora ed anche io, come jolemar, penso che non bisogna scartare a priori materiali e tecniche.
Cosa vuoi dire quando scrivi  “A proposito di supposta reversibilità degli interventi; in ambito CNR, ICR e ODP non se ne parla più”?
Volevo anche chiederti cosa ne pensi degli antigelo che vengono aggiunti alle malte da restauro.
Personalmente non li ho mai usati e li vedo con molta diffidenza eppure c’è chi sostiene che ci siano dei tipi di antigelo che si possono utilizzare…boh???…Non hanno, però, saputo spiegarmi che tipi di antigelo si possono utilizzare.
A jolemar, vorrei chiedere:
che cosa intendi quando dici che i toni dei colori acrilci non sono gli stessi delgi affreschi e delle pitture murali ? Se si utilizzano ACQUERELLATI e di buona marca (come avevo specificato),  li trovo del tutto simili agli acquerelli e per niente “plasticosi”.
Inoltre non sempre capita di ritoccare su stuccature…in caso di abrasioni superficiali non me la sentirei di intervenire con metodi irreversibili.
Ciao
Betty


Elisabetta Rei
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admin
Aprile 22, 2005, 7:31am Report to Moderator
Architetto
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Antigelo ? Mai sentiti nominare e ... comunque in Sicilia è difficile averne esperienza ...  

Nel documento finale del convegno Arkos tenutosi a Conegliano - Dalla reversibilità alla compatibilità - si legge quanto segue:

2. È emersa la necessità di rivedere il termine reversibilità o cancellandolo per alcune operazioni, come per la pulitura delle superfici ( non ha senso e andrebbe sostituito con altri requisiti come, ad esempio, la non invasività) o per il consolidamento delle superfici (ritenendolo impossibile, o inutile o dannoso), o accettandolo in altri casi ma con le debite precisazioni (come per la protezione superficiale, dove la sua utilità sembra riconosciuta, almeno come limite asintotico), fatte salve le prospettive che possono emergere dalla ricerca innovativa e di base. In ambito architettonico può diventare oggetto di progettazione e fonte di ulteriore ricerca sui materiali. Definizioni terminologiche che hanno ottenuto assenso comune sono:

2.1 Riguardo alla reversibilità, si riprende quanto affermato nel Convegno del 2002:
"Rimanendo sul piano della pura teoria sono emersi due scenari:
- rimane un'utopia (necessaria in quanto pone dei traguardi di rispetto dell'opera);
- resta obiettivo (in vari casi raggiungibile, dopo opportune limitazioni e precisazioni).
Occorre però spostare maggiormente l'attenzione dal piano teorico a quello applicativo, inteso come pratica di cantiere e procedura di laboratorio". In ambito chimico-fisico si intende la reversibilità soprattutto come ritrattabilità, in particolar modo se ci si riferisce a trattamenti consolidanti e protettivi, benché il termine possa avere anche un'accezione più vasta, vale a dire se inteso come alternativa realistica al concetto di reversibilità in senso assoluto. Per opere dettate da cambiamenti d'uso nelle fabbriche e non da problematiche di puro consolidamento, la compatibilità statico-strutturale è legata a quella del progetto architettonico, con il quale sempre si correla, prima ancora della scelta della nuova utenza;


Sergio Tinè
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Jole Marcuccio
Aprile 22, 2005, 9:11am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
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Location: Bergamo
Si Betty, il mio discorso era generale, per affermare un modo di procedere che da per scontato certe metodologie a scapito di una necessaria apertura mentale, quindi anch'io non interverrei con materiali irreversibili, anzi difficilmente removibili sulle abrasioni, quindi sulla materia originale. Circa gli arilici plasticosi, mi riferivo ad interventi che ho visto e che avevano purtroppo questo aspetto.


Jole Marcuccio
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elyre
Aprile 24, 2005, 10:47pm Report to Moderator
Restauro dipinti su tela e tavola - affreschi
Utente anziano
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Location: Piemonte
Ciao Sergio,
sinceramante di questi antigelo non ne so un granchè neanche io...La prima volta che ne ho sentito parlare è stato durante un cantiere in cui si lavorava con una ditta edile: noi restauratori lavoravamo all' interno su degli affreschi mentre loro erano all' esterno e dovevano per foza intonacare la facciata. Il lavoro si svolgeva a gennaio e le temperature erano sotto 0°. Alla malta avevano addizionato questa sostanza antigelo che penso sia composta da sali???
Pur non conoscendo queste sostanze penso che non siano adatte per il restauro ... Ultimamente, mi è capitato di riaffrontare quest' argomento con un collega che diceva di aver usato degli additivi antigelo per le malte durante un lavoro su una facciata. Io gli ho espresso i miei dubbi, ma lui mi ha risposto che ci sono degli additivi antigelo che sono adatti per il restauro...non ha saputo darmi ulteriori spiegazioni.
Mi piacerebbe chiarire questo dubbio e magari avere informazioni più dettagliate circa la composizione ed i tipi di additivi antigelo per le malte...ma forse la sezione più adatta sarebbe restauro architettonico? Come posso fare a spostare quest' argomeno ad un altra sezione? Devo ricominciarlo da capo?
Inoltre chiedo a marcin: hai già sentito parlare di questi additivi antigelo per le malte?
Grazie
Betty


Elisabetta Rei
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annalisa celeste
Giugno 17, 2006, 8:54am Report to Moderator
decoratrice
Utente recente
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Location: piemonte
Ciao Betty,

anche io sono d'accordo con Jole sui colori irreversibili..
..gli acquarelli contengono un legante naturale "gomma arabica", credo ci sia
un'enorme differenza.
Ci sono anche altri metodi naturali come l'acqua di calce o la caseina, ma credo tu questo lo sappia già.
Premetto che non ho mai usato la caseina, eseguendo sempre e solo ordini mi è toccato usare sempre e solo il "Primal" che non è certo un metodo naturale.

Ciao Annalisa

PS: chi può consigliarmi un testo che parli dell'esecuzione di pitture murali nello specifico "rigatino"?
Grazie!  


Annalisa Celeste
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