Qui
succede un "quarantotto"
di Manlio Cammarata -
04.04.01
Domani,
4 aprile, entra in vigore la nuova legge
sull'editoria, pubblicata con il n. 62 sulla Gazzetta
ufficiale del 21 marzo scorso. Pessima la carta, vergognosa la
qualità della stampa, assurde le disposizioni, ma... è fatto
obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come
legge dello Stato, secondo la formula di rito che chiude
l'articolato.
Dunque da domani ogni sito italiano destinato alla
"diffusione di informazioni presso il pubblico" sarà
considerato "prodotto editoriale" e sarà soggetto
alle disposizioni sulla stampa contenute nella vetusta legge
8 febbraio 1948, n. 47.
Con
una serie di articoli Come
mettersi in regola con le norme sulla stampa esamineremo
in dettaglio gli aspetti legali delle nuove disposizioni e
cercheremo di indicare qualche soluzione. Qui è opportuno vedere
il significato generale delle nuove disposizioni, che rischiano di
far succedere un "quarantotto" nell'internet italiana.
"Un quarantotto" è un'espressione proverbiale per
descrivere una situazione di caos, in ricordo delle rivoluzioni
che sconvolsero gli stati europei nel lontanissimo 1848. Ma qui la
frase assume anche un doppio o triplo senso, perché la nuova
legge richiama espressamente quella del 2
febbraio 1948, n. 47, intitolata "Disposizioni sulla
stampa". Ma - tenetevi forte - l'estensione all'informazione
telematica di questa vecchia legge comporta, in determinati casi,
anche l'applicazione del Regio D. L. 31 maggio 1946 "Norme
sul sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni". Il
quale, all'articolo 1 parla "dei giornali o di qualsiasi
altra pubblicazione o stampato, contemplati nell'Editto sulla
stampa 26 marzo 1848, n. 695": si tratta dello storico
editto del Re del Piemonte, Carlo Alberto, che introduceva per la
prima volta una assai limitata libertà di espressione...
Gira
e rigira, si torna sempre a qualche quarantotto... E alla
incapacità del nostro legislatore di immaginare leggi nuove per
situazioni nuove. Quella che chiamiamo "società
dell'informazione" è un contesto che non ha precedenti. Non
si era mai verificato che l'informazione costituisse un bene
economico di primaria importanza e che le condizioni sociali e le
libertà politiche di masse di individui potessero essere misurate
a seconda delle possibilità di accedere all'informazione, sia nel
senso di ricevere informazioni, sia di diffonderle, cioè di
esprimere le proprie idee.
Questo assetto socio economico, in perenne divenire, ha iniziato a
svilupparsi pochi anni fa. E' anche possibile indicare una anno
preciso: il 1994, con la diffusione dell'interfaccia grafica per
il Word Wide Web e con il "manifesto" di Clinton e Gore
sulle "autostrade dell'informazione".
Ma
in tutto questo il legislatore italiano che cosa fa?
Mettendo mano all'ennesima "leggina" sulla distribuzione
di soldi pubblici all'editoria, si rende conto che deve in qualche
modo estendere i contributi a una parte dell'informazione
telematica. Allora scrive una confusa definizione di
"prodotto editoriale", nella quale comprende
l'informazione on line, e stabilisce che tutti i prodotti
editoriali sono soggetti alla legge del 1948.
Con risultati che potrebbero essere devastanti per tutta la nuova
informazione e porre l'Italia in una situazione di grave
svantaggio nei confronti dei suoi concorrenti di tutto il mondo,
con l'eccezione di qualche stato poco democratico, come la Cina.
Qualcuno
dirà - come al solito - che esageriamo. Allora si consideri
questo fatto: da domani, chi pubblicherà qualsiasi tipo di
informazioni senza aver adempiuto gli obblighi prescritti dall'art.
2 o dall'art.
5 della legge del '48, commetterà un reato. Un delitto,
previsto e punito dall'art.
16 della stessa legge: "Chiunque intraprenda la
pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata
eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la
reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000. La
stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non
periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello
dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non
conforme al vero" (quest'ultima disposizione si riferisce
all'articolo 2).
Per
chi fa informazione telematica non è semplice adempiere questi
obblighi. Tanto per incominciare, nel mondo on line non esiste la
figura dello "stampatore". Il server web dal quale
l'informazione viene diffusa può, se mai, essere equiparato al
"distributore" (ma con la conseguente imputazione, in
caso di "stampa clandestina" del reato - depenalizzato -
previsto dall'art.
663-bis del codice penale). Nell'innovativa e
coraggiosa ordinanza
di registrazione di questa testata, il Tribunale di Roma
ricorse alla finzione giuridica di considerare la sede del
fornitore di hosting come "luogo di
pubblicazione", ma chiunque conosca per sommi capi il
funzionamento della Rete si rende conto che la soluzione non
regge. Infatti un cambio di server si può fare da un momento
all'altro, senza nessun effetto pratico sulla diffusione delle
informazioni. Ma, nel combinato disposto della vecchia e della
nuova legge, la mancata comunicazione al tribunale del
trasferimento del server può dare luogo a una sanzione
amministrativa. E anche le indicazioni non rispondenti al vero
possono costituire un reato, come vedremo in un prossimo articolo.
Si
pone quindi il problema di identificare il luogo di pubblicazione
del notiziario telematico. Problema di non semplice soluzione e
gravido di conseguenze: per esempio, posto che la registrazione ai
sensi dell'art. 5 della legge sulla stampa deve essere chiesta al
tribunale nella cui circoscrizione avviene la pubblicazione, come
si fa a chiedere la registrazione di una testata italiana diffusa
da un server situato all'estero?
Come spiega Andrea Monti nel già citato articolo E'
il "prodotto" che fa la differenza, la
collocazione del server all'estero non fa venir meno la
giurisdizione italiana per un pubblicazione che sia evidentemente
destinata al pubblico italiano. Allora per "luogo di
pubblicazione" si dovrebbe intendere quello dove si trova la
redazione... che però a sua volta potrebbe essere
"virtuale". La soluzione, nella legge, non c'è, per il
semplice motivo che ai tempi in cui fu emanata la legge stessa non
si poteva neanche lontanamente pensare all'informazione on line.
La
conclusione è che le nuove disposizioni non solo confuse, ma
anche confusionarie. Occorre una regolamentazione organica
dell'informazione, che tenga conto del fatto che nella società di
oggi chiunque può essere "fornitore di informazioni".
E' venuto il momento di applicare compiutamente non solo il
dettato dell'articolo 21 della nostra Costituzione, ma soprattutto
quello dell'art. 19 della Dichiarazione
universale dei diritti dell'uomo:
Ogni
individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di
espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la
propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere
informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a
frontiere.
Nella
seduta di ieri, 24 maggio, il Consiglio dei ministri ha approvato,
su
proposta del presidente del Consiglio Amato e del ministro per la
Funzione pubblica Bassanini,
il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia.
Il testo semplifica i procedimenti per il rilascio della
concessione edilizia, chiarendo le ipotesi in cui è richiesta e
consentendo in tutti gli altri casi l’inizio dell’attività
previa semplice comunicazione, pur nella salvaguardia delle
esigenze ambientali. E’ istituito, inoltre, lo sportello unico
per l’edilizia che consente ai costruttori di avere un unico
interlocutore.
Il
testo, in formato pdf di 238KB è scaricabile all'indirizzo
: www.tine.it/news/testounico.pdf
Notiamo
con disappunto che, contrariamente a quanto lamentato da più
parti nel corso degli anni, all'art. 2 Definizioni degli
interventi edilizi vengono riproposte le definizioni della
Legge 5 agosto 1978 n. 457 art. 31. che intendono per :
-
manutenzione ordinaria il "rinnovamento e la sostituzione
delle finiture"
-
manutenzione straordinaria "le opere e le modifiche
necessarie per rinnovare e sostituire parti anche
strutturali"
-
restauro e risanamento conservativo " quegli interventi
rivolti a conservare .... (tramite) il ripristino ed il rinnovo
degli elementi costitutivi dell'edificio ... (e)
l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio ...
Complimenti
al Consiglio dei Ministri !!
|
E’
stata pubblicata la norma Uni
10942 "Cantieri edili. Piani di sicurezza. Guida
alla compilazione dei piani di sicurezza e di
coordinamento", che individua i metodi e le procedure per
la redazione, la verifica, l’accettazione e la gestione dei
documenti della sicurezza, in attività in cui sia
individuabile la presenza di un cantiere mobile o temporaneo.
La Uni 10942 prevede, come momento fondamentale nella
compilazione dei piani di sicurezza, la rispondenza alle
aspettative delle tre principali figure coinvolte:
- l'organizzazione operante nella commessa, nel procedimento o
nel cantiere, individuata nel committente, nel realizzatore o
nel gestore patrimoniale, di un bene immobile o di un impianto
completo
- il cliente dell'organizzazione, individuato in una delle
persone giuridiche (imprese) o fisiche (responsabili
funzionali dei diversi servizi) che sono coinvolte dal
committente quando agisce come promotore della commessa o del
procedimento
- il fruitore finale dell'opera.
Quest'ultimo può essere individuato in diverse figure:
- nell'azienda operativa che la utilizza per la sua attività
di produzione, trasporto o servizio;
- nella comunità di persone al cui uso l'opera è destinata;
- nelle autorità locali che rappresentano la comunità;
- nella persona che la utilizzerà per sue esigenze vitali e
di relazione; - negli operatori che interverranno
nell'esecuzione, manutenzione, esercizio, riconversione e
restauro, fino alla demolizione e allo smaltimento dei
componenti dell'opera; - nelle autorità locali responsabili
degli organismi di prevenzione e protezione della salute,
dell'igiene e della sicurezza sul lavoro e dell'ambiente.
Il processo di prevenzione è così spostato a monte
dell’apertura del cantiere, attraverso la progettazione e la
pianificazione della sicurezza, che prevede l’eliminazione e
la riduzione dei rischi alla fonte, oltre che
l’organizzazione delle dinamiche per il coordinamento nella
fase esecutiva.
Il Gruppo di lavoro 12 "Piani di sicurezza in
cantiere" dell'Uni ha individuato una guida delle
responsabilità, delle funzioni e dei documenti che
determinano la conduzione di una commessa, di un procedimento
o di un cantiere, in modo da rimuovere i pericoli, valutare i
rischi, predisporre le misure di sicurezza per gli operatori
che interverranno nell'opera dalla sua esecuzione fino alla
sua demolizione.
In particolare, la Uni 10942 propone contenuti, forme, modalità
e procedure per la compilazione, l'adeguamento e
l'aggiornamento di:
- piani di sicurezza predisposti dal committente all'inizio
del procedimento o nel corso della progettazione esecutiva e
prima della definizione delle modalità per l'affidamento;
- fascicolo di informazioni dell'opera, contenente
informazioni per prevenire e proteggere il lavoro nelle
attività di esercizio, manutenzione, ristrutturazione e
demolizione dell'opera in progetto;
- indicazioni sull'impiego dei materiali, delle macchine,
degli impianti fissi e delle infrastrutture, nonché
indicazioni sulle misure di sicurezza destinate agli operatori
professionali interessati nelle lavorazioni e nei singoli
cantieri;
- modalità con le quali gli esecutori possono riesaminare i
piani e indicazioni per le tecnologie e le modalità operative
proposte;
- piani operativi predisposti dalle imprese esecutrici.
L’Uni pubblica, quindi, una guida applicativa al fine di
agevolare la comprensione e l'utilizzo della norma, uno
strumento tecnico operativo di semplificazione e utile
indicazione, che proporrà anche una serie di casi
esemplificativi.
Per informazioni:
Uni, Alberto Galeotto e-mail: costruzioni@uni.com
Comparto costruzioni Uni
tel. 02.70024403 fax 02.70106106

Il
decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n. 100 del 2
maggio 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, prevede
l’obbligo per le amministrazioni statali e locali di
pubblicare i bandi di gara su Internet, a partire dal 1°
maggio. Il decreto distingue se si tratta di bandi emanati
dalle amministrazioni statali, nel qual caso devono
comparire sul sito del ministero dei Lavori pubblici ( www.llpp.it
), oppure se si tratta di opere di interesse regionale,
da pubblicare quindi sui siti delle Regioni e delle province
autonome.
L’obbligo di pubblicazione on-line dei bandi è
formalmente già scattato, mancano comunque ancora le
istruzioni sulle modalità di trasmissione dei bandi al sito
del Ministero. L’ufficio incaricato al coordinamento delle
operazioni per la messa on-line dei bandi fa sapere che le
regole dell’operazione saranno disponibili in tempi brevi.
L’Autorità sui Lavori pubblici precisa tuttavia che le
forme di pubblicità previste nel decreto ministeriale,
concernente la pubblicazione sul sito Internet del ministero
dei Lavori pubblici di bandi e avvisi di gara delle stazioni
appaltanti a decorrere dal 1° maggio 2001, non
sostituiscono quella stabilite dalla normativa tuttora
vigente. La sostituzione delle forme stesse avverrà, a
partire dal 1° luglio 2001, in base alle modalità da
determinare con il decreto del presidente del Consiglio dei
ministri, ai sensi dell’articolo n. 24 della legge n. 340
del 24 novembre 2000.

Fonte: Restauroonline
Associazione Legambiente http://www.legambiente.it
Tra le tante proposte di Legambiente per i volontari c'è
spazio anche per la tutela e la valorizzazione del patrimonio
artistico e culturale, nell'ambito del progetto Salvalarte.
Associazione Lunaria http://www.lunaria.org
Organizza per giovani volontari campi di lavoro all'estero,
anche relativi alla tutela e al restauro dei beni culturali.
Nel sito si accede alle informazioni sui campi tramite
data-base.
Associazione internazionale
OIKOS http://www.oikos.org/
L'OIKOS propone un vasto programma di campi di lavoro in
Italia e all'estero, per giovani volontari, segnalando una
serie di occasioni di servizio volontario o di vacanza-lavoro
per la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Ricerca
nel sito tramite data-base.
BTCV http://www.btcv.org.uk/
BTCV è un'associazione inglese che propone campi in ambito
ambientalista e di recupero del patrimonio architettonico in
numerose località nel mondo.
Associazione gruppi
archeologici d'Italia http://www.gruppiarcheologici.org
Campi di ricerca archeologica organizzati dall'Associazione
gruppi archeologici d'Italia in diverse località nazionali.
Centro del Bel Libro http://www.cbl-ascona.ch/Italiano/burestaurierung_i.htm
Ad Ascona, in Svizzera, sul lago Maggiore, il Centro del Bel
Libro organizza corsi di restauro del libro antico per
professionisti e principianti.
IBG - Restauro
architettonico ed ambientale E
Mail: IBG-workcamps@T-ONLINE.DE
IBG - Internationale Begegnung in Gemeinchaftsdienste - è
un'organizzazione che propone campi di restauro, protezione
ambientale, campi sociali e di animazioni a partire dal mese
di maggio. Si svolgono in Germania e in Svizzera e sono
rivolti a giovani dai 18 ai 30 anni. - Per informazioni: IBG -
Schlosserstr. 28
D-70180 Stuttgart - tel. 49-711 649 11 28 fax 49 711640 98 67
Ente
francese per il turismo
http://www.turismofrancese.it/it/mag/mag.cfm?num=267&preview=1&mag=2&article=2
Restauro e tutela di monumenti - castelli, dimore in rovina,
edifici pubblici - recupero di villaggi, scavi archeologici,
salvataggio di siti naturali in pericolo, creazione e
mantenimento di sentieri escursionistici... i campi di lavoro
offrono a tutti i giovani disponibili l'occasione per
trascorrere vacanze forse un po' faticose ma appassionanti e
davvero 'costruttive'
Rempart - Archeologia e
Restauro architettonico ed ambientale http://www.rempart.com
Rempart è un coordinamento di 150 associazioni che agiscono
per la difesa dell'ambiente, del patrimonio architettonico e
archeologico. Propone campi e stages, in alcuni casi destinati
anche a minorenni, in Francia e in altre località nel mondo.
Chantiers de jeunes Provence
Cote d'Azur -
E-Mail: cjpc@club-internet.fr
Cerca volontari di età tra i 14 e i 17 anni per progetti di
restauro di siti storici nell'isola di Santa Margherita,
vicino a Cannes. I campi durano due settimane: si lavora di
mattina, mentre il pomeriggio è possibile praticare degli
sport. Per
informazioni: Chantiers de jeunes Provence Cote d'Azur - 7
Avenue Pierre de Coubertin, F-06150 Cannes, La Bocca,
0033.493.478969; fax 0033.493.481201 -
Chantiers d'etudes
medievales - E-Mail:
castrum@wanadoo.fr
Campo di studio e di restauro di monumenti e siti medievali
aperto a giovani di almeno 16 anni. Attualmente l'attività di
intervento si effettua su due castelli situati ad Ottrott. Per
informazioni: Chantiers d'etudes medievales - 4, rue du
Tonnelet Rouge - 67000 Strasbourg - tel. 03.88.37.17.20 -
Achill Archaeological Summer
Field School - http://www.achill-fieldschool.com/
La Achill Archaeological Summer Field School è nata in
Irlanda nel 1991 come una Training School per studenti di
Archeologia e discipline ad essa correlate. Accoglie ogni anno
studenti da molti paesi diversi, alcuni dei quali tornano
negli anni successivi come volontari. Il territorio di
interesse archeologico della Scuola è quello post-medioevale
del Villaggio Abbandonato di Slievemore, un agglomerato di 74
case e campi coltivati abbandonati alla vigilia della Grande
Carestia irlandese, nel periodo 1845-1850. Gli studenti di 18
o più anni sono i benvenuti a frequentare il corso.
Burren Archaeology Research
-
http://www.ireland.travel.ie/thingstodo/search-display.asp?InformationCode=13399
Il Burren Archaeology Research, in Inghilterra, offre attività
archeologiche nel periodo di vacanza nel Burren, County Clare.
I partecipanti, per un periodo di due o quattro settimane,
lavoreranno alle operazioni di scavo e studio di una tomba
megalitica del 3500 AC circa. Il cibo, la sistemazione, gli
incontri serali e le gite di mezza giornata sono forniti e
organizzati dalla scuola. Questo tipo di vacanza è pensato
per gente con un grande interesse per l'archeologia, ma anche
senza o con una piccola esperienza. Le Settimane vanno dalla
metà di Giugno alla fine di Agosto.
Saskatchewan archaeological
society - http://gpfn.sk.ca
Saskatchewan archaeological society è una delle maggiori
organizzazioni archeologiche del Canada che promuove lo studio
e la ricerca in questo ambito, tra le attività proposte ci
sono anche i campi di lavoro.
ATCV - Restauro
architettonico ed ambientale http://www.atcv.com.au/
Si occupa della salvaguardia del patrimonio ambientale
australiano e della sua conservazione. Accoglie volontari che
siano maggiorenni.

Fonte:
News ICR
Gentili
utenti
per la prima volta, crediamo, un ente pubblico mette a
disposizione degli studiosi nel proprio sito Web un progetto
di restauro quasi completo.
Una documentazione grafica in formato PDF che occupa alcune
decine di mega e che può essere scaricata tavola per tavola,
il capitolato d'appalto e la documentazione fotografica.
Quest'ultima è ancora "senza didascalie" e
serviranno ancora alcuni giorni per poterla completare.
Come per i lavori di Assisi si è anche iniziata una serie di
Quaderni che descriveranno i lavori di restauro puntualmente e
dettagliatamente. Il numero 0 della serie è presente in
formato PDF.
La pagina http://www.icr.arti.beniculturali.it/Restauri/Scrovegni/2001/2001home.htm
costituisce l'home page della serie di pagine dedicate alla
Cappella degli Scrovegni.

Centro
Internazionale Per La Conservazione Del Patrimonio
Architettonico
Corso
di specializzazione: Applicazione dei sistemi di
garanzia della qualita’ nella diagnostica degli
edifici
FIRENZE
9-14 Luglio 2001 presso il Collegio degli Ingegneri
della Toscana
Obbiettivi del corso:
L’offerta didattica di tale corso nell’area del
recupero edilizio consiste prevalentemente nel
raccordare il momento decisionale ad un approccio
analitico fortemente orientato al soddisfacimento della
richiesta attuale di qualità nel settore edile.
L’approccio strategico è basato sull’applicazione
dei Sistemi di Garanzia di Qualità conformi alle norme
europee della famiglia ISO e nazionali UNI EN 29000
durante l’intero processo di conoscenza degli edifici,
e postula in particolare una chiara impostazione di
concetti, metodi, strumenti e tecniche a supporto della
fase diagnostica.
Il
percorsi prescelti per il raggiungimento di tali
obbiettivi sono l’acquisizione di alcuni aspetti
prettamente teorico-analitici, la lettura e l’analisi
del processo di degrado/danno, il contatto diretto con
esponenti esperti in settori specifici della diagnostica
applicata ai materiali lapidei, lignei e in c.a., visite
guidate in cantieri di recupero/riqualificazione,
corretto uso degli strumenti diagnostici,
l’innovazione tecnologica nel settore.
Programma
del corso
v
Sistemi
di Garanzia di Qualità nella programmazione e
progettazione di un intervento conoscitivo
v
Strumenti
di gestione della qualità nella fase esecutiva del
progetto diagnostico.
v
Controllo
di affidabilità, conformità e completezza. Le norme di
riferimento.
v
Indagini
strumentali in situ e in laboratorio per strutture in
c.a. e in muratura
v
Organizzazione
e gestione dei Sistemi di Qualità nel processo di
diagnostica del degrado e dei danni.
v
Attribuzioni
delle responsabilità nelle diverse fasi del processo e
interfacce tra i responsabili di fase.
v
Illustrazione
di Piani di Qualità relativi a commesse diagnostiche.
v
Strumenti
e metodi finalizzati
alla valutazione dello stato di conservazione dei
materiali lapidei.
v
Indagini
in situ, campionamento.
v
Indagini
di laboratorio: stereomicroscopia, microscopia ottica in
luce polarizzata, microscopia elettronica a scansione
con sistema EDS, microanalisi elettronica con sistema
WDS, diffrattometria a raggi X e microdiffrattometria,
spettrofotometria all’infrarosso, fluorescenza a raggi
X, dosaggio sali solubili, analisi fisiche. Metodi
avanzati di analisi: analisi al PIXE e nuove tecniche in
uso.
v
Strumenti
e metodi diagnostici: Indagini termografiche.
v
Strumenti
e metodi diagnostici: Indagini introspezione radar.
v
Diagnostica
dello stato di conservazione di strutture e manufatti
lignei con metodi visuali e strumentali.
v
Controlli
di Qualità dei materiali antichi e di nuovo apporto.
v
Stato
dell’arte della ricerca e della normativa a livello
nazionale ed internazionale.
v
Controlli
di qualità in strutture lignee.
v
Applicazioni
dirette con il Resistograph.
v
Programmazione,
organizzazione ed esecuzione delle ispezioni nelle
strutture portanti lignee.
v
Metodi
di analisi dei rischi di non qualità del processo
conoscitivo su edifici esistenti.
v
Analisi
dei rischi tecnici e gestionali.
v
Procedure
per la stima dei fattori influenti sul rischio: Metodi
SOCOTEC e FMECA.
v
Piani
di Prevenzione e Controllo.
v
Edifici
storico-monumentali: Interpertazione e correlazione dei
risultati diagnostici.
v
Tecniche
di indagini non distruttive per lo studio delle
caratteristiche strutturali.
ORARIO:
9.00 - 13.00
15.00 - 19.00
Le
lezioni dei docenti saranno seguite da visite in
cantieri di restauro con dimostrazioni strumentali in
situ. A
fine corso sarà rilasciato un attestato di frequenza. I
partecipanti al corso potranno usufruire di stages di
studio presso centri CICOP della Federazione con sedi in
paesi europei od americani.
ASPETTI LOGISTICI
Numero
minimo di iscritti: 10. Numero massimo di iscritti: 20
(ammissione: secondo l’ordine cronologico
dell’iscrizione).
Il
costo complessivo del corso è di Lit. 600.000 per i
membri CICOP; Lit. 700.000 per i non membri CICOP.
INFO:
Segreteria operativa CICOP, presso il Dip.to PMPE
dell’Università degli studi di Firenze:
Tel.:
055-2280216/2491527 - R.M.: 0347.6714074
fax: 055-2491523/2280216
e-mail:
CICOP@COMUNE.FIRENZE.IT
; http://soalinux.comune.firenze.it/cicop

Il
27 Giugno alle ore 16 a Genova, presso la Commenda di Prè,
la rivista Arkos organizza il convegno: "L'adeguamento
degli impianti nei centri storici" in
collaborazione con il Settore Centro storico del comune,
con relazioni della Soprintendenza BBAA di genova,
dell'ASTER, Politecnico di Milano, facoltà di
Architettura di Genova.

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