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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  dialoghiamo..sul "rilievo" Moderatori: cinnabarin
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dialoghiamo..sul "rilievo"  (attualmente 4,256 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
cultural
Gennaio 31, 2005, 11:29am Report to Moderator
Restauratore Conservatore
Utente recente
Posts: 10
Location: Ancona
Caro Riccardo,  mi dispiace, non ho mai usato il ghiaccio secco per la pulitura delle superfici lignee, ma..........dialoghiamo!


    ELISABETTA LUCIANI
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Studio Restauro
Gennaio 31, 2005, 9:20pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Con piacere!
lascerei alla cartella "ghiaccio secco" l'eventuale continuazione sul tema.
Un argomento sul quale mi piacerebbe dialogare è quello del rilievo, inteso come rappresentazione dell'oggetto con sottolineature del degrado.
Sei abituata ad effettuarlo? Con quali tecniche?


Riccardo Bulgarelli
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giorgiogarabelli
Febbraio 27, 2005, 11:54pm Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
Utente recente
Posts: 16
Location: Torino
Caro Riccardo, come vedi sono entrato anch'io nel forum, su tuo consiglio, e te ne ringrazio, mi pare buono! Per quanto riguarda il rilievo posso dirti che ho utilizzato molti tipi di restituzione grafica e di mappture del degrado, su svariati interventi, su opere mobili e su arredi fissi e sono giunto alla conclusione che non sia possibile normalizzare in un'unica metodologia questa operazione fondamentale nel processo di intervento. Posso dirti che mi sono trovato benissimo sulle opere mobili con l'esecuzione grafica di 4 prospetti lineari dell'oggetto su cui ho inserito "rigatini" o simboli per evidenziare i vari problemi di conservazione, tuttavia per le opere fisse ho usato un altro metodo, codificato presso la Facoltà di Architettura di Torino, di cui ti manderò presto la bibliografia ( ...DALLA COSTA !?!); si basa essenzialmente su una serie di simboli che identificano i problemi di conservazione, inseriti in calce al disegno dei prospetti sulla fascia superiore del disegno stesso, al di sotto dello stesso disegno vengono riportati invece gli interventi effettuati per sanare i singoli degradi, ciò ha un duplice vantaggio: la collocazione dei singoli problemi riscontrati è molto puntuale e inoltre viene redatta una sorta di analisi del processo, poichè si indica, seppure sommariamente l'operazione che si è effettuata.
a presto,
Giorgio


Giorgio Garabelli
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Studio Restauro
Marzo 1, 2005, 10:19pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Ciao Giorgio e benvenuto!
l'approccio all'intervento di restauro si qualifica, a mio parere e tu me lo confermi, con il "rilievo" e la conseguente "mappatura del degrado" .
Ma proprio perchè non esiste un'unica metodologia (interessante il metodo di Architettura, lo approfondirai?), mi chiedo: è "rilievo" la documentazione fotografica?, è "mappatura del degrado" la descrizione dello "stato di fatto"?


Riccardo Bulgarelli
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giorgiogarabelli
Marzo 3, 2005, 2:00am Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
Utente recente
Posts: 16
Location: Torino
ciao Riccardo,
Non credo si possa "incasellare" nella terminologia una serie di operazioni così complesse e delicate per il corretto approccio metodologico all'intervento, sia esso conservativo che manutentivo o altro ancora...
Ritengo che tutte le operazioni che tu hai citato separatamente debbano essere incluse in un unico ambito progettuale. Tutta la campagna diagnostica, condotta con strumentazioni scientifiche, l'osservazione, condotta con l'occhio dell'esperienza, le  analisi, i saggi, la mappatura tematica dello stato di conservazione, la documentazione fotografica, il rilievo, i dati storici della vita stassa del manufatto, i dati ambientali, ecc. in qualsiasi modo siano condotti, purchè attendibili e professionalmente qualificabili, concorrono alla più importante operazione preliminare che è la conoscenza del manufatto. Dalla raccolta e dalla confluenza di  questi dati dipende la corretta esecuzione di un intervento; non a caso è in questa fase più che in altre successive che vi è la maggiore sinergia tra le varie professionalità del mondo del restauro che si confrontano e si rapportano per identificare il processo dell'intervento.
In definitiva la mappatura di un degrado, accompagnata da fotografie esaustive dei danni apparenti, l'apporto di analisi scientifiche volte al riconoscimento del degrado (e non solo di questo) non visibile, la raccolta dei dati ambientali, cocorrono tutti alla qualificazione dell'intervento e degli operatori che lo eseguono.

...o perlomeno per me dovrebbe essere così...

aggiungo ancora una cosa; non credo sia opportuno direzionarci verso un'unica metodologia, anche nella raccolta di informazioni, piuttosto mi piacerebbe che circolassero di più le differenti metodologie, per poterle confrontare e cogliere il meglio. Tuttavia in questa direzione si orientano le normative UNI ISO e NORMAL, che in definitiva tracciano i parametri per la normalizzazione dei processi produttivi. Recentemente ho collaborato, ad esempio con la Fac. di Agraria  di Torino che propone in sede NORMAL, una sorta di schedatura dello stato di conservazione e del restauro, da applicare ai manufatti lignei mobili. Ti confesso che pur avendo apprezzato il lavoro del laureando, la schematicità della scheda mi è parsa riduttiva per un approccio metodologico completo.
Abbiamo la necessita di raccogliere un numero piuttosto elevato di informazioni sullo stato di salute dell'oggetto su cui lavoriamo, al punto che su una serie ripetitiva di oggetti, per esempio un gruppo di candelabre da altare..., non possiamo limitarci a diagnosticare il degrado in modo cumulativo, se non in minima parte parte.....

ora saluto e good night.
giorgio


Giorgio Garabelli
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Studio Restauro
Marzo 9, 2005, 10:58pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
1) Rilievo = acquisizioni di conoscenze per la formulazione del progetto di intervento.
2) Codificazione dei termini e/o concetti = premessa per un linguaggio comune o quantomeno comprensibile da tutti
Mi paiono questi i termini della questione.
Ma, volendo provocare, le codificazioni languono (commissioni NORMAL), la formulazione del progetto di intervento resta accartocciata nel "capitolato di interventi" di solito competenza di architetti interessati al "corpo grosso" e i restauratori ? (a me interessano quelli "del legno").
Non sarebbe questo un primo campo in cui affermare la nostra professionalità?  


Riccardo Bulgarelli
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Giancarlo_Buzzanca
Novembre 11, 2005, 11:41am Report to Moderator
Utente ospite
Raccolgo anche se in notevole ritardo   la provocazione. Che poi non è così aspra.
Sono io a porre una domanda "Cosa dovrebbero normale le commissioni UNI-Normal?"
Io sono componente di quella che si chiama "Rilevamento e documentazione".. (ps il cambio di nome è un'anticipazione...) dove svolgo con grande professionalità il ruolo di scocciatore.
Quali sono i campi in cui la  normazione dovrebbe intervenire secondo voi?


Citato da riccardo_bulgarelli
....Ma, volendo provocare, le codificazioni languono (commissioni NORMAL), la formulazione del progetto di intervento resta accartocciata nel "capitolato di interventi" di solito competenza di architetti interessati al "corpo grosso" e i restauratori ? (a me interessano quelli "del legno").
Non sarebbe questo un primo campo in cui affermare la nostra professionalità?  


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admin
Novembre 11, 2005, 4:46pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Giancarlo,
da componente in "sonno" (termine massonico per definire i fuoriusciti) della UniNormal-U giustifico il tuo ritardo in quanto "strutturale" dell'ente normativo

Vorrei precisare che questa sezione non ha nulla da spartire con la NormativaMaterialiLapidei

Inoltre distinguerei 2 tipi di rilievo:
l'uno, descrittivo dello stato di fatto, dovrebbe comprendere un ampio portafoglio di possibili condizioni di conservazione
l'altro, critico, dovrebbe contenere giudizi di merito intorno alle unità metodologiche che s'intende proporre.

Altri commenti ? ... con rimborso spese (chi sa a che condizioni si lavora ... comprende a cosa mi riferisco)  


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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Giancarlo_Buzzanca
Novembre 11, 2005, 11:06pm Report to Moderator
Utente ospite
Il gruppo Rilevamento e Documentazione non si occupa, da tempo, di materiali lapidei. Si occupa, per l'appunto di rilevamento e documentazione...
Ma la mia domanda, rivolta a tutti è: di che tipo di norme c'è bidsogno?
Quali sono gli elementi del rilievo e documentazione che hanno maggiormente bisogno di una  definizione sia in senso termonologico sia in termini procedurali?

Sergio....Nessun rimborso........
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admin
Novembre 12, 2005, 8:16am Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Un valido contributo alla materia è la guida didattica utilizzata dalla Scuola di specializzazione per lo studio ed il restauro dei monumenti di Roma (1985) pubblicata nel 1990 per i tipi della Liguori Editore: Restauro dei monumenti - Guida agli elaborati grafici. G. Carbonara .

Capitolo I°
A Rapporto preliminare
B Rilievo e cartografia

1. Cartografia
1.1 Cartografia I.G.M. SCALA 1:25.000
1.2. Planimetria urbana (carte catastali) scale 1:2.000 o 1:1.000.
1.3. Planimetria (eventualmente con le ombre) scala 1:500 o 1:200.
2. Rilievo grafico
2.1. Rilievo metrico: piante, sezioni, prospetti (con trilaterazioni e quote) scala 1:50.
2.2. Rilievo architettonico: piante, sezioni, prospetti (in caso di complessi molto grandi è ammesso l'impiego di tavole d'insieme in scala 1:100. Nel rilievo si dovranno indicare le volte, le coperture, i pavimenti, gli arredi, fissi e riportare, a mano libera, le caratterizzazioni: lesioni, segni del degrado, della consunzione, ecc..) scala 1:50.
2.3. Rilievo dei particolari costruttivi e decorativi, e degli «oggetti associati» erratici (con particolare attenzione agli ordini architettonici) scale (la 1:20 Dino a 1:1.
2.4. Rilievo delle murature (apparecchi murari, moduli, materiali, stilature dei giunti, intonachi e rivestimenti, malte, ecc..) scale da 1:10 fino a 1:1.
2.5. Rilievo del quadro fessurativo, piante, sezioni, prospetti e particolari (fenditure e microfessurazioni, deformazioni murarie, inflessioni dei paramenti, se concordi o discordi; flessi, depressione o innalzamento delle volte, forme fessurative, complanari o no, !oro giacitura; fasi fessurative di tipo iniziale o progredite, lesioni nuove o vecchie, a bordi paralleli o no, strutturali o d'intonaco, stabili o in movimento, locali o diffuse, semplici o a ragni multipli. In particolare: direttrici fessurative e linee di tensione principale, punti di originaria rottura, ventri, rami di cuspide, alici fessurative) scale da 1:50 fino a 1:10.
2.6. Rilievo dell'umidità e tavola delle acque, scale da 1:50 fino a 1:10.
2.7. Rilievo de! degrado dei materiali (intonachi, altri materiali superficiali, cotto, pietra, pellicole pittoriche, legni, metalli, ecc. Tipi e casistiche di degrado scale da 1:50 fino a 1:5.
2.8.Rilievo del colore e di altre eventuali qualità figurative (grana dei materiali, decorazioni pittoriche, ecc.), metodi e scale secondo necessità.

C. Carte tematiche
3.1. Analisi dei tipi (murature: piante, sezioni, prospetti, scala 1:50.
3.2. Allineamenti ed ortogonalità dei muri: piante, scala 1:50.¬
3.3. Metrologia e numerologia:: piante, sezioni, prospetti, scala 1:50.
3.4. Schemi geometrici regolatori e schemi proporzionali: piante, sezioni, prospetti, scala 1:50.
3.5. Correzioni ottiche e prospettiche: piante ed eventuali altri grafici, scala 1:50.
3.6. Cronologia relativa delle murature: piante ed, eventualmente, sezioni e prospetti, scala 1:50.
3.7. Cronologia assoluta delle murature: piante ed, eventualmente, sezioni e prospetti, scala 1:50.
3.8. Fasi costruttive dell'edificio: piante, alzati ed eventuali vedute assonometriche, scala 1:50 ad altre selle, secondo necessità.

D. Ricerca storica
4. Ricerca bibliografica
4.1. Schedatura della letteratura sull'argomento (schede bibliografiche).
4.2. Bibliografia ragionata.
4.3. Bibliografia generale (anche come base per le citazioni e per i riferimenti con il sistema autore-data).

5. Ricerca -archivistica

5.1. Elenco delle fonti consultate (anche gli quelle rivelatesi sterili).
5.2. Schedatura delle tonti (schede documentazione e archivistiche).

6. Documentazione grafica retrospettiva

6.1. Disegni, antichi rilievi, schizzi di studio o progetto, ecc..
6.2. Raffigurazioni pittoriche, stampe, incisioni, ecc..
6.3. Fotografie, aerofotografie, ecc..

7. Lettura e trascrizione di lapidi, epigrafi, stemmi e graffiti

8. Tabella cronologica comparata (storia, storia artistica, storia costruttiva (lei monumento, committenza, ipotesi di datazione, ecc..)


Sergio Tinè
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tagliapietram
Settembre 7, 2006, 3:00pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 3
vedo che tra i tanti interventi nessuno cita GRADOC è un documento dell'ICROM ed è molto esauriente. Soprattutto si comprende che mentre in Italia si cerca ancora di dare una definizione alla documentazione....all'estero l'hanno già realizzata da anni.
ciao


Tagliapietra
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Giancarlo_Buzzanca
Settembre 12, 2006, 7:47am Report to Moderator
Utente ospite
Ahi. Mi sento punto nell'onore. Effettivamente credo che la vicenda "GraDoc" cui ho partecipato come esperto invitato e membro del comitato scientifico sia stata particolarmente significativa e priva di conseguenze, come d'abitudine, nel mondo scientifico dei documentatori italiani troppo intenti nelle loro citazioni cicliche.
Da GraDoc  discende RecorDIM iniziativa dell'ICOM e del Getty Conservation institute http://extranet.getty.edu/gci/recordim/ "RecorDIM is an international 5-year (2002-07) partnership between international heritage conservation organizations working together to bridge the gaps that currently exist between the information users (researchers, conservation specialists of all trades, project managers, planners etc.) and the information providers (photographers, heritage recorders, photogrammetrists, surveyors, etc.). "
Dalle nostre parti i "principi" dei documentatori sono impegnati nel blaterare su se stessi e compilare bibliografie cicliche che riportano sempre gli stessi 10 articoli.
Una battuta.... Quando ho compilato la bibliografia per GraDoc ho dovuto farmi spedire del CHIN (canada) la copia di un articolo su mappature tematiche che risultava ultracitato ma, perbaccolina, nessuno possedeva e quindi, ritengo, difficilmente aveva potuto leggere  ....

Una minima recensione del Convegno GraDoc è stata da me scritta e pubblicata sul numero 3 del Bollettino dell'Istituto Centrale per il Restauro (mia casa madre allora).
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Studio Restauro
Ottobre 4, 2006, 10:51pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
sarebbe oltremodo interessante se Giancarlo e Tagliapietra indicassero rapide modalità per conoscere il contenuto di questo GraDoc.


Riccardo Bulgarelli
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Giancarlo_Buzzanca
Ottobre 4, 2006, 11:06pm Report to Moderator
Utente ospite
E' una pubblicazione dell'ICCROM. Domani fornisco maggiori particolari. Credo pure sia a saldo.....
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