Ombre e luci sul futuro della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina

Prof. Emanuele Gianni
estratto da Kermes n. 56

La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina ha ottenuto con decreto n. 9152 del 22/12/2003, con la rimodulazione del Piano Operativo Regionale Sicilia 2000/2006, un finanziamento di 18 milioni di euro per interventi di con servazione sulla Villa cui si aggiungono 6 milioni e seicentomila euro del Piano Integrato Territoriale della Provincia Regionale di Enna per la sistemazione dell'area circostante (600 nuovi posti macchina, 60 per gli autobus, bungalow di cemento).
A fine gennaio 2004 il direttore della Villa arch. Santalucia, in occasione di un incontro con il Comitato cittadino per la salvaguardia della Villa illustrava il progetto realizzato dal Centro Regio nale di Progettazione e Restauro della Regione Siciliana, diretto dall'arch. Guido Meli, che prevede:

Al termine delle stesse, in giugno, viene eletto Sindaco il dott. Maurizio Prestifilippo, con Assessore designato ai Beni Culturali l'on. Vittorio Sgarbi.
In data 3 agosto si svolge l'ultima riunione dell'Unità di Crisi al Comune di Piazza Armerina. Intanto l'on. Sgarbi non accetta la designazione ad Assessore Comunale, ma viene nominato dall'on. Fabio Granata, Assessore Regionale ai Beni Culturali, con D.A. n. 57 del 9/7/2004, quale Coordinatore generale di tutti gli interventi da realizzare per la conservazione, tutela e valorizzazione della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.
Per accedere ai finanziamenti e per seguire le finalità di conservazione del sito, di sistemazione dell'area circo stante, di gestione dei proventi dei biglietti più tutte le iniziative necessarie per il funzionamento del sito, il 18 agosto 2004 veniva firmata, a Piazza Armerina, apposita Convenzione tra il Sindaco, l'Assessore Regionale ai BB.CC. e PI., il Presidente della Provincia Regionale di Enna ed il Coordinatore generale on. Sgarbi.
L'on. Sgarbi si mette subito al lavoro illustrando al Presidente della Provincia Regionale di Enna le linee generali del progetto che sta elaborando insie me al suo staff relativo alla sistema zione dell'area esterna, ristorante Imperial, parcheggi, percorsi, area commerciale.

A questo punto iniziano una serie di precisazioni, repliche, contro-repliche sulla stampa, tra l'on. Vittorio Sgarbi e l'on. Carmelo Tumino, deputato regionale, incentrate tra l'altro su possibili danni procurati da un'équipe di restauratori perugini intervenuti, gratuitamente, su sollecitazione di Sgarbi, per prove di pulitura sui mosaici, coordi nati da Cetty Muscolino.
Gli stessi, dopo le polemiche, il 27 agosto lasciano Piazza Armerina.
Il 28 agosto, il Presidente della Provincia di Enna, dott. Cataldo Salerno invita ad abbassare i toni e lasciare lavorare esperti e responsabili. Nel frattempo, in data 8 settembre, il gen. Conforti, a capo dell'Unità di Crisi sui mosaici, trasmette una lettera di congedo al Comune di Piazza Arme rina ed all'Assessore Regionale ai BB.CC. on. Granata, ritenendo compiuta la sua missione a Piazza Armerina. 11 15 settembre, il Soprintendente ai BB.CC. di Enna dott. Scuto ribadisce che è prioritario il restauro dei mosaici ed invita a non ripetere errori sulla copertura.
Intanto iniziano le prime piogge settembrine che ripropongono il problema delle infiltrazioni di acqua. Il 21 settembre, si confrontano a Roma i protagonisti del dibattito culturale attorno alla copertura per decidere sulle varie possibilità di aggiornamento del progetto Minissi (copertura attua le). Sono presenti l'on. Vittorio Sgarbi, il Neoassessore Regionale ai BB.CC. on. Alessandro Pagano (che ha sostituito l'on. F. Granata passato al Turismo) e l'arch. Lucio Trizzino.

Accantonati preliminarmente il progetto di copertura dell'arch. Mario Bellini (copertura unica del sito con un sistema a vela) ed il progetto dell'arch. Guido Meli (prima riportato), prende corpo il progetto dell'arch. Lucio Trizzino che prevede un'unica copertura a cupola tipo Fuller con diametro di 150 metri e altezza di 45 metri.
Sui giornali locali si infiamma un dibattito pro e contro il cupolone'. Il 23 settembre la stampa riporta la notizia che nel sito archeologico 20 telecamere su 36 non hanno funzionato e che alcuni bulloni che reggono le ringhiere sono stati ritrovati allentati: sono ancora in corso accertamenti.
Il 30 settembre l'on. Vittorio Sgarbi, dopo ulteriori riflessioni, giudica valido il progetto dell'arch. Guido Canali che vuole riportare la Villa in condizioni di oscurità adottando pannelli in alluminio intonacati e rivestiti di rampicanti vegetali per mimetizzare il tutto; la visita avverrebbe su passerelle di vetro.
Tale progetto viene inoltrato alla Soprintendenza di Enna per il nullaosta. Tuttavia il Sindaco dichiara che il progetto Canali è una rivisitazione della copertura Minissi, ha il limite di non coprire tutta la Villa lasciando libera l'area dell'ingresso e ne chiede la modifica ovvero il ritorno al progetto dell'arch. Guido Meli.
A questo punto 63 docenti universitari di tutta Italia, con primo firmatario il prof. Giovanni Carbonara, redigono una petizione al Ministro Urbani dal titolo: Salviamo la Villa del Casale dalle cupole.
L'appello si struttura in tre principali direttive:

Intanto, in un incontro del 4 ottobre 2004 a Palermo tra Vittorio Sgarbi, l'Assessore Pagano, il Sindaco Prestifilippo ed alcuni assessori, si è prospettata la possibilità di rendicontare le somme stanziate addirittura entro il 2008. Fino ad oggi incombeva il termine del 31/12/2004 per chiudere il progetto. Questo ampliamento dei tempi potrà portare ad una più serena valutazione di tutto il problema ed a promuovere un concorso internazionale di idee sulla copertura coinvolgente anche architetti come Santiago Calatrava e Renzo Piano.
Tuttavia su questi nuovi scenari i pareri sono:

In questo contesto assume particolare rilevanza la querelle sulla Convenzione tra l'Assessorato Regionale BB.CC. ed il Comune di Piazza Armerina per la gestione del 30% dei proventi derivanti dai biglietti d'ingresso alla Villa Romana. La questione è tutt'altro che risolta in quanto l'Assessorato Regionale BB.CC. aveva nel febbraio 2004 invia to al Comune di Piazza Armerina un primo schema di Convenzione per la gestione del 30% degli incassi dove veniva previsto esplicitamente un atto deliberativo di approvazione da parte del Consiglio Comunale di Piazza Armerina. La Convenzione bis del 18 agosto, prima ricordata, stabilisce la sua capa cità di annullare e sostituire tutte le Convenzioni precedenti. Infatti, pro prio in questi giorni, il Direttore Generale ai BB.CC. della Regione Sici liana, dott. Giuseppe Grado, nel chiarire la materia, ha inviato una lettera di precisazione al Presidente della Provincia di Enna, al Sindaco di Piazza Armerina ed al Coordinatore Vittorio Sgarbi, visto che i consiglieri comunali non riconoscono la legittimità di quella parte della Convenzione del 18 agosto.
In sostanza si ribadisce che il possibile utilizzo delle risorse comunitarie assegnate per l'attuazione degli interventi POR Sicilia 2000/2006, tra i quali è incluso l'intervento di recupero della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, è demandato esclusivamente alla realizzazione dei lavori previsti nello stesso progetto e in conformità alle disposizioni contenute nel Regol mento CE n.168512000. Il Coordinatore Vittorio Sgarbi potrà utilizzare le somme per tutto ciò che attiene i lavori del Piano Operativo Regionale e del Piano Integrato Terri toriale, in particolare per tutti gli interventi correlati ai lavoni:

Purtroppo, dalla lettera del dott. Grado, non si evince il ruolo del direttore della Villa Romana, pur essendo la direzione della Villa un organo periferico dell'amministrazione, mentre si ribadisce implicitamente che l'amministrazione delle somme (art. 7) rimane di competenza del Comune solo come partecipante per la fornitura di beni è servizi volti a migliorare la fruizione della Villa e l'incremento del flusso turistico.
In data 11 ottobre, la stampa riporta l'intervista al Sindaco di Piazza Armerina secondo il quale potrebbe verificarsi un ripensamento da parte della Regione Siciliana rispetto al ruolo di Sgarbi. Se ciò avvenisse, per esplicita dichiarazione dello stesso, ne nascerebbe un contenzioso con la Regione Siciliana (con eventuale richiesta di Sgarbi di risarcimento danni), ma è chiaro che in questo caso nessuno, può dire quali sarebbero i riflessi sulle problematiche relative alla Villa Romana del Casale.
Il 14 ottobre durante apposito Consi glio Comunale a Piazza Armerina la giunta ha proposto un proprio schema di convenzione che andava a modifica re il documento sottoscritto il 18 agosto dal Comune, da Sgarbi ecc. Lo schema è stato respinto dal Consiglio comunale che ha proposto invece un proprio schema di convenzione ad integrazione della prima convenzione deliberata fra la precedente amministrazione e la direzione museale. Questo testo prevede la fornitura alla Villa del servizio di guardia medica, trasporto navetta con bus, installazione di bagni chimici, servizio di vigilanza, pulizia e bonifica ambientale, realizza zione di nuova segnaletica stradale e posti telefonici pubblici fissando le singole percentuali di spesa. Detta convenzione è stata approvata. Il Sindaco ha dichiarato che il documento invade troppo le prerogative gestionali e deci sionali della giunta e non ha firmato il documento annunziando un possibile ricorso al TAR.
Il 16 ottobre la Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna ha negato l'autorizzazione all'esecuzione del progetto per la copertura della Villa redatto con la consulenza dell'arch. Guido Canali. Sotto accusa pali di perforazione, impianto di illuminazione, piante rampicanti, tutti elementi che potrebbero provocare danni sia in fase di cantiere che a lavori conclusi. Il soprintendente Scuro ha definito i lavori con l'espressione "una Villa nascosta", mentre la Villa non deve essere nascosta ma mostrata per quello che è, uno straordinario monumento patrimonio dell'umanità e dell'ingegno positivo dell'uomo.
Le decisioni di Scuro hanno provocato aspre reazioni da parte di Sgarbi che ha attaccato Scuro e si è rivolto a Berlusconi per risolvere il caso.
Il 18 ottobre il Consigliere della Provincia di Enna Massimo Greco, con apposita interpellanza al Consiglio Provinciale ha chiesto al Presidente della Provincia maggiore vigilanza e trasparenza sollevando varie questioni sulla legittimità della convenzione del 18 agosto sia sul ruolo di Sgarbi. Ha replicato il Presidente della Provincia Salerno dicendo che Greco deve rivolgersi alla Regione in quanto la Provincia è vittima di una situazione che non dipende dalla stessa.
Altro commento è quello di Galvagno, Presidente deh Consiglio Provinciale, che pone l'accento sul fatto che è indispensabile fare il punto della situazione in quanto i Progetti Integrati Territoriali sono a gestione provinciale diretta. Altre reazioni si sono avute il 19 ottobre dal Sindaco di Piazza Armerina che chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale che ha fatto approvare la convenzione del 14 ottobre. Per tutta risposta il Presidente del Consiglio Comunale ha chiesto le dimissioni del Sindaco.
Sempre il 19 ottobre l'Assessore Regionale Granata ha dichiarato che è auspicabile fondere il progetto di Guido Meli con quello di Sgarbi, richiamando l'attenzione che il concorso internazionale di idee per la copertura è il metodo migliore per perdere il finanziamento di 18 milioni di curo.
Il 23 ottobre il colpo di scena: a Palermo si svolge l'incontro decisivo per le sorti della Villa, sono presenti l'Assessore ai Beni Culturali Pagano e il Sindaco di Piazza Armerina Maurizio Prestifilippo. Al termine della riunione l'Assessore Pagano ha imposto il con corso internazionale di progettazione per la copertura che avverrà in tempi stretti: il bando è pronto e verrà pubblicato presto sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. Entro 250 giorni verrà scelto il progetto esecutivo, dal 2006 inizieranno i lavori che dureran no due anni visto che la scadenza ulti ma per non perdere i finanziamenti è il 2008. Inoltre l'Assessore Pagano ha dichiara to: che non si può dare continuità alla convenzione del 18 agosto; Sgarbi è solo un consulente, non ha poteri commissariali, ma gli sarà offerta la presidenza della Commissione che dovrà scegliere il progetto di copertura della villa.
Per quanto riguarda gli stanziamenti Pagano ha fatto presente che oltre ai 18 milioni di euro già stanziati ci sarà uno stanziamento aggiuntivo per i restauri della villa e stanze di 4 milioni di euro, oltre ad altri 6 milioni di euro circa del Piano Integrato Territoriale della Provincia di Enna.
Nell'attesa di una soluzione definitiva, l'Assessore ha preso l'impegno di reperire anche delle somme per la manutenzione ordinaria e straordinaria della Villa. Come reazione a tutte queste dichiarazioni, l'arch. Trizzino, amareggiato, ha deciso di ritornare a Firenze; il Sindaco di Piazza Armerina non ha comment to le scelte dell'Assessore; silenzio alla data attuale da Sgarbi.
Le ultime notizie sono che il Sindaco dopo le note perplessità sull'allunga mento dei tempi circa il concorso internazionale di idee sulle coperture, il 28 ottobre improvvisamente ha cambiato idea dichiarandosi d'accordo con l'Assessore Pagano. Intanto il 30 ottobre lo stesso Assessore sarà alla Villa del Casale, in occasione della visita dell'Ambasciatore della Cina in Italia.
Il giorno 11 Novembre il Presidente del Consiglio, on. Berlusconi, visiterà su invito dell'on. Sgarbi la Villa Romana. Intanto l'on. Sgarbi si chiede: "Sono o non sono il coordinatore unico per gli interventi alla Villa del Casale?". Infine il Sindaco ha annunciato per il mese di novembre un grande convegno a Piazza Armerina con tecnici e specialisti per fare il punto su tutte le problematiche inerenti il restauro della Villa del Casale.

In conclusione di questo lavoro di sintesi delle varie posizioni, vorrei soffermarmi su un aspetto inedito che potrà favorire lo sviluppo di Piazza Armerina. Della Villa del Casale è stata portata alla luce, fino ad oggi, solo la parte patronale (pars dominica). Del complesso abitativo doveva necessariamente far parte la pars fructuaria, cioè quel la dedicata alle attività produttive e agricole svolte a favore dei ricchi proprietari della Villa e che era essenziale per la vita della Villa stessa. Un'esplorazione appena avviata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna sui locali della pars fructuaria potrebbe completare il disegno del sito e costituire un'occasione di ampio approfondimento scientifico ed archeologico nonché di richiamo turistico. Da qui l'importanza di un attuale corretto intervento sulla Villa.
Se oggi visitano la Villa 500.000 turisti l'anno, in futuro non si sa quanti saranno. In questo caso la Villa Roma na del Casale, previa impostazione di un adeguato programma di fruizione, dato l'alto numero di visitatori, diventerà il polo di attrazione per l'auspicabile costituzione di un Distretto Turi stico-Culturale, con centro sul sito archeologico di Piazza Armerina, finalizzato allo sviluppo del territorio, analogo a quello attuale del sud-est incentrato sul barocco della Val di Noto.
Vorrei inoltre spendere qualche parola per invitare il Comune di Piazza Armerina a ricordare, intitolando una via o piazza, il nome dell'avv. Nino Arena che, proprietario di gran parte della superficie su cui sorge l'attuale Villa Romana del Casale, divulgò nel dopo guerra la scoperta dei mosaici a beneficio di tutti, accontentandosi di un modestissimo risarcimento per l'esproprio del terreno.
Un signore di altri tempi.
Piazza Armerina, 31 ottobre 2004