Benvenuto, Ospite. Ottobre 23, 2019, 11:15am Per favore esegui il login o o registrati.
Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

Forum Restauro e Conservazione    CORSI E FORMAZIONE    Studenti  ›  Studio -> Legge -> Lavoro Moderatori: Adamantio
Utenti presenti
No Members e 1 Ospiti

Studio -> Legge -> Lavoro  (attualmente 12,969 viste) Print
3 Pagine « 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
Elenarai
Aprile 17, 2005, 12:41pm Report to Moderator
Studentessa ICR
Nuovo utente
Posts: 8
Location: Roma
Insomma il tuo è un problema di terminologia. Ma collaboratore vuol dire semplicemente qualcuno che "lavora insieme" a qualcun altro, senza nessuna valenza negativa o che pone in secondo piano il suo ruolo. Però è un termine troppo generico, quello è vero. Scusa se avevo frainteso le tue aspirazioni professionali, sono nuova del forum e non ho letto bene tutto  

Non volevo farmi odiare subito...  

Ciao


Elena Raimondi
Registrato Offline
ICQ Replica: 15 - 36
admin
Aprile 17, 2005, 6:49pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Elena, in assenza di un tuo intervento, ho provveduto personalmente a modificare il tuo Profilo utente.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Offline
Sito Skype Replica: 16 - 36
Rossella Croce
Aprile 17, 2005, 11:05pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Michele......il TUO corso è di classe 21 appartiene a scienze chimiche, non c'entra niente con quelli citati dalla legge per il restauro!!! Ma mi vuoi far proprio disperare!!!!
Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali è una cosa (classe 41)
Scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro è un'altra (classe 21)
Noi nella legge non siamo menzionati. Però non si sa se per vizio di dicitura o per accorpamento ci rientreremo  oppure no, ma la vedo molto impropabile.  Al momento comunque non si sa niente ne in positivo ne in negativo.

Se sarai ammesso e passerai l'esame di stato sarai un chimico. Per le informazioni in merito...sai a chi rivolgerti!

La differenza tra restauratore e collaboratore è complessa ma riassumendo molto è il livello e l'autonomia raggiunta nella parte in prevalenza gestionale dell'attività che fa la differenza.  Il restauratore gestisce il lavoro (potere gestionale e decisionale), il collaboratore esegue il lavoro in base alle indicazioni del restauratore (autonomia operativa) L'apprendista invece esegue le indicazioni ricevute, ma non ha autonomia operativa: deve essere sempre affiancato dal restauratore  o dal collaboratore. E' la stessa differenza che c'è tra un tecnico di laboratorio ed un chimico. Il collaboratore non può prendere in appalto direttamente dagli enti pubblici una serie di lavori, accessibili  solo alla figura  del restauratore. E'il supporto del restauratore, un livello sotto come qualifica professionale, quindi purtroppo anche nell'accezione negativa del termine.  Al momento non esiste possibilità di passaggio da collaboratore a restauratore neanche con l'anzianità di servizio.  Si sta aspettando la soluzione a tale problema da molto tempo, ma al momento non c'è.  


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 17 - 36
viria
Aprile 18, 2005, 9:29am Report to Moderator
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
Utente Attivo
Posts: 34
Location: Barletta (BA)
Date un'occhiata alla sezione diagnostica-laureandi in diagnostica..la discussione è già aperta!!!


Vittoria Rodriquez
Registrato Offline
Windows Live Messenger Replica: 18 - 36
viria
Aprile 18, 2005, 9:33am Report to Moderator
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
Utente Attivo
Posts: 34
Location: Barletta (BA)
Credo che la differenza tra "collaboratore" e restauratore sia soprattutto una questione economica...


Vittoria Rodriquez
Registrato Offline
Windows Live Messenger Replica: 19 - 36
miketrevis
Aprile 20, 2005, 3:11pm Report to Moderator
Utente medio
Posts: 22
-_- peggio che peggio insomma, non risulto nemmeno come collaboratore...

Non che mi dispiaccia essere chimico, ma io alla fine sono un chimico per il restauro, non un chimico vero e proprio... mah...che robe...


---------------------
Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
Registrato Offline
Replica: 20 - 36
Elenarai
Aprile 21, 2005, 3:50pm Report to Moderator
Studentessa ICR
Nuovo utente
Posts: 8
Location: Roma
Beh all'istituto ci sono molti chimici che non credo proprio siano nati come chimici specializzati per il restauro, ed ora lo sono eccome! Cmq è tutto un macello... in bocca al lupo per tutto!


Elena Raimondi
Registrato Offline
ICQ Replica: 21 - 36
elyre
Aprile 21, 2005, 11:29pm Report to Moderator
Utente ospite
Io sono una dipendente, cosa vuol dire "con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata da parte dell'autorità preposta alla tutela del bene o della superficie decorata"?
Registrato
E-mail Replica: 22 - 36
Rossella Croce
Aprile 22, 2005, 11:34pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
che devi essere responsabile tecnico del cantiere e che contano solo i lavori certificati direttamente dalla soprintendenza  Essendo dipendente la tua ditta deve avere questa certificazione dallla soprintendenza e dopo deve certificare te a sua volta


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 23 - 36
miketrevis
Maggio 8, 2005, 10:30pm Report to Moderator
Utente medio
Posts: 22
Mobilitazione in Lazio contro il nuovo decreto:

"C'è sempre troppo poca chiarezza - sostengono i sindacati delle costruzioni Fillea Cgil, FilcaCisl e Feneal Uil, che hanno organizzato l'iniziativa - quando si tratta di discutere dei temi che riguardano sia la formazione che la certificazione professionale degli operatori e la qualificazione delle imprese, agevolando ulteriormente lo sfruttamento di alte professionalità a basso costo. La formazione nel restauro non può restare appannaggio esclusivo degli Istituti Centrali, che diplomano meno di 40 restauratori ogni anno, se vogliamo essere adeguati alle necessità del nostro Paese e alle sue esigenze di riqualificazione e di restauro".

Come volevasi dimostrare... adesso cerco il decreto...

Ah, intendono il codice per i beni culturali, articolo 29, e ritengono sia una definizione generica snaturante, che non definisce nulla di concreto, non delinea le nuove figure, ect ect...


---------------------
Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
Registrato Offline
Replica: 24 - 36
lola
Giugno 4, 2005, 12:57pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
Ma che casino!Pensavo non fosse così difficile essere restauratori.
Se qualcuno mi può schiarire le idee...ho fatto 3 anni di una scuola di restauro di opere lignee del fondo sociale europeo e riconosciuta in Italia (TOT 2600 ore di lavoro) poi ho fatto 8 mesi...gratis...da un restauratore che lavora per la soprintendenza per i beni culturali di Milano (TOT 1300 ore di lavoro) e ora ho un contratto, sempre da questo restauratore co.co.pro. che mi scade ad agosto (TOT 1000 ore di lavoro).
Ora ho due domande:
1) con il mio contratto io sono apprendista o collaboratore?
2) io vorrei poter lavorare per la soprintendenza aprendo una mia attività e so che per far questo bisogna aver accumulato o un quorum di 5000 ore di esperienza all'interno di una scuola o 10000 ore (cioè il doppio) lavorando per un restauratore della sopintendenza. Con il mio contratto posso dichiarate che lavoro per tal restauratore e che sto accumulando ore?
Infine riuscirò mai a lavorare per la soprintendenza?


eleonora subini
Registrato Offline
Replica: 25 - 36
Jole Marcuccio
Giugno 6, 2005, 9:42am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Mi potresti chiarire il punto 2 del tuo messaggio? questa delle ore non la sapevo.

Per quello che sò io e che è stato scritto più volte non c'è modo di passare da Collaboratore a Restauratore, allo stato attuale delle cose. Tu hai frequentato una scuola di restauro triennale ( che non è ICR - OPD - università ) quindi sei collaboratore.


Jole Marcuccio
Registrato Offline
Replica: 26 - 36
Jole Marcuccio
Giugno 6, 2005, 11:25am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Voglio spiegare due cose circa la figura del restauratore e del collaboratore, perché non capisco tutta questa rincorsa al titolo, anche perché allo stato attuale non esiste nessun riconoscimento della nostra professionalità.

•     Ciò che è stato definito dal DM  ,  che definisce in termini chiari le due figure, si applica al restauro di opere pubbliche, ossia di proprietà dello stato, pagate dallo stato, tramite appalti pubblici o per licitazione privata. In questi casi si applica anche la Merloni.
•     Il dipinto o l’affresco posto in una qualunque Chiesa, non è opera pubblica, perché è proprietà privata, in questo caso ecclesiastica, sotto vincolo e per poter intervenire è indispensabile l’autorizzazione della Soprintendenza.

Ovviamente per voi studenti che avete fatto sicuramente legislazione dei beni culturali queste sono cose già conosciute e non dico nulla di nuovo.

Poniamo il caso di un affresco che rientra nella categoria opere pubbliche. Per disposizioni o per legge (non so ) il responsabile dell’intero procedimento è l’architetto . L’architetto o lo studio di architettura, predispone il progetto e lo presenta in soprintendenza per l’autorizzazione, l’unico nome che compare è il suo, il restauratore è solo la ditta esecutrice. Essendo un bene pubblico dove applico la Merloni, questa nella sua ultima versione concede al restauratore di poter firmare il progetto relativo agli affreschi inserito nel progetto complessivo e di poter comparire come assistente del direttore dei lavori in veste di direttore operativo e questa credetemi è una conquista!!
Alla fine dei lavori, a restauro ultimato ovviamente il merito sarà di altri e difficilmente sarà concesso al restauratore di poter parlare.

Nel caso l’affresco sia in una Chiesa, il progetto deve essere sempre presentato dall’architetto il quale se non in grado di redigere un progetto di restauro chiamerà una persona di fiducia ( collaboratore o restauratore è uguale), questi scriverà ciò che deve e sarà pagato per la prestazione, dopo di che sul tutto sarà messa la firma dell’architetto che diventerà sia progettista, sia direttore lavori e la soprintendenza farà riferimento solo alla sua figura. E il restauratore?
Figura irrilevante, lo studio di architettura affiderà i lavori ad una ditta esecutrice che sia in grado di svolgere il lavoro così come spiegato nel progetto. Potrebbe essere per assurdo anche l’impresa edile o l’imbianchino che assume all’occorrenza due ragazze appena diplomate.
Praticamente voi che vi affannate siete solo poco più di un idraulico o di un elettricista.

Maggiore autonomia se restaurate opere mobili (dipinti, sculture) e passate per la soprintendenza ai beni artistici. Anche in questo caso i requisiti del DM si applicano solo su opere pubbliche, ma in ogni caso la soprintendenza vi permette di firmare il progetto e di esserne responsabili.
Se il dipinto è in Chiesa quindi non vi chiederanno i requisiti ( non dovrete dimostrare di essere restauratori), non cercheranno certificazioni, vi concederanno l’autorizzazione perché sanno come lavorate. Poniamo il caso di un collaboratore nella stessa bottega per anni, che oramai conosce i vari funzionari di zona della soprintendenza, perché ha lavorato su opere seguite da loro. Decide di mettersi in proprio, un parroco gli affida un dipinto da restaurare, e il collaboratore presenta il progetto, probabilmente gli sarà affidato il dipinto perché lo conoscono, semplicemente.
Non potrà però partecipare al restauro di opere pubbliche.

Poi alla fine di tutto questo discorso e alla fine del restauro, sarà fatta l’inaugurazione con la presenza di varie autorità, e, ciliegina sulla torta, sarà il funzionario della soprintendenza a parlare dei meriti di un restauro così ben condotto, facendo magari il nome del povero restauratore che ha studiato e lavorato per anni. Ho trovato di recente un libro della diocesi di Brescia, (per fare un esempio tra i tanti) dove sono pubblicati i restauri condotti nel 2001. Ogni dipinto ha una foto e due pagine di testo dove si parla quasi esclusivamente del restauro, all’interno del testo compaiono frasi del tipo : “ restauro eseguito da….”, ma i testi sono firmati dai funzionari che hanno rilasciato l’autorizzazione e seguito i lavori.

A voi le conclusioni…………..



Jole Marcuccio
Registrato Offline
Replica: 27 - 36
lola
Giugno 11, 2005, 6:04pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
per jolemar:
mi hanno spiegato che per poter lavorare per la soprintendenza bisognerebbe presentare un curriculum con dei certificati che attestino che tu hai un certo tipo di esperienza nel campo. L'esperienza si completa con un tot di ore di lavoro che se sono ore di laboratorio all'interno di una scuola (ovviamente una scuola che sia riconosciuta) ne servono 5000 (cioè 5 anni di scuola) e se sono in un ambiente lavorativo ne servono il doppio (cioè 10000).
Ora, anch'io non ho più la certezza di tutto questo anche perchè 2 anni fa hanno cambiato la normativa e prima diceva che bastavano 3000 ore di esperienza (3 anni di scuola) infatti tutte le scuole di questo campo sono di 3 anni. Ora le hanno aumentate a 5000 ore ciò significa che dopo i 3 anni di scuola devi trovare un lavoro per un restauratore della soprintendenza (e non è affatto facile!) e da lui lavorare per un tot di 2000 ore che raddoppiate sono 4000!!!!E' assurdo!Anche perchè non troverai mai uno che ti assume a contratto perchè non possono garantirti il lavoro per più di un anno perchè se la regione non stanzia i fondi per i restauri lui non ti può continuare a stipendiarti se non c'è lavoro,il massimo che può fare è farti uin contratto co.co.pro. di un anno.....però questo è un altro problema che se ti va ti spiego, sono un pò di pappardelle burocratiche...


eleonora subini
Registrato Offline
Replica: 28 - 36
lola
Giugno 11, 2005, 6:23pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
un'altra cosa che mi è venuta in mente...ho letto quello che hai scritto il 06/06/2005 (Maggiore autonomia se restaurate opere mobili...)non è una rincorsa al titolo la mia,vorrei solo capire se il titolo è cosi' importante per la soprintendenza perchè io sono una restauratrice di opere lignee e per ora io rientro nella categoria "lavoro io e il merito lo prende un altro" e vorrei essere io a fare un progetto di restauro, a presentare il lavoro e magari a pubblicarlo. Se serve un titolo allora questo non potrò mai farlo...ma se bastano ore di esperienza sono già a buon punto..


eleonora subini
Registrato Offline
Replica: 29 - 36
3 Pagine « 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
Print

Forum Restauro e Conservazione    CORSI E FORMAZIONE    Studenti  ›  Studio -> Legge -> Lavoro

Valutazione del tema

Qui risulta 1 voto per questo argomento.
 

Powered by E-Blah Forum Software 10.3.3 © 2001-2008


tine.it



Pubblicazioni

Normativa

Bibliografie

Conservation bibliography

Appuntamenti


    CE