Vai a  Restauro News

Restauro
news 
16°

help

arretrati subscribe unsubscribe powered by
tine.it : Aggiornamenti e servizi per i professionisti del restauro
Normativa

COMMISSIONE “UNI BENI CULTURALI - NORMAL
Norme pubblicate al 15 febbraio 2002

Via libera al disegno di legge collegato alla Finanziaria sulle Infrastrutture.

Aggiornamento degli onorari per ingegneri e architetti
Intervista al Presidente dell'Ordine Ingegneri della Provincia di Torino

Sentenza del Consiglio di Stato del 25 giugno 2002, n. 3438

Ulteriore proroga all'1.1.2003 per l'entrata in vigore del D.P.R. 380/2001, recante il nuovo Testo unico dell'edilizia

Incontri

October 18, 2002
EVTEK Institute of Art and Design
Lummetie 2, 01300 Vantaam, Finland

Workshop on lasers in conservation

Congressi

Dubrovnik, September 19-21 2002
"The Best in Heritage"

Links

Varia la URL dell'Istituto Centrale per il Restauro

Il nuovo indirizzo è : www.icr.beniculturali.it  (viene cancellata la parola arti tra icr e beni culturali) Vi preghiamo di prenderne nota.
Viene comunque garantito il reindirizzamento automatico dal vecchio
al nuovo indirizzo.


UNI 10739                                                                   Elaborato dal G.L. 6

Beni culturali

Tecnologia ceramica

Termini e definizioni

UNI 10813                                                                   Elaborato dal G.L. 1

Beni culturali

Materiali lapidei naturali ed artificiali

Verifica della presenza di microrganismi fotosintetici su materiali lapidei mediante determinazione spettrofotometrica UV/Vis delle clorofille a, b, e c

UNI 10859                                                                   Elaborato dai G.L. 5+7

Beni culturali

Materiali lapidei naturali ed artificiali

Determinazione dell’assorbimento d’acqua per capillarità (sostituisce NORMAL 11/85)

UNI 10921                                                                   Elaborato dal G.L. 5     

Beni culturali

Materiali lapidei naturali ed artificiali

Prodotti idrorepellenti

Applicazione su provini e determinazione in laboratorio delle loro caratteristiche

UNI 10922                                                                   Elaborato dal G.L. 1

Beni culturali

Materiali lapidei naturali ed artificiali

Allestimento di sezioni sottili e sezioni lucide di materiali lapidei colonizzati da biodeteriogeni

UNI 10923                                                                   Elaborato dal G.L. 1

Beni culturali

Materiali lapidei naturali ed artificiali

Allestimento di preparati biologici al microscopio ottico (Sostituisce NORMAL 19/85)

UNI 10924                                                                   Elaborato dal G.L. 11

Beni culturali

Malte per elementi costruttivi e decorativi

Classificazione e terminologia (Sostituisce NORMAL 23/86 e NORMAL 23/87)

UNI 10925                                                                   Elaborato dai G.L. 5+7

Beni culturali

Materiali lapidei naturali ed artificiali

Metodologia per l’irraggiamento con luce solare artificiale

UNI 10945                                                                   Elaborato dal G.L. 3

Beni culturali                                                               

Caratterizzazione degli strati pittorici

Generalità sulle tecniche analitiche impiegate

UNI 10969

Beni culturali                                                                Elaborato dal G.L. 22

Principi generali per la scelta e il controllo del microclima per la conservazione dei beni culturali in ambienti interni

Per informazioni: http://www.unicei.it/

Torna all'inizio


Via libera al disegno di legge collegato alla Finanziaria sulle Infrastrutture. Il provvedimento ha infatti ottenuto l’approvazione definitiva da parte della Camera. Il testo contiene, tra i punti principali, le modifiche alla legge quadro sugli appalti pubblici (la cosiddetta Merloni quater) e sblocca i fondi per le prime opere della legge obiettivo, attivando 4.823 milioni di euro per il triennio 2002-2004.

Scarica il testo provvisorio

Sintesi delle novità.

LEGGE OBIETTIVO - Vengono sbloccati i fondi per le prime opere strategiche di interesse nazionale della legge obiettivo (per un totale di 4.823 milioni di euro per il triennio 2002-2004). Tra queste anche gli interventi di approvvigionamento idrico (per un totale di circa 478 milioni di euro nel triennio 2002-2004, di cui il 30% al Mezzogiorno).

- Il ddl finanzia inoltre una serie di piccoli interventi a livello locale e soprattutto stradale.

RIFORMA MERLONI - La soglia del subappalto rimane fissata al 30%, come previsto dalla legge Merloni. Annullata, dunque, la possibilità di innalzare tale limite, come richiesto in un primo momento.

- Sale a 100mila euro la fascia dei lavori per i quali non sarà richiesta la gara per l’assegnazione (soglia fino a questo momento fissata al di sotto dei 40mila euro).

- Ampio spazio all’appalto integrato, ossia alla possibilità di affidare alle imprese appaltatrici sia la realizzazione dell’opera sia il progetto esecutivo. Potrà essere utilizzato senza alcun limite per i lavori di importo superiore ai 10 milioni di euro o per i piccoli lavori sotto i 200mila euro.

- Allargata l’offerta economicamente più vantaggiosa a scapito del massimo ribasso, che potrà essere utilizzata per tutti i bandi comunitari.

- Rilanciati i consorzi stabili di società di professionisti e di ingegneria che, avendo deciso di operare per più di cinque anni, potranno beneficiare degli stessi incrementi di fatturato già previsti per i consorzi stabili di imprese edili.

- Per i lavori inferiori ai 25 milioni di euro non viene più richiesto il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici per l’appalto-concorso.

QUALIFICAZIONE - Viene estesa da tre a cinque anni la validità dell’attestazione Soa (Società organismo di attestazione) per le imprese, con una verifica intermedia.

- Prevista inoltre una delega per modificare il Dpr 34/2000, il provvedimento che ha appunto affidato alle Soa i compiti del vecchio Albo costruttori.

APPALTI TAV - Restano valide le concessioni rilasciate dalle Ferrovie dello Stato alla Tav e dunque già affidate ai general contractor per le tratte della Milano-Verona e della Milano-Genova. Sulla questione si era sollevato il parere negativo dell’Antitrust, secondo cui, invece, dovevano essere bandite nuove gare a livello europeo.

Torna all'inizio


Fonte: Edilio.it

Ho letto con grande stupore, sul sito Internet "Edilio.it", l'intervento del Vicepresidente dell'ANCI Paolo Costa, contrario all'aggiornamento degli onorari per ingegneri e architetti attualmente all'esame del Parlamento sotto forma di emendamento al collegato infrastrutture.
Nell'intervento in questione si adombra un "grave danno per tutte le stazioni appaltanti pubbliche" in conseguenza di quello che viene definito un aumento generalizzato di circa il 30% dei compensi spettanti ai professionisti esterni alle amministrazioni locali.
L'atteggiamento del Vicepresidente dell'ANCI è molto grave, non soltanto perchè un argomento così importante viene affrontato in un modo grossolano sulla base - a quanto pare - della più completa disinformazione, ma soprattutto perchè dimostra ancora una volta con quanto poca lungimiranza venga valutata la situazione e - soprattutto - quanto poco si tenga conto di ciò che maggiormente dovrebbe stare a cuore agli amministratori pubblici, e cioè il pubblico interesse.
E' noto a tutti infatti che in passato, prima della nuova legge sui LL.PP. n. 109/94 (cosiddetta "Merloni"), la fase della progettazione delle opere era poco considerata.
I progetti erano spesso carenti, e ciò anche perchè molto spesso le amministrazioni - a volte pressate dall'urgenza di non perdere finanziamenti - richiedevano il progetto pagando il meno possibile e in termini ristrettissimi di tempo, e comunque raramente effettuavano controlli sulla completezza e validità del progetto, dimostrando in tal modo di essere esse stesse le prime a dare un'importanza del tutto marginale allo stesso.
Molto spesso il progetto veniva richiesto addirittura "gratis", promettendone il pagamento "quando" e "se" il finanziamento fosse stato ottenuto.
In queste condizioni, anche con la migliore buona volontà qualsiasi professionista non poteva certamente offrire un granché, e del resto non sarebbe stato possibile - a fronte di compensi spesso addirittura aleatori - affrontare le grosse spese che un progetto serio e completo richiede.
Venivano così creati i presupposti per fenomeni degenerativi di vario genere (che si sono puntualmente verificati...) e, nel caso migliore, per contenziosi basati sulla necessità di varianti a causa delle incompletezze (e a volte anche degli errori) progettuali.
Tutto ciò, in passato, ha comportato oneri pesantissimi a carico delle pubbliche amministrazioni.
La nuova legge sui LL.PP. non solo ha introdotto pesanti limitazioni alla possibilità di introdurre varianti nei lavori appaltati, ma ha ridato al progetto la dignità che gli spetta, indicando con esattezza tutte le incombenze relative alle tre fasi della progettazione, che non possono essere né aggirate né evitate, essendo oltretutto obbligatoria la validazione dei progetti da parte degli enti appaltanti.
Gli oneri che fanno capo ai progettisti sono di conseguenza notevolmente aumentati, anche perchè da qualche decennio a questa parte vengono richieste prestazioni accessorie aggiuntive rispetto al passato, come la richiesta di corredare i progetti con ricerche geologiche e geognostiche, di acquisire il parere sulla prevenzione incendi, di verificare l'eliminazione del barriere architettoniche, di verificare le caratteristiche di contenimento energetico degli edifici, ecc..
Ultimamente, si sono ancora sommate tutte le incombenze derivanti dall'applicazione del D.Lgs. 494/96 sulla sicurezza, che implica l'assunzione di pesanti responsabilità (che in passato non facevano capo ai progettisti), per non parlare della richiesta - che a volte viene avanzata - di possesso di certificazione della qualità dello studio professionale.
Infine, è stato introdotto l'obbligo della assicurazione, altro pesante onere che fa capo ai professionisti e per far fronte al quale la Legge Merloni ha previsto espressamente un aggiornamento degli onorari (e cioè proprio l'aggiornamento al quale oggi il Vicepresidente dell'ANCI si oppone).
Prima dell'introduzione del Decreto Ministeriale 4 aprile 2001 il riferimento era, ovviamente, la precedente Tariffa professionale (unica per ingegneri e architetti), nata e concepita nel 1949, quando la progettazione implicava molti meno obblighi e incombenze di oggi, e che quindi non prevedeva nessuno dei numerosi adempimenti oggi necessari.
Tale Tariffa era stata aggiornata per l'ultima volta nell'anno 1987, e quindi da ben quindici anni la stessa non era stata più modificata per recuperare la diminuzione effettiva dei compensi causato dalla riduzione del potere d'acquisto del denaro.
Nel 1999, con una molto discutibile estensione di una legge nata per definire i compensi nell'edilizia carceraria (Legge n. 155/889, art. 12), è stata applicata una ulteriore pesante falcidia ai compensi degli ingegneri e architetti, con una riduzione "tout court" degli onorari del 20 per cento.
Nel frattempo è stato introdotto il sistema delle gare, che ha impedito alle pubbliche amministrazioni di affidare incarichi in base a rapporti fiduciari e le ha obbligate ad affidare le progettazioni ai professionisti che, eludendo con le più incredibili acrobazie (e a volte violando apertamente) la tariffa professionale, si sono dimostrati disposti a fare maggiori "sconti" sul loro compenso.
Nei bandi per affidamento di incarichi sono state messe in gara addirittura le spese dei professionisti ( ... come se abbia qualche senso mettere in gara dei rimborsi spesa!) per cui, per ottenere l'incarico, i professionisti erano obbligati a richiedere percentuali di spese tendenti a zero, se non uguali a zero, concedendo in questo modo in realtà un ulteriore sconto sull'onorario.
Con il decreto in questione - che, anche se sicuramente migliorabile, ha rappresentato un primo passo concreto verso la normalizzazione della situazione - sono state definite e compensate le prestazioni accessorie non previste dalla Tariffa; l'aumento dei compensi (al quale peraltro fa riscontro il permanere - senza alcun motivo - della riduzione del 20%) deriva in realtà unicamente dall'imposizione dell'obbligo di tener conto di tutte le prestazioni che vengono richieste e di provvedere al rimborso delle spese.
E' evidente quindi che il Vicepresidente dell'ANCI, chiedendo che vengano annullate le disposizioni già approvate dal Senato, non soltanto chiede che una precisa norma di legge non venga applicata, ma dimostra di voler tornare al passato, e quindi all'epoca in cui, prima dell'aggiornamento degli onorari, la strada era aperta ai professionisti meno seri, pronti a offrire le loro prestazioni a prezzi stracciati.
Non si capisce proprio come pubblici amministratori possano ritenere una situazione di questo genere vantaggiosa per l'ente pubblico, sulla base della semplice constatazione che in questo modo "si paga di meno" il professionista.
Evidentemente vi è ancora chi - ragionando coi paraocchi - ritiene che il progetto sia un orpello inutile ed è persuaso che la qualità del progetto non abbia alcuna importanza, che l'opera di un progettista equivalga a quella di qualsiasi altro progettista, che chi è disposto a fare lo sconto maggiore sul proprio compenso sia il professionista ideale al quale affidare la progettazione di un'opera pubblica.
Tutto ciò è gravissimo, specialmente se si tiene conto che un cattivo progetto, o un progetto incompleto, può sì far risparmiare qualche percentuale sull'onorario del progettista, ma può provocare (... e molto spesso provoca) danni ingentissimi al momento dell'esecuzione dei lavori, il cui costo - come ordine di grandezza - è dieci volte superiore.
Sono veramente stupito che, alle contestazione di Paolo Costa, si unisca il sindaco di Giaveno Osvaldo Napoli, che ho conosciuto personalmente e che mi rifiuto di credere che possa condividere una linea così miope e arretrata, oltretutto non in linea con l'Europa, dove le prestazioni dei progettisti sono rispettate, e pagate, molto di più che in Italia.
Andrea Gianasso
Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino

 

Torna all'inizio


Secondo l'allegata sentenza del Consiglio di Stato del 25 giugno 2002, n. 3438 che interpreta l'art. 31, lettera d), legge 5 agosto 1978, n. 457 si ha ristrutturazione edilizia e non "semplice risanamento conservativo, tutte le volte in cui i lavori determinano sotto l'aspetto urbanistico, un "quid novi" rispetto alla struttura preesistente oppure quando determinano una variazione dell'indice della volumetria o delle superfici coperte o una variazione delle superfici utili.

escludere il quid novi .. ?  Un'interessante interpretazione per la salvaguardia del concetto di conservazione da parte di un magistrato. Ci dispiace che il tutto sia stato limitato al solo aspetto urbanistico. Potrebbe comportare pericolose interpretazioni.

REPUBBLICA ITALIANA N. 3438/02 REG.DEC.
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 8755 REG.RIC.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Quinta Sezione ANNO 1994
ha pronunciato la seguente decisione sul ricorso in appello n. 8755/1994 proposto dal Comune di Soncino in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dagli avv.ti Fortunato Pagano e Fabio Lorenzoni, elettivamente domiciliato presso lo studio del secondo in Roma, alla Via del Viminale n. 43;
contro
Piazzi Giuseppe, non costituitosi
e nei confronti
di Lanzanova Ines non costituita
per l'annullamento
della sentenza del TAR Lombardia, Sezione di Brescia, n. 254/94 del 25 giugno 1993, depositata il 17 maggio 1994
Visto il ricorso con i relativi allegati
Vista la mancata costituzione in giudizio di Piazzi Giuseppe e Lanzanova Ines
Visti tutti gli atti di causa
Relatore alla pubblica udienza del 22 gennaio 2002, il Consigliere Paolo De Ioanna;
Udito l'avv. Lorenzoni;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
Fatto.
1.Con sentenza n. 254 del 1994, il TAR Lombardia, sezione di Brescia, ha accolto il ricorso proposto da Giuseppe Piazzi per l'annullamento della autorizzazione edilizia n.547/4 del 9.3.1987, rilasciata alla signora Ines Lanzanova per la realizzazione di opere di " rivitalizzazione" di un fabbricato di sua proprietà. Il Piazzi agiva in quanto frontista del fabbricato in questione e quindi interessato , a suo dire, all'esatta osservanza delle vigenti norme urbanistiche.
2.Il giudice di primo grado ha fondato sia la legittimazione ad agire del frontista , sia la decisione di accoglimento del ricorso, sulla valutazione che l'autorizzazione in questione configurasse una ipotesi di ristrutturazione dell'edificio , con aumento delle cubature complessive, delle superfici utili e della stessa sua destinazione d'uso.
3.La sentenza è stata gravata dal Comune di Soncino; l'appello è stato trattenuto per la decisione nella pubblica udienza del 22 gennaio 2002.
Diritto
1. Per valutare se si configura un interesse del frontista ad agire, occorre esaminare la natura sostanziale della autorizzazione resa dal Comune di Soncino alla signora Ines Lanzanova. Il punto di fondo della causa sta nel ricostruire l'esatta portata delle opere e degli interventi assentiti per verificare se essi, in atto, realizzassero un ampliamento dei volumi e delle caratteristiche strutturali e d'uso dell'edificio, tali da configurare un effettivo interesse del frontista al ripristino di una asserita violazione della legalità urbanistica.
2. E' opportuno partire dalla normativa urbanistica. Il piano regolatore vigente all'epoca dei fatti di causa , in carenza di una pianificazione attuativa, sulla base dell'art. delle N.T.A., consentiva gli interventi previsti dall'art:30 delle stesse N.T.A. e cioè: 2 gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo senza aumento di volume e modifica delle destinazioni d'uso prevalenti, intendendo che i volumi utili ricavati nel sottotetto non modificano la destinazione d'uso residenziale purchè non venga a costituirsi una nuova unità immobiliare….".
In atti, il Comune ha provato che l'autorizzazione in questione prevedeva la realizzazione di opere di suddivisione del solaio in tre parti ( area sgombero; area solaio e area guardaroba ) e che non vi era alcuna autorizzazione per aumenti di superfici e volume, né per la realizzazione di una nuova unità immobiliare. In sostanza , il Comune ha inteso assentire un intervento chiaramente volto a migliorare sotto il profilo igienico e tecnologico un edificio e la cui natura giuridica può senz'altro ricondursi a quella di lavori di manutenzione straordinaria.
Nel ricorso di primo grado, non è stata né affermata, né tantomeno provata la realizzazione di opere in violazione della autorizzazione de qua. Si è invece sostenuto che la portata dei lavori autorizzati avrebbe potuto configurare, dunque in potenza e non in atto, la realizzazione di una nuova unità abitativa, in contrasto con le norme urbanistiche citate. La violazione delle norme urbanistiche non risiederebbe nei contenuti autorizzatori del provvedimento comunale impugnato, contenuti che infatti non vengono contestati, ma nell'uso che di essi potrebbe essere fatto.
3. Ora, alla luce di questa cornice normativa e di fatto, occorre pervenire alla conclusione che l'appello del Comune di Soncino è fondato e deve essere accolto.
L'autorizzazione in questione non consente la realizzazione di una nuova unità immobiliare. Se nel corso della effettuazione dei lavori fosse in concreto emersa una tale situazione, solo allora, salvo a dimostrare il concreto e attuale interesse del frontista a far valere il rispetto di una norma urbanistica la cui violazione, nel caso di specie, comunque non avrebbe configurato una ipotesi di ristrutturazione con ampliamento dei volumi, sarebbe emersa la possibilità e la legittimità di una azione sanzionatoria da parte dell'ente locale, sotto il profilo della modificazione della destinazione d'uso. In realtà nulla di tutto questo si è prodotto: l'autorizzazione edilizia era legittima; il soggetto titolare della stessa in effetti non l'ha neppure utilizzata pienamente e per la parte in cui gli interventi risultano completati si tratta di opere sicuramente manutentive; in atto non si configurava alcun interesse attuale e concreto del Piazzi ad impugnare un provvedimento che , sul piano formale e per i termini con cui era stato in atto utilizzato, non ledeva alcuna sua posizione giuridicamente tutelabile.
In ogni caso, è da escludere, anche alla luce della giurisprudenza di questo Collegio, che l'intervento assentito dal Comune di Soncino configuri una ipotesi riconducibile allo schema giuridico della ristrutturazione edilizia, ai sensi dell'art.31,lett.d) della legge 5 agosto 1978,n.457. Nel caso che ci occupa, anche a seguire il ragionamento ipotetico, e dunque non ricostruttivo di una fenomenologia in atto, presentato dal ricorrente e fatto proprio dal giudice di prime cure, a tutto concedere ci troveremmo di fronte ad un caso di risanamento conservativo, senza alcuna aggiunta di un quid novi rispetto alla struttura esistente.
Come si legge anche nella sentenza, ai fini della configurabilità di una ristrutturazione edilizia, dovrà essere attribuito un rilievo preminente a quei dati di marca più propriamente urbanistica, come l'indice di volumetria, quello delle superfici coperte e quello della variazione della superficie utile.
Nel nostro caso non ricorre alcuno dei tre indici richiamati: ci troviamo solo di fronte ad un utilizzo più razionale e tecnicamente meglio attrezzato, anche e soprattutto sotto il profilo igienico, della stessa superficie coperta del solaio, senza che tale più proficua utilizzazione possa configurare una nuova unità immobiliare.
4. Per le considerazioni svolte, l'appello deve essere accolto. Sussistono peraltro giusti motivi per compensare le spese di lite anche di questo grado del giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie e , per l'effetto, in riforma della sentenza impugnata , respinge il ricorso in primo grado.
Spese di lite compensate per questo grado del giudizio.
Ordina che la Pubblica Amministrazione dia esecuzione alla presente decisione.
Così deciso in Roma , nella Camera di Consiglio del 22 gennaio 2002, con la partecipazione di:

Claudio Varrone Presidente
Corrado Allegretta Consigliere
Paolo Buonvino Consigliere
Francesco D'Ottavi Consigliere
Paolo De Ioanna Consigliere estensore.
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
f.to Paolo De Ioanna f.to Claudio Varrone

IL SEGRETARIO
f.to Luciana Franchini

IL DIRIGENTE
f.to Pier Maria Costarelli


 

Torna all'inizio


Workshop on lasers in conservation

Conservators and the use of laser techniques in conservation
October 18, 2002
EVTEK Institute of Art and Design
Lummetie 2, 01300 Vantaam, Finland
Organisers: COST Action G7 and the Conservation Department of EVTEK
Institute of Art and Design
Fee: free of charge

Programme:

8:45 - 9am
    Opening and Introductory remarks
    Eija Auranen
    COST National Coordinator, Tekes, National Technology Agency of
    Finland

    Christian Degrigny
    EVTEK Institute of Art and Design, Vantaa, Finland

9-9:30am
    An introduction to laser cleaning in conservation
    Martin Cooper, NMGM, Liverpool, U.K.
9:30-9:50am
    Laser cleaning of stone: The conservator's approach
    Johann Nimmrichter, Bundesdenkmalamt, Vienna, Austria
9:50 -10:10am
    Laser cleaning of plaster: The conservator's approach
    Elina Remsu (invited speaker), ARS Longa, Helsinki, Finland
10:10-10:30am
    Coffee break
10:30-10:50am
    Laser cleaning of paintings: Technical aspects,
    Rianne Teule, Art Innovation, Hengelo, The Netherlands
10:50-11:10am
    Laser cleaning of painting: The conservator's approach
    Roy Hesterman, Muichen, The Netherlands
11:10-11:35am
    Laser cleaning of paper: The conservator's approach
    Doris Mueller-Hess (invited speaker), Vienna, Austria
11:35-11:55am
    Laser cleaning of other organic materials (linen, flax, wool,
    silk, cotton, parchment). Technical aspects
    Jana Kolar
    National and University Library of Slovenia, Ljubljana, Slovenia
11:55am-12:15pm
    Discussion 1
12:15-1:55pm
    Laser cleaning of glass: The conservator's approach
    Farideh Fekrsanati (invited speaker), Germany
1:55-2:20pm
    Laser cleaning of metals: The conservator's approach
    Salvatore Siano (invited speaker), Instituto di Elettronica
    quantistica, CNR, Florence, Italy
2:20-2:40pm
    Laser cleaning of metal/textile composites: Technical aspects
    Christian Degrigny, EVTEK Institute of Art and Design, Vantaa,
    Finland
2:40-3pm
    Other applications of laser techniques: analysis and
    diagnostics: A review
    Alessandra Andreoni, UNICO, Como, Italy
3-3:15pm
    Discussion 2 and conclusion

For further information please contact:

    Christian Degrigny     Principal Lecturer    Conservation Department
    EVTEK Institute of Art and Design    Lummetie 2, 01300 Vantaa     Finland
    +358 9 511 9406     Fax: +358 9 823 5791
   
christian.degrigny@iad.evtek.fi

 

Torna all'inizio


"The Best in Heritage"
Dubrovnik, September 19-21 2002

Under the patronage of International Council of Museums (
ICOM), UNESCO (Croatian Commission), EUROPA NOSTRA, and with the support of the Ministry of Culture of the Republic of Croatia.

 "The Best in Heritage" is an international event where the most outstanding achievements, mostly the prize-winning projects, in the museum and heritage field are presented. Representing some twenty projects - from museums, sites, attractions, to multimedia -our guests will explain why they were proclaimed the best, internationally or nationally.
This event is itself a heritage action aimed at supporting Dubrovnik, a UNESCO World Heritage site, and helping it to maintain its identity as a meeting place of different cultures, and bringing it to burst with vitality more than ever. Our profession is about that, isn't it?

In return, DUBROVNIK's September rendez-vous offers prestigious contacts and up-to-date professional information, as well as relaxed socialising in a unique environment. Three days to remember, starting September 19th to 21st 2002.

For more information, programme and the registration form please contact us at:

Vanessa Olivari (Zagreb), - Internet and correspondence Email: vanessa.olivari@zg.tel.hr
http://www.TheBestInHeritage.com

Torna all'inizio