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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  disinfestazione tavola Moderatori: cinnabarin
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disinfestazione tavola  (attualmente 11,463 viste) Print
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ottavia
Marzo 13, 2005, 6:34pm Report to Moderator
collaboratrice di restauro
Utente medio
Posts: 24
Location: roma
mi trovo di fronte a una grande tavola dipinta,già sottoposta alla camera a gas per disinfestarla qualche anno fa prima di un restauro.
ora è di nuovo attaccata da tarli,ed è inamovibile..
avete qualche consiglio?


ottavia pagani
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Studio Restauro
Marzo 13, 2005, 10:42pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Intanto ragionerei e farei ragionare la D.L. e la committenza sulle condizioni di conservazione dell'opera poichè è quantomeno interrogativo  il fatto che sia già stata trattata e per di più in "camera a gas" pochi anni fa (ma quanti?).
Dopo di che se i tarli sono sicuramente attivi non vedo alternativa al siringare liquidi a base di permetrina (testerei comunque il liquido sulle superfici per verificare eventuali rischi collaterali) e si potrebbe ragionare su una chiusura anche solo provvisoria dei fori di sfarfallamento per rallentare l'evaporazione.
Certamente una stuccatura finale può servire a combattere, acnhe, nuove infestazioni.


Riccardo Bulgarelli
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giorgiogarabelli
Marzo 14, 2005, 12:32am Report to Moderator
Restauratore di sculture e opere lignee policrome
Utente recente
Posts: 16
Location: Torino
In primo luogo la permetrina agisce per ossidazione e quindi l'aereazione è necessaria perchè si attivino i sali contenuti nei disinfestanti.... tralascerei pertanto la stuccatura dei fori ed altre operazioni analoghe.
In secondo luogo è necessario sapere con che materiali è stata effettuata la prima camera a gas ( dubito che sia stata usata la formula a bromuro di metile ed anche sulla CO2 ho dei forti dubbi...) per provare a ipotizzare le cause del mal funziionamento, se l'operazione è avvenuta meno di 24 mesi fa. In ogni caso l'azione più efficace si ottiene in due fasi distinte, la prima di sterminio degli insetti, in tutte le loro forme, la seconda di prevenzione.
Sembrano essere abbastanza efficaci le camere a saturazione di azoto, purchè condotte con tempi adeguati.- vedi catalogo espositori della fiera di Ferrara 2004- per l'operazione di sterminio; invece per l'azione preventiva sono d'accordo per i prodotti a base di permetrina, previa verifica di eventuali danni collaterali
giorgio


Giorgio Garabelli
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Jole Marcuccio
Marzo 15, 2005, 8:52am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
scusate se mi intrometto, Giorgio dice che la permetrina agisce per ossidazione e che la stuccatura dei fori di tarlo non va fatta. Ma questa areazione necessaria per quanto tempo deve durare? So che la permetrina ha una durata, ossia continua a svolgere la sua azione per circa 6/7 anni.
Ti chiedo questo perchè sò che il tarlo ( penso in generale, un pò tutte le specie) rideposita le uova nei fori già presenti, quindi la stuccatura ha carattere preventivo verso una nuova infestazione.


Jole Marcuccio
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admin
Marzo 15, 2005, 9:14am Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Scusate anche la mia intromissione.
Una domanda: il trattamento non dovrebbe essere ripetuto in  funzione dei 4 stadi vitali (uovo - larva - crisalide - insetto) ?


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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Rossella Croce
Marzo 15, 2005, 9:22pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Se posso intromettermi anche io tutte le considerazioni fatte sono corrette: in più non è così secondario essere sicuri se si tratti di tarlo comune o di altri coleotteri
Inoltre: vorrei ricordare che l'efficacia della permetrina dipende molto dalla qualità della penetrazione quindi  dalla perfetta veicolazione all'interno. ....cosa alquanto improbabile in un opera molto tarlata con la semplice siringatura.....  Per l' inefficacia del trattamento a "gas" sono perplessa anche io, per quanto le variabili ambientali possono restringere il range anche considerevolmente....


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA

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lola
Giugno 19, 2005, 3:10pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
Buon giorno a tutti. Ottavia sono passati 3 mesi e avrai già risolto la cosa ma magari ti interesserà sapere che esistono degli antitarli microincapsulati sempre a base di permetrina che sono a lento rilascio e assicurano il trattamento per un paio di anni quindi assicurano l'eliminazione di  tutte li larve e della maggior parte delle uova. C'è da dire che più è attaccato e meno si gestisce questo problema perchè le uova possono avere un periodo di incubazione fino a 5 anni!
L' antitarlo si chiama Protector conz (scusami ma non ricordo se si scrive conz o konz ma il nome è questo.
Ciao


eleonora subini
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ottavia
Giugno 19, 2005, 6:43pm Report to Moderator
collaboratrice di restauro
Utente medio
Posts: 24
Location: roma
sarà la stessa cosa del protector n? l'ho già usato..


ottavia pagani
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Studio Restauro
Giugno 22, 2005, 8:46pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
cosa vuol dire "microincapsulati"?


Riccardo Bulgarelli
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lola
Luglio 19, 2005, 8:35pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
Per Riccardo: L'antitarlo microincaspulato si trova allo stato liquido come un qualsiasi antitarlo, non so precisamente quale sia la sua struttura molecolare...non mi intendo molto di chimica..ma è formato da piccolissime capsule (solo a livello molecolare) che si rompono col passare del tempo rilasciando la permetrina. Vengono chiamati anche " a lento rilascio" e garantiscono l'effetto per  un paio d'anni.
Per Ottavia: Mi sono informata bene..il protector konz è concentrato e va diluito prima di usarlo e di solito si usa per disinfestare tipo sottotetti o sotto le pedane di un coro si da nebulizzandolo di solito..
E il protector n è il microincapsulato che intendevo...ma non ha funzionato questo tipo di disinfestazione sulla tua tavola?


eleonora subini
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inforestauro
Agosto 26, 2005, 12:13pm Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
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Location: Bologna
Leggendo del ProTector N mi è venuto in mente di averlo citato sul mio sito a proposito del Trattamento Antitarlo.
Ho trovato nel catalogo della Bresciani srl, che lo commercializza, questa descrizione:

"Con ProTector N abbiamo risolto non solo il problema di avere un protettivo efficace, utilizzando come principio attivo la permethrina ma anche poco nocivo per l'uomo (non contiene endosolfuro, lindano o DDT). Il solvente di questo prodotto, permette di veicolare il principio attivo in modo ottimale  per avere una efficace penetrazione nel legno ( in 24 ore, per capillarità può penetrare nel legno per più di 50 cm) e non è tossico per l'uomo. E' inodore ed incolore non altera rivestimenti di tessuto o carta."

però non parla di "microincapsulamento" o di rilascio nel tempo del principio attivo. Sarà lo stesso prodotto di cui parlate voi??



Giuseppe Trifoglio

Il Restauro del Mobile Antico

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Jole Marcuccio
Settembre 6, 2005, 10:49am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
Ci sarebbe un'altra alternativa per il problema, usare gli assorbitori di ossigeno ( funzionano come la tecnica dell'atmosfera modificata).
Porre l'opera dentro una struttura ermetica, tipo sacco, ponendo all'interno gli assorbitori, questi togliendo l'ossigeno hanno come conseguenza la morte di ogni forma di vita. tempo di permanenza almeno 30 giorni, dopo si applica la permetrina e si stuccano i fori.


Jole Marcuccio
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inforestauro
Settembre 6, 2005, 10:57am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: Bologna
Il metodo descritto da jole dovrebbe essere quello propagandato dalla ditta rgi-veloxy.
Secondo voi  sono disponibili apparecchiature o sistemi da usarsi in piccoli laboratori (quindi poco costosi) o è necessario, volendo applicare tale metodo, rivolgersi comunque a tali aziende.
Di seguito vi propongo, per un piccolo approfondimento, il link alla descrizione del metodo utilizzato dalla rgi-veloxy sperando di non fare pubblicità non permessa dal forum.

http://www.webalice.it/inforestauro/rgi-veloxy.htm


Giuseppe Trifoglio

Il Restauro del Mobile Antico

http://www.webalice.it/inforestauro



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Jole Marcuccio
Settembre 6, 2005, 11:36am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
No, non c'entrano ditte, o meglio per l'atmosfera modificata si fa riferimento a ditte, ma i costi sono alti. Penso che la rgi-veloxy di cui parli applichi l'atmosfera modificata.
Gli assorbitori d'ossigeno sono invece semplici sacchetti contenenti limatura di ferro e sono usati dall'industria allimentare. la tecnica è stata presentata ad un congresso, dove è stato portato il lavoro svolto sulle opere del museo di arte moderna di Milano. Praticamente è la versione applicabile in laboratorio con pochissima spesa ( gli assorbitori costano pochi euro), tranne che per la pinza elettrosaldatrice usata per sigillare


Jole Marcuccio
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Studio Restauro
Gennaio 22, 2007, 7:17pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
riprendendo il tema della disinfestazione in anossia , con assorbitori di ossigeno: in laboratorio stiamo per applicare la tecnica e abbiamo avuto suggerimento di usare assorbitori a basso coefficiente di assorbimento (la capacità varia infatti  da 50 a 3000 litri).
Avete esperienze ?


Riccardo Bulgarelli
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