Benvenuto, Ospite. Luglio 21, 2019, 12:07pm Per favore esegui il login o o registrati.
Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Diagnostica per il restauro  ›  Analisi per il restauro Moderatori: Adamantio
Utenti presenti
No Members e 1 Ospiti

Analisi per il restauro  (attualmente 13,028 viste) Print
2 Pagine « 1 2 Tutti Raccommanda Thread
Rossella Croce
Ottobre 24, 2005, 5:19pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Mi dispiace, la termografia non Ŕ il mio settore, e sinceramente non ho mai sentito parlare di termografia aerea. Ho provato a ricercare riferimenti per lei, ma non ne ho trovato nessuno...Tra parentesi mi sembra anche tecnicamente anche un tipo di indagine poco probabile.... siamo certi dell'attendibilitÓ della fonte?


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturaliáá
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 15 - 28
balto63
Ottobre 25, 2005, 2:20pm Report to Moderator
Antiquario
Utente recente
Posts: 17
Location: Pavia
Non potrebbero essere delle fotografie aeree fatte con una pellicola all'infrarosso?

Saluti


Andrea Losi
Antiquario
Registrato Offline
Sito Replica: 16 - 28
admin
Ottobre 25, 2005, 2:22pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
E' probabile.


Sergio TinŔ
Amministratore del forum

Registrato Offline
Sito Skype Replica: 17 - 28
Rossella Croce
Ottobre 26, 2005, 4:44pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Si, l'ipotesi  mi sembrerebbe molto pi¨ realistica


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturaliáá
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 18 - 28
Edgardo Pinto Guerra
Ottobre 26, 2005, 5:40pm Report to Moderator
Consulente risanamento murature storiche dal 2003
Posts: 252
Location: Studio consulenza risanamento muri
Queste termografie sono usate in meteorologia e monitoraggio ambientale mondiale (umiditÓ della giungla amazzonica, avanzata del Sahara ecc) da satelliti appositi. Anche i militari le usano per scovare animali a sangue caldo nascosti sotto le frasche . . . .
Scendendo sulla terra, per noi servono le foto di facciate  o di muri umidi. Le zone piu fredde (blu) sono quelle dove c'Ŕ pi¨ evaporazione, e anche, quindi, pi¨ sali!



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
Consulente risanamento
Autore del volume "Risanamento di murature umide umide e degradate"
epg@consultingepg.com
Registrato Offline
Sito Replica: 19 - 28
Adamantio
Aprile 27, 2006, 2:16am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
L'argomento ├Ę interessante... io sono un chimico puro ma da generazioni la mia famiglia si occupa di restauro e ora opero nelle analisi per i beni culturali... sicuramente c'├Ę ancora un piccolo abisso tra restauratori e scienziati; c'├Ę da imparare da entrambe le parti per poter dialogare realmente e c'├Ę da scartare chi ├Ę interessato solo a rispondere al capitolato (in quanto analisi mal fatte ma perfettamente rispondenti al capitolato sono del tutto inutili). Inoltre purtroppo c'├Ę chi continua a rifugiarsi nella proprie posizioni integraliste rifiutando di scendere dallo stretto chimichese da parte degli scienziati o dall'altra parte ritenendo di essere superiore alla scienza con analisi solo utili per dimostrare ci├▓ ce si sa gi├á. Ciascuno deve imparare dall'altro...

un esercito di figure intermedie si sta teoricamente alzando dalle Università classe 41 tuttavia temo che la preparazione fornita sia troppo universitaria e lontana dal restauro vero e proprio... secondo me non siamo ancora arrivati al punto giusto...


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

Registrato Offline
Sito Replica: 20 - 28
Maristella_Pafundi
Luglio 8, 2006, 7:07pm Report to Moderator
Utente ospite
Circa la termografia aerea per lo scavo archeologico di cui si parlava, ne ho sentito parlare e credo che serva ad individuare eventuali cavitÓ sotto il terreno che risultano ad una temperatura differente dal terreno circostante anche se so che la termografia non pu˛ indagare oltre certe profonditÓ. Credo quindi che si tratti molto probabilmente della tecnica del Georadar.
forse sapr˛ dirvi di pi¨ in seguito...
Registrato
E-mail Replica: 21 - 28
gaia
Gennaio 12, 2007, 12:49pm Report to Moderator
laureata scienza e tecnologia BC
Nuovo utente
Posts: 6
Location: TORINO
hem...
ma non sapete che a risolvere tutti problemi di dialogo tra restauratori "poco analisti" e analisti "poco restauratori" siamo arrivati noi della classe 41??
Dotati di una solida preparazione sia in campo umanistico che scientifico??
Non siete felici e giubilanti??

a parte gli scherzi, la capacitÓ di affrontare una situazione critica avendo alle spalle una sensibilitÓ forse meno specifica(ahimŔ..) ma pi¨ globale credo sia il grande traguardo a cui aspira la nuova classe di diagnosti per i beni culturali...


gaia

non mi ricordo quale mio prof ci ha declamati il trait d'union tra il restauro e la diagnostica analitica pura...come idea Ŕ calzante, per˛ vorrei aspirare ad essere un qualcosa di pi¨ di un trait d'union che data la situazioneattuale rischia di diventare un underscore...


gaiafenoglio
Registrato Offline
Replica: 22 - 28
Rossella Croce
Gennaio 15, 2007, 6:26pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
purtroppo sembra che la  _   sia la situazione di quasi tutti i laureati di  tutte le classi 41 d'Italia...

Questo tipo di  laurea Ŕ recente...forse bisogna solo attendere che  i programmi formativi si affinino  un p˛....


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturaliáá
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 23 - 28
laguna
Febbraio 3, 2007, 1:35pm Report to Moderator
studente - restauratore
Utente Attivo
Posts: 36
salve a tutti,
approfitto di questo argomento per porre una domanda, forse ingenua, ma vi prego di illuminarmi un poco:

io e la mia classe (al corso di restauro dell'arte contemporanea) stiamo preparando, o finendo, di scrivere la tesi.
Ho visto gente prodigarsi a far fare analisi a volte anche superflue. Tutte le tesi, dal pi¨ banale restauro, hanno una parte analitica. (Le analisi sono svolte dal cnr gratuitamente, poichŔ il direttore fa parte dell'organico degli insegnanti). Fin qui, direte, tutto bene.
Ma ho fatto diversi stage, anche per lunghi periodi... ma le analisi dove sono finite? si fanno, non si fanno?, si limitano? mi Ŕ parso che si facciamo un po di pi¨ per il pubblico, ma per il privato ben poco...
A volte giungono alla fine del restauro!!! giusto per infarcire la scheda...

e mi chiedo, Ŕ una carenza specifica dei posti dove sono stata? ( e in questo caso valuterei altre scelte) o Ŕ una condizione diffusa, per cui uno studio vale l'altro?
grazie


sara rossotti

Registrato Offline
Replica: 24 - 28
Jole Marcuccio
Febbraio 3, 2007, 5:06pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Ŕ una stuazione diffusa, per vari motivi, principalmente  costi ed effettiva necessitÓ.
Prendi il caso di un dipinto su tela del XVII secolo, la situazione che si presenta al restauratore Ŕ la seguente, film di vernice superficiale, quasi sicuramente posta in un precedente restauro, indagata con test di solubilitÓ e riprese in ultravioletto, facilmente rimossa. Ritocchi diffusi e ridipinture, facilmente rimuovibili senza intaccare la pellicola pittorica originale grazie ad un approccio alla pulitura pi¨ scientifico rispetto al passato. Ora dimmi, a cosa mi servirebbe una sezione sottile e il riconoscimento a livello di composizione chimica dei pigmenti?
Questo era un esempio e una spiegazione sicuramente superficiale che andrebbe approfondita, ma il concetto che voglio esprimere Ŕ che spesso ai fini del restauro tanta diagnostica non serve, serve forse di pi¨ allo storico dell'arte per lo studio delle tecniche esecutive.
per rispondere poi alla domanda se si fanno indagini nel privato, direi in generale NO. Nel mio caso ad esempio, facciamo di prassi per ogni dipinto la Riflettografia, l'UV e l'UV falso colore prima di iniziare il restauro, ma penso siano pochi gli studi che usino queste indagini non invasive.
Quello che devi valutare nella scelta di uno studio Ŕ la procedura di restauro che viene messa in atto, l'approccio scientifico che il restauratore impone alle sue scelte, la capacitÓ di valutare le possibili conseguenze che l'intervento potrÓ generare e quindi anche la necessitÓ di indagini diagnostiche.
Questo Ŕ ovviamente il parere di una restauratrice di dipinti, nel forum ci sono professionalitÓ diverse che sicuramente potranno risponderti in maniera pi¨ specifica.


Jole Marcuccio
Registrato Offline
Replica: 25 - 28
Adamantio
Febbraio 5, 2007, 10:41am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Anche se la "fotografia" della situazione inquadrata da diversi punti di vista, da te e jole, ├Ę tristemente fedele, questo non significa che sia giusta questa situazione. Comunque ├Ę difficile se non impossibile generalizzare sull'argomento.

Posso dire, ad esempio, che io ho molti clienti privati, collezionisti e antiquari o semplicemente gente che si ├Ę vista arrivare un'eredit├á e vuole capire cosa ha tra le mani. Le analisi nel privato sono sicuramente fatte con altri intenti rispetto al pubblico, questo ├Ę sicuramente vero. Il privato cerca in generale una datazione o dati utili per un'autenticazione anche se in molti casi, facoltosi privati, hanno un approccio del tutto analogo al pubblico sia per quanto riguarda le analisi svolte sia per quanto riguarda il restauro. Ricordo ad esempio diversi dipinti di un antiquario o anche di diversi collezionisti che sono stati integrati a tratteggio o in selezione cromatica, applicando tutte quelle accortezze che, invece, normalmente non piacciono al privato e per i medesimi casi spesso vengono previste analisi e studi per documentare in modo corretto l'esistente e il rimosso.  

Ma perch├Ę ├Ę giusto fare le analisi? Molte volte, come dice giustamente jole, il restauratore sa gi├á cosa fare. Gli sono capitati decine di casi come quello e se l'├Ę sempre cavata, contenendo per altro il prezzo dell'operazione (per la gioia del proprietario-commitente).
Forse dimentichiamo, per├▓ che l'opera d'arte ├Ę anche un documento storico... se io rimuovo una vernice di un particolare tipo dal dipinto senza conoscere il pi├╣ dettagliatamente possibile cosa ho rimosso, ho comunque perso un'informazione.
Se non mi accorgo che ci sono stati diversi interventi di restauro perch├Ę non ho indagato con qualche saggio, ho comunque perso un'informazione.
Se prima di rimuovere una ridipintura ne studio la composizione forse sapr├▓ anche datare il restauro... e potrei anche decidere di mantenerla se il restauro ├Ę molto antico... o forse mi potrei accorgere che quella brutta vernice-velatura che non mi vogliono fare togliere perch├Ę pensano che sia originale in verit├á ├Ę falsa o molto recente... potrebbe infine succedere anche un guaio se rimuovo uno strato pensando che sia falso e invece era originale e magari lo potevi capire con un'analisi.
Sono mille le cose che si possono capire da un'analisi, da una sezione come da uno studio non distruttivo dei pigmenti o dallo studio dei leganti, delle vernici, delle sostanze di restauro... e molte volte si possono ottenere informazioni anche direttamente utili per il restauro... vedere una caseina che non veniva via con nessun solvente mi potrebbe ad esempio portare verso una proteasi ecc...

Certo, le analisi sono costose e ci vuole del tempo, bisogna già tenere presente questi fattori appena si inizia il restauro e avere analisti di fiducia che rispondono in tempi certi e con costi reali.

Se farete un'analisi avrete probabilmente provveduto meglio alla conservazione e alla documentazione di un oggetto e quei dati raccolti saranno serviti a conservare caratteristiche importanti di un manufatto o a eliminarne di superflue e fasulle il tutto nel modo meno invasivo possibile... i risultati potranno servire per nuove ipotesi o attribuzioni riguardo l'oggetto, contribuendo a incrementarne il valore... ├Ę sempre la questione del uovo oggi o della gallina domani (ma a volte anche della gallina oggi)


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

Registrato Offline
Sito Replica: 26 - 28
Adamantio
Febbraio 5, 2007, 11:17am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Replico nuovamente per aggiungere che nel restauro del contemporaneo la questione analisi ├Ę sicuramente di importanza ancora maggiore essendo i materiali spesse volte astrusi e dal delicato e spesso ignoto processo di degrado.

Il problema tempi ├Ę anche una questione drammatica... bisogna per├▓ ricordare che spesso i restauri stanno fermi mesi per motivi burocratici e in quel lasso di tempo si sarebbe potuto tranquillamente eseguire tutte le analisi del caso. Spesso comunque gli istituti pubblici sono pi├╣ lenti nell'esecuzione di analisi (non si pu├▓ comunque generalizzare il discorso) mentre una buona struttura privata ├Ę pi├╣ snella ed ├Ę in grado di rispondere in tempi pi├╣ contenuti, che non devono, in generale, superare i 20-30 gg per la versione definitiva della relazione analitica, con risultati analitici gi├á anticipati dopo pochi giorni o in tempo reale. Bisogna tenere presente questi fattori in fase di progettazione e programmare oculatamente i tempi e i costi delle campagne analitiche.

Rimane comunque una vergogna il fatto che ci sia ancora chi consegna i risultati analitici a restauri ultimati o delle relazioni analitiche che vanno solo a riempire il cassetto di qualche scrivania... le analisi devono essere oculatamente scelte in modo da dare risultati utili o utilizzabili e i risultati devono essere scritti in modo da essere compresi dal restauratore o da chi ha la tutela dell'oggetto.

Chiudo portando il classico esempio dell'analogia del restauro con il mondo medico...
La moderna medicina fa largo impiego di tecniche diagnostiche e di analisi ed ├Ę riuscita in questo modo a conseguire un importante progresso e miglioramento dell'efficienza dei trattamenti... ci ├Ę voluto del tempo e sono fiducioso che anche il restauro potr├á percorrere un percorso analogo se approcciato con la giusta forma mentis che ├Ę quella che cita jole.

La Riflettografia IR e prima l'UV, la Radiografia, ecc. certamente hanno faticato ad affermarsi e c'era chi li riteneva una perdita di tempo e denaro. Ora gli studi seri si sono dotati di queste tecnologie e non c'├Ę praticamente pi├╣ quasi nessuno nel settore che non ne riconosca l'efficacia e l'importanza.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

Registrato Offline
Sito Replica: 27 - 28
Florian
Novembre 23, 2007, 6:51pm Report to Moderator
Diagnosta
Utente recente
Posts: 11
Citato da Adamantio
Ma perch├Ę ├Ę giusto fare le analisi? Molte volte, come dice giustamente jole, il restauratore sa gi├á cosa fare. Gli sono capitati decine di casi come quello e se l'├Ę sempre cavata, contenendo per altro il prezzo dell'operazione (per la gioia del proprietario-commitente).
Forse dimentichiamo, per├▓ che l'opera d'arte ├Ę anche un documento storico... se io rimuovo una vernice di un particolare tipo dal dipinto senza conoscere il pi├╣ dettagliatamente possibile cosa ho rimosso, ho comunque perso un'informazione.
Se non mi accorgo che ci sono stati diversi interventi di restauro perch├Ę non ho indagato con qualche saggio, ho comunque perso un'informazione.
Se prima di rimuovere una ridipintura ne studio la composizione forse sapr├▓ anche datare il restauro... e potrei anche decidere di mantenerla se il restauro ├Ę molto antico... o forse mi potrei accorgere che quella brutta vernice-velatura che non mi vogliono fare togliere perch├Ę pensano che sia originale in verit├á ├Ę falsa o molto recente... potrebbe infine succedere anche un guaio se rimuovo uno strato pensando che sia falso e invece era originale e magari lo potevi capire con un'analisi.
Sono mille le cose che si possono capire da un'analisi, da una sezione come da uno studio non distruttivo dei pigmenti o dallo studio dei leganti, delle vernici, delle sostanze di restauro... e molte volte si possono ottenere informazioni anche direttamente utili per il restauro...


Salve! Sono completamente d'accordo con quello che ├Ę stato detto sopra (e infatti ho citato)... io sto per laurearmi in Scienze e Tecnologie applicate alla Conservazione e al Restauro dei BBCC (classe 12/S) a Siracusa (sede distaccata di Catania), e quindi la mia formazione ├Ę prettamente tecnico-scientifica, con molti laboratori di chimica e fisica ma senza nessuna pratica di restauro vero e proprio (solo quest'anno, l'ultimo!, ci stanno facendo fare piccoli interventi su dipinti, manoscritti e ceramica). Tralasciando tutti i problemi di questa classe di laurea, che sono gi├á stati trattati in altri temi (e che ho seguito con interesse anche prima di iscrivermi), volevo solo dire che credo che la nostra figura serva proprio per effettuare tutte quelle analisi che oltre a consentire al restauratore di fare il suo lavoro, servono anche e soprattutto per dare informazioni preziose sull'opera d'arte, sulle tecniche e i materiali utilizzati, cosa che credo sia indispensabile e utile non solo allo storico dell'arte ma a chiunque si avvicini all'opera d'arte per conoscerla e per capirne l'importanza storica e artistica...
detto questo, si capisce che il lavoro che in futuro mi piacerebbe molto fare sia proprio quello del cosiddetto "diagnosta", cio├Ę colui che esegue tutte quelle analisi che stanno prima dell'intervento vero e proprio... sicuramente ci sono molte lacune che il corso di laurea che sto frequentando non colma (proprio la mancanza di pratica sul campo), infatti per il futuro sono un p├▓ incerta sulla strada da prendere... mandare curricula ai laboratori pi├╣ attrezzati sperando che assumano una neo-laureata senza esperienza pratica? Oppure fare un p├▓ di gavetta con qualche restauratore per avere almeno qualche competenza in pi├╣ oltre alla laurea da scrivere nel curriculum?  
Scusate l'eccessiva lunghezza, forse sono uscita fuori tema, ma mi trovo un p├▓ in crisi e l'argomento mi sta molto a cuore!
Spero di essere stata chiara e di aver espresso idee interessanti per questo tema!
Florian  



Florian Raffrenato<br>Laureata in Tecnologie applicate alla Conservazione e al Restauro dei Beni Culturali
Registrato Offline
Replica: 28 - 28
2 Pagine « 1 2 Tutti Raccommanda Thread
Print

Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Diagnostica per il restauro  ›  Analisi per il restauro

Valutazione del tema

Qui risulta 1 voto per questo argomento.
 

Powered by E-Blah Forum Software 10.3.3 © 2001-2008


tine.it



Pubblicazioni

Normativa

Bibliografie

Conservation bibliography

Appuntamenti


    CE