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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Ritocco pittorico e tecniche artistiche  ›  tecniche di esecuzione del ritocco pittorico Moderatori: cinnabarin
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tecniche di esecuzione del ritocco pittorico  (attualmente 13,382 viste) Print
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angelo ingrasci
Aprile 12, 2005, 7:18pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
Utente anziano
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Location: Asti
Ho saputo da poco che in Piemonte la sovrintendenza richiede la mimesi sul riordino pittorico è nn + nè sottotono, astratto ho rigatino. "sui dipinti a tela e tavola".Se tutto ciò fosse vero,mi chiedo ,puo essere fattibile che una Regione possa optare diferenziatamente in metodologie ?E poi tutto giò che sie detto e ridetto suL riordino visibile al tatto ....mà???????(perplesso)


angelo ingrasci
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Jole Marcuccio
Aprile 13, 2005, 8:26am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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ciao Angelo,

spiegati meglio, che cosa è il RIORDINO VISIBILE AL TATTO?


Jole Marcuccio
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angelo ingrasci
Aprile 13, 2005, 12:21pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
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Visibile a pochissima distanza.Come dovrebbe essere ,no?.....c'ho messo il "tatto "x dare un significato di altissimo riordino.


angelo ingrasci
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Jole Marcuccio
Aprile 13, 2005, 4:21pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
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Mi sembra strano che si possano dare direttive di questo tipo, ma sei proprio sicuro?


dove mettiamo l'affermazione che ogni restauro è una operazione unica, dove si operano scelte specifiche per l'opera, e quindi anche la scelta di un tipo di integrazione pittorica rispetto ad un'altra va in questa direzione.




Jole Marcuccio
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tauro
Aprile 13, 2005, 6:53pm Report to Moderator
Utente ospite
Ma è solo un sentito dire oppure hai personalmente visto l'opera restaurata? O ancora conosci chi l'ha eseguita? Sembra molto strano, ma oramai tutto è possibile.

Per dare un contributo al tuo "riordino visibile al tatto" ci metterei dentro certe stuccature viste su affresco 400esco eseguite a malta e poi rigate ... sì, tipo rigatino fisico ... e poi integrate velocemente all'acquerello: effettivamente le riconosci al tatto.
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angelo ingrasci
Aprile 13, 2005, 7:12pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
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Allora. in parole povere ,sto freguentando un corso di restauro di rintelo e puliture dipinti antichi.E'  la  docente che ci segue  allibita ci ha detto  questo particolare, natrualmente  anche lei molto incredula . Cmq lunedi prossimo che la vedo chiederò conferma  sull'argomento in questione.ciao!


angelo ingrasci
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elyre
Aprile 14, 2005, 9:12pm Report to Moderator
Utente ospite
Ciao Angelo,
io lavoro a Torino ed in Piemonte e se hai letto la mia presentazione già saprai che opero su tele, tavole e pitture murali e mi occupo prevalentemente di integrazione pitorica.
Premetto che io ho fatto un corso di restauro regionale a Firenze e prima di tornarmene a Torino ho lavorato un anno presso un restauratore di Firenze.
Effettivamente delle differenze metodologiche tra il Piemonte e la Toscana ci sono...
Quello che ho notato io è che la sovrintendenza toscana ha una maggiore cultura in restauro nel senso che è molto più attenta e preparata nellla scelta degli interventi... Da noi molto raramente viene richiesta un' astrazione cromatica...e molto spesso non sanno neanche la differenza tra un rigatino romano e una selezione cromatica... Quello che qua viene chiamato rigatino, in definitiva, è una sintesi tra la selezione cromatica e rigatino.
Nella mia esperienza ti posso dire che sugli affreschi ho sempre ritoccato in sottotono ed in taluni casi è stata richiesta (ma anche proposta da noi restauratori) un' integrazione a "rigatino". Per quel che riguarda le tele si tende quasi sempre a fare il ritocco mimetico, ma per quel che riguarda le tavole di un certo "pregio" il più delle volte è stato richiesto un tipo di ritocco differenziato (rigatino, astrazione...)
In linea generale non credo che in Piemonte la soprintendenza tenda a non differenziare i ritocchi, ma può capitare qualche caso...
Per quel che riguarda la mia esperienza ho constatato che il restauratore viene preso in considerazione e se si propongono delle metodologie tese al rispetto dell' opera d' arte ben venga!!!!
In definitiva dipende anche da noi...  
Ciao
Betty

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angelo ingrasci
Aprile 16, 2005, 7:05pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
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Betty , allora e come dico io ,la mimesi cè,almeno sulla tela.Ti ringrazio ,ciao.


angelo ingrasci
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elyre
Aprile 16, 2005, 10:35pm Report to Moderator
Utente ospite
Ciao Angelo,
si, nella maggior parte dei casi, sulle tele si esegue un ritocco mimetico, ma non solo in Piemonte....
Ciao
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angelo ingrasci
Aprile 17, 2005, 1:31pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
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Cmq Betty,rimane sempre che, il mimetico è una cosa ,la mimesi un'altra.Se è mimesi come mi è sembrato di capire,siamo proprio all'imitazione vera e propria. ...ciao.


angelo ingrasci
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Jole Marcuccio
Aprile 18, 2005, 3:30pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
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Ma Angelo, cosa intendi per mimesi, rispetto a mimetico!

Esempio: se ho una stuccatura in un dipinto per raggiungere lo stesso gradiente di superficie , ricreerò con vari mezzi ( specilli, stampigliature di tela, stampi di cretto) sullo stucco la situazione che si presenta nelle zone circonvicine. Questo per rendere meno invadente la presenza della lacuna che altrimenti verrebbe letta dal nostro occhio come una lacuna circondata dalla pittura e non una pittura con una lacuna. Se sopra questo stucco opero un ritocco mimetico, allora secondo te cosa ho ottenuto? una mimesi? Ma se ritocco in mimetico su uno stucco completamente liscio immerso in un dipinto con un cretto molto evidente cosa ottengo? una patacca posta in un dipinto.
Voglio dire che se voglio ritoccare in mimetico, che mimetico sia senza compromessi.


Jole Marcuccio
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angelo ingrasci
Aprile 18, 2005, 10:02pm Report to Moderator
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Ciao Jole,oggi pom ho visto la docente ,confermo mimetico si ,ma ,intende cmq un ritocco a imitare alla perfezione la parte mancante del dipinto.Considerando che lei ha avuto esperienze in lombardia come restauro,quel tipo di ritocco da loro è vietato. Che sia mimetico che sia come ho voluto interpretarlo io (mimesi) l'argomento in questione nn cambia x nulla ,,ciao.....Dimenticavo,l'errore e mio in parte nel avere detto mimesi. Tecnicamente e come dici tu .ritocco mimetico.


angelo ingrasci
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serena
Maggio 15, 2006, 6:49pm Report to Moderator
Utente recente
Posts: 12
Salve , sono una vecchia conoscenza per questo forum, ma da tempo non frequento.
Stavo leggendo il dibattito e volevo partecipare se non altro per spronare di nuovo chiunque sappia di metodi particolarmante singolari di reintegrazione a scrivere la propria esperienza. Sto effettuando una ricerca nel campo e mi farebbe piacere avere notizie  da chi ha visto, fatto, o ha informazioni reali e attendibili sui sistemi di ritocco. Vi ringrazio davvero. Un appello in particolar modo a elisabetta e jole per un aiuto. verrò in piemonte e vorrei avere un referente che mi possa fare da tramite, per avere la vita più facile quanto meno. un abbraccio a tutti.


serena sechi
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Adamantio
Maggio 16, 2006, 11:00pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Io effettivamente sono un chimico... tuttavia di ritocchi ne ho visti tanti e quello che posso dire da figura relativamente profana è che non mi pare delittuoso che piccoli buchi su uno sfondo omogeneo vengano integrati "alla perfezione", effetti di superficie compresi.

E' ovvio che l'intento non deve essere la falsificazione o il cercare, fraudolentemente, di far passare per integro un quadro che non lo è... tuttavia se usando colori a vernice per restauro cotenenti pigmenti moderni e stabili si integra una lacuna su un quadro ad olio con pigmenti storici, pur con tutti gli effetti di superficie del caso, è impossibile che si falsifichi realmente qualcosa... si attenua solo il disturbo dato dalla lacuna e una qualsiasi lampada UV o anche semplicemente un occhio attento o un batuffolo di etere di petrolio o ancora una qualsiasi analisi chimica può facilmente ristabilire la realtà dell'opera.

Diverso sarebbe se il quadro presentasse estese lacune che comprendono anche parti di figurato in cui ci siano margini per la libera interpretazione del restauratore... in quel caso il discorso mi sembra completamente diverso e una ricostruzione necessita, a mio avviso, una maggiore riflessione e cautela. Da scartarsi e da ripudiare (sempre a mio avviso) invece il tentativo di ristabilire una integrità che non c'è più cercando con tutti i mezzi di ingannare l'utente finale... da evitarsi quindi l'uso di pigmenti storici (spesso per altro molto velenosi e instabili nel tempo), l'uso di leganti simili all'originale (colori a olio, tempere, ...) e l'uso di vernici fluorescenti per ingannare l'UV... a parte che comunque anche con tutti questi accorgimenti non si andrebbe poi così lontano, è l'idea che spinge ad adottarli che è sbagliata...

Come dice giustamente jole ogni caso è comunque un caso a se e va valutato e comunque la decisione ultima non spetta certo al restauratore (che può al più consigliare) ma agli organi di tutela (quando questa sussiste).

Quello che credo importante è il superamento della cultura della falsificazione con un apertura, invece, alla cultura dell'armonia dell'immagine originaria che non deve essere contaminata da nessuna invenzione del restauratore pur essendo messa in condizione di trasparire il più possibile dal dipinto stesso; il tutto in una stretta osservanza dei più scrupolosi principi di reversibilità (che sono applicabili praticamente alla perfezione quasi solo in questo campo) e di minima manutenzione (è cioè importante che il restauro non necessiti di essere spesso desfatto e rifatto ed è per questo che è importante usare vernici che si alterano il più lentamente possibile); quest'ultimo principio è importante per evitare di esporre frequentemente il dipinto ai rischi di una pulitura, per quanto leggera...


di più nin zo... comunque da piemontese non mi risulta che la Soprintendenza locale abbia una linea di comportamento particolare che generalizza a tutte le opere; al contrario mi sembra che più correttamente agisca secondo le situazioni che riscontra nei singoli casi optando di volta in volta per le soluzioni deontologicamente più ragionevoli...


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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eadg
Giugno 14, 2007, 10:16pm Report to Moderator
imprenditore
Utente anziano
Posts: 84
Concordo con le affermazioni iniziali, a seconda delle regioni ci sono direttive di restauro differenti, la cosa un po può stupire ma bisogna anche considerare che l'approccio filologico è in evoluzione così come le esperienze tecniche e poi non per ultimo anche il fatto che le opere sono molto diverse fra di loro e quindi di conseguenza anche l'approccio metodologico e le direttive di reintegro. saluti.


arch. edoardo rosaz
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