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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Diagnostica per il restauro  ›  Scienza e Restauro Moderatori: Adamantio
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Scienza e Restauro  (attualmente 4,871 viste) Print
3 Pagine « 1 2 3 Tutti Raccommanda Thread
Rossella Croce
Giugno 23, 2006, 7:27am Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Testo citato
Le professioni "moderne" conservano nel loro DNA un legame con i loro predecessori che va dalla ricerca degli alchimisti, al bisogno di risposte dei mistici, al desiderio di salvare una vita dei medici... e così i restauratori sono depositari nelle loro mani e nelle loro menti di tutto il sapere artigiano... ma i moderni restauratori, quelli che sono usciti dalla protostoria, hanno capito quale è il loro futuro, e questo futuro si basa sulle possenti fondamenta della scienza al pari di quello degli altri professionisti citati...

caro Admantio, se cosi fosse, sarebbe tutto molto semplice...
In realtà, se me lo concedi, non lo è, ed i moderni restauratori solo raramente posseggono nel loro dna la conoscenza artigiana, in particolare per ciò che riguarda la conoscenza delle tecniche artistiche. Per questo oggi sono così fondamentali per noi le tecniche d'indagine non invasive, per questo oggi abbiamo tanti restauratori, titolati ed ignoranti, che fanno molti più danni degli artigiani protostorici. Molti giovani "scienziati", che della parola restauro conoscono solo la r e la o,  si pongono sul mercato creando confusione e perplessità: le competenze scientifiche vengono mixate a quelle pratiche nelle varie università in maniera diversa tra loro, creando figure molto lontane tra loro,  relegate sotto uno stesso fantomatico titolo....Come in ogni lavoro, e non riesco a capire perchè nel restauro si voglia sempre fare eccezione, conta moltissimo la capacità individuale e non solo la conoscenza. Ci vogliamo spesso dimenticare che è un lavoro manuale. Ciò che deve essere scientifico è il metodo, le scelte, la diagnosi ecc...ma per ciò che riguarda la parte pratica...necessitiamo ancora disperatamente della dote manuale.... E quella non si eredita tramite il dna, ne per titolo di studio...altrimenti la selezione naturale avrebbe da tempo dipanato, al ministero,  la infelice matassa del riconoscimento professionale...


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
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Adamantio
Giugno 23, 2006, 10:09am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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In realtà, Rossella, siamo perfettamente d'accordo. Forse hai frainteso il mio uso della parola DNA che era da intendersi in senso molto lato, infatti io ho parlato di professioni che mantengono nel loro DNA... e non di professionisti.
Il fatto che la manualità e l'esperienza non si ereditino grazie al genoma, mi sembra lapalissiano. L'opnione che hai espresso riguardo al fatto che attualmente si facciano molti più danni di quelli prodotti dagli artigiani del passato è difficilmente dimostrabile anche se romanticamente è bello da pensare.
Secondo me bisogna anche pensare all'intensità di restauro. Fino a alcuni decenni or sono c'era un "minimo intervento" (in senso lato) dovuto soprattutto alla mancanza di fondi e questo ha permesso che molte opere non siano state restaurate se non occasionalmente e blandamente e si siano anche per questo salvate ma se guardiamo ai casi in cui si è pesantemente intervenuto vedremmo spesso uno sfacelo e non sono certo il primo a dire che hanno fatto più danni i restauratori che il tempo. E dico "spesso" perchè ci sono molti casi di interventi anche molto invasivi eseguiti soprattutto a partire dalla seconda metà del novecento con materiali e tecniche ritenuti attualmente non idonei che invece si sono comportati bene e hanno permesso di salvare opere che altrimenti oggi non ci sarebbero più.

La manualità è un fattore fondamentale nella professione del restauratore come lo è nella professione del chirurgo. Tuttavia mi pare che il chirurgo sia più vicino professionalmente allo scienziato più che all'artigiano e più passa il tempo più ciò mi pare vero. Per il restauratore è a mio avviso lo stesso.  



Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
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Adamantio
Giugno 23, 2006, 10:10am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Tornando al tuo intervento penso che:

A) gli artigiani del passato avessero una buona conoscenza delle tecniche artistiche ma solo di quelle otto-novecentesche non certo di quelle antiche e che intervenissero su queste ultime facendo finta che fossero come quelle che loro sapevano fare... a volte funzionava...
Le tecniche antiche non le conosciamo appieno nemmeno adesso ma almeno cerchiamo di capirle con un approccio che va al di là della sensazione soggettiva (che spesso si rivela sbagliata) e allontanandoci dalla logica dei "segreti di bottega".

B)Sul fatto che ci siano molti restauratori titolati ed ignoranti siamo perfettamente d'accordo sul fatto che facciano più danni di artigiani storici mi sono già espresso.
Comunque è assolutamente vero che in questa professione il titolo non fa la differenza anche se alla fine tutti ci si affanna per accaparrarselo il famigerato titolo con la R maiuscola. Tuttavia non serve a molto avere un foglio di carta che dice che sai fare se poi non sai fare. Al contrario anche se non hai titolo troverai qualcuno che ti fa lavorare se sai comunque fare e hai quella sensibilità innata, perchè in alcuni frangenti e per alcune operazioni restauratori si nasce e non si può diventare, e parlo di fattori come la sensibilità al colore (i daltonici hanno grosse difficoltà a ritoccare ) e ad altri aspetti di tipo attitudinale anche se uno può speziare in altri campi (il daltonico magari fa delle stuccature ottime).

C) Sul fatto che vi siano molti giovani "scienziati" che si pongono come restauratori sul mercato è un'altra sacrosanta verità ed è anche per questo che personalmente pur essendomi occupato anche attivamente di restauro per diversi anni non amo definirmi restauratore ma chimico che si occupa di restauro (in quanto laureato per altro in chimica "pura" vecchio ordinamento).
Comunque ritengo che è in primis colpa di università e scuole che producono figure intermedie senza preoccuparsi di dare loro un ruolo chiaro nel modo del lavoro. Prendiamo ad esempio il caso delle lauree 3+2 classe 41 + 12S. Sono lauree delle classi: "Tecnologie per la conservazione e il restauro dei Beni Culturali" e "Lauree Specialistiche in Conservazione e Restauro del patrimonio Storico-Artistico" dovrebbero sulla carta creare proprio dei restauratori.
Ora, se guardate il piano di studi di questo tipo di corsi, vedrete che è prettamente scientifico-teorico alcune formano figure di restauratori o restauratori-scienziati altre formano figure come quelle del diagnosta. Spesso sono coordinate dalla facoltà di scienze e questo giustifica il pesante apporto di materie scientifiche ma alla fine la figura che ne esce ha spesso una visione distorta del modo del restauro e fa fatica ad inserirvisi; e sottolineo "spesso" perchè sicuramente ci sono anche buone scuole di questo tipo o ci sono comunque buoni individui che hanno un bagaglio tecnico-culturale che va al di là della formazione universitaria.

D) Comunque, per par condicio, ci sono anche molti giovani "restauratori" che della parola scienza conoscono solo s e la a che si pongono sul mercato creando confusione e perplessità. Inoltre il "giovani" mi sembra eccessivamente discriminante... ci sono anche molti vecchi restauratori e vecchi "scienziati" baroni che hanno conoscenze molto approssimative rispettivamente di scienza e restauro che si pongono nel campo del restauro e della conservazione come dei "luminari" ostacolandone di fatto la crescita e trasmettendo ai giovani la loro approssimativa conoscenza.

E) Quello che credo che in questo settore non si voglia assimilare è che la conoscenza fa parte della capacità individuale anche se è un aspetto non innato (come tutte le tecniche e le cose che vengono apprese).

mi sono accorto di essere stato un po' logorroico ma quando si parla di aspetti teorici mi viene così spontaneo...

comunque per chiudere voglio ribadire che l'aspetto pratico, tecnico, manuale è di fondamentale e imprescindibile importanza ma definire questi aspetti "artigianato" mi pare crei solo una grande confusione associando alla professione del restauro tutta un'altra serie di caratteristiche da cui il settore vuole emanciparsi ed allontanarsi e che con il restauro moderno non hanno nulla a che fare... pur con questo nulla togliere ai mastri del presente e del passato che creano e hanno creato spesso veri e propri capolavori.


Marco NICOLA
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Rossella Croce
Giugno 27, 2006, 10:11am Report to Moderator
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Testo citato
per questo oggi abbiamo tanti restauratori, titolati ed ignoranti, che fanno molti più danni degli artigiani protostorici.


Scusa se non ti rispondo come meriteresti, ma ultimamente sono molto impegnata e non ho  il tempo necessario ad argomentare  punto per punto sulle tue lunghe ed interessanti riflessioni.  Come ho scritto e cito, intendevo letteralmente dire tanti  e  non tutti, ovviamente anche questo è lapalissiano, anzi oserei dire ovvio.  Su molte cose ci troviamo daccordo, per altre un pò meno. Poichè non  appartengo a nessuna delle categorie citate, e a tutte contemporaneamente,  questo mi porta ad essere molto critica verso tutte, senza fare preferenza verso l' una o l'altra. Ciò può essere considerato stimolante o distruttivo,  ma personalmente ritengo che senza critica non ci sia crescita e che  le proprie posizioni prima di essere difese vadano in primo luogo messe alla prova. Per il resto, in particolare alle mie idee sul restauro scientifico e al rapporto tra scienza e restauro ti rimando alle vecchie fatte sul forum, onde rispolverare temi già largamente dibattuti. Di certo non posso essere considerata la paladina dei restauratori e degli artigiani...ma in questo contesto ho ritenuto fosse doveroso spezzare una lancia a favore
A presto!


Rossella Croce
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annalisa celeste
Settembre 7, 2006, 6:56pm Report to Moderator
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Ciao,

..leggendo le vostre parole sono catapultata in uno strano e spiraloso limbo....mi sono persa e mi sento persa!
Non credo di essere in grado di preder parte al discorso in quanto non ho la vostra cultura.
Ma proprio per questo vorrei semplicemente esprimere il mio sentimento.
PURTROPPO! nel mio DNA hanno dimenticato di aggiungere la voglia di studiare..in realtà questo è un problema che nasce da una leggera forma di dislessia che non mi sono scelta.
Ora sono adulta e ho accettato questo mio problema anche se per moltissimi anni ne ho sofferto sentendomi inferiore soprattutto nei confronti di quelle persone che possono dire e dimostrare di avere un titolo.
Sin da bambina ho desiderato lavorare nel campo del restauro ma per il mio problema ho scelto di frequentare sempre scuole professionali.
Non rinnego il mio passato per le scelte che ho fatto, la mia forza più grande
è che mi è stato dato il dono della manualità ed è grazie a questo che ho acquisito sicurezza.
Nasco come artigiana orafa ho lavorato nel settore per molti anni (non è un lavoro che possono fare tutti),  mi sono sempre sentita artigiana e ora finalmente sono riuscita a tirar fuori quel sogno nel cassetto che ho sempre avuto.
Ora per la mia voglia di crescere cerco di informarmi come posso.
Da tre anni mi occupo di decorazione e restauro e fortunatamente non sono daltonica.
Grazie alle scuole professionali e hai corsi di pittura classica che ho fatto ora sono in grado di dipingere un affresco, di reintegrare intonaci, recuperare pitture ecc...
Ma purtroppo non ho avuto sino ad ora la fortuna di incontrare dei restauratori con la R maiuscola...anzi li ho incontrati tutti senza la R e senza sensibilità, e soprattutto senza il "rispetto" che si deve avere verso l'arte.
Ora il mio sogno nel cassetto è poter lavorare con chi ne ha il titolo o come si suol dire la "mente", "io" più del mio braccio, la mia sensibilità (e questa non si compera al mercato), la voglia di lavorare non posso dare.

Ciao Annalisa


Annalisa Celeste
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Rossella Croce
Settembre 11, 2006, 10:45am Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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se fossi in te non mi sottovaluterei, le tue parole riflettono una mente piu che attenta e sensibile e credo sia una dote fondamentale per un restauratore con la r maiuscola
riguardo allo studio son convinta che con un pò piu di autostima riusciresti a vincere questa battaglia con te stessa, magari con un piu di sforzo di altri, ma sicuramente con risultato
Pensaci ed auguri per la tua carriera.


Rossella Croce
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annalisa celeste
Settembre 11, 2006, 5:56pm Report to Moderator
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Location: piemonte
a Rossella.........GRAZIE DI CUORE!

Annalisa


Annalisa Celeste
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Billy_GeekUSA
Gennaio 30, 2007, 10:11pm Report to Moderator
Studente
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Location: Firenze
Scusate l'intrusione,ma volevo sapere dove c'è la possibilità su internet di trovare informazioni riguardo il rapporto tra scienza e restauro

devo fare un tema su questo argomento ma sinceramente non so dove cercare info...
se qualcuno mi può essere di aiuto...gli sarò eternamente grato

Billy


Billy Petrucci Studente
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cecilia
Marzo 4, 2007, 10:20am Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
In questo momento nel caos che regna nel mio studio non sono in grado di trovare i documenti, ma ricordo di aver partecipato ad un ccnvegno su questo argomento organizzato dal CNR nel 2006; ricordo che tra i relatori c'erano la Acidini e Giuseppe Basile. Prova a cercare dalle parti del CNR.


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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cecilia
Marzo 4, 2007, 11:08am Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Nel libro di Conti "Storia del restauro e della conservazione delle opere d'arte" c'è un paragrafo nel cap. IX che si chiama "scienza e restauro, esperienze sul metodo Pettenkofer". Non è molto, tuttavia può servire. Per il tuo studio devi ricondurti al periodo che va dalla seconda metà dell'ottocento alla prima metà del '900, in cui alcuni operatori (es. il conte Secco Suardo e soprattutto Renato Mancia) hanno cercato di traghettare il restauro verso il solo campo scientifico e delle indagini strumentali. Questa impostazione è stata "stroncata" da Brandi e Argan con la fondazione dell'ICR nel '39, che prevedeva un'impostazione multidisciplinare nella quale parte fondante avevano gli storici dell'arte. Ti consiglio di usare come chiave di ricerca i nomi degli autori che ti ho dato: Mancia, Secco Suardo ecc.


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Rossella Croce
Marzo 6, 2007, 10:35pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Citato da Billy_GeekUSA
Scusate l'intrusione,ma volevo sapere dove c'è la possibilità su internet di trovare informazioni riguardo il rapporto tra scienza e restauro

devo fare un tema su questo argomento ma sinceramente non so dove cercare info...
se qualcuno mi può essere di aiuto...gli sarò eternamente grato

Billy



Una domanda. Per la tua ricerca, sotto quale punto di vista devi affrontare la tematica? Metodologica, teorica, applicativa?
Dal punto di vista applicativo puoi trovare un'infarinatura generale rispetto ai sistemi diagnostici applicati alla conservazione  in questo testo
Scienza e restauro. Metodi d'indagine
Nardini Editore
Matteini Mauro, Moles Arcangelo
Ovviamente ve ne sono molti altri.
Dal punto di vista teorico, ti consiglio anche io di seguire la linea suggerita da Cecilia


Rossella Croce
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3 Pagine « 1 2 3 Tutti Raccommanda Thread
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