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Forum Restauro e Conservazione    CORSI E FORMAZIONE    Studenti  ›  Studio -> Legge -> Lavoro Moderatori: Adamantio
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comenuvola
Marzo 31, 2005, 12:43am Report to Moderator
tecnologa per il restauro-ingegneria
Nuovo utente
Posts: 5
Location: cagliari
[messaggio aggiunto]
Ancora salve a tutti!
riprendendo una domanda già posta nel forum da parte di donatella, vorrei sapere a che punto è arrivata la questione della riforma degli albi naturalmente per i corsi di laurea inerenti il restauro.esiste un albo dei conservatori per le lauree  del primo livello??? e soprattutto, bisogna ancora uscire da una facoltà di architettura per accedere a codesto albo o si è riusciti a superare il favoritismo concesso a chi esce dalle 10s ? e poi, queste lauree in ingegneria-architettura, sorte come risposta al dibattito sulla formazione del "buon" restauratore architettonico, non avranno per caso la sfrontatezza di volersi iscrivere a tutti gli albi che ci sono in giro   ?
qualcuno è in grado di fare chiarezza su tutto ciò? spero proprio di sì e ringrazio fin da ora chi si prenderà la briga di rispondere..
[/messaggio aggiunto]


Marina Sotgiu
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miketrevis
Aprile 3, 2005, 2:49am Report to Moderator
Utente medio
Posts: 22
Titolo criptico ma sintetico:

Gli studenti ovviamente stanno studiando per diventare una qualche figura nel mondo del lavoro.

In mezzo però ci sta la legislazione. cosa dice a riguardo? La domanda mi è giunta spontanea leggendo i post di altri utenti e dei loro dubbi riguardo la scelta effettuata:

Quale legge delinea le figure lavorative che girano attorno alla conservazione dei beni culturali?

Studiando legislazione siamo venuti a conoscenza di una cosa preoccupante: il codice dei beni culturali appena uscito come sostitutivo del testo unico precedente, si deve rifare ad una vecchia legge in fase di cambiamento.
In poche parole i corsi che stiamo intraprendendo ci rendono competenti in un campo ancora delimitato da leggi non aggiornate.

Quali sono queste leggi? Si sa come cambieranno ed entro quanto? Le nuove leggi definiranno la posizione di un laureato triennale nel mondo del lavoro? Definiranno il ruolo di un chimico specializzato in conservazione e restauro? Saremo solo "assistenti" di restauratori che di chimica probabilmente ne sanno molto meno, o avremo probabilmente un ruolo paritario rispetto a quello del restauratore prendendo però in considerazione altri campi?

queste e molte altre domande probabilmente troveranno risposta solo con la nuova lege che verrà. Intanto se qualcuno sa rispondere anche ad una sola di queste domande... discutiamone.


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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oriana
Aprile 3, 2005, 8:09am Report to Moderator
restauratrice opere lignee,doratura e cornici
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Location: imperia
..già, quanti problemi....purtoppo le leggi non sono fatte intorno a noi, come possono citare molte pubblicità,
il mondo del restauro è ancora tenuto all'oscuro dalle legislazioni, cioè non sono molto chiare per quanto riguarda il futuro dello studente che vuole intraprendere una situazione lavorativa agiata e di sua competenza.
...ora vado a cercare nuove informazioni su internet ... per tastare il vero terreno di "guerra".

...complimenti per il gatto-kid.


oriana sasso
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miketrevis
Aprile 3, 2005, 11:38am Report to Moderator
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gatto kid? fammi sapre se trovi qualcosa di utile...


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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oriana
Aprile 3, 2005, 12:33pm Report to Moderator
restauratrice opere lignee,doratura e cornici
Utente Attivo
Posts: 43
Location: imperia
Ma si  , il gatto nel tuo sito, che fa karate-kid.

Comunque, appena trovo informazioni su quessta nuove leggi, scrivo sul forum
ciao


oriana sasso
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oriana
Aprile 4, 2005, 9:58pm Report to Moderator
restauratrice opere lignee,doratura e cornici
Utente Attivo
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Location: imperia
le ultime parole famose... non trovo ciò che interessa......................


oriana sasso
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miketrevis
Aprile 11, 2005, 6:27pm Report to Moderator
Utente medio
Posts: 22
Peccato (bellini i gattini!! )... quando avrò dato legislazione per i beni culturali ti saprò dire io Se qualche professionist del restauro vuole intervenire intanto...


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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admin
Aprile 11, 2005, 6:52pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Fra http://www.tine.it/NormativaBBCC/normativa.htm e l'archivio documenti http://www.tine.it/cgi-bin/blah/Blah.pl?b=DC che reindirizza su Yahoo dovrebbero esserci tutte le leggi.
Se ne manca qualcuna segnalatelo !!


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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miketrevis
Aprile 13, 2005, 11:51am Report to Moderator
Utente medio
Posts: 22
aiuto... non sapresti dirci quale è la legge che delinea la figura del restauratore? (non quella del codice dei beni culturali, ma quella a cui dovrebbe far riferimento in mancanza di quella nuova ancora da fare)


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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donatella
Aprile 14, 2005, 3:24pm Report to Moderator
Utente medio
Posts: 21
Location: Viterbo
http://www.simone.it/appaltipubblici/merloni/bargone/dm294_2000.htm

Art. 7.
Restauratore di beni culturali
1. Ai fini del presente regolamento, nonché ai fini di cui all'articolo 224 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, per restauratore di beni culturali si intende colui che ha conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale di cui all'articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, di durata non inferiore a quattro anni, ovvero un diploma di laurea universitaria specialistica in conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico.
2. Per restauratore di beni culturali s'intende altresì colui che alla data di entrata in vigore del presente regolamento:  
a) ha conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a due anni e ha svolto attività di restauro dei beni stessi, direttamente e in proprio ovvero in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata da parte dell'autorità preposta alla tutela del bene o della superficie decorata, per un periodo di tempo almeno doppio rispetto a quello scolare mancante, e comunque non inferiore a due anni;  
b) ha svolto attività di restauro dei beni predetti, direttamente e in proprio ovvero in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, per non meno di otto anni, con regolare esecuzione certificata dall'autorità preposta alla tutela dei beni sui quali e' stato eseguito il restauro;  
c) ha conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a due anni ovvero ha svolto attività di restauro di beni mobili o superfici decorate per un periodo almeno pari a quattro anni, direttamente e in proprio ovvero in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata dall'autorità di tutela, ove ne venga accertata l'idoneità o venga completato il percorso formativo secondo modalità stabilite con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, da adottarsi entro il 31 dicembre 2001.[così dopo le modifiche apportate dal D.M. 24 ottobre 2001, n. 420 - N.d.R.].  
 [Si confronti la determinazione 6/2001]


Art. 8.
Collaboratore restauratore di beni culturali
1. Agli effetti del presente regolamento, per collaboratore restauratore di beni culturali si intende:  
a) colui che ha conseguito un diploma di laurea universitaria triennale in tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, ovvero un diploma di Accademia di Belle Arti con insegnamento almeno triennale in restauro;  
b) colui che ha conseguito un diploma presso una scuola di restauro statale o regionale di durata non inferiore a tre anni;  
2. Per collaboratore restauratore di beni culturali s'intende altresì colui che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, ha svolto lavori di restauro di beni mobili di interesse storico, artistico o archeologico, o di superfici decorate di beni architettonici, per non meno di quattro anni, anche in proprio.  
L'attività svolta è dimostrata con dichiarazione del datore di lavoro, ovvero autocertificata dall'interessato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, accompagnata dal visto di buon esito degli interventi rilasciato dall'autorità preposta alla tutela dei beni oggetto del lavoro. [così dopo le modifiche apportate dal D.M. 24 ottobre 2001, n. 420 - N.d.R.].  
 [Si confronti la determinazione 6/2001]


Donatella Ricciuti
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Jole Marcuccio
Aprile 14, 2005, 3:35pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
SE posso aggiungere al messaggio di Donatella per maggior chiarezza:

per l'articolo 7
è valida solo la definizione al punto 1
il punto 2 elenca le possibilità offerte a chi già lavorava all'entrata in vigore della legge

per l'articolo 8
è valida solo la definizioe al punto 1
il punto 2 elenca le possibilità offerte a chi già lavorava all'entrata in vigore della legge


Jole Marcuccio
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donatella
Aprile 14, 2005, 3:41pm Report to Moderator
Utente medio
Posts: 21
Location: Viterbo
http://www.simone.it/appaltipubblici/merloni/bargone/dm294_2000.htm

http://www.sistemieditoriali.it/

non sono molto brava in giurisprudenza ma quanto riportato nel messaggio precedente e questi due indirizzi potrebbero aiutare. ciao


Donatella Ricciuti
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miketrevis
Aprile 16, 2005, 11:32am Report to Moderator
Utente medio
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Quindi se io studio "scienze e Tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro posso diventare "collaboratore". Ma questa legge non pone in secondo piano le persone che conseguono questo tipo di lauree?


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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Elenarai
Aprile 16, 2005, 4:41pm Report to Moderator
Studentessa ICR
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Salve a tutti
è la prima volta che scrivo su questo forum.
Sono una studentessa al primo anno dell'ICR e posso dire che questo problema riguarda tutte le tipologie di scuole che "toccano" il mondo del restauro e che sarà molto, molto difficile risolverlo con la soddisfazione di tutti. Neanche avevo cominciato le lezioni che già assistevamo a riunioni dove si discuteva proprio del ruolo del restauratore icr, delle figure professionali create dalle nuove lauree ecc.
Il discorso è molto complesso e l'unica cosa che per ora ho capito è che è ancora tutto in alto mare e che anche l'icr rischia di perdere le sue caratteristiche fondamentali.
In risposta però a miketrevis mi sento di dire che una laurea triennale sulle "scienze e tecnologie chimiche ecc... ecc..." non possa fornire la preparazione completa (e infatti anche il nome del corso di laurea lo dice) che la figura del restauratore dovrebbe avere. La figura di collaboratore mi sembra invece si adatti perfettamente al complemento specialistico, in questo caso di tecnologie chimiche, che dovrebbe affiancare il restauratore al fine di assicurare un lavoro il più corretto e scientifico possibile. Certo è che poi con l'esperienza ed eventuali specializzazioni dovrebbe essere giusto che un collaboratore possa diventare restauratore a tutti gli effetti.
Non capisco perchè non si possa creare un albo anche in questo settore, con esami che possano realmente stabilire chi possa restaurare cosa.
Non sono molto giovane e ho tanta paura di ritrovarmi con una laurea e un diploma icr praticamente inutili a potermi mantenere da sola. Tutto questo è abbastanza deprimente...
Ma non perdo le speranze,
un saluto grande a tutti

Elena


Elena Raimondi
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miketrevis
Aprile 17, 2005, 11:48am Report to Moderator
Utente medio
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Io non voglio assolutamente diventare restauratore, fatto sta che il termine "collaboratore" mi sembra ponga troppo in secondo piano la figura dello "scientifico per il restauro"...


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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Elenarai
Aprile 17, 2005, 12:41pm Report to Moderator
Studentessa ICR
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Location: Roma
Insomma il tuo è un problema di terminologia. Ma collaboratore vuol dire semplicemente qualcuno che "lavora insieme" a qualcun altro, senza nessuna valenza negativa o che pone in secondo piano il suo ruolo. Però è un termine troppo generico, quello è vero. Scusa se avevo frainteso le tue aspirazioni professionali, sono nuova del forum e non ho letto bene tutto  

Non volevo farmi odiare subito...  

Ciao


Elena Raimondi
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admin
Aprile 17, 2005, 6:49pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Elena, in assenza di un tuo intervento, ho provveduto personalmente a modificare il tuo Profilo utente.


Sergio Tinè
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Rossella Croce
Aprile 17, 2005, 11:05pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
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Location: Venezia
Michele......il TUO corso è di classe 21 appartiene a scienze chimiche, non c'entra niente con quelli citati dalla legge per il restauro!!! Ma mi vuoi far proprio disperare!!!!
Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali è una cosa (classe 41)
Scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro è un'altra (classe 21)
Noi nella legge non siamo menzionati. Però non si sa se per vizio di dicitura o per accorpamento ci rientreremo  oppure no, ma la vedo molto impropabile.  Al momento comunque non si sa niente ne in positivo ne in negativo.

Se sarai ammesso e passerai l'esame di stato sarai un chimico. Per le informazioni in merito...sai a chi rivolgerti!

La differenza tra restauratore e collaboratore è complessa ma riassumendo molto è il livello e l'autonomia raggiunta nella parte in prevalenza gestionale dell'attività che fa la differenza.  Il restauratore gestisce il lavoro (potere gestionale e decisionale), il collaboratore esegue il lavoro in base alle indicazioni del restauratore (autonomia operativa) L'apprendista invece esegue le indicazioni ricevute, ma non ha autonomia operativa: deve essere sempre affiancato dal restauratore  o dal collaboratore. E' la stessa differenza che c'è tra un tecnico di laboratorio ed un chimico. Il collaboratore non può prendere in appalto direttamente dagli enti pubblici una serie di lavori, accessibili  solo alla figura  del restauratore. E'il supporto del restauratore, un livello sotto come qualifica professionale, quindi purtroppo anche nell'accezione negativa del termine.  Al momento non esiste possibilità di passaggio da collaboratore a restauratore neanche con l'anzianità di servizio.  Si sta aspettando la soluzione a tale problema da molto tempo, ma al momento non c'è.  


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
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MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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viria
Aprile 18, 2005, 9:29am Report to Moderator
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
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Location: Barletta (BA)
Date un'occhiata alla sezione diagnostica-laureandi in diagnostica..la discussione è già aperta!!!


Vittoria Rodriquez
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viria
Aprile 18, 2005, 9:33am Report to Moderator
diagnostica, restaur dipinti, studentessa chimica
Utente Attivo
Posts: 34
Location: Barletta (BA)
Credo che la differenza tra "collaboratore" e restauratore sia soprattutto una questione economica...


Vittoria Rodriquez
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miketrevis
Aprile 20, 2005, 3:11pm Report to Moderator
Utente medio
Posts: 22
-_- peggio che peggio insomma, non risulto nemmeno come collaboratore...

Non che mi dispiaccia essere chimico, ma io alla fine sono un chimico per il restauro, non un chimico vero e proprio... mah...che robe...


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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Elenarai
Aprile 21, 2005, 3:50pm Report to Moderator
Studentessa ICR
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Location: Roma
Beh all'istituto ci sono molti chimici che non credo proprio siano nati come chimici specializzati per il restauro, ed ora lo sono eccome! Cmq è tutto un macello... in bocca al lupo per tutto!


Elena Raimondi
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elyre
Aprile 21, 2005, 11:29pm Report to Moderator
Utente ospite
Io sono una dipendente, cosa vuol dire "con responsabilità diretta nella gestione tecnica dell'intervento, con regolare esecuzione certificata da parte dell'autorità preposta alla tutela del bene o della superficie decorata"?
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Rossella Croce
Aprile 22, 2005, 11:34pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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Location: Venezia
che devi essere responsabile tecnico del cantiere e che contano solo i lavori certificati direttamente dalla soprintendenza  Essendo dipendente la tua ditta deve avere questa certificazione dallla soprintendenza e dopo deve certificare te a sua volta


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
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miketrevis
Maggio 8, 2005, 10:30pm Report to Moderator
Utente medio
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Mobilitazione in Lazio contro il nuovo decreto:

"C'è sempre troppo poca chiarezza - sostengono i sindacati delle costruzioni Fillea Cgil, FilcaCisl e Feneal Uil, che hanno organizzato l'iniziativa - quando si tratta di discutere dei temi che riguardano sia la formazione che la certificazione professionale degli operatori e la qualificazione delle imprese, agevolando ulteriormente lo sfruttamento di alte professionalità a basso costo. La formazione nel restauro non può restare appannaggio esclusivo degli Istituti Centrali, che diplomano meno di 40 restauratori ogni anno, se vogliamo essere adeguati alle necessità del nostro Paese e alle sue esigenze di riqualificazione e di restauro".

Come volevasi dimostrare... adesso cerco il decreto...

Ah, intendono il codice per i beni culturali, articolo 29, e ritengono sia una definizione generica snaturante, che non definisce nulla di concreto, non delinea le nuove figure, ect ect...


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Trevisanello Michele
laureato triennale in scienze e tecnologie chimiche per la conservazione ed il restauro
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lola
Giugno 4, 2005, 12:57pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
Ma che casino!Pensavo non fosse così difficile essere restauratori.
Se qualcuno mi può schiarire le idee...ho fatto 3 anni di una scuola di restauro di opere lignee del fondo sociale europeo e riconosciuta in Italia (TOT 2600 ore di lavoro) poi ho fatto 8 mesi...gratis...da un restauratore che lavora per la soprintendenza per i beni culturali di Milano (TOT 1300 ore di lavoro) e ora ho un contratto, sempre da questo restauratore co.co.pro. che mi scade ad agosto (TOT 1000 ore di lavoro).
Ora ho due domande:
1) con il mio contratto io sono apprendista o collaboratore?
2) io vorrei poter lavorare per la soprintendenza aprendo una mia attività e so che per far questo bisogna aver accumulato o un quorum di 5000 ore di esperienza all'interno di una scuola o 10000 ore (cioè il doppio) lavorando per un restauratore della sopintendenza. Con il mio contratto posso dichiarate che lavoro per tal restauratore e che sto accumulando ore?
Infine riuscirò mai a lavorare per la soprintendenza?


eleonora subini
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Jole Marcuccio
Giugno 6, 2005, 9:42am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Mi potresti chiarire il punto 2 del tuo messaggio? questa delle ore non la sapevo.

Per quello che sò io e che è stato scritto più volte non c'è modo di passare da Collaboratore a Restauratore, allo stato attuale delle cose. Tu hai frequentato una scuola di restauro triennale ( che non è ICR - OPD - università ) quindi sei collaboratore.


Jole Marcuccio
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Jole Marcuccio
Giugno 6, 2005, 11:25am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Voglio spiegare due cose circa la figura del restauratore e del collaboratore, perché non capisco tutta questa rincorsa al titolo, anche perché allo stato attuale non esiste nessun riconoscimento della nostra professionalità.

•     Ciò che è stato definito dal DM  ,  che definisce in termini chiari le due figure, si applica al restauro di opere pubbliche, ossia di proprietà dello stato, pagate dallo stato, tramite appalti pubblici o per licitazione privata. In questi casi si applica anche la Merloni.
•     Il dipinto o l’affresco posto in una qualunque Chiesa, non è opera pubblica, perché è proprietà privata, in questo caso ecclesiastica, sotto vincolo e per poter intervenire è indispensabile l’autorizzazione della Soprintendenza.

Ovviamente per voi studenti che avete fatto sicuramente legislazione dei beni culturali queste sono cose già conosciute e non dico nulla di nuovo.

Poniamo il caso di un affresco che rientra nella categoria opere pubbliche. Per disposizioni o per legge (non so ) il responsabile dell’intero procedimento è l’architetto . L’architetto o lo studio di architettura, predispone il progetto e lo presenta in soprintendenza per l’autorizzazione, l’unico nome che compare è il suo, il restauratore è solo la ditta esecutrice. Essendo un bene pubblico dove applico la Merloni, questa nella sua ultima versione concede al restauratore di poter firmare il progetto relativo agli affreschi inserito nel progetto complessivo e di poter comparire come assistente del direttore dei lavori in veste di direttore operativo e questa credetemi è una conquista!!
Alla fine dei lavori, a restauro ultimato ovviamente il merito sarà di altri e difficilmente sarà concesso al restauratore di poter parlare.

Nel caso l’affresco sia in una Chiesa, il progetto deve essere sempre presentato dall’architetto il quale se non in grado di redigere un progetto di restauro chiamerà una persona di fiducia ( collaboratore o restauratore è uguale), questi scriverà ciò che deve e sarà pagato per la prestazione, dopo di che sul tutto sarà messa la firma dell’architetto che diventerà sia progettista, sia direttore lavori e la soprintendenza farà riferimento solo alla sua figura. E il restauratore?
Figura irrilevante, lo studio di architettura affiderà i lavori ad una ditta esecutrice che sia in grado di svolgere il lavoro così come spiegato nel progetto. Potrebbe essere per assurdo anche l’impresa edile o l’imbianchino che assume all’occorrenza due ragazze appena diplomate.
Praticamente voi che vi affannate siete solo poco più di un idraulico o di un elettricista.

Maggiore autonomia se restaurate opere mobili (dipinti, sculture) e passate per la soprintendenza ai beni artistici. Anche in questo caso i requisiti del DM si applicano solo su opere pubbliche, ma in ogni caso la soprintendenza vi permette di firmare il progetto e di esserne responsabili.
Se il dipinto è in Chiesa quindi non vi chiederanno i requisiti ( non dovrete dimostrare di essere restauratori), non cercheranno certificazioni, vi concederanno l’autorizzazione perché sanno come lavorate. Poniamo il caso di un collaboratore nella stessa bottega per anni, che oramai conosce i vari funzionari di zona della soprintendenza, perché ha lavorato su opere seguite da loro. Decide di mettersi in proprio, un parroco gli affida un dipinto da restaurare, e il collaboratore presenta il progetto, probabilmente gli sarà affidato il dipinto perché lo conoscono, semplicemente.
Non potrà però partecipare al restauro di opere pubbliche.

Poi alla fine di tutto questo discorso e alla fine del restauro, sarà fatta l’inaugurazione con la presenza di varie autorità, e, ciliegina sulla torta, sarà il funzionario della soprintendenza a parlare dei meriti di un restauro così ben condotto, facendo magari il nome del povero restauratore che ha studiato e lavorato per anni. Ho trovato di recente un libro della diocesi di Brescia, (per fare un esempio tra i tanti) dove sono pubblicati i restauri condotti nel 2001. Ogni dipinto ha una foto e due pagine di testo dove si parla quasi esclusivamente del restauro, all’interno del testo compaiono frasi del tipo : “ restauro eseguito da….”, ma i testi sono firmati dai funzionari che hanno rilasciato l’autorizzazione e seguito i lavori.

A voi le conclusioni…………..



Jole Marcuccio
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lola
Giugno 11, 2005, 6:04pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
per jolemar:
mi hanno spiegato che per poter lavorare per la soprintendenza bisognerebbe presentare un curriculum con dei certificati che attestino che tu hai un certo tipo di esperienza nel campo. L'esperienza si completa con un tot di ore di lavoro che se sono ore di laboratorio all'interno di una scuola (ovviamente una scuola che sia riconosciuta) ne servono 5000 (cioè 5 anni di scuola) e se sono in un ambiente lavorativo ne servono il doppio (cioè 10000).
Ora, anch'io non ho più la certezza di tutto questo anche perchè 2 anni fa hanno cambiato la normativa e prima diceva che bastavano 3000 ore di esperienza (3 anni di scuola) infatti tutte le scuole di questo campo sono di 3 anni. Ora le hanno aumentate a 5000 ore ciò significa che dopo i 3 anni di scuola devi trovare un lavoro per un restauratore della soprintendenza (e non è affatto facile!) e da lui lavorare per un tot di 2000 ore che raddoppiate sono 4000!!!!E' assurdo!Anche perchè non troverai mai uno che ti assume a contratto perchè non possono garantirti il lavoro per più di un anno perchè se la regione non stanzia i fondi per i restauri lui non ti può continuare a stipendiarti se non c'è lavoro,il massimo che può fare è farti uin contratto co.co.pro. di un anno.....però questo è un altro problema che se ti va ti spiego, sono un pò di pappardelle burocratiche...


eleonora subini
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lola
Giugno 11, 2005, 6:23pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
Posts: 11
Location: como
un'altra cosa che mi è venuta in mente...ho letto quello che hai scritto il 06/06/2005 (Maggiore autonomia se restaurate opere mobili...)non è una rincorsa al titolo la mia,vorrei solo capire se il titolo è cosi' importante per la soprintendenza perchè io sono una restauratrice di opere lignee e per ora io rientro nella categoria "lavoro io e il merito lo prende un altro" e vorrei essere io a fare un progetto di restauro, a presentare il lavoro e magari a pubblicarlo. Se serve un titolo allora questo non potrò mai farlo...ma se bastano ore di esperienza sono già a buon punto..


eleonora subini
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Rossella Croce
Giugno 11, 2005, 6:33pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
carissima lola......ti dico solo questo: la mia ditta restaura opere pubbliche di ingente importanza monumentale. Due di questi lavori sono stati pubblicizzati a ferrara, su mega cartellone dello stand della soprintendenza regionale che ha finanziato il lavoro....credi che il nostro nome sia stato citato? Si, in un solo caso...si ringrazia la ditta xy....per le foto messe a disposizione... non faccio altri commenti.....


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
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MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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Jole Marcuccio
Giugno 13, 2005, 8:09am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
cara lola,
di tutto questo conteggio di ore non ne sò nulla, ho chiesto ad un funzionario di Brera ( tu sei di como, quindi la soprintendenza è la stessa) ed anche loro non ne sanno niente.  mi hanno solo confermato che in teoria potrebbero autorizzare lavori solo se la persona è già conosciuta, in pratica se l'hanno vista lavorare per anni su opere seguite da loro, e in questo caso dovrebbe comunque per un certo periodo essere seguita da un restauratore di fiducia che garantisca.
In pratica tutto questo è possibile solo se lavori per anni e anni in uno stesso laboratorio.
Tu dici di essere restauratrice di opere lignee, ma quando ti sei diplomata? visto che sei di como, penso tu abbia fatto l'Aldo Galli e avrai pertanto il titolo di collaboratore. Comunque informati bene su questa cosa delle ore.


Jole Marcuccio
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lola
Giugno 15, 2005, 8:58pm Report to Moderator
restauratrice di opere lignee
Utente recente
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Location: como
grazie mi informerò anch'io bene sul fatto delle ore.
Comunque mi sono diplomata da solo un anno e non ho fatto l'Aldo Galli, ho fatto il corso di "restauro del mobile e dei legni antichi" di Meda (del fondo sociale europeo non so se la conosci).
...ne devo fare ancora di esperienza lo so..ma incomincio ad informarmi e mettere le mani avanti per capire come funzionano queste cose..


eleonora subini
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comenuvola
Giugno 27, 2005, 8:55pm Report to Moderator
tecnologa per il restauro-ingegneria
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Location: cagliari
aiuto!!!
mi sento sempre più persa..
ma esiste anche la figura di conservatore e in cosa consiste, normativamente parlando?
comunque, ora pongo altri due quesiti e scongiuro chiunque mi possa rispondere:aiutatemi!
1-io ho conseguito la laurea di classe 41, quindi sono automaticamente collaboratrice?
2-siccome ora sto completando un nuovo percorso in ingegneria edile-settore restauro, una volta laureata potrò iscrivermi a qualche albo inerente il restauro? parlo di albi perchè da quello che ho capito il titolo di restauratore architettonico lo può avere solo chi si laurea in certi corsi di architettura.se non è così corregetemi, forse c'è una differenza tra essere restauratore e poter firmare i progetti?
aspetto con ansia che qualcuno mi risponda, anche solo per dirmi che non ho capito nulla...
grazie


Marina Sotgiu
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heyjude
Luglio 21, 2005, 3:58am Report to Moderator
Utente ospite
Ciao a tutti..dopo aver conseguito sia il titolo di collaboratore ke di restauratore..e aver faatto pratica in un laboratorio senza una vera e propria retribuzione desidererei sul serio cominciare a lavorare...qualcuno è a conoscenza di qualke laboratorio a cui rivolgermi o xkè no qualke ditta a cui inviare il mio curriculum ?...help meeeeeeeeeeee
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paperonzolo
Luglio 30, 2005, 11:58am Report to Moderator
Utente ospite
Vorrei solo ricordare che per quanto concerne il punto 1 del D.M. quando ci si riferisce alla Laurea Specialistica si intendono tutte quelle della Classe LS12 che per fortuna stanno nascendo in numerose università.
Per trovare un elenco sempre aggiornato visitate http://www.cestor.it/atenei/LS012.htm

spero di esser stato d'aiuto!
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antonio_appio
Ottobre 25, 2005, 3:42pm Report to Moderator
tecnico per la diagnostica del restauro
Utente medio
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Location: matera
Cancellato

grazie rossella
capirai la concitazione con cui abbiamo cominciato a discutere infondo tutti noi studiamo e facciamo sacrifici e li facciamo fare ai nostri genitori genitori
non per produrre un titolo accademico ma per trovare un lavoro che sia piu o meno in linea con gli studi che abbiamo sostenuto

saluti a tutti  a presto


Antonio Appio
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