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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Fenomeni di umidita' e danni da sali  ›  Sali tenardite e mirabilite in cripta Moderatori: Edgardo Pinto Guerra
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Sali tenardite e mirabilite in cripta  (attualmente 5,930 viste) Print
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ros.bianchi
Gennaio 18, 2005, 12:12pm Report to Moderator
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Location: Roma
Chiedo consiglio e parere!!
Da alcuni anni mi sto facendo dei rilievi microclimatici negli ambienti di una cripta di una chiesa romana in previsione di un prossimo restauro. L'ambiente è riccamente decorato, ma ormai a mio parere fortemente compromesso. Comunque ultimamante ho registrato dei fenomeni alquanto inspiegabili. Dopo aver riscontrato la corrispondenza con l'esterno ho chiuso completamente l'ambiente per verificare in quali condizioni potesse venire a trovarsi. Al di là di quelli che sono stati i risultati del monitoraggio la cosa strana è stata che a distanza di poco tempo sull'angolo di un pilastro, isolato al centro della cripta, si è manifestata un'efflorescenza che in tre anni di rilievi non avevo mai visto. (mi sarebbe piaciuto inserire la foto xchè la ritengo molto interessante ma ancora non ho capito bene cosa devo fare) comunque alla luce di ciò ho fatto eseguire delle indagini chimiche e la risposta è stata la seguente:

L'indagine chimica eseguita ha rivelato la contemporanea presenza di  tenardite
e mirabilite, rispettivamente sodio solfato anidro e decaidrato, che possono
trasformarsi vicendevolmente l'uno nell'altro  al variare, anche non elevato,
delle condizioni termoigrometriche di temperatura e di umidità relativa.
Queste specie saline, molto solubili, possono avere origine da fattori
ambientali, da materiale costitutivo o materiale di intervento, ad es. cemento
o stuccature contenenti gesso; hanno la caratteristica di variare notevolmente
il volume molecolare nell?acquisizione o nella perdita delle molecole d'acqua
di cristallizzazione, producendo pressioni dirompenti se ciò avviene all?interno
delle porosità.

Effettivamente ancora non ho eseguito alcuna prova per vedere il tipo di materiale che costituisce questo pilastro, rimangono però alcune mie perplessità:  è possibile che questa formazione si sia creata dopo aver chiuso tutto? ho riaperto gli ambienti e ho provato a richiuderli, ma il fenomeno attualmente si sta attenuando e addirittura scomparendo (bò mistero), xchè solo in quel particolare punto?
Infine un altro fenomeno alquanto singolare:
l'ambiente è messo in comunicazione con l'esterno attraverso un cunicolo lungo circa 4 m durante il periodo estivo (giugno luglio 2003 -molto caldo) mentre all'esterno la temperatura notturna si abbassava, nel cunicolo si registrava un aumento di qualche grado con un andamento piuttosto curioso ma comunque ripetitivo x parecchie settimane. é possibile che fosse causato dal calore latente di condensazione (mistero)

Spero di non aver messo troppa carne al fuoco e di essere stata chiara, ma chiedo consiglio e parere  a chi si fosse trovato a studiare argomenti simili per avere qualche chiarimento o illuminazione  
Ciao
Rossana


Rossana Bianchi
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ros.bianchi
Gennaio 18, 2005, 12:20pm Report to Moderator
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Location: Roma
sono riuscita ad inserire delle foto su yahoo!


Rossana Bianchi
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Gennaio 18, 2005, 5:08pm Report to Moderator
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Testo citato
è possibile che questa formazione si sia creata dopo aver chiuso tutto?


Probabilmente la formazione salina si è manifestata prima della chiusura, ovvero quando la ventilazione ha agevolato la migrazione dei sali in superficie.

Testo citato
l'ambiente è messo in comunicazione con l'esterno attraverso un cunicolo lungo circa 4 m durante il periodo estivo (giugno luglio 2003 -molto caldo) mentre all'esterno la temperatura notturna si abbassava, nel cunicolo si registrava un aumento di qualche grado con un andamento piuttosto curioso ma comunque ripetitivo x parecchie settimane. é possibile che fosse causato dal calore latente di condensazione (mistero)

Secondo me l'inerzia termica della massa che divide la cripta dall'esterno può creare un leggero riscaldamento dell'aria (proveniente dall'esterno).


Sergio Tinè
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Rossella Croce
Gennaio 18, 2005, 11:25pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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Ho visionato la foto, ma sono sempre scettica nel dare giudizi su cose non visionate di persona.  Di solito questi eventi possono essere generati da moltissimi fattori o da particolari concomitanze di essi. Ritengo sarebbe estremamente utile conoscere:
- il materiale costituente del pilastro e la natura della decorazione ad esso sovrammessa
- la collocazione della cripta (in che zona geografica? cosa c'è attorno?)
- una valutazione su possibili eventi temporanei ( forti piogge, innalzamento improvviso di rii sotterranei ecc,)
- il periodo dell'anno in cui hai  registrato il fenomeno e la variazione di umidità relativa registrata nel frangente
- sapere se  si è verificato in una lacuna preesistente, che può è comportata da valvola di sfogo.(dalla foto sembrerebbe così, ma non è chiara).

Direi  che la spiegazione chimica che ti hanno dato è corretta ed esaustiva....

Rispetto al fatto che stia retrocedendo, invece, non mi farei illusioni sulla possibilità che il fenomeno non si ripresenti in futuro ....


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

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MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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ros.bianchi
Gennaio 19, 2005, 4:07pm Report to Moderator
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Location: Roma
Grazie,
allo stato attuale delle osservazioni posso aggiungere che prima che l’ambiente venisse chiuso, la cripta era soggetta a fenomeni di “asciugatura” (effetto camino per la differenza di temperatura tra l'esterno e la cupola della chiesa superiore il quale creava una notevole corrente di aria) L'umidità relativa era molto variabile tra il 70% e l’80%, nel periodo in cui la cripta è stata chiusa l’umidità relativa dell’ambiente  è salita ed è rimasta costante oltre l’80% (la temperatura è sempre rimasta tra i 15 e i 16°C) mentre attualmente, l’ambiente sembra essere notevolmente influenzato dalle condizioni climatiche esterne. La temperatura dell'ambiente varia seguendo l’andamento di quella esterna con un range che va dai 5°C ai 10°C mentre l’umidità relativa va dal 75% al 70%. Inoltre nel periodo in cui è stata chiusa il tempo è stato variabile con anche notevoli pioggie e si sentiva molto forte l'odore caratteristico dei luoghi chiusi in presenza di una notevole proliferazione di microrganismi.  
lo sviluppo di queste efflorescenze è caratterizzato da particolari condizioni ambientali? cioè si hanno dei parametri oggettivi oppure dipende da una serie di casi?
Ciao


Rossana Bianchi
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admin
Gennaio 19, 2005, 5:18pm Report to Moderator
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Ho molta esperienza diretta riguardo ai problemi di umidità e di efflorescenze, fatta eccezione per le cripte che rappresentano una condizione microclimatica estrema (anche se alcune parti interne dei piani cantinati non differiscono molto).
In genere, in presenza di risalita per capillarità, esiste una stagionalità per cui si alternano fasi di forte traspirazione delle murature a fasi di forte imbibizione.
Nella fase di traspirazione, la dinamica dei fluidi (dall'interno verso l'esterno) convoglia in soluzione un certo quantitativo di sali che in superficie ri-cristalizzano.
Sempre nel caso della risalita per capillarità, la ri-cristallizazione avviene costantemente lungo una fascia che identifica l'altezza raggiunta dal fenomeno di risalita (massima e minima).
Al di sotto di questa fascia, in genere il gradiente di umidità si presenta costante e poco influenzato dalla stagionalità del fenomeno.
La comprensione di questi fenomeni viene resa molto più complessa dalla presenza dei concomitanti fenomeni di condensazione superficiale.
A complicare il tutto spesso interviene la disomogeneità dei materiali da costruzione (sia originali che aggiunti) ...


Sergio Tinè
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Bart Aimar
Gennaio 25, 2005, 9:52am Report to Moderator
libero professionista (precario a tempo pieno)
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Ho un amico che possiede una bella collezione di barche antiche e relative vele in cotone.
Un giorno Sciarrelli  venne in visita e il mio amico gli domandò  se era preferibile tenere i bauli con le vele aperti o chiusi.
La risposta fu semplice: aperti quando è secco, chiusi quando è umido!

Ma nel caso di un sotterraneo si deve aggiungere l'inerzia termica e la sinergia con eventuali infitrazioni di acque meteoriche e di falda ....

Difficilmente esiste una risposta semplice ad in problema complesso...

Per capirne qualcosa occorerebbe un monitoraggio delle condizioni termoigrometriche fuori e dentro la cripta esteso ad un ciclo stagionale.


Bartolomeo Aimar


bartolomeo aimar,  architetto in torino
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Edgardo Pinto Guerra
Febbraio 12, 2005, 2:13pm Report to Moderator
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Salve - ho visto le belle foto su Yahoo - I sali sul pilastro sono tipici sali nitrati - questi hanno la caratteristica di mutare di stato (ricristallizare) molto velocemente anche con poca variazione dello stato dell'umidità ambiente nella quale si trovano - dal volume in foto diventano meno di mezzo cucchiaino velocissimamente . . . . . e vice-versa!!



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
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ros.bianchi
Febbraio 17, 2005, 12:28pm Report to Moderator
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Ciao Edgardo intanto grazie x le risposte ma volevo un chiarimento xchè dici che è normale che ci siano queste efflorescenza laddove ci sono state sepolture varie? io pensavo fosse soprattutto un fenomeno legato all'umidità (di risalita, che è aumentata nel momento che ho chiuso gli ambienti) e alle caratteristiche del materiale di cui è costituito il pilastro e che ancora devo far analizzare. Comunque ti aggiorno sullo stato nel senso che quella "bella esplosione" che si vede in foto è diminuita ma sta aumentando, anche se di poco, di estensione. Ma come faccio a capire xchè solo in quel punto? non ne trovo traccia da nessuna altra parte nemmeno nelle murature dove le analisi chimiche hano segnalato la presenza di streptococchi fecali, questo è un pilastro isolato al centro dell'ambiente (bò)!!
Grazie ciao Rossana


Rossana Bianchi
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Edgardo Pinto Guerra
Febbraio 17, 2005, 5:29pm Report to Moderator
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Ciao Rossana - Re efflorescenze nella cripta. Forse sono stato troppo sintetico - Quello che volevo dire con la battuta "Alla fine della storia diventiamo tutti uguali, cioè sali nitrati"  e che il TIPO di sali che troveresti in una cripta non mi sorprende; cioè nitrati da decomposizione organica, (noi compresi!).
Pertanto è normalissimo trovare questo tipo di sali dove ci sono, o ci sono state, sepolture, cioè cimiteri, cripte, chiese, monasteri ecc.

Se sei certa che altrove vi sono solo Solfati (il che, francamente, mi sorprende molto), forse è solo accanto al pilastro c'è stata una qualunque fonte organica di nitrati (cadavere sepolto, o escrementi, può banalmente averci pi....to qualcuno contro!).
Scherzi aparte, per cercare di dare alcune risposte e un contributo:
- in genere, il fatto che non ci siano efflorescenze visibili non vuol affatto dire che non ci siano sali! anzi, molto spesso sono sub-efflorescenze ben presenti all'interno del materiale, solo l'analisi può dirlo con certezza!
- il perchè li vedi in particolare in quel punto deriva solo dal fatto che ivi, in quel punto, il materiale è più permeabile/poroso che altrove e quindi vi è più evaporazione e quindi più deposizione di sali.
- il fatto che hai chiuso non comporta un aumento della quantità d'acqua in risalita nei muri! anzi, la diminuisce in quanto diminuisce l'evaporazione anche se aumenta di molto il tasso di umidità dell'ambiente!
- che tu veda a occhio nudo molti o pochi sali non vuol dire niente - cambiando l'umidità ambiente tutti i sali si ri-organizzano nelle loro forme cristalline e si formano nuovi equilibri fra di loro: alcuni cambiano stato cristallino, altri entrano in soluzione, altri escono, ecc. Quello che è certo è che ad ogni cambiamento di stato temperatura/umidità avvengono danni causati dalle ri-cristallizzazioni. (tenardite -> mirabilite = aumento di 400% del volume, vedi Elenco pubblicato).
- Per cercare di evitare perdite di materiale decorato in attesa di interventi bisogna cercare di mantenere le superfici bagnatissime (anche spruzzando) in modo che non si formino nuovi cristalli e non ci siano cambiamenti di stato- i sali sono stabili e non fanno danni solo quando sono in soluzione oppure quando sono secchi.
- quello che è a mio avviso importante accertare è la fonte dell'acqua nei muri.
Cordialmente, Edgardo




Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
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Edgardo Pinto Guerra
Febbraio 18, 2005, 7:35am Report to Moderator
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Altro:
Gli streptococchi fecali e, facilmente, dei sali nitrati possono provenire da una vicina fognatura che perde
- nelle analisi QUANTI sali, in percentuale di peso ci sono nei muri? Se la %tuale è alta, spesso sono i sali stessi che alterano e mantengono l'umidità ambientale.

Un muro si considera "pulito" quando contiene lo 0,1-0,2% di sali totali - "molto contaminato" già al 3% - ma a Venezia ho trovato anche il 11-13% !!
Cordialmente, Edgardo




Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
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Febbraio 18, 2005, 9:19am Report to Moderator
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Testo citato
- Per cercare di evitare perdite di materiale decorato in attesa di interventi bisogna cercare di mantenere le superfici bagnatissime (anche spruzzando) in modo che non si formino nuovi cristalli e non ci siano cambiamenti di stato- i sali sono stabili e non fanno danni solo quando sono in soluzione oppure quando sono secchi.


Nutro qualche perplessità sull'uso indiscriminato di questa modalità.
Credo che sia possibile solo nel caso in cui sulla superficie contaminata sia presente una soluzione "satura".
In caso contrario si rischia un ulteriore ciclo di riassorbimento dei sali e successiva ricristallizzazione in superficie.
In ogni caso è preferibile operare con acqua deionizzata ...

Mi conforterebbe il parere di un chimico


Sergio Tinè
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Rossella Croce
Febbraio 18, 2005, 6:23pm Report to Moderator
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Personalmente, senza dati piu certi, provvederei solo ad una lieve spolveratura localizzata della superficie, se ciò non comporta la perdita di materiale decorato, ogni qual volta si presenta l'efflorescenza. Avvierei un intervento conservativo che coinvolga l'umidificazone della superficie solo dopo aver chiarito le fonti  di degrado ed affinate le analisi. Anche un'estrazione localizzata con carta giapponese ed acqua deionizzata mi sembra poco utile in questo momento, puoi eventualmente provare per calcolare e valutare  i tempi di ricristallizzazione, che non dubito arriverà solerte in breve tempo....


Rossella Croce
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