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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Archeologia  ›  Piazza Armerina: new frontiers in conservation Moderatori: admin
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Piazza Armerina: new frontiers in conservation  (attualmente 1,928 viste) Print
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admin
Gennaio 11, 2005, 9:02am Report to Moderator
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Con riferimento ai miei precedenti messaggi su yahoo e precisamente:
Oltre il ridicolo http://it.groups.yahoo.com/group/restauro/message/2013
Verso una soluzione dignitosa http://it.groups.yahoo.com/group/restauro/message/2029

Ulteriori aggiornamenti
Una lunga e faticosa mediazione "politica" con l'intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri (noto competente in materia) si è stabilito quanto segue:
1) si esclude un concorso internazionale di progettazione (è risaputo che le cose di Sicilia sono cosa nostra ...);
2) si esclude il ricorso alla cupola geodetica ... ma l'ideatore arch. Lucio Trizzino era presente (.. alquanto sorridente.. ) alla visita del suddetto Presidente sui luoghi della contesa;
3) Il critico d'arte e tuttologo V. Sgarbi (noto per la sua vasta esperienza in meteria per qualche mesetto trascorso in soprintendenza) viene confermato Consulente Straordinario per Piazza Armerina e quindi autorizzato a scegliere personalmente progetto e progettista.
4) la soluzione politica (e non certo storico critica) verrà trovata limitando il progetto alla sola copertura (si spera) nel rispetto del progetto Minissi (si spera) mediando fra la proposta di adeguamento tecnologico del Centro Regionale del Restauro (arch. Meli) e le "visioni oniriche del progetto-non progetto" dell'arch. Canali.

Alla prossima puntata della telenovela ...


Sergio Tinè
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Gennaio 12, 2005, 9:41am Report to Moderator
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Sul n. 56 di Kermes è presente un'istruttiva "cronaca" a firma di Emanuele Giannì dal titolo: Ombre e luci sul futuro della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.
La cronaca è istruttiva in quanto gli operatori si possono rendere conto di quanto le beghe burocratiche d'ispirazzione politico-istituzionale travalicano ampiamente qualsiasi interesse per la conservazione senza tenere in alcun conto la portata ultranazionale del sito dovuta all'iscrizione dello stesso nella lista dell'UNESCO.
In questa vicenda le ombre (di cui al titolo) sono evidentissime ... mi piacerebbe tando trovare le "luci" ...


Sergio Tinè
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Gennaio 19, 2005, 10:40pm Report to Moderator
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Per concessione della Nardini (che a breve supporterà questo forum) l'intero articolo di Kermes, a firma Emanuele Giannì, dal titolo: "Ombre e luci sul futuro della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina" è visibile alla pagina: http://www.tine.it/p_armerina.htm



Sergio Tinè
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Marzo 30, 2006, 8:18am Report to Moderator
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Dalle news di Nardini
Verrà presentato in occasione del Salone del Restauro di Ferrara, oggi 30 marzo, il piano di recupero della Villa del Casale di Piazza Armerina.
Il progetto che riguarderà sia le decorazioni musive e parietali che l’intero complesso architettonico, attraverso la scelta di materiali e soluzioni compatibili all’ambiente circostante. La Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, antica residenza romana, inserita dal 1997 nella World Heritage List dell’Unesco, contiene circa 120 milioni di tessere musive su 4.100 metri quadri di pavimentazione, dipinti murali, sculture, fontane e 58 colonne. Saranno presenti a Ferrara l’alto commissario della Villa Romana del Casale, Vittorio Sgarbi, l’assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, Alessandro Pagano, il direttore del Centro per la progettazione e il restauro della Regione Siciliana, Guido Meli (firmatario del progetto) e la soprintendente ai Beni culturali di Enna, Beatrice Basile.


Sergio Tinè
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Aprile 5, 2006, 2:39pm Report to Moderator
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Lo stato attuale







Il progetto


E' stato presentato a Ferrara il progetto dell'intervento sulla villa del casale.
Le linee guida consistono nell'adeguamento tecnologico del progetto Minissi.

  • Sostituzione dell'attuale copertura con altra in rame a ventilazione naurale.
  • Sotituzione dei setti in plexiglass con pannelli rifiniti sul lato esterno in cocciopesto.
  • Modifica delle quote di alcune coperture.
  • Modifica delle attuali passerelle con eliminazione degli scalini (accessibilità)

Mi chiedo quanto sia corretto, una volta eliminate le trasparenze, consentire la visione esclusivamente notturna dei mosaici tramite un sitema d'illuminazione artificiale.
Vi immaginate, inoltre, l'effetto finale del complesso che, in assenza delle trasparenze, farà prevalere i setti pieni e continui sui vuoti quasi assenti ?

Staremo a vedere.


Sergio Tinè
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Novembre 7, 2006, 8:17pm Report to Moderator
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Ricevo  da:
Fabiano Ferrucci - Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo’” Facoltà di Lettere
Laboratorio di Restauro

Ho letto con interesse e preoccupazione il recentissimo appello di Giuseppe Guerrera e Sebastiano Tusa all’Assessore Regionale ed al Ministro per i Beni e le Attività Culturali sulla decisione inadeguata ed inopportuna di sostituire la copertura della Villa del Casale a Piazza Armerina,.
La situazione è purtroppo più grave di quanto avvertito e coinvolge la conservazione stessa dei preziosi mosaici, ragione di essere della copertura.
Come noto, dopo anni di immobilismo, la soprintendenza di Enna, bandisce un’imponente gara di appalto per la Villa del Casale; gara che il Genio Civile sta espletando.
E’ il 21 agosto 2006,  in un unico calderone (circa 13 milioni di euro) viene messo: il rifacimento delle coperture ed il restauro di tutti i mosaici, oltre ad impianti ed altri interventi.
La dimensione della gara è tale da impedire, a norma di legge, la partecipazione (anche in associazione), della maggior parte delle imprese di restauro specialistiche medio-piccole (ovvero quelle sotto la terza classifica SOA, corrispondente a circa un milione di euro di lavori eseguiti dall’impresa in un quinquennio). Peccato che la maggior parte delle ditte specializzate nel restauro dei mosaici, e con tutta probabilità anche le migliori, proprio perché molto specializzate, sono sotto questa dimensione e non possono partecipare.
Il 13 ottobre 2006, alla scadenza della gara, si presentano quindi solo cinque raggruppamenti. Alle imprese viene chiesto di esibire certificati che dimostrino di aver eseguito lavori di restauro per 700.000 euro. Ma anche qui ci sono i trucchi: si presenta il certificato riguardante un lavoro di restauro di un intero edificio, in cui c’é anche qualche mosaico. L’importo dichiarato è quello generale di tutto il lavoro ma l’impresa si bada bene dall’estrapolare il lavoro specialistico di mosaici (generalmente somme contenute) da quello generale (enormemente maggiore). Grosse imprese edili diventano così miracolosamente specialisti nel restauro dei mosaici.
Il sistema di aggiudicazione è il più brutale immaginabile: massimo ribasso sui prezzi.
Il 25 ottobre inizia l’apertura delle offerte. Il ribassi si avvicinano al 40% (38% circa il primo 35% circa il secondo), più di quanto fosse mai accaduto in Sicilia nel restauro specialistico (categoria OS2). E’ più di un terzo dell’importo preventivato. Più di un’offerta 3 X 2.
E’ così che stanno affidando il restauro dei più importanti mosaici antichi esistenti, il quinto monumento più visitato d’Italia.
Ribassi del genere dovrebbero far supporre che i prezzi in  progetto siano enormemente gonfiati (e allora dovrebbe intervenire la Corte dei Conti). Ma non è questo il caso poiché il progetto, ad opera dell’Istituto Regionale del Restauro (progetto che io stesso ho avuto modo di visionare), ha prezzi perfettamente allineati col mercato.
La risposta è un’altra: le imprese già sanno che riusciranno, tra riserve e varianti, a far lievitare i costi. Grazie ai bravi avvocati, grazie alle connivenze tra chi dovrebbe controllare e chi dovrebbe essere controllato, rientreranno di quel ribasso spropositato.
Vale la pena di ricordare a chi ha l’onere della tutela che, trattandosi di beni tutelati, la logica dell’affidamento al massimo ribasso costituisce un fattore di rischio altissimo ed intrinseco: una sorta di selezione al negativo che individua l’impresa che lavora peggio.
Vale la pena di ricordare a chi gestisce il pubblico denaro che stanziare i fondi, per poi affidare i lavori in questo modo, è peggio che non stanziarli proprio. Senza garanzie sulla qualità dei lavori e senza reali possibilità di controllo il restauro è un danno certo; un danno irreparabile poiché avviene su beni unici ed irriproducibili.
Negli ultimi anni è troppo aumentato il divario tra ciò di cui si discute nei convegni (metodi di analisi non distruttivi, modelli virtuali di opere d’arte, sistemi per non intaccare patine e cromie antiche, puliture laser, enzimatiche e quant’altro la tecnologia può immaginare) ed il mondo reale dei restauri, che la comunità scientifica fa finta di non vedere, e dove ormai imperversano logiche da imprenditoria selvaggia.
La commissione di gara di Piazza Armerina ha ancora gli strumenti per escludere le offerte eccessive, anomale. Ma lo farà? Prevarrà il dovere della tutela, o la logica d’impresa? Prevarrà il buon senso o la svendita al 3 X 2 ?

Roma 06.10.06




Sergio Tinè
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Novembre 7, 2006, 8:34pm Report to Moderator
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Sospesa la gara d'appalto per la Villa Romana del Casale
articolo di Roberto Palermo
dal Giornale di Sicilia del 03.11.2006

Sospesa la gara d'appalto da 13 milioni di euro per la Villa Romana del Casale.
L'Urega, l'ufficio regionale per le gare d'appalto, la cui sede si trova presso il Genio Civile di Enna, ha passato per qualche giorno la pratica della gara d'appalto alla "Subcommissione", un organo interno all'Urega, per esaminare meglio i margini di assegnazione dei lavori ad una delle cinque imprese che ha presentato un'offerta.

Ad originare la pausa di riflessione, la cui durata non dovrebbe essere eccessiva, alcune considerazioni emerse in fase di esame delle cinque offerte.
Sembra, infatti, che tre delle cinque offerte non presentino tutti i requisiti tecnici di massima necessari al loro accoglimento.
Le altre due imprese partecipanti alla gara, invece, avrebbero presentato un ribasso considerato eccessivo.
In pratica la Commissione di gara, ove individui offerte che presentano un ribasso percentuale pari o superiore a quello considerato soglia di anomalia in base alle disposizioni di legge, sospende la seduta e comunica i nominativi dei relativi concorrenti alla Subcommissione appositamente nominata, la quale vaglia le giustificazioni presentate dalle imprese concorrenti.
Voci non confermate parlerebbero addirittura di ribassi fino al 38 per cento rispetto alla base d'asta fissata in circa 13 milioni di euro. Da qui la necessità di interessare del merito delle offerte e dei relativi progetti quella tecnicamente definita Subcommissione, un organo con il compito di approfondire l'esame e dare il via o meno alla fase di assegnazione.
La Commissione di gara, alla riapertura della seduta pubblica, potrà poi pronunciare l'esclusione delle offerte ritenute non congrue sulla base dell'attività istruttoria svolta dalla Subcommissione, predisponendo la graduatoria definitiva e redigendo il verbale di gara.
La sospensione, quindi, dovrebbe servire a capire se dovrà rendersi necessario una riapertura dei termini della gara con la presentazione di nuove offerte.
Un'ipotesi che potrebbe portare ad una nuova pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di gara, a nuovi termini per la presentazione dell'offerta e alla fissazione di una nuova seduta davanti all'Urega di Enna per l'apertura e l'esame delle offerte pervenute.
Il che potrebbe provocare uno spostamento fino a due mesi del cronoprogramma fissato in modo puntuale dall'Alto Commissario per la Villa Romana del Casale Vittorio Sgarbi.
La posa storica della prima pietra della nuova Villa, così come aveva annunciato Sgarbi in occasione della presentazione del progetto definitivo ed esecutivo, era stata programmata per fine novembre.
Roberto Palermo


Sergio Tinè
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Gennaio 22, 2007, 10:34pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Sospesa un cicciolo, é stat assegnata alla ditta che aeva presentato il 39% di ribasso.


Teresa Campisi
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