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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Pulitura  ›  sistemi di pulitura Moderatori: cinnabarin
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sistemi di pulitura  (attualmente 19,582 viste) Print
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elenaleo79
Giugno 16, 2005, 2:37pm Report to Moderator
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Posts: 2
Location: Ragusa
ciao!!vado subito al dunque: vorrei sperimentare nuove soluzioni di pulitura dei dipinti. finora ho utilizzato i solven gel, la pappina fiorentina, vari solventi come acetone, alcool, ammoniaca, poi ancora fiele di bue, saliva artificiale etc...(per adesso non mi viene in mente nient'altro).sapreste consigliarmi altre soluzioni e miscele che magari in futuro io possa utilizzare?grazie anticipatamente per l'aiuto.



Elena Paradiso
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gian1
Settembre 27, 2005, 4:37pm Report to Moderator
architetto e Conservatore
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non provare il laser se non hai una buona anzi un'ottima preparazione.


Giancarlo Calcagno
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elenaleo79
Maggio 5, 2006, 10:29am Report to Moderator
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Location: Ragusa
ciao a tutti!sto affrontando un restauro di un olio su tela del tardo 800.purtroppo la pulitura mi ha bloccata perchŔ ne ho provate tante ma....niente!!pappina fiorentina, vari tipi di solvent gel, composti ad ammoniaca e solventi blandi dei pi¨ comuni.cos'altro potrei utilizzare?ho una scadenza imminente purtroppo e mi sono fermata su quest'operazione:non so pi¨ come andare avanti.aiutatemi voi,per favore.ogni pi¨ piccolo consiglio sarÓ graditissimo.

elena.p.


Elena Paradiso
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Adamantio
Maggio 5, 2006, 11:42am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
ma cosa succede con i "solventi blandi" viene via tutto o non sciolgono nulla?

prova a elencare gli effetti che hai ottenuto...

thx


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
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Jole Marcuccio
Maggio 5, 2006, 12:55pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
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ma....a livello metodologico, come hai affrontato la pulitura? hai capito cosa devi rimuovere e fino a che punto? Hai effettuato qualche test? hai usato un triangolo per individuare il solvente e le percentuali pi¨ idonee?
poi la modalitÓ di applicazione, il tipo di addensante sono cose conseguenti.


Jole Marcuccio
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Adamantio
Maggio 5, 2006, 3:11pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Prima di tutto come giustamente ha scritto jole bisogna fare un test di solubilit├á (e mi sembra ovvio anche se a volte tanto ovvio non ├Ę).
Si diceva che con "solventi blandi" non si avevano risultati e volevo capire se con questa dicitura si intendevano miscele tipo test di solubilità quindi test già eseguito)

perch├Ę se viene via tutto con la prima del test o nemmeno con le ultime viene via nienete allora c'├Ę bisogno di provare dell'altro... altrimenti si va tranquillamente con il test e si applica il risultato ottenuto.

Poich├Ę il quadro ├Ę tardo '800 dubito che non venga via niente nemmeno con i chetoni e gli alcoli puri applicati nel test di solubilit├á, d'altra parte mi sembra improbabile che anche la sola ligroina sciolga tutto...

quindi ribadisco che secondo me ├Ę importante che ci spieghi meglio quello che hai fatto e ci├▓ che hai ottenuto altrimenti ├Ę impossibile che ti aiutiamo...

in ogni caso, se non hai ancora fatto un test di solubili├á devi necessariamente iniziare con quello (se il colore non ├Ę da fissare e dopo una leggera spolveratina).

Inoltre devi avere ben chiaro dove vuoi arrivare (generalmente un assottigliamento della vernice ├Ę meglio di una completa asportazione, soprattutto in un quadro cos├Č recente e sensibile).

Ovviamente quanto detto sopra ├Ę valido per una rimozione/assottigliamento vernice... se ci sono pure ridipinture da rimuovere la questione si complica ulteriormente...

ad ogni modo una volta che hai capito su che solvente o miscela di solventi devi andare a parare puoi escogitare un adeguato sistema supportante.

Per quanto riguarda il triangolo ├Ę un buon sistema per orientarsi ma pu├▓ risultare relativamente complesso da utilizzare e spesso, tra l'altro, non funziona.
I coefficienti di Teas tengono conto di un limitatissimo numero di variabili (appena due, polarit├á e legami a idrogeno) mentre invece le variabili coinvolte nella solubilizzazione sono decine. (affinit├á strutturale (aromatici), ph (acidi e basi), temperatura (il triangolo ├Ę vero per una sola temperatura di riferimento), forma (tensioattivi), stato di aggregazione (coppie ioniche), ...)
Inoltre i valori calcolati per poter posizionare i solventi all'interno del triangolo sono soggetti a molti errori e rivalutazioni tanto che i valori tabulati in diversi studi non coincidono tra di loro. Per finire i lavori generalmente usati come riferimento risalgono in alcuni casi alla fine degli anni '60... voglio dire, la preistoria parlando in termini scientifici...

motivi per cui bisogna usarlo ma con okkio critico


Marco NICOLA
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samy
Maggio 5, 2006, 3:55pm Report to Moderator
restauratore dipinti (tele e tavole)
Utente anziano
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Location: Pitesti, Romania
ma del "test di feller" che cosa ne pensate?


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YIM Replica: 6 - 22
Adamantio
Maggio 5, 2006, 6:15pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Citato da samy
ma del "test di feller" che cosa ne pensate?



E' un test di solubilit├á come un altro che per├▓ ha lo svantaggio di impiegare solventi tossici come il toluene... a mio avviso ├Ę meglio usare quello di Wolbers o ancora meglio quello consigliato recentemente da Cremonesi & Signorini che impiega ligroina acetone e alcol isopropilico (cfr Progetto Restauro n┬░ 31 estate 2004).
In generale comunque ├Ę importante fare un test di solubilit├á documentato e confrontabile... sarebbe meglio allinearsi a protocolli standard anche se nulla vieta di elaborarsi il proprio metodo purch├Ę sia attentamente documentato e abbia una certa serie di requisiti scientifici di gradualit├á e sicurezza per l'opera e per l'operatore.
Inoltre il test di Feller pu├▓ dare risultati "illusori" se poi si usa il triangolo per simulare la miscela (come consigliato fino a qualche anno fa) poich├Ę non vengono presi in considerazione i parametri che ho citato sopra (nalla fattispecie non viene preso in considerazione che le resine terpeniche hanno affinit├á strutturale con gli aromatici... (leggi il toluene))

Diciamo che nel test di Feller, come purtroppo in molti altri casi nel restauro, viene preso in considerazione pi├╣ che altro il nome del suo inventore che fu un grandissimo restauratore e allora si continua ad usare quello quando invece di per se ha qualche punto che ├Ę stato un po' superato (a meno che non vogliate pulire ad aromatici); senza nulla togliere alla figura di Feller che ├Ę stato un pioniere e ha introdotto importantissime metodologie operative.



Marco NICOLA
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Inglesina
Giugno 4, 2006, 3:40pm Report to Moderator
restauratrice tele, tavole, sculture lignee policr
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buongiorno, avrei bisogno di alcuni consigli prima di iniziare la pulitura di una tavola del 600 ca.; Ŕ presente uno strato coerente di polvere e nero fumo, ho pensato di eliminarlo utilizzando il 2A (con una percentuale di ammoniaca inferiore rispetto alla normale miscela) addensato.
Eliminando il suddetto strato mi trovo poi davanti ad una sostanza che ha reso il dipinto giallo bruno (penso si tratti di una vernice alterata) che vorrei assottigliare servendomi del test di Feller.
Cosa ne pensate? Potrei iniziare in questo modo?
Grazie


Francesca Inglese
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Jole Marcuccio
Giugno 4, 2006, 5:19pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
mi sembra troppo aggressiva il 2A, avrei usato un tensioattivo, vedi TWEEN 20 al 3%, o il fiele di bue o meglio ancora un chelante.

poi utilizza la lampada di Wood e controlla cosa stai facendo, ad esempio dal tipo di fluorescenza puoi capire che tipo di vernice hai davanti. per procedere, poi userei il test di solubilitÓ di Wolbers con ligroina-acetone-alcool, Ŕ sicuramente pi¨ attuale di Feller, e controlla sempre il livello di pulitura con la lampada.


Jole Marcuccio
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Adamantio
Giugno 4, 2006, 10:30pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Concordo con Jole.
Riporto anche quanto ti ho risposto in PVT alla stessa domanda:

Mah, io personalmente farei una surface cleaning con citrato d'ammonio (max 0,5%, assolutamente addensato) e poi procederei con un test di Cremonesi (che preferisco a quello di Feller).

Il citrato va usato con cautela perch├Ę pur potendosi considerare un pulitore di superficie potrebbe comunque avere una certa azione soprattutto se la superficie ├Ę fittamente frammentata (il carattere di chelante e la presenza di ammonio potrebbero dare qualche problema a pigmenti contenenti rame che raggiungesse attraverso la crettatura; inoltre la presenza di acqua come base del citrato ├Ę un potenziale fattore di elevato rischio).

Nel caso che la surface cleaning con citrato fosse impossibile si potrebbe anche solamente spolverare dolcemente e procedere direttamente con il test di Cremonesi.

La 2A contenendo alcol ├Ę molto probabile che sia pericolosa per le vernici intaccandole prima che tu possa effettuare il test (e inficiando di fatto almeno parzialmente il risultato dello staesso) l'uso di ammoniaca inoltre potrebbe essere pericoloso per pigmenti conteneti rame.

Non escludo che le sostanze che ho citato siano insufficientemente energiche tuttavia prima di consigliare qualcosa di pi├╣ forte avrei bisogno di chiarire la situazione del dipinto, anche, se necessario, con l'ausilio di qualche analisi.

E' possibile che alla fine del test tu non riesca a rimuovere la vernice bruna... in quel caso si deve studiare pi├╣ approfonditamente ma mi risulta veramente impossibile farlo a distanza senza aver nemmeno visto personalmente l'opera.


Marco NICOLA
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Chia
Novembre 24, 2006, 6:32pm Report to Moderator
Restauro e conservazione opere d'arte
Utente recente
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Da cosa Ŕ composta questa 2A? non l'ho mai sentita...


Chiara Fiegl
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Inglesina
Novembre 24, 2006, 11:27pm Report to Moderator
restauratrice tele, tavole, sculture lignee policr
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Posts: 13
ciao Chia la 2A Ŕ una miscela di acqua e ammoniaca (ho sempre saputo questo) anche se
su di un manuale ho letto 2A= alcool/acqua
se leggi la replica di Admantio 2A la intende alcool/ammoniaca.



Francesca Inglese
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Adamantio
Novembre 25, 2006, 1:42am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Effettivamente la 2A ├Ę la miscela acqua/ammoniaca. Non so come mai l'ho intesa alcol/ammoniaca (l'alcol ├Ę contenuto nella 3A e nella 4A, devo aver letto male quando ho scritto la replica).

Lo schema comunque ├Ę il seguente:

2A: Acqua e Ammoniaca
3A: Acqua, Acetone e Alcol
4A: Acqua, Ammoniaca, Acetone e Alcol

scusate il lapsus... comunque in generale anche se non ├Ę presente l'alcol risulta comunque una miscela che pu├▓ essere abbastanza energica (dipende anche molto dalle concentrazioni) e contiene acqua che pu├▓ essere una fonte di pericolo come gi├á detto sopra... in generale, quindi, pu├▓ continuare a valere quanto gi├á detto...  


Marco NICOLA
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Silvia_84
Novembre 10, 2008, 4:37pm Report to Moderator
Collaboratrice conservatore-restauratore
Nuovo utente
Posts: 1
Location: Cagliari
Salve,
volevo solo chiedere un consiglio. Poco tempo fa un'alluvione ha travolto molte case vicino alla mia cittÓ. Alcuni quadri di una mia amica sono stati sommersi dal fango e voleva sapere se Ŕ possibile e come pulirli.

Spero possiate aiutarci.

Silvia Danese


Silvia Danese
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Maddalena777
Novembre 27, 2008, 12:50am Report to Moderator
restauro della pittura e scultura policromia
Utente medio
Posts: 27
Location: pittura murale, su tela, icone, sculrura policromia, metallo
tutto dipende dal oggetto, ogni oggetto e differente percio non potete trattare tutti quadri nello stesso modo!!!! si deve fare le prove prima di pulire l'oggetto!!!!!!!!!!!

magdalena


Magdalena Zacharska
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mauriziocoladonato
Settembre 21, 2009, 3:21pm Report to Moderator
Utente recente
Posts: 19

A partire da novembre 2009, ogni 3^ settimana del mese, lĺISCR (ex ICR) organizza un ciclo di seminari rivolto ai restauratori su:

IL RISCHIO CHIMICO NEL RESTAURO DA SOLVENTI ORGANICI: FORMULAZIONE DI MISCELE ALTERNATIVE E CONFRONTO CON I SISTEMI ACQUOSI

The third week of each month - starting from November 2009 - the ISCR will organize a cycle of seminars on:

THE CHEMICAL RISK WITH ORGANIC SOLVENTS IN RESTORATION: FORMULATION OF ALTERNATIVE MIXTURES AND COMPARISON WITH AQUEOUS SYSTEMS

Il programma Ŕ disponibile sul sito dellĺISCR al seguente indirizzo:http://iscr.beniculturali.it/index.php?option=com_content&task=view&id=213&Itemid=34

Oppure, sulla home page dellĺISCR: http://iscr.beniculturali.it/, seguendo il percorso:
Formazione
Corsi di perfezionamento


Maurizio Coladonato


maurizio coladonato
docente di chimica ICR
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cinnabarin
Marzo 6, 2010, 10:53am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
copio qui da sezione architettura:

Salve a tutti sono un nuovo utente in questo meraviglioso forum, qualcuno pu˛ darmi un consiglio su come rimuovere su un opera su tela del'700 della vernice finale acrilica trasparente e opaca che Ŕ diventata estremamente appiccicosa? Presumo si tratti della vernice acrilica finale opaca maimeri, data maldestramente da qualche pasticcione.
Si tratta di un olio su tela abbastanza consunto (in alcuni punti affiora la preparazione sottostante rossastra.
Grazie a tutti anticipatamente.



PAOLO MANCINI RESTAURATORE DIPINTI


roberto bestetti
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cinnabarin
Marzo 6, 2010, 11:27am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
sono curioso a sapere come fai il collegamento tra l'appiccicositÓ della vernice e le due che citi (questo non significa che io sia in disaccordo a priori)

  le vernici acriliche dovrebbero essere  n-butil metacrilati (ma Ŕ una supposizione perchŔ dalle poche informazioni tecniche che ci sono non ci Ŕ dato sapere con cosa sono formulate.....che dovrebbe essere condizione fondamentale per l'uso conservativo)
In genere se non alterati, gli acrilici  dovrebbero cominciare a solubilizzarsi dalla 4 o 5 miscela in s¨ del test di solubilitÓ.
il test Ŕ un ottimo sistema per stabilire la solubilitÓ dei materiali, procendendo per aumenti graduali di polaritÓ fino a trovare la miscela che meglio si adatta alla rimozione del materiale su un dato substrato.
Si parte da un solvente in genere completamente inefficace, per finire  come ultima e massima polaritÓ l'acetone e l'alcool etilico.    
fondamentale questo articolo:

E. Signorini - P. Cremonesi . L'uso dei solventi organici neutri nella pulitura dei dipinti: un nuovo Test di SolubilitÓ , Progetto Restauro, Il Prato, Padova 2004, 31, pp. 2-15.



roberto bestetti
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pedretti86
Novembre 10, 2010, 11:29am Report to Moderator
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Posts: 3
salve!
Io sto per affrontare il restauro di una tela di fine 600 e inizio 700 da portare alla tesi ma poche sono le mie conoscenze visto che non sono stata preparata in modo adeguato.
E' un olio su tela su preparazione a bolo!la superficie non Ŕ molto sporca.
Dovrei svolgere le prime prove di pulitura!!Sapreste consigliarmi altre puliture meno aggressive o pi¨ aggressive da affiancare all' acetone puro?!

Attendo numerose risposte!!

Sara Pedretti
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Bea
Marzo 26, 2011, 12:35pm Report to Moderator
Utente ospite
ciao dalla mia modesta esperienza posos dirti che se lo sporco non Ŕ eccessivo puoi iniziare con delle sostanze a base d'acqua per poi passare ai solventi dopo
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cinnabarin
Marzo 26, 2011, 4:26pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
concordo! anzi a volte alla fine i solventi nemmeno occorre scomodarli. l'importante Ŕ distinguere tra deposito di sporco e materiali filmgeni alterati e procedere con il materiale specifico per ognuno di essi. la rimozione del solo sporco di deposito porta spesso a delle piacevoli sorprese.


roberto bestetti
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cinnabarin
Marzo 26, 2011, 4:58pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
ho dovuto togliere il post di Valentina per rimpicciolire l0immagine lo rimetto qui:


Salve, ho provato ad inviarle una e-mail con le immagini allegate del dipinto ma mi segnala un errore corrispondente al suo indirizzo di alice(se ne possiede un altro le reinvio lý).
Qui ne posso inserire solamente una per una questione di dimensioni e non so nemmeno se si possa fare.
In caso fosse un procedimento scorretto, chiedo anticipatamente scusa e vi chiedo di rimuovere quanto di non lecito presente nel messaggio.

PEr quanto riguarda il dipinto, vorrei chiederle se per lei Ŕ possibile che lo strato pittorico abbia reagito con la nuova vernice o con l'atmosfera a causa dell'assottigliamento della stessa durante la fase del precedente restauro.
Devo anche specificare che purtroppo non so che interventi abbiano effettuato durante il precedente restauro(a parte l'evidente foderatura che ha causato il passaggio di colla in superficie, qualche stuccatura, una nuova verniciatura "a zone" e l'irremovibile doratura sui bordi).
Se pu˛ darmi un suggerimento anche riguardo quest'ulteriore problema di rimozione della doratura le sono davvero molto grata(ho giÓ provato con MEK, Ligroina, White Spirit, Acetone, Limonene, Ammoniaca...di tutto!)
Grazie per la disponibilitÓ e comprensione, spero di poter ricambiare un giorno anche se ne dubito fortemente a causa del divario di competenze!!
Grazie.



Allegati: dsc00015_3837_7214.jpg
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roberto bestetti
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