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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  consolidamento ligneo Moderatori: cinnabarin
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consolidamento ligneo  (attualmente 27,545 viste) Print
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oriana
Febbraio 24, 2005, 7:14pm Report to Moderator
restauratrice opere lignee,doratura e cornici
Utente Attivo
Posts: 43
Location: imperia
Come procede il restauro della cornice?


oriana sasso
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batik762003
Febbraio 28, 2005, 8:51am Report to Moderator
restauratrice dipinti
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Allora, il restauro procede,  il consolidamento a Paraloid l'ho fatto a pennello, in 2 riprese,
1) al 10%
2) al 15%

Adesso volevo sapere, per eliminare le "cacchine delle mosche", qual'è la metodologia più idonea? ce ne sono veramente tante!
I fori di sfarfallamento dei tarli ho intenzione di chiuderli a cera, con quelli stick colorati che si mischiano fra loro fino al raggiungimento del colore voluto.


Giusi Musmeci
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giorgiogarabelli
Marzo 3, 2005, 2:16am Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
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Location: Torino
le percentuali di PARALOID (B72!?!) mi paiono un po' altine!!!  E' opportuno partire con concentarzioni più basse che penetrino meglio e costituiscano la base del consolidamento in profondità dove vi è maggiore possibilità di aggregarsi a legno più sano (es. 2 -3%); ancor meglio sarebbe far precedere il trattamento consolidante con una impregnazione di solo solvente, lo stesso che si utilizza per la soluzione del Paraloid.
Ancora, nel caso di masse lignee consistenti ho utilizzato miscele di polimeri acrilici Paraloid B72 e B67 per rendere la miscela più fluida nella fase di infiltrazione a percentuali superiori al 7%, con indubbi risultati positivi; aggiungo che il risultato ha dato ulteriori aspetti positivi considerando che la durezza finale del materiale penetrato non ha raggiunto mai la compattezza cristallina del B72 usato da solo...

giorgio


Giorgio Garabelli
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giorgiogarabelli
Marzo 3, 2005, 2:23am Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
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Location: Torino
... vorrei sapere se esiste la possibilità, magari già sperimentata, di effettuare consolidamenti di supporti lignei con sostanze naturali, ovvero non di sintesi.Oli ad esempio...

Tralasciamo i vecchi metodi a segatura e colla, ok


Giorgio Garabelli
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Jole Marcuccio
Marzo 3, 2005, 9:15am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
Concordo con Giorgio sulle percentuali di Paraloid, e sull'uso di miscele di Paraloid B72 e B67, la compatezza del materiale trattato è sicuramente un dato positivo.

Circa la possibilità di consolidamenti con sostanze diverse, beh ..colla e segatura è più che altro una stuccatura, ma il consolidamento con colletta, addizionata con fiele e melassa, è un ottimo consolidante. Certo il problema è lo scurimento ( che può essere attenuato usando al posto della colla di coniglio, della colla di pesce o di storione) e l'attaccabilità da parte dei microrganismi. Noi usiamo questo sistema sui retri dei telai, o delle cornici, e poi ovviamente la colla di pesce per i sollevamenti della policromia.
Gli oli , anche loro sono sempre stati usati, perchè polimerizzando creano un reticolo che compattano la fibra legnosa, ma anche questi scuriscono e forse il problema principale è  proprio questo, al di là della reversibilità che non esiste ma non esiste neppurte per un Paraloid e anzi bisogna dire che anche il Paraloid si altera cromaticamente.
Comunque sono ottimi, non su una scultura forse, ma su un portale perchè no.
Sicuramente è un problema di scelte e a mio avviso bisognerebbe scegliere questi metodi più spesso di quanto avviene ora, cercando di conoscerli meglio, certo nel nostro ambiente queste possono essere scelte coraggiose...


Jole Marcuccio
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admin
Marzo 3, 2005, 9:32am Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Premesso che la reversibilità in realtà è un'utopia, organico per organico, non sarebbe preferibile utilizzare (in quanto più stabili) ove possibile i prodotti di sintesi ?


Sergio Tinè
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Jole Marcuccio
Marzo 3, 2005, 9:37am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Piccola considerazione:

i manufatti lignei che noi andiamo a restaurare sono arrivati a noi dopo centinaia di anni con incollaggi a colla d'ossa o caseina, non ti sembra stabilità questa?


Jole Marcuccio
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admin
Marzo 3, 2005, 5:01pm Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Si, è indubbio.
Ma le colle attuali sono le stesse ?


Sergio Tinè
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giorgiogarabelli
Marzo 7, 2005, 1:11am Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
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Location: Torino
Mi intrometto... le colle organiche attuali sono prodotte con sistemi standardizzati e con procedimenti industriali e pertanto sono soggette a standard qualitativi e controlli che certamente non venivano effettuati in passato. Non che ciò costituisca un merito assoluto, ma certamente i prodotti sono maggiormente controllati. Sul fatto di essere le stesse non vi è dubbio poichè una colla di coniglio ad esempio non può essere che quello che è, allora come oggi, ovvero collagene derivato dalla bollitura di pelli dei poveri conigli, lepri o affini...Idem dicesi per la colla di bue o per quella di pesce; cambia qualcosa per la caseina (oggi industriale) che viene prodotta dai residui di lavorazione dei caseifici, mentre un tempo era direttamente ricavata dalla bollitura di latte.
Ne sia la prova l'azione che esercitano gli enzimi dei microrganismi che attaccano questi tipi di materiali là dove il degrado avviene a volte indistintamente su materiali antichi o applicati in restauri recenti...
Ora gli enzimi sono estremamente selettivi, se vi fossere alterazioni strutturali dei materiali, l'azione disgregante non potrebbe avvenire...
Il fatto è che non mi convince, ne mi ha mai convinto pienemente l'uso di Paraloid per il consolidamento del legno, non tanto per le fastidiose alterazioni cromatiche, ma per una reticenza all'intromissione di "plastica" nel tessuto ligneo. Non voglio fare il purista, anche perchè mi sono trovato a dover sopperire a situazioni drammatiche dove ho utilizzato ben altri materiali, NON REVERSIBILI CHIMICAMENTE, come le resine epossidiche, ma in quei casi la necessità di ristabilire la coesione strutturale era di gran lunga preponderante rispetto alle necessità estetiche o di dubbia reversibilità.

Mi piacerebbe supporre che esista una possibilità di immettere nel legno un matreiale estremamente affine al tessuto di cellulosa e lignina che lo caratterizza.
Sono giunto alla conclusione che a volte, piuttosto che inpregnare di paraloid un manufatto sia meglio eseguire degli inserti della stessa specie legnosa, della stessa durezza e pasta, in vena, trattando il supporto deteriorato come parte sacrificabile....
In coscienza ritengo di aver agito corretamente ma tutto è discutibile.....
giorgio


Giorgio Garabelli
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admin
Marzo 7, 2005, 8:57am Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Giorgio,
in verità l'intromissione è quella mia .. che provendo dal grossolano settore delle strutture lignee (coperture e solai) su cui ho eseguito divesi interventi.
In questi casi, per esempio, l'epossidica, svolge spesso dei compiti strutturali altrimenti non realizzabili.
Inoltre, l'utilizzo di certi materiali tradizionali (organici - tipo olio di pesce) nel trattamento dei materiali lapidei esposti all'aperto, allo stato attuale appare a dir poco improponibile.
La risposta di jole (che condivido): i manufatti lignei che noi andiamo a restaurare sono arrivati a noi dopo centinaia di anni mi era stata già fornita da un certo Matteini (ODP) una ventina di anni addietro ..
Premesso che a mio parere il problema non è rappresentato dal singolo materiale (tradizionale o moderno) ma dall'uso critico che ne facciamo riformulo la mia domanda:
In determinati ambienti particolarmente aggressivi ritenete che i prodotti tradizionali siano più stabili ?
In ogni caso la domanda non presuppone una mia predisposizione acritica per i prodotti di sintesi.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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giorgiogarabelli
Marzo 8, 2005, 12:58am Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
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Location: Torino
Matteini è sempre un grande!!! ora Dir. CNR beni culturali!!!  Lo conosco bene, ha dato l'imprimatur al mio lavoro di tesi sull'uso di enzimi per le puliture di policromie...'86...

Temo che i materiali tradizionali siano molto sensibili alle condizioni critiche, forse più di quelli moderni, tuttavia auspico che alcuni materiali "moderni" possano presto essere disgregati da microrganismi o agenti biologici, ciò vorrebbe dire che potremmo disgregare certi abusi di Paraloid...

Il problema è tuttavia complesso. I materiali organici per loro natura sono facilmente attaccabili se le condizioni ambientali permettono l'attacco di agenti e si innsecano processi di decomposizione della materia; nel caso invece di materiali di sintesi ciò avviene per altre cause non biologiche ma magari chimico fisiche, determinate da processi di depolimerizzazione. Non sono in grado di valutare alla luce delle mie esperienze se siano vincenti gli uni o gli altri, ma sono convinto che nei due casi si tratta di differenti aspetti della criticità a cui sono sottoposti i due gruppi di materiali, che determinano il collasso e il processo di disgregazione. Forse anche in questo caso bisogna valutare bene le circostanze specifiche in cui si opera e cosa si va a fare, per scegliere il prodotto più indicato.
Dal mio punto di vista mi preoccupo maggiormente di problemi dello stato di conservazione allorché mi trovo di fronte ad un materiale tradizionale deteriorato che debbo cercare di salvare interrompendo il processo. Altro è sostituire un materiale organico alterato o causa di danni, con prodotti sintetici. Oggi poi, ci si ritrova a lavorare su prodotti sintetici deteriorati... e lì ti voglio!!!
Forse il nocciolo della questione è che le concause del deterioramento dei materiali organici sono molte: l'ambiente per primo, le caratteristiche organolettiche, la deperibilità intrinseca, la poca conoscienza tramandata nel trattamento e nell'uso dei materiali stessi, la mancanza di manutenzione e di monitoraggio, l'aumento delle cause di degrado, ecc...
Da questo punto di vista i materiali sintetici parrebbero vincenti ma non conosciamo ad esempio le reali caratteristiche di durabilità o i processi di invecchiamento.
La lotta è serrata a parer mio...
Ma poi  a volte credo che si facciano anche delle scelte accomodanti per facilitarci il lavoro...

P.S. non sono affatto d'accordo che il settore delle strutture sia grossolano anzi !!!
giorgio


Giorgio Garabelli
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Studio Restauro
Marzo 9, 2005, 11:14pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
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Location: torino
Jole
interessante il tuo consolidamento  con colletta, addizionata a fiele e melassa.
Avevo una vecchia ricetta che comprendeva la melassa per la preparazione del fondo nella doratura, la giustificazione stava nella plasticità che avrebbe conferito al sistema.
E' così?


Riccardo Bulgarelli
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Jole Marcuccio
Marzo 15, 2005, 9:19am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
per Riccardo,
si la melassa ha funzione di elasticizzante,  la usiamo nel preparare lo stucco  per stuccare  le lacune sulle  dorature ma anche come dici per la gessatura prima del bolo. Daltra parte la melassa è presente anche nella ricetta per la fermatura del colore sui dipinti.


Jole Marcuccio
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gian1
Settembre 21, 2005, 3:11pm Report to Moderator
architetto e Conservatore
Utente Attivo
Posts: 44
scusate se mi intrometto, ma l'esperienza mi porta a suggerire il sistema del sottovuoto controllato in sito con membrana osmotica di tessuto (non di politilene!!!) per avere una penetrazione omogenea e in profondità.


Giancarlo Calcagno
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Studio Restauro
Settembre 23, 2005, 8:46pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
concordo con te.
Sarebbe anzi interessante un tuo approfondimento esemplificativo.


Riccardo Bulgarelli
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