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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Chimica per il restauro  ›  Beva Moderatori: Adamantio
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Beva   (attualmente 36,014 viste) Print
2 Pagine 1 2 Tutti Raccommanda Thread
admin
Febbraio 9, 2005, 4:28pm Report to Moderator
Architetto
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Sostituisce il tema spostato "Prodotti per il restauro" Per scambiare informazioni, opinioni e dubbi sui prodottti utilizzati nel mondo del restauro...

Messaggi preesistenti:


(admin)
Su Conservation DistList ho letto un messaggio in cui chiedevano informazioni su test d'invecchiamento di BEVA 371 film e BEVA gel.
Non ho una conoscenza diretta sull'uso di questi prodotti.
Qualcuno pu� fornirmi informazioni ?

(Alessandro Sidoti)
qualcuno di voi conosce test di invecchiamento accelerato �su Primal E 411 e Plextol B 500 ?
grazie


Sergio Tinè
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eflaia
Febbraio 11, 2005, 11:13pm Report to Moderator
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Per Alessandro,

Oltre a quanto già detto puoi trovare qulcos'altro on line. Non ho il sito a disposiziooned adesso ma lo trovi facendo una ricerca su google inserendeo le sole parole plextol e yellowing.
Uno dei risultati è un articolo su JAIC che potrebbe fare al caso tuo.
Enrico


Enrico Flaiani
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Jole Marcuccio
Febbraio 15, 2005, 1:09pm Report to Moderator
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ho riportato  di seguito i due messaggi che avevo scritto nella sezione "Temi generali"

messaggio 1
ricerco notizie su EVA (etilvinilacetato), so che si tratta della versione BEVA decerata, ma non ho trovato il prodotto dai miei fornitori, nè notizie tecniche dettagliate, potete aiutarmi?

circa il BEVA 371 e il BEVA gel, sono adesivi usati ormai da molti anni, per eseguire foderature, adesione di strische di tensionamento ecc.


messaggio 2
scusate la replica sintetica sul BEVA, ma avevo fretta. Comunque il BEVA 371 e il BEVA film ( versione dello stesso, esente da soventi, in forma di film secco adatto a foderature trasparenti e comodo per essere sagomato), è il nome di un adesivo inventato da Gustav Berger penso nel '70, composto da paraffina, etilvinilacetato,resina chetonica e solventi alifatici e aromatici, adatto a foderature a caldo. Ora so che la parte cerosa crea inconvenienti e su questo volevo notizie, in quanto collegato alla sua sostituzione con l'EVA.

Riguardo il Primal E 411 e il Plextol B500 so che hanno problemi non solo di ingiallimento, spero che qualcuno più preparato in chimica ti possa rispondere, la cosa interessa.


Jole Marcuccio
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Rossella Croce
Febbraio 15, 2005, 9:04pm Report to Moderator
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BEVA 371, PRODUTTORE GUSTAV BERGER USA
E' una resina termoplastica mista ovvero un copolimero di vinilacetato ed etilene. contenente inoltre una resina chetonica cicloesanonica, esteri della colofonia e paraffina. In commercio è disponibile come Beva gel ( bianco, opaco, al 40% di principio attivo in Toluolo o benzina, ph intorno compreso tra 6.5 e 7.5) o come beva film, film trasparente applicato su carta siliconata pronto  all'uso. Il Beva nasce come primo prodotto realizzato esplicitamente per il restauro ( non quindi adattato da altri settori) dei dipinti su tela, ma è applicabile a molti altri settori.  Solubile in  Idrocarburi alifatici ed aromatici. Insolubile in Alcool Etilico. Si può ottenere un rigonfiamento con Acetone a seconda del grado di polimerizzazione raggiunto.


Rossella Croce
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Rossella Croce
Febbraio 15, 2005, 9:37pm Report to Moderator
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Per Jole.  Non mi è chiaro il tuo discorso sul Beva. Il beva è un copolimero eva, anzi meglio è ''il '' copolimero Eva, poichè usualmente nel restauro si utilizza solo questo, a parte rare eccezioni. Come abbiamo gia detto EVA  sta per copolimero di vinilacetato ed etilene, di tipo  a-b-a-b-  per intenderci schematicamente. Non  è un composto  utilizzabile "a se" nel restauro, ma si presenta in addizione con altre aliquote di sostanze chimiche per  ottenere le caratteristiche chimico- fisiche  desiderate. L'eva ''a se'' non è altro che un materiale plastico, non diverso dai barattoli portasolvente o dai teloni plastici.    Non riesco ben a comprendere cosa stai cercando: forse un altro copolimero eva? Quale il Vinipass p 41 ?  (un'altro Eva abbastanza usato in usa per il restauro che però sconsiglio) E' stata sperimentata una versione del beva senza paraffina ( quello che tu intendi presumo decerata) ma non ha preso molto campo perchè creava una serie di problemi. La paraffina è fondamentale per la flessibilità ed altre caratteristiche del film.  Riguardo ai problemi del Beva non è dimostrato che dipendano da nessuna delle parti attive presenti, in particolare dalla paraffina, ma più probabilmente dall'applicazione ed in particolare dall'attivazione termica o dalla scelta del solvente utilizzato. ail problema dell'ingiallimento esiste, ma non è così fondamentale per il suo uso ''proprio'' ovvero quello di adesivo per foderatura, se usato con alcune precauzioni che ne pemettono la limitazione alla superficie  di contatto senza diffusione verso l'interno degli strati.
Riguardo al test d'invecchiamento  
Invecchiamento artificiale 5 anni buio-luce- luce fosforescente  a T ambiente
Variazione Ph : no
emissione componenti volatili dannosi : bassa
resistenza media
flessibilità :buona
ingiallimento: buio discreto, luce forte
resistenza a tensione :media

(fonte Adhesive testing - Canadian Conservation Institute )

Che dire ancora? E' un prodotto sintetico,un polimero di sintesi e come tutti  ha i suoi pro e contro ...e qui si potrebbe aprire un ampio dibattito....


Rossella Croce
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Rossella Croce
Febbraio 15, 2005, 9:38pm Report to Moderator
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Riguardo all'altro eva citato te lo sconsiglio: inacidisce, emette sostanze volatili dannose,  perde la resistenza a tensione però ingiallisce meno....


Rossella Croce
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Jole Marcuccio
Febbraio 16, 2005, 9:24am Report to Moderator
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Grazie per le spiegazioni, anch'io sono perplessa e quando mi hanno detto di Beva decerato ho pensato alla paraffina presente nel Beva 371,e alla sua funzione.

La mia curiosità  nasce dal fatto che il prodotto denominato EVA, usato proprio in sostituzione del BEVA 371, ricorre nei lavori presentati al convegno di Thiene di fine ottobre 2004. Prova a leggere gli Abstract presenti sul sito del CESMAR 7. In particolare in uno di questi lavori è citato l' EVA Helmiterm 42036, è forse il prodotto di cui parli?


Jole Marcuccio
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Rossella Croce
Febbraio 16, 2005, 4:32pm Report to Moderator
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Mmmmm...ho visto, ma alla data di quel convegno ero negli stati uniti e non ho potuto partecipare. Dalle discussioni, mi sembra si parli di questo non meglio specificato EVA sempre a proposito di strappi e lacerazioni...non intenderanno mica...il beva pasta? L'altra possibilità è che sia stata usata una resina EVA prodotta ad altri scopi (molti produttori di materie plastiche ne fanno) per aggirare il problema della poca tenacità del beva in caso di trazione ( risarcitura strappi) Non mi risulta ce ne siano disponibili a catalogo presso i maggiori fornitori di restauro, ma potrebbe una nuova sperimentazione non ancora diffusa, bisognerebbe chiedere agli autori, od al cesmar 7 informazioni.  Ho visto che tu hai partecipato al convegno: non ci sono degli atti, più estesi su cui verificare o almeno tentare di capire?


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Jole Marcuccio
Febbraio 16, 2005, 6:55pm Report to Moderator
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si, ho partecipato con una tecnica poco usata per il risarcimento di strappi e lacerazioni, ma usando la colla d'amido e la colla di storione ( ti posso assicurare che sono più tenaci, sempre in caso di trazione, del Beva o della poliammide). Ho comunque il CD con gli interventi in esteso dei poster e ( dovrei controllare) penso che proprio l'intervento dell'OPD indichi l'EVA Helmiterm 42036, ma non indicano la casa produttrice e come dici tu usato sempre nella risarcitura degli strappi. Ho chiesto anch'io ai fornitori di restauro e non ne sanno niente.
Intanto cerco il CD con gli interventi.



Jole Marcuccio
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Jole Marcuccio
Febbraio 17, 2005, 11:57am Report to Moderator
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Citato da RossellaCroce, spedito Febbraio 16, 2005, 4:32pm in qui
non ci sono degli atti, più estesi su cui verificare o almeno tentare di capire?


gli atti saranno pubblicati a fine aprile dalla casa editrice Il Prato (http://www.ilprato.com/).

Il sito x gli abstract è http://www.cesmar7.it/CONVEGNO%202004/Convegno_2004Fr.htm


Jole Marcuccio
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Rossella Croce
Febbraio 17, 2005, 8:41pm Report to Moderator
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Potrebbero stare sperimentando qualcosa di nuovo, ma ho bisogno di capire se si tratta del puro polimero o di qualcos'altro per vedere dove eventualmente indirizzarti per l'acquisto.


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Febbraio 17, 2005, 8:42pm Report to Moderator
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Colla si storione??? Sei la prima in Italia che sento! L'ho usata negli stati uniti, dove è molto piu diffusa per varie fasi del restauro di tele contemporanee, con ottimi risultati


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Jole Marcuccio
Febbraio 18, 2005, 9:01am Report to Moderator
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Sono contenta che qualcuno apprezzi, infatti in italia è poco usata e la tecnica da me adottata per il risarcimento ddelle lacerazioni è stata messa a punto da Heiber a Dresda .

Dai test condotti sull'incollaggio con colla di storione di due fili di lino con un sormonto di 1 mm., la tenuta è di circa 300 gr.
Hai dati di test effettuati con altri collanti ? Mi interesserebbero molto.


Jole Marcuccio
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Rossella Croce
Febbraio 18, 2005, 11:41am Report to Moderator
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Ho fatto delle ricerche e non ho trovato il prodotto l'EVA Helmiterm 42036 che citi da nessuna parte, ma ti pongo un'altro quesito. Sul catalogo CPR di Roma appare citato un prodotto di nome EVAmelt 74...la composizione è la stessa del Beva, tranne per piccole variazioni, ovvero è lo stesso  prodotto di una ditta concorrente
Può essere questo il caso dei prodotti citati a Thiene?


Rossella Croce
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Marzo 3, 2005, 11:17am Report to Moderator
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Riformulo la domanda: quali prodotti vengono oggi consigliati per applicare strisce di tensionamento sui dipinti?
Sono molto soddisfatta che sia emerso l'uso della colla di storione! Per quanto riguarda la mia esperienza il beva è risultato un pò debole per applicare le suddette strisce per ritensionare le tele.
Comunque, visto che l'argomento è condivisibile con la sezione dei dipinti, vedrò di porre il quesito anche lì.
Grazie, a presto!


    ELISABETTA LUCIANI
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Jole Marcuccio
Aprile 13, 2005, 8:44am Report to Moderator
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ciao Rossella,

ho trovato notizie precise sull'EVA !!!!!

ne parla l'ultimo libro del Prato collana i Talenti, titolo : le resine sintetiche usate nel trattamento di opere policrome, a firma di Cremonesi e Borgioli.


Jole Marcuccio
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Rossella Croce
Aprile 13, 2005, 5:18pm Report to Moderator
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Dunque un mistero svelato? Cosa intendevano i colleghi di Thiene? Avevamo dato supposizioni giuste o sbagliate?


Rossella Croce
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Jole Marcuccio
Aprile 13, 2005, 5:59pm Report to Moderator
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parlavano come ho detto dell'EVA Helmitherm 42012 e 42036 prodotti dalla tedesca Helmitin Inc.

si tratta di campioni forniti dal Prof. V.R. Mehra all'Opificio e da questo testati in lavori presentati a Thiene. Quindi ne arguisco che l'EVA non è ancora commercializzata.

Nel libro di cui ho detto prima, sono presentati i risultati dei test per la resistenza a trazione dell'EVA e di altri adesivi, quali la colla di storione e amido, la poliammide e l'akeogard AT 35

In definitiva le nostre supposizioni erano corrette


Jole Marcuccio
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alessandro sidoti
Aprile 23, 2005, 9:21pm Report to Moderator
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colla di storione ? interessante io ne ho sperimentato come altri colleghi l'uso per i restauri della pergamena con pergamena nuova... è molto tenace in effetti a che temperatura e percentuale la usate ?
ciao


        
Alessandro Sidoti 
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Rossella Croce
Aprile 24, 2005, 10:21am Report to Moderator
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L'ho usato molto negli usa. Il range della concentrazione è molto ampio, invece in genere la temperatura non è mai al di sopra del "tiepido" tranne in pochi casi di pittura polimateriche molto alte in spessore, in quel caso un pochino di alcool alla soluzione miscelato con cura e molto lentamente ne aumenta molto la penetrazione. Si prepara a bagnomaria, dopo averlasciato la colla di storione a bagno per una notte in acqua fredda.


Rossella Croce
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Jole Marcuccio
Aprile 26, 2005, 1:13pm Report to Moderator
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si le concentrazioni sono le stesse della colla di pesce, dipente dal suo utilizzo e anche la modalità di preparazione è la stessa.
Per incollaggi tenaci sui tessili la uso al 20%, in questo caso due fibre tessili incollate con una sovrapposizione di 1mm. tengono un carico di circa 500 gr.

Come dice Rossella la temperatura è solitamente bassa. Il termocauterio se usato è sui 40 gradi.


Jole Marcuccio
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Adamantio
Aprile 28, 2006, 8:19pm Report to Moderator
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Mi interesserebbero maggiori dettagli sulla decomposizione del BEVA soprattutto riguardo alla questione dell'inacidimento e della produzione di composti volatili nocivi... mi potreste dare qualche info?

THX


Marco NICOLA
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Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
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Rossella Croce
Maggio 23, 2006, 5:40pm Report to Moderator
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credo tu non sia l'unico interessato a questo argomento...niente di definitivo per ora solo studi in itinere


Rossella Croce
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