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Restauro News - Editoriale

Editoriale sullo schema di contratto nei capitolati speciali d'appalto

Si è svolto a Palermo presso la sede dell'A.N.C.E. Sicilia un tavolo tecnico con lo scopo di chiarire alcuni punti del Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici. Nel regolamento generale approvato con D.P.R. n. 554 del 1999, infatti, l'elemento più rappresentativo è costituito dallo "schema di contratto" che trasforma il capitolato speciale d'appalto in un allegato allo schema di contratto (articolo 45, commi 1 e 2) chiamato a disciplinare il rapporto bilaterale tra le parti (Amministrazione-Appaltatore)

Al fine di adeguare i capitolati al nuovo Regolamento, diversi autori si sono trovati costrettii a modificarne la struttura improvvisando, in assenza di riferimenti certi e colleggiali e di idonee circolari esplicative, nuove stesure derivanti da interpretazioni personali.

Solo quando questi capitolati sono divenuti operativi si sono iniziate ad evidenziare alcune incongruenze.

1) Lo schema di contratto

Lo schema di contratto, infatti, dovrebbe contenere esclusivamente i seguenti elementi:

  1. termini di esecuzione e penali;
  2. programma di esecuzione dei lavori;
  3. sospensioni e riprese dei lavori;
  4. contabilizzazione dei lavori a misura o a corpo;
  5. liquidazione dei corrispettivi;
  6. controlli;
  7. modalità e termini del collaudo o dell'accertamento della regolare esecuzione ;
  8. modalità di risoluzione delle controversie.

rimandando al capitolato verio e proprio la citazione delle innumerevoli norme amministrative di riferimento che possono considerarsi come allegati allo schema di contratto.
L'estrema sintesi della descrizione di questi elementi, noltre, non facilita il corretto posizionamento di diversi articoli.
La parte più strettamente contrattuale deve essere esclusa dal capitolato speciale in quanto questa è già presente nello schema di contratto.
Questa considerazione è coerente con l'assetto normativo emergente dalla legge n. 109 del 1994 (e le successive modifiche intervenute con la legge n. 415 del 1998), dal regolamento di attuazione e dal Capitolato generale d'appalto.
Il nuovo capitolato generale deve essere applicato integralmente e obbligatoriamente da tutte le stazioni appaltanti pubbliche o para­pubbliche ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della legge quadro.
Il risultato finale comporta il sostanziale svuotamento della parte "normativa" del capitolato speciale d'appalto, che dovrà contenere esclusivamente le prescrizioni tecniche da applicare allo specifico lavoro oggetto del singolo contratto. Il capitolato speciale d'appalto dovrà, quindi, essere composto da due parti (articolo 45, comma 3):

  1. nella prima parte tutti gli elementi necessari per una compiuta definizione tecnica ed economica dell'oggetto dell'appalto, anche ad integrazione degli aspetti non pienamente deducibili dagli elaborati grafici del progetto esecutivo;
  2. nella seconda parte le modalità di esecuzione e le norme di misurazione di ogni lavorazione, i requisiti di accettazione di materia­li e componenti, le specifiche di prestazione e le modalità di prove nonché, ove necessario, in relazione alle caratteristiche del­l'intervento, l'ordine da tenersi nello svolgimento di specifiche lavorazioni; nel caso in cui il progetto prevede l'impiego di com­ponenti prefabbricati, ne vanno precisate le caratteristiche principali, descrittive e prestazionali, la documentazione da presentare in ordine all'omologazione e all'esito di prove di laboratorio nonché le modalità di approvazione da parte del direttore dei lavori, sentito il progettista, per assicurarne la rispondenza alle scelte progettuali.

Il capitolato dovrà anche indicare le modalità per la determinazione dei corrispettivi (in relazione alla tipologia del contratto: a corpo, a misura, a corpo e misura, articolo 45, commi 6 e 7) e l'obbligo per l'appaltatore di predisporre il programma esecutivo dei lavori. Inoltre, per gli interventi di particolare complessità (articoli 2, comma 1, lettera h, e 45, commi 4 e 5), si dovrà imporre l'obbligo per l'appaltatore di redigere un "piano di qualità di costruzione e di installazione", da sottoporre all'approvazione dalla direzione dei lavori.

2) Oneri a carico dell'Appaltatore

A fronte di tale rigoroso quadro normativo, l'A.N.C.E. fa notare che nella pratica è avvenuto che nei Capitolati Speciali si sono aggiunti a dismisura svariati oneri a carico dell'appaltatore, in aggiunta a quelli generali previsti dall'art. 16 del Capitolato Generale senza la contemporanea previsione di alcun compenso, anzi spesso non viene rispettata la prescrizione del regolamento sulla compilazione di un progetto che preveda un compenso a corpo per gli stessi oneri previsti dal Capitolato Generale.
Tale stato di cose assume aspetti di eccezionale gravità allorché gli oneri aggiunti in questione non trovano alcuna correlazione con l'ammontare complessivo dell' appalto (spesso di modesta entità) con la conseguenza che questi non possono trovare nessun genere di ammortamento nel corrispettivo complessivo dell'appalto.
In tali casi, soprattutto nei lavori di restauro si è in presenza di situazioni veramente paradossali (vedi un esempio di questi oneri in fondo alla pagina).

Il Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici, riporta all' Art. 5. "Cantieri, attrezzi, spese ed obblighi generali a carico dell'appaltatore" le seguenti istruzioni:
1. Fatte salve le eventuali ulteriori prescrizioni del capitolato speciale d'appalto, si intendono comprese nel prezzo dei lavori e perciò a carico dell'appaltatore:

  1. le spese per l'impianto, la manutenzione e l'illuminazione dei cantieri, con esclusione di quelle relative alla sicurezza nei cantieri stessi;
  2. le spese per trasporto di qualsiasi materiale o mezzo d'opera;
  3. le spese per attrezzi e opere provvisionali e per quanto altro occorre alla esecuzione piena e perfetta dei lavori;
  4. le spese per rilievi, tracciati, verifiche, esplorazioni, capisaldi e simili che possono occorrere, anche su motivata richiesta del direttore dei lavori o dal responsabile del procedimento o dall'organo di collaudo, dal giorno in cui comincia la consegna fino al compimento del collaudo provvisorio o all'emissione del certificato di regolare esecuzione;
  5. le spese per le vie di accesso al cantiere;
  6. le spese per idonei locali e per la necessaria attrezzatura da mettere a disposizione per l'ufficio di direzione lavori;
  7. le spese per passaggio, per occupazioni temporanee e per risarcimento di danni per abbattimento di piante, per depositi od estrazioni di materiali;
  8. le spese per la custodia e la buona conservazione delle opere fino al collaudo provvisorio o all'emissione del certificato di regolare esecuzione;
  9. le spese di adeguamento del cantiere in osservanza del decreto legislativo n. 626/1994, e successive modificazioni.

3) Vigilanza e guardiania.
Il punto g. del precedente elenco
Per vigilanza e guardiania del cantiere si intende la custodia dello stesso, nei tempi disposti dall’Amministrazione, caratterizzata dalla presenza continua di persona o persone provviste dalla particolare qualifica di guardia giurata. Tale situazione si connota come atto specifico e particolare differanziandosi dal concetto generale di “custodia o tutela” che si innesta sul significato più ampio di “responsabilità”.
La vigilanza e guardiania del cantiere (se appositamente richiesta), nel rispetto dell’art.22 della Legge 13 settembre 1982, n.646, (L'eventuale custodia dei cantieri installati per la realizzazione di opere pubbliche deve essere affidata a persone provviste della qualifica di guardia particolare giurata) sia diurna che notturna, per una più sicura e continua custodia di tutti i materiali, impianti e mezzi d’opera esistenti nello stesso (siano essi di pertinenza dell’Appaltatore, dell’Amministrazione o di altre Ditte), nonché delle opere eseguite od in corso di esecuzione e delle piantagioni. Tale vigilanza potrà essere estesa anche ai periodi di sospensione dei lavori ed al periodo intercorrente tra l’ultimazione ed il collaudo, salvo l’anticipata consegna delle opere all’Amministrazione (Ente) appaltante.

Testo delle News

Normativa

Continua dalla New n. 1

Testo Unico Norme Tecniche per le Costruzioni (fonte Edilportale)

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi venerdì 23 settembre il decreto interministeriale 14 settembre 2005 di approvazione delle nuove Norme Tecniche per le costruzioni (ex Testo Unico).
Il decreto è accompagnato dalla pubblicazione del testo definitivo delle Norme Tecniche, contenute nel Supplemento Ordinario n.159 della GU n.222 del 23.09.2005.
Rimangono tuttavia irrisolti due punti - entrambi relativi alla questione antisismica - sui quali Regioni ed associazioni di categoria hanno da subito e con insistenza espresso il proprio disappunto.

La prima questione riguarda il delicato allineamento tra due diverse normative concorrenti in materia di leggi antisismiche: le nuove Norme Tecniche – che entreranno in vigore il 23 ottobre prossimo - e l’Ordinanza 3274 della Protezione Civile – la cui entrata in vigore è invece attesa per il 9 ottobre. Il mancato allineamento tra i due provvedimenti comporterebbe un periodo di incertezza di 14 giorni, durante i quali bisognerebbe obbligatoriamente applicare un metodo di calcolo (dettato dall’Ordinanza 3274) destinato a diventare facoltativo con l’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche. A partire da tale data avranno infatti inizio i 18 mesi di “allineamento tecnico”, periodo durante il quale gli operatori del settore potranno nuovamente fare riferimento alla vecchia normativa in materia antisismica.

La seconda questione riguarda l’art. 104 del decreto 380/2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, recante disposizioni sulle costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione, la cui applicazione è correlata all’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche. Con queste, infatti, entra in vigore la nuova classificazione in zona sismica e quindi - secondo quanto riportato dall’art.104 del DPR 380/2001 - “Tutti coloro che in una zona sismica di nuova classificazione abbiano iniziato una costruzione prima dell’entrata in vigore del provvedimento di classificazione sono tenuti a farne denuncia, entro quindici giorni dall'entrata in vigore del provvedimento di classificazione, al competente ufficio tecnico della regione… L’ufficio tecnico della regione, entro 30 giorni dalla ricezione della denunzia, accerta la conformità del progetto alle norme tecniche di cui all’articolo 83 e l’idoneità della parte già legittimamente realizzata a resistere all’azione delle possibili azioni sismiche”.

L'entrata in vigore delle nuove Norme comporterebbe dunque un obbligo di denuncia agli Uffici Regionali per tutte le costruzioni in zone sismiche di nuova classificazione che si trovino ancora in corso di costruzione alla data del 23 ottobre.
Dal momento che nè cittadini e nè uffici tecnici delle regioni sembrano pronti a produrre ed esaminare queste "denunce" entro le scadenze previste, le Regioni avevano più volte richiesto di emendare quest'obbligo, proponendo la modifica della 380/2001 con l'aggiunta di questo passaggio: “L’art. 104 del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380 non trova applicazione nelle zone sismiche di nuova classificazione nei casi di nuove costruzioni iniziate prima dell’entrata in vigore delle norme tecniche di cui al comma 1, purché le costruzioni siano ultimate entro i successivi 18 mesi”.
Come sappiamo l'emendamento proposto dalle Regioni non è stato accettato dal Ministero delle Infrastrutture e le denunce allo stato dei fatti sarebbero dunque necessarie e con scadenze serratissime (lunedi 9 novembre per la presentazione e 9 dicembre per le risposte degli UT regionali).
La partita tuttavia sembra non essere definitivamente chiusa: una ulteriore nota del Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani inviata il 21 settembre scorso al Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia ha ulteriormente denunciato il mancato accoglimento delle proposte emendative, proposte che la Conferenza Stato-Regioni aveva imposto come condizio all'accoglimento delle Norme Tecniche (tra queste non solo la non applicazione dell’art. 104 del 380/2001, ma anche la richiesta di una ulteriore proroga all'Ordinanza 3274 fino alla entrata in vigore delle Nuove Norme Tecniche).

INTESA SULLE “NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI” AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 1. DEL DECRETO LEGGE 28 MAGGIO 2004, N. 126, CONVERTITO DALLA LEGGE 27 LUGLIO 2004, N. 186

Punto 13) ODG Conferenza Unificata
La Regioni condizionano l’espressione dell’intesa sullo schema di decreto ministeriale al recepimento delle proposte emendative di seguito riportate all’AS 3523 già formulate in sede tecnica e necessarie per garantire l’indispensabile chiarezza del quadro normativo in materia.

Art.7bis
Regime transitorio per l’operatività delle norme tecniche per le costruzioni

1.Dopo il comma 2 dell’art.5 della legge 27 luglio 2004, n.186, è inserito il seguente comma:
2 bis. Al fine di avviare una fase sperimentale di applicazione delle norme tecniche di cui al comma 1, è consentita, per un periodo di 18 mesi dall’entrata in vigore delle stesse, la possibilità di applicazione, in alternativa, della normativa precedente sulla medesima materia, di cui alla legge 5 novembre 1971, n.1086 e alla legge 2 febbraio 1974, n.64 e relative norme di attuazione, fatto salvo, comunque, quanto previsto dall’applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993, n.264, recante “Regolamento di attuazione della direttiva 89/106/CE, relativa ai prodotti da costruzione. Il periodo di cui all’art.2, co. 2, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003 è prorogato fino alla data di entrata in vigore delle norme tecniche di cui al comma 1.
2-ter In via transitoria, dall’entrata in vigore delle norme tecniche di cui al comma 1 e fino alla deliberazione delle Regioni di determinazione della classificazione sismica dei comuni, ai sensi dell’art.94 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, trova applicazione la classificazione sismica dei Comuni, stabilita dal punto 3 dell’All.1 dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del 20 marzo 2003. L’art.104 del Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380 non trova applicazione nelle zone sismiche di nuova classificazione nei casi di nuove costruzioni iniziate prima dell’entrata in vigore delle norme tecniche di cui al comma 1, purché le costruzioni siano ultimate entro i successivi 18 mesi.
2-quater. Nel periodo di 18 mesi previsto dal comma 2 bis, è istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti una Commissione di monitoraggio della presente normativa, con la partecipazione paritetica anche dei rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali, nonché di rappresentanti di associazioni imprenditoriali e ordini professionali interessati. Entro la scadenza del termine previsto dal comma 2 bis, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’interno e con il Dipartimento per la protezione civile, provvede, previa intesa con la Conferenza Unificata, alla verifica della presente normativa a agli adeguamenti che si rendessero necessari”.

L’ANCI, nell’aderire alle richieste delle Regioni, ha rilevato la necessità di assicurare in ogni caso la proroga dell’ordinanza n.3274/2003, nella prospettiva dell’approvazione del decreto ministeriale in esame.
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell’interno hanno ritenuto accoglibili gli emendamenti proposti.
Roma, 28 luglio 2005

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Il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) diventa operativo.

Le condizioni necessarie e i requisiti per ottenere il Durc sono le seguenti:
Inps
- correttezza dei pagamenti mensili;
- assenza di inadempienze;
- versamenti pari al saldo denunciato.
Inail
- retribuzione congrue ai lavori svolti;
- versamento di premi e accessori;
- rischio assicurato congruo rispetto all’appalto.
Cassa edile
- denuncia di un numero di ore lavorate non inferiore a quelle del Ccnl;
- versamento di contributi e accantonamenti fino al mese di richiesta del Durc.

Una convenzione firmata da Inps e Inail rende obbligatoria la richiesta del DURC anche per lavori edili da parte di privati soggetti al rilascio di concessione, oppure soggetti alla presentazione della denuncia di inizio attività (Dia). Così come accade per tutti gli appalti e subappalti pubblici, gli appalti di servizi e forniture nonchè la gestione delle attività pubbliche in concessione e convenzione, il rilascio di attestazione e qualificazione delle Soa, l'assegnazione di agevolazioni, finanziamenti, sovvenzioni e l'iscrizione all'albo dei fornitori.

Il Durc serve a dimostrare la regolarità nei pagamenti e adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi nei confronti dell’Inps e dell’Inail. In caso di pendenze di contenzioso amministrativo, il Durc potrà essere presentato solo se il ricorso verta su questioni interpretative; in caso contenzioso giudiziario, sarà possibile dichiarare la regolarità solo quando sia stato impugnato l’accertamento davanti all’autorità giudiziaria e non ci sia alcun provvedimento esecutivo da parte del giudice.

Relativamente alla Cassa edile, si procederà alla verifica per l’ente dove l’impresa ha sede, per tutti i cantieri attivi e per tutti gli operai impegnati nel territorio di competenza del suddetto ente. Tutte le informazioni sulle aziende confluiranno in una banca dati nazionale.
Il Durc, comunque, non avrà effetti liberatori per l’impresa.

Per richiedere il Durc sarà sufficiente compilare un modulo unificato: per le stazioni appaltanti e per gli enti privati di rilevanza pubblica l’invio avverrà per via telematica, mentre tutti gli altri soggetti dovranno rivolgersi all’apposito sportello unico istituito presso le Casse edili.

Il Durc sarà rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta e, per i lavori edili privati, avrà la validità di un mese. Vale il principio del silenzio-assenso.

Il modulo on-line è disponibile su: http://www.tine.it/news/modulo_DURC_unific.pdf


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Royal Microscopical Society (RMS) meeting

Art and Microscopy. A one-day meeting organised by the Royal Microscopical Society (RMS)
National Portrait Gallery, London Tuesday 29 November 2005

Recent advances in the analysis of paintings are leading to a revolution in how we look at art, the people who made it and, perhaps surprisingly, the social and economic climates in which they worked. By looking in detail at the material structure of paintings we can learn much about the choices artists made, why they made them and how and where their materials came from. An essential strand in these developments is the application of various forms of microscopy. This one-day meeting will look at the forefront of this field, from Roman wall paintings to the current fight against forgery, from simple surface microscopy to the most advanced laser Raman analysis, from why an artist might paint the way he did to what the choice of materials tells us about when and where the picture was painted.
Speakers include: Dr Nicholas Eastaugh (Pigmentum Project and University of Oxford), Valentine Walsh (Pigmentum Project), Dr Ruth Siddall (UCL), Jane Davies (Independent Consultant)
Organisers: Alison Crossley (Oxford University) and Nicholas Eastaugh (Pigmentum Project)
For registration information see http://www.rms.org.uk/event_artworld.shtml
Clare Oxenbury Conference and Meetings Organiser Executive Editor - Journal of Microscopy
The Royal Microscopical Society 37/38 St Clements Oxford OX4 1AJ UK
+44 1865 248768 Fax: +44 1865 79123

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Conference on digital preservation. Preserving the Digital Heritage: Principles and Policies. November 4-5, 2005 The Hague.

The Netherlands National Commission for UNESCO and the Koninklijke Bibliotheek, National Library of the Netherlands, organise an international conference "Preserving the Digital Heritage:
Principles and Policies". The conference is focussing on issues of interest for higher management in libraries, archives and museums, and other policy makers in the field of information and culture. The programme and registration form can be downloaded from:
http://www.unesco.nl/main_6-3.php

The special characteristics of digital objects ask for new preservation polices and agreements. Amongst the many problems that librarians, archivists and other information professionals face, two issues seem to be especially important: the selection of material and the division of tasks and responsibilities between institutions for preservation purposes. These issues are mentioned in the "Charter on the Preservation of the Digital Heritage", adopted at the 32nd session of the General Conference of UNESCO in November 2003.

At the conference a range of state of the art examples will be presented from a variety of materials, heritage institutions and cooperation schemes. The aim is to further clarify the above
mentioned issues and to formulate recommendations on actions to be taken in the period to come.

The Organising Committee
Gerard van Trier, Chair     Koninklijke Bibliotheek, National Library of the Netherlands
PO Box 90407     2509 LK The Hague -  +31 70 31 40 463 495     Fax: +31 70 31 40 651
gerard.vantrier@ kb.nl   http://www.kb.nl

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Associazione Italiana Vuoto“AIV”. 2nd International workshop "Science, Technology and Cultural Heritage" (fonte: Nardinirestauro Newsletter)

L'Associazione Italiana Vuoto “AIV” organizzando un workshop intensivo della durata di tre giorni per ricercatori, scienziati della conservazione e sovrintendenti con una forte attitudine alla cultura trasversale: scienza e tecnologia incontreranno belle arti e cultura umanistica per accrescere la conoscenza e la conservazione del patrimonio culturale. La conferenza si terrà al Museo Diocesano di Catania (Sicilia, Italia), dal 9 all'11 Novembre 2005. Contributi sul patrimonio culturale che verranno da qualsiasi area di ricerca scientifica saranno benvenuti. Gli interventi saranno pubblicati in giornali o in volumi rilegati.
La lingua inglese sarà adottata negli abstract e nel testo scritto. Le presentazioni orali sono proposte in inglese. Nondimeno la lingua italiana è accettata solo con diapositive in inglese. il 2nd Workshop Internazionale su: "Scienza, Tecnologia e Patrimonio Culturale" si svilupperà in tre giorni, ognuno dedicato a uno dei tre temi: diagnostica, restauro e conservazione del patrimonio culturale. Accanto alla sessione plenaria ci saranno ogni giorno interventi su invito, comunicazioni e una sessione poster. La lingua inglese sarà adottata negli abstract e nel testo scritto. Le presentazioni orali sono proposte in inglese. Nondimeno la lingua italiana è accettata solo con diapositive in inglese. Traduzioni simultanee potrebbero essere previste.

Maggiori informazione e programma (lingua inglese) in:
http://www.aiv.it/aiveventi2/index.html


Varie

Continua dal redazionale

Si citano ad esempio i Capitolati Speciali dei lavori di restauro in cui, senza la previsione di alcun compenso a corpo o con un compenso a corpo debitamente inadeguato, vengono previste decine e decine di oneri a carico dell'appaltatore oltre a quelli stabiliti dal Capitolato Generale. Tutto ciò al di fuori di ogni collegamento con l'importo contrattuale e quindi senza alcuna valutazione se la loro enorme incidenza, non solo consumi la quota di utile che dovrebbe essere riconosciuta all'appaltatore, ma accresca in modo anomalo e abnorme gli elementi costitutivi del costo dell'opera. Si citano in particolare i seguenti punti:

  1. la guardia e la sorveglianza fino al collaudo ( compresi i periodi di sospensione dei lavori) sia di giorno che di notte, con il personale avente la qualifica prevista dall'art. 19 della Legge n. 646 del 13/09/1982, del cantiere dei materiali in esso esistenti (sia dall Amministrazione appaltante, sia di altre ditte ) che verranno consegnate all'Appaltatore, nonché delle opere eseguite o in corso di esecuzione.
  2. L Assicurazione contro gli incendi di tutte le opere e del cantiere dall'inizio dei lavori fino al collaudo finale, comprendendo nel valore assicurato anche le opere eseguite da altre ditte; l'assicurazione contro tali rischi dovrà farsi con polizza intestata all'Amministrazione appaltante.
  3. Il provvedere a sua cura e spese e sotto la sua completa responsabilità, al ricevimento in cantiere, allo scarico ed al trasporto nei luoghi del deposito, situati nell'interno del cantiere, od a piè d'opera, secondo le disposizioni della Direzione dei Lavori, nonché alla buona conservazione ed alla perfetta custodia dei materiali e dei manufatti esclusi dal presente appalto e provvisti od eseguiti da altre ditte per conto dell'Amministrazione appaltante. I danni che per cause dipendenti o per sua negligenza fossero apportati ai materiali e manufatti suddetti dovranno essere riparati a carico dell'Appaltatore.
  4. L'Assunzione di un direttore di cantiere nella persona di un tecnico professionalmente abilitato (Architetto), regolarmente iscritto nell'Albo di categoria, e di comprovata esperienza professionale, inerente lavori di restauro che dovrà essere documentata preventivamente con curriculum alla D.L. ed all Amministrazione e da questa accettata.
  5. La presenza continuativa in cantiere di un tecnico esperto in restauro (diplomato IC.R. o Opificio delle Pietre Dure di Firenze ), la cui competenza dovrà essere dimostrata alla D.L., che dovrà sovrintendere a tutti i lavori di restauro, per tutto il periodo in cui saranno effettuate dette lavorazioni (restauro e pulitura materiale lapideo, consolidamento e pulitura di intonaci e affreschi, etc. ).
  6. Sono a carico dell' Appaltatore senza alcun compenso aggiuntivo oltre a quello dovuto per il pagamento dei lavori, tutte le incombenze per la definizione degli atti espropriativi, ivi comprese le
  7. L'approntamento di idonei locali uso ufficio in muratura, prefabbricati o utilizzando locali esistenti, idoneamente rifiniti, provvisti di servizi igienici, allacciamenti alle utenze ( luce, acqua e telefono) ed adatti alla permanenza ed al lavoro della D.L. ed al personale della stessa delegato. Tale ufficio dovrà essere fornito di uno o più personal-computer aventi le caratteristiche ottimali per lavorare sia in ambiente grafico (Autocad) che computistico nonché video scrittura, e dotato dei programmi necessari (Autocad, STR per computo e contabilità Excel e Winword) e di stampante Laser. I locali saranno realizzati nell'ambito del cantiere o in un luogo prossimo, stabilito od accettato dalla D.L., la quale disporrà il numero degli stessi e le attrezzature di dotazione.
  8. L'approntamento di un laboratorio di cantiere, fisso o mobile e con le necessarie attrezzature, che l'Amministrazione ritenesse di istituire, nonché le spese per il personale addetto.
  9. Il calcolo degli impianti e la relativa progettazione esecutiva, ove necessaria a giudizio della D.L., compresa ogni spesa ed onere per denunce, licenze, approvazioni e collaudi prescritti dalla normativa vigente.
  10. Il libero accesso al cantiere ed il passaggio, nello stesso e sulle opere eseguite o in corso d'esecuzione, alla D.L., ed alle persone addette a qualunque altra Impresa alla quale siano stati affidati lavori non compresi nel presente appalto, ed alle persone che eseguono lavori per conto diretto dell'Amministrazione appaltante, nonchè a richiesta della D.L., l'uso parziale o totale, da parte di dette imprese o persone, dei ponti di servizio, impalcature, costruzioni provvisorie, e degli apparecchi di sollevamento, per tutto il tempo occorrente alla esecuzione dei lavori che 1 Amministrazione appaltante intenderà eseguire direttamente ovvero a mezzo di altre ditte, dalle quali, come 1 Amministrazione appaltante, 1 Appaltatore non potrà richiedere compensi di sorta.
  11. Le spese per i collaudi tecnici, prove, indagini e controlli prescritti dall'Amministrazione su strutture ed impianti, ivi compresi gli onorari dei collaudatori e gli eventuali ripristini.
  12. La predisposizione di tutto quanto occorrente - compreso le relative richieste ai competenti uffici - per l'accatastamento dell'edificio e per l'agibilità dei locali, fornendo all' Amministrazione copia completa degli elaborati presentati e delle ricevute dell 'avvenuta presentazione.
  13. L'aggiornamento di tutti i grafici di rilievo che saranno forniti dalla D.L. riportando l'esatta rappresentazione planovolumetrica delle opere appaltate, alfine di avere - a lavori ultimati - l'esatta rappresentazione planovolumetrica dell'edificio. Il rilievo di tutte le parti dell'edificio dovrà essere condotto con strumentazione di alta precisione e da personale di provata esperienza professionale nel settore. Il rilievo aggiornato all'effettiva situazione dei luoghi dovrà essere informatizzato in ambiente grafico (File Dxf) e dovrà avere almeno i seguenti elaborati: piante ad ogni livello compresa la copertura (scala 1/50). prospetti di tutti i fronti esterni (scala 1/50); sezioni, almeno due (scala 1/50); prospetti e sezioni di elementi decorativi, interni ed esterni (portali, sfregi, cornici, lesene etc. ) in scala adeguata (1/20 - 1/1) - la D.L. fornirà ogni utile indicazione sulla simbologia rappresentativa.
  14. E ancora all'articolo sospensione e ripresa dei lavori qualora vi siano dei motivi che impedissero temporaneamente l'utile prosecuzione dei lavori, l'Ingegnere Capo, d'ufficio o su segnalazione dell'Appaltatore, ne disporrà la sospensione, dandone comunicazione anche alla D.L., ordinandone la ripresa quando siano cessate le cause che l'anno determinata. Durante i periodi di sospensione saranno a carico dell'Appaltatore gli oneri specificati all'ari. 27 del presente Capitolato. Fuori dei casi previsti dal 1 ° comma dell'ari. 30 del Capitolato Generale d'Appalto, l'Ingegnere Capo potrà, in casi di necessità, ordinare la sospensione dei lavori per un periodo di tempo che, in una sola volta, o nel complesso se a più riprese, non superi un quarto della durata complessiva prevista per l'esecuzione dei lavori stessi e mai per più sei mesi complessivi. Nel caso la sospensione avesse durata più lunga, l'Appaltatore potrà richiedere lo scioglimento del contratto ed il rimborso dei maggiori oneri derivanti dal prolungamento della sospensione oltre i termini suddetti e per data dalla richiesta di scioglimento. Per la sospensione disposta nei casi, modi e termini indicati dal primo e secondo comma del presente articolo, non spetterà all'appaltatore alcun compenso o indennizzo. Analogamente non spetterà alcun indennizzo per la sospensione necessaria, dovuta a causa dei tempi di approvazione della perizie di variante e suppletive, redatte e previste ai sensi della L.R. 21/85 e successive integrazioni e modifiche.

E' evidente che l'incidenza complessiva di questi oneri ha un costo spropositato che può raggiungere l'importo di centinaia di milioni e addirittura del miliardo di lire.


News
1) Nuovo Testo Unico Norme Tecniche per le Costruzioni .. Continua>>

2) Il Documento unico di regolarità contributiva (Durc) diventa operativo.. Continua>>

3) Royal Microscopical Society (RMS) meeting "Art and Microscopy" 29 November 2005.. Continua>>

4)Conference on digital preservation. Preserving the Digital Heritage: Principles and Policies. November 4-5, 2005 The Hague .. Continua>>

5) Associazione Italiana Vuoto “AIV”. 2nd International workshop "Science, Technology and Cultural Heritage" Catania, 9-11 Novembre 2005. .. Continua>>

6)Varie: Altre note sullo schema di contratto d'appalto .. Continua>>


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