Fonte: Edilizia e Territorio
n. 15/2002 (15-20 aprile 2002)
Il
"Fascicolo del fabbricato" è obbligatorio per tutti gli edifici, pubblici o
privati, compresi i nuovi per i quali diventerà condizione indispensabile per
il certificato di abitabilità. A predisporlo sarà un tecnico iscritto all'albo
da almeno cinque anni.
Dai quattro disegni di legge che puntavano a istituire il controllo di
staticità e sicurezza sugli immobili, il relatore Lucio Zappacosta ha
elaborato un unico testo base fatto di soli quattro articoli e la commissione
Ambiente del Senato lo ha adottato il 10 aprile. In base alla nuova versione,
l'obbligo del libretto sarà il più ampio possibile. Coprirà infatti l'intero
patrimonio edilizio, senza distinzione tra pubblico e privato o vecchio e
nuovo.
Per gli
immobili esistenti il fascicolo andrà redatto nei cinque anni dall'entrata in
vigore della legge. Il Ddl non si addentra nelle caratteristiche del
documento. Si limita a precisare che deve contenere "le informazioni di tipo
identificativo, progettuale, strutturale, impiantistico e geologico relative
al fabbricato". Senza il fascicolo non si potranno fare nuovi interventi
sull'edificio, né ottenere concessioni edilizie. Il libretto potrà essere
compilato da un tecnico (non è specificato il titolo di studio) che va
individuato tra quelli che sono abilitati a progettare il tipo di edifici da
controllare.
Come
incentivo sono previste la detrazione Irpef del 36% e l'Iva al 10% sulle spese
di preparazione del libretto (ma per quest'ultima è necessario l'assenso di
Bruxelles), che potranno coprire anche le spese che il tecnico indicherà come
necessarie per la sicurezza. A definire il fascicolo sarà il ministero
Infrastrutture con uno decreto con lo schema tipo.
Sullo
stesso argomento l'UNI segnala l'imminente pubblicazione del progetto di norma
UNI U86000020 "Archivi di gestione immobiliare - Criteri generali di
costituzione e cura". Il documento scaturisce dalla necessità di evidenziare
ed ordinare il complesso sistema di dati informativi necessari per la corretta
gestione tecnologica di un edificio o di un complesso immobiliare. Esso si
caratterizza in relazione ai seguenti principi:
-
favorire la visione d'insieme di un edificio o di un complesso immobiliare al
fine di poterne bilanciare e coordinare gli interventi di gestione;
-
organizzare e qualificare le strutture operative, dotandole di opportune
infrastrutture;
-
graduare le attività di costituzione degli archivi e le attività di gestione
immobiliare;
-
considerare le interconnessioni derivanti da disposizioni legislative e/o
normative di fonte nazionale, regionale, provinciale e comunale;
-
tendere al contenimento dei costi mediante analisi integrate ed azioni di
intevento coordinate inserite in un quadro unitario di azioni.
L'architetto non è l'unico a poter
restaurare beni culturali sottoposti a vincolo.
Secondo
questa sentenza del Consiglio di Stato, l'architetto non è l'unico
professionista che può restaurare i beni culturali sottoposti a vincolo
infatti alcune parti del lavoro possono essere affidate ad altri
professionisti. La sentenza si riferisce a quegli interventi non tecnici che
possono essere seguiti benissimo da un professionista che non sia architetto.
La riserva assoluta si era sino ad oggi basata sull'articolo 52 del regio
decreto 23 ottobre 1925 n. 2537 che prevede "...le opere di edilizia civile,
che presentano rilevante carattere artistico ed il restauro e il ripristino
degli edifici contemplati dalla legge 20/6/1909, n. 364, per l'antichità e le
belle arti, sono di spettanza della professione di architetto..." Per quanto
concerne il temine "parte tecnica" dell'intervento ci si riferisce ai soli
calcoli di stabilità e all'impiantistica; la distribuzione dei vani
all'interno dell'edificio nonchè gli interventi di adeguamento
igienico-funzionale e di abbattimento delle barriere architettoniche restano
di esclusiva competenza dell'architetto.
Estratto della sentenza -
Punto 6.3. Il mezzo è
infondato.
Si può
prescindere dalla questione relativa alla distinzione tra restauro e
ristrutturazione. Hanno infatti rilievo assorbente le considerazioni che
seguono.
L’art.
52, comma 2, r.d. 23 ottobre 1925, n. 2537, riserva agli architetti la
progettazione delle opere di edilizia civile che presentano rilevante
carattere artistico, e dei lavori di restauro e di ripristino degli edifici
contemplati dalla l. n. 1089 del 1939, salvo che per la parte tecnica, che può
essere compiuta tanto dall'architetto quanto dall'ingegnere.
Il successivo art. 55, comma 1, stabilisce che la previsione di cui all’art.
52 non si applica alle <>.
Il comma 2 dell’art. 55 aggiunge che <>.
L’interpretazione combinata degli artt. 52 e 55 porta al risultato ermeneutico
che:
- per le opere relative a beni protetti ai sensi della l. n. 1089 del 1939, la
parte tecnica dei progetti può essere redatta sia da ingegneri che da
architetti (art. 52);
- per le opere assegnate a seguito di pubblico concorso, che siano di
rilevante importanza, non occorre la progettazione sottoscritta da ingegnere o
architetto (art. 55, comma 1);
- per le opere assegnate a seguito di pubblico concorso, che, oltre ad essere
di rilevante importanza, siano relative ad immobili protetti ai sensi della l.
n. 1089 del 1939, la parte tecnica deve essere eseguita sotto la direzione o
responsabilità di un ingegnere, o architetto se si tratti delle opere di cui
all’art. 52.
Ora, l’art. 52, consente in relazione ai beni di cui alla l. n. 1089 del 1939,
che la parte tecnica sia affidata indifferentemente ad ingegneri o architetti.
Pertanto, l’art. 55 va inteso nel senso che se l’opera relativa a detti beni è
affidata a seguito di pubblico concorso, la parte tecnica va comunque affidata
ad ingegnere o architetto, mentre per la parte non tecnica non occorre
progetto di architetto.
Posto che, nel caso di specie, l’opera è stata affidata a seguito di gara, non
era necessaria la sottoscrizione del progetto da parte di architetto, mentre
per la parte tecnica era sufficiente la sottoscrizione da parte di ingegnere.
Si fa spazio la pubblicità sui
teloni o le altre coperture dei ponteggi durante la fase
di restauro di palazzi e opere d’arte, anche se spetta
comunque alla soprintendenza il compito di valutarne caso
per caso l’opportunità. Lo ha chiarito il ministero dei
Beni e delle attività culturali, rilevando che “si tratta
di situazioni in cui la fruibilità del bene, dal punto di
vista visivo, risulta già pregiudicata o fortemente
limitata dalla presenza del cantiere” e sottolineando
“l’intrinseca transitorietà dell’installazione”. D’altra
parte, aggiunge il dicastero guidato da Giuliano Urbani,
“non è da trascurare la possibilità che dalle stesse forme
di pubblicità possano conseguire introiti, talvolta non
irrilevanti, da destinare al potenziamento delle azioni di
tutela del patrimonio culturale”. Spetta comunque alle
soprintendenze competenti “valutare caso per caso la
compatibilità delle installazioni con le esigenze di
tutela, tenendo conto delle caratteristiche della
pubblicità e dettando, eventualmente, le opportune
prescrizioni”.

Il caso di villa Paccagnella
Un
bene culturale va tutelato e dunque sottoposto a
manutenzione e restauro anche contro la volontà del
proprietario, sostenendo le spese necessarie attraverso
l’iscrizione di un’ipoteca sull’immobile. L’esempio
arriva da villa Contarini Paccagnella a Presina di
Piazzola sul Brenta, nel padovano, per la quale l’Istituto
regionale per le ville venete (Irvv) e la sovrintendenza
per i Beni architettonici e il paesaggio del Veneto hanno
stabilito di sostituirsi al proprietario inadempiente e di
autorizzarne i lavori per la conservazione. Per
l’intervento, 25mila euro sono arrivati dal ministero per
i Beni culturali e 232.405, 60 dall’Irvv.

Maggio con Giotto
Il 30
maggio 2002 è prevista una Giornata di Studio presso
l’Accademia dei Lincei Roma dal titolo “Il restauro di
Giotto agli Scrovegni. Indagini, progetto, interventi”
La giornata sarà dedicata alla professoressa Angiola Maria
Romanini che prima della sua recente scomparsa aveva
sostenuto con entusiasmo l’iniziativa dell’ICR. Saranno
illustrati 20 anni di ricerche, indagini scientifiche,
interventi di documentazione e conservazione d’urgenza,
risanamento dell’ambiente e dell’edificio che hanno
consentito un restauro del ciclo grottesco in tempi brevi
e puntualmente programmati. Alla illustrazione del
restauro di Giotto sarà ovviamente dedicata la maggiore
attenzione.
Per
informazioni sulla Giornata di Studio contattare: Alfa
International Tel 063230077 e-mail alage@tiscalinet.it
Programma
9,00 Saluto del Presidente dell’Accademia
Coordina Antonio Cadei
La Commissione scientifica e gli interventi per la conservazione della
Cappella A. M. Spiazzi
Il restauro di Giotto:
progetto e realizzazioni A. Mignosi Tantillo
Il restauro di Giotto:
problemi e soluzioni G. Basile
11,00
Indagini scientifiche
sull’ambiente, l’edificio, i dipinti M. Marabelli
Interventi conservativi
sull’ambiente e l’edificio S. Borsella
Interventi di restauro sui
dipinti murali della navata F.Capanna, G. Colalucci, A.Guglielmi
Interventi di restauro sui
dipinti murali del presbiterio e dell’abside F.Capanna, A. Filiani, M. Furci,
M.Gottardo, A.Guglielmi
Restauro della tavola con Dio
Padre D. Banzato, A. Rava
15,00
Rilievi ed analisi del
microclima della Cappella C.Bonacina, P.Romagnoni
Il ruolo degli inquinanti
atmosferici sui processi di degrado dei dipinti murali V. Fassina, M.
Marabelli, P. Santopadre
Studi idrogeologici e storici
sul sottosuolo V.Iliceto
Studi recenti sulla statica
della Cappella C. Modena
Caratteristiche
dell’illuminazione artificiale L. Fellin
Studio dello stato di
conservazione dei dipinti murali:
I : mediante tecniche XRF A.
Castellano, R. Cesareo
II:mediante misure
spettrocolorimetriche e tecniche microdistruttive G. Chiavari, M. Ioele
Impiego delle finiture a
secco e delle lamine metalliche F.Fernetti, A.Gallone, P. Santopadre
2 - 5
luglio 2002 Bressanone, Italia
Ente: Università
di Padova - Università Ca' Foscari di Venezia Università di Genova
- I.U.A.V. Venezia Politecnico di Milano
Il
convegno si propone di affrontare esclusivamente i temi relativi alle tecniche
di realizzazione, ai processi di degrado ed alla conservazione dei mosaici.
Non verranno accettati contributi riguardanti le tarsie lapidee e le opere
realizzate con elementi di grandi dimensioni regolari e ripetitivi ma solo
quelli relativi al mosaico in senso stretto, cioè gli apparati decorativi
architettonici ottenuti mediante la commessione in loco di elementi a ridotta
dimensione di forma varia (opus sectile) o di piccoli dadi (opus tassellatum)
accostati per comporre motivi decorativi geometrici o figurati.
Contatti:
ARCADIA RICERCHE SRL VEGA - Parco Scientifico Tecnologico di Venezia
Via della Libertà, 12 - 30175 Marghera/VE Tel. +39.041.5093048; Fax: +39.041.5093098
E-mail: arcadia@vegapark.ve.it
UNIVERSITA' DI PADOVA - Dpt. C.I.M.A. Renzo Bertoncello Via Loredan, 4 - 35131 PADOVA
Tel. +39 049 8275204; Fax +39 049 .8275161
E-mail: bertonce@chin.unipd.it
La Facoltà di Scienze Ambientali dell'Università degli Studi di
Urbino, unitamente alla Divisione di Chimica Ambientale della
Società Chimica Italiana, ospita la II Conferenza Organizzativa
sulla "Ricerca Applicata ai Beni Culturali", che si svolgerà ad
Urbino nei giorni 3 e 4 ottobre 2002.
La Conferenza si propone come
momento di confronto e di interazione tra esperti provenienti da ambiti scientifici
diversi, le cui competenze potranno risultare sinergiche per un corretto
approccio ad una tematica complessa quale la Conservazione dei Beni Culturali.
Maggiori dettagli sono
disponibili sul sito
http://www.uniurb.it/SA/beni_cult_2002/bencult1.htm
attraverso il quale sara' anche
possibile effettuare l'iscrizione on-line.
Per ulteriori informazioni
rivolgersi a:
Michela Maione
Universita’ degli Studi di Urbino Istituto di Scienze Chimiche P. Rinascimento
6 61029 Urbino (Italy)
Ph. 0039 0722 4164 fax 0039 0722 2754
Conservation Science 2002 National
Museums of Scotland, Edinburgh May 22-24, 2002
The Institute of
Conservation Science, the National Museums of Scotland and the EU COST Action
G8 are holding a conference on Conservation Science at the National Museums of
Scotland, Edinburgh. The conference will provide a broad overview of current
research in conservation science, of relevance and interest to both
conservators and scientists from all countries.
The
conference runs from the afternoon of 22nd May to the evening of 24th May 2002
inclusive. There are three major themes:
-
he assessment and development of conservation methods
- preventive conservation
- non-destructive testing and analysis in the conservation of museum objects
(organised under COST Action G8) Each session includes both oral and poster
presentations which will be published in the conference postprints. There will
also be social events and opportunities to visit local laboratories.
Registration fee
is UKP105/180 Euro for ICS Members, or UKP115.00/EURO195 for non-ICS members.
The Conference Dinner on 23rd May is UKP35/EURO65.
The program and
registration form are available at:
http://www.instituteofconservationscience.org.uk
or
from
Nicola Galloway
Conservation and Analytical Research National Museums of Scotland
Chambers Street Edinburgh EH1 1JF
ics@nms.ac.uk
Please include your name, postal address and e-mail address with
any requests for details.
Dta-Uffizi in collaborazione con Toppan
Printing Co. Ltd
Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di
Firenze Prato e Pistoia
DADDI Project Digital Archive through Direct Digital Imaging
http://www.uffizi.firenze.it/Dta/daddi-ita.html
Il
progetto consiste nella ricerca e messa a punto delle metodologie e nella
integrazione delle tecnologie necessarie per creare un archivio di immagini
digitali ad altissima risoluzione con le seguenti caratteristiche:
Rappresentazione di tutte le opere esposte e non, dipinti ed oggetti
tridimensionali.
Standardizzazione della procedura di acquisizione e delle modalità di
archiviazione digitale.
Massima qualità ottenibile con la tecnologia odierna per risoluzione spaziale
e fedeltà cromatica.
Scientificità nella metodologia di ripresa, illuminazione e correzione
cromatica.
Multirisoluzione, ciascuna immagine verrà archiviata in più formati in modo da
garantire maneggevolezza e qualità adatta alle esigenze dell’uso.
Fruibilità in linea su rete telematica interna ed Internet nonché su supporti
fisici standard DVD-rom.
Protezione del copyright sulle immagini tramite i più avanzati sistemi di
marchiatura elettronica.
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