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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Chimica per il restauro  ›  Solventi e restauro Moderatori: Adamantio
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Solventi e restauro  (attualmente 19,826 viste) Print
2 Pagine 1 2 » Tutti Raccommanda Thread
Rossella Croce
Febbraio 16, 2005, 12:10am Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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Location: Venezia
La discussione  si propone di affrontare le tematiche inerenti il mpondo dei solventi utilizzati nel restauro, in particolare nella pulitura dei manufatti . Per inaugurare una sessione che molto mi sta a cuore, propongo questo argomento
Chi di voi ha sperimentato il Ciclododecano? In quale ambito? Quale è stata la vostra valutazione in merito?


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

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Febbraio 18, 2005, 12:14pm Report to Moderator
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Ok, mi sacrifico e lo aggiungo nella minestra. Che sapore ha ?  

In attesa di altri interventi ... spero più seri del mio.. (non tutti si collegano spesso al forum), ti pongo un quesito.

Da qualche anno i solventi chimici dovrebbero essere stati messi al bando in quanto tossici in fase di produzione e/o di applicazione.
Questo per quanto concerne i più diffusi prodotti utilizzati nei cantieri.
Non so cosa succeda all'interno dei laboratori di restauro.
Personalmente, con certi prodotti "ad acqua", nutro delle perplessità. Ma diamo tempo al tempo.
Ritengo tuttavia che, in seguito al divieto, sia andata persa una gran messe di esperienze (pratiche e di laboratorio) che ci avevano portato a conoscere ed apprezzare diversi solventi chimici.

Per quanto concerne il tuo specifico settore sai darmi un contributo ?


Sergio Tinè
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alessandro sidoti
Febbraio 18, 2005, 2:08pm Report to Moderator
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dai chimici di patologia del libro mi  è giunta voce che il ciclododecano ha avuto pessimi risultati negli invecchiamenti accelerati... non so se è vero però


        
Alessandro Sidoti 
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Rossella Croce
Febbraio 18, 2005, 6:32pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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mmmm......Sergio....tocchi un "brutto argomento"...e non posso risponderti adesso.... Se hai fede potrebbe essere che a breve ci sia nuovo materiale reperibile sull'argomento  
Per Alessandro....mi confermi pareri gia sentiti, ma al momento discordanti: è chiederti troppo esporre la vostra esperienza qui? Credo che molti potrebbero essere interessati


Rossella Croce
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Marzo 2, 2005, 9:09am Report to Moderator
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A proposito di sostanze chimiche usate per la pulitura, vorrei un parere su l'uso di tensioattivi detergenti.

Elisabetta Luciani


    ELISABETTA LUCIANI
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Marzo 2, 2005, 9:24am Report to Moderator
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Non sono solventi .. semplici saponi .. quasi d'uso quotidiano.

In termini più tecnici, i tensioattivi organici sono costituiti da catene di atomi di carbonio con inglobati uno o più gruppi idrofili.
Vengono impiegati con lo scopo di diminuire la tensione superficiale dell'acqua in modo da aumentarne il potere ammorbidente.
L'uso di queste sostanze detergenti deve essere opportunamente vagliato in quanto i tensioattivi sono in grado di sciogliere il gesso ed il carbonato di calcio (che rappresentano i leganti più comuni delle croste), agendo in tal modo anche sulle pietre corrodendole o formando sali solubili.
Tutto ciò limitatamente al restauro dei materiali lapidei ...


Sergio Tinè
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Rossella Croce
Marzo 2, 2005, 11:07am Report to Moderator
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Non vorrei essere pignola, ma può essere utile specificare che in generale i tensioattivi utili per il settore del restauro si dividono in tre grandi gruppi: ionici, non ionici . Hanno caratteristiche, usi e risultati diversi. Gli ionici si suddividono poi in anionici, cationici ed anfoteri: quelli che più comunemente vengono chiamati  saponi, che descrive sergio , sono in genere gli anionici. Il potere detergente di un tensioattivo dipende dalla sua natura ed in particolare da acuni parametri un pò complessi come l'HLB e la CMC...su cui per ora non mi dilungo. In poche parole a seconda del valore di questi due parametri e/o dalla concentrazione del principio attivo in soluzione il tensioattico cambia funzione passando da semplice tensiattivo a emulsionante, detergente e infine solubilizzante Il caso che cita sergio è suggestivo per  tensioattivi  cationici (esclusi sali quaternari d'ammonio) che sono legg. acidi, portati a CMC tale da essere solubilizzanti. Per usi e caratteristiche il settore è troppo vasto e diversificato: se hai bisogno di notizie su un prodotto in  particolare fammelo sapere e vedrò di aiutarti


Rossella Croce
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Marzo 2, 2005, 3:14pm Report to Moderator
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Forse non mi sono spiegata bene, conosco bene la differenza tra tensioattivi e solventi, quello che vorrei sapere se e quando  l'uso di un detergente quale ad esempio C 2000. possa sostituire un solvente nella pulitura.
Grazie.


    ELISABETTA LUCIANI
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Rossella Croce
Marzo 2, 2005, 7:56pm Report to Moderator
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Volentieri, ma...pulitura di che materiale? per la rimozione di cosa? La casistica è troppo ampia, devi restringere il campo....


Rossella Croce
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giorgiogarabelli
Marzo 3, 2005, 1:07am Report to Moderator
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Mi pare vi sia un po' di generalizzazione in merito ai "prodotti ad acqua" citati da Sergio Tinè, mi piacerebbe un maggiore approfondimento, anche perchè invece io ne sono un fautore,... ma forse dobbiamo dirci di cosa si tratta.


In merito al C 2000   ho dei seri dubbi che si possa indicare come un buon materiale per la pulitura, sempre in relazione a cosa si va a pulire e su che materiale..., ma in definitiva ho riscontrato delle controindicazioni dovute alla reazione di inevitabili residui di prodotto ( puliture di policromie su sculture lignee); ho il sospetto (fondato) che sia fortemente corrosivo avendo un pH molto(!!!) basico. ditemi la vostra opinione, grazie

Giorgio


Giorgio Garabelli
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Marzo 3, 2005, 8:47am Report to Moderator
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Giorgio,
le mie perplessità non sono dovute alla qualità finale del prodotto con solvente acqua, bensì all'utilizzo stesso dell'acqua in presenza di determinate patologie dove l'uso dell'acqua (anche in fase di pulizia) è da evitare.
Il tutto limitatamente ai materiali lapidei (naturali ed artificiali).

Inoltre, dovendo eseguire delle impregnazioni in profondità con dei protettivi o dei consolidanti (ove ancora si creda a questo genere d'interventi), nel ventennio finale del secolo scorso la ricerca si era affinata privilegiando solventi a bassissimo peso molecolare capaci di veicolare il protettivo/consolidante all'interno del lapideo.

Mi chiedo e vi chiedo: tornando al sovente acqua (molto diffuso per esempio nei siliconati utilizzati nel corso degli anni 80) non si perdono alcune caratteristiche richieste al solvente ?
Ed ancora, il patrimonio di conoscenze e di esperienze, aquisito tramite tutte le ricerche eseguite nel recente passato sulla loro compatibilità, sull'efficacia a breve e lungo termine ecc. ecc., non vanno irrimediabilmente perse ?


Sergio Tinè
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Jole Marcuccio
Marzo 3, 2005, 9:27am Report to Moderator
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scusate, ma il C200 di cui parlate è forse il CONTRAD ?
Se è il CONTRAD, è sicuramente corrosivo ( a volte è l'ultima possibilità, quando proprio le hai provate tutte), e oltre tutto non se ne conosce la composizione, (penso però che contenga EDTA)

Circa le perplessità di Sergio sul solvente acqua limitatamente al settore lapidei, non conosco queste problematiche.

Utilizzo invece regolarmente tensiottivi, solven-gel e tutte le combinazioni di Wolbers nelle puliture di superfici policrome con ottimi risultati.


Jole Marcuccio
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Marzo 3, 2005, 10:53am Report to Moderator
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Sono felice che emergano i risultati di tante esperienze!
Vedo che dubbi e divergenze non mancano, ma possiamo approfondire.
Prima di tutto, è vero che il tensioattivo in questione è molto basico, qualcuno sa di come è possibile "neutralizzarlo"?
Grazie a Rossella Croce che ha definito le caratteristiche dei tensioattivi, cosa indispensabile prima ancora di parlarne.
Personalmente sono interessata a raccogliere esperinze sull'uso di C 2000 sia per  i materiali lapidei che per le superfici pittoriche su tela o supporto ligneo. Quali i problemi riscontrati? Quali danni può provocare e quali vantaggi?
Grazie e a presto!


    ELISABETTA LUCIANI
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Rossella Croce
Marzo 5, 2005, 11:14pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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Intanto diciamoci che, in linea teorica, il contrad 2000 è un tensioattivo anionico, ovvero un sapone, con pH 11-12 e che non contiene edta ( a meno che le formulazioni non vengano manomesse da qualche produttore... )Ovviamente il ph va tenuto in prima considerazione per scegliere dove e come usarlo.  Il problema sta nel dosaggio che dovrebbe essere a concentrazioni molto basse 1-2% per essere usato con sicurezza. Non ultimo vista la natura anionica andrebbe usato solo con acqua deionizzata, altra indicazione assai poco eseguita....per evitare reazioni con sali disciolti nell'acqua che possono portare a soluzione di natura non ben nota sul ( e quindi per veiocolazione dentro) al manufatto. Hai voglia poi a lamentar problemi.....personalmente non ne ho mai avuti, usando le dovute precauzioni ne in laboratorio ne sul lapideo. Quando lo utilizzo,  lo uso come consigliato da Jole, in soluzione addensata. Sinceramente non lo userei sui manufatti policromi, ma su lapidei ed intonaci con un pò di criterio può risolvere alcuni problemi, quando altri sistemi non sono attuabili. In tali casi la basicità è infatti il male minore, rispetto ad altri prodotti.Sul legno invece ho notato che è spesso un pò "strong"...anche addensato a bassissime concentrazioni


Rossella Croce
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giorgiogarabelli
Marzo 7, 2005, 1:33am Report to Moderator
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L'unico modo per neutralizzare il ph del C 2000 o Contrad che dir si voglia potrebbe essere quella di tamponare la soluzione con un sale basico della stessa base. (sembra un gioco di parole ma non lo è). Purtroppo non sappiamo esattamente di cosa sia composto il prodotto e pertanto non mi pare possibile neutralizzarlo; il peggior danno che provoca su superfici policrome è un fortissimo sbiancamento che a volte, e solo a volte , compare nelle zone trattate. Altre volte , se la rimozione del matreiale non è stata fatta perfettamente i residui interagiscono con vernici i protettivi; inoltre ho notato che può provocare effetti di alterazione dell'ivecchiamento delle superfici, modificando il natutrale viraggio cromatico dell'invecchiamento(legni a vista). E' in sostanza un'altra estrema ratio che non andrebbero usate a mio parere... Anche perchè sono fermamente convinto, grazie all'esperienza, che si possono utilizzare altre soluzioni molto semplici, di cui si conosce la composizione, che applicate bene offrono ottimi risultati. Ad esempio le soluzioni tamponate....
giorgio


Giorgio Garabelli
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