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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Ritocco pittorico e tecniche artistiche  ›  chiarimenti sul rigatino romano Moderatori: cinnabarin
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chiarimenti sul rigatino romano  (attualmente 29,344 viste) Print
3 Pagine « 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
elyre
Settembre 27, 2005, 12:22pm Report to Moderator
Utente ospite
Nuovamente Grazie,
l' argomento plextol era bloccato perchè mancava la tuafirma... ora è sbloccato, appena ho un minuto di tempo ti rispondo... per sta sera dovrei farcela.
Sì, secondo me sarebbe utilissimo un testo che affrontasse in maniera imparziale le varie metodologie di integrazione pittorica.
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admin
Settembre 27, 2005, 12:47pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Perchè non fate una bozza del testo e ne discutiamo ?


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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elyre
Settembre 27, 2005, 8:16pm Report to Moderator
Utente ospite
Ciao Serena,
niente da fare il tuo mess. sugli adesivi per la foderatura è ancora bloccato: non so perchè...Ho provveduto a mandare un mess. all' admin
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elyre
Settembre 28, 2005, 8:53pm Report to Moderator
Utente ospite
Ciao Sergio,
visto che ti sei rivolto a me e serena, ti rispondo per quel che mi riguarda.
Un testo di questo tipo sarebbe molto interessante ed utile, e siccome serena ha posto la domanda spero stia prendendo in considerazione di affrontare questo argomento che mi sta  molto a cuore...Io purtroppo non ho molto tempo libero e non potrei dedicarmici con costanza...   anche se mi piacerebbe...
Ciao Betty
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Margherita
Ottobre 3, 2005, 3:58pm Report to Moderator
Utente ospite
Care Betty e Serena

frequento il secondo anno d restauro all'Accademia di Brera e nel corso di restauro dipinti c è stato proprio chiesto d consegnare una ricerca incertrata sulle svariate tecniche di integrazione pittorica.

IL RESTAURO PITTORICO nell'unità di metodologia.
Nardini editore di Ornella Casazza

è un testo molto valido e esplicativo anche perchè supportato da belle fotografie, ma non è sufficiente per completare il quadro delle varie metodologie di reintegrazione.
Potreste fornirmi qualche altro riferimento bibliografico?
Possibile che nessuna rivista specializzata o edizioni di restauro abbiano mai pubblicato qualcos'altro a proposito di selezione, rigatino, abbassamento cromatico, e perfino restauro imitativo?  

In attesa di qualche suggerimento vi saluto!
Studenti ICR dateci un consiglio!! Grazie
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Margherita
Ottobre 3, 2005, 4:17pm Report to Moderator
Utente ospite
Ecco un testo che ho trovato recentemente

Claudio Paolini, Manfredi Faldi, Glossario delle tecniche pittoriche e del restauro, edizioni Palazzo Spinelli,
Firenze 1999

Il testo spiega le seguenti metodologie:

Reintegrazione pittorica

Nell'ambito del restauro di una superficie pittorica è l'intervento teso a ricreare un collegamento cromatico o cromatico e formale laddove sono presenti lacune o abrasioni della pellicola pittorica. Si tenga presente che uno degli obiettivi del restauro è quello di restituire l'opera a una fruizione che, oggi più che mai, coinvolge larghe fasce di pubblico, il più delle volte impreparate a leggere un dipinto caratterizzato da lacune, come accadrebbe nella maggior parte dei casi se il restauro si limitasse esclusivamente alla conservazione del dato fisico. Fermo restando che è necessario valutare quanto e come una lacuna, per dimensioni e posizione, possa danneggiare la visione dell'opera, è stato osservato che la conservazione pura e semplice di un'immagine mutila può spronare l'osservatore a una restituzione fantastica, e comunque fondata sul suo grado di cultura. Fermo restando la necessità dell'intervento, nel rispetto di uno dei postulati fondamentali del restauro, questo verrà eseguito (qualsiasi tecnica sia stata scelta) ad acquerello, a guazzo o con colori a vernice, in modo da avere le maggiori garanzie di reversibilità dell'operazione. Vedi reintegrazione a neutro, reintegrazione a rigatino, reintegrazione ad astrazione cromatica, reintegrazione a selezione cromatica, ringranatura.

Reintegrazione pittorica selettiva

Reintegrazione pittorica in cui l'intervento è attuato in modo tale che a una certa distanza risulti impercettibile ma si evidenzi chiaramente a una visione ravvicinata. Si tratta in altri termini di un intervento eseguito mediante l'accostamento e la parziale sovrapposizione di brevi tratteggi (vedi reintegrazione a rigatino, reintegrazione a selezione cromatica, reintegrazione ad astrazione cromatica) o puntini di colori selezionati che, a distanza, appariranno come una vibrazione di colore in armonia con la cromia locale o generale del dipinto.

Reintegrazione a rigatino

o a righettino. Intervento di reintegrazione pittorica in cui il collegamento cromatico tra la lacuna e la zona circostante viene eseguito tramite un tratteggio verticale, in sintonia con i valori cromatici locali, in modo tale che da lontano l'intervento risulti impercettibile ma si evidenzi chiaramente a una visione ravvicinata. La metodica, messa a punto dall'Istituto Centrale del Restauro di Roma, differisce rispetto alla reintegrazione a selezione cromatica (vedi) per l'uso di colori anche miscelati e per l'andamento del tratteggio in senso verticale, ovvero senza un andamento direzionale che segua il ductus degli elementi formali circostanti.

[continua..il mio mes è troppo lungo]
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Margherita
Ottobre 3, 2005, 4:18pm Report to Moderator
Utente ospite
..[continuazione]..


Reintegrazione a selezione cromatica

o a selezione del colore. Negli interventi di reintegrazione pittorica a tratteggio si definisce a selezione cromatica un collegamento sia cromatico sia formale della lacuna con il resto del dipinto, eseguito con la stesura di trattini di colore puro, applicati a stesure successive e sovrapposte. La metodica, definita negli anni Settanta da Umberto Baldini e Ornella Casazza, trova applicazione "laddove la lacuna è ricostruibile nella sua realtà cromatica e figurale senza che detta ricostruzione porti con sé dubbi, arbitrarietà interpretative, plurime soluzioni formali o cromatiche". Tale metodica trova impiego anche nel collegamento di una lacuna determinatasi in una superficie dorata, in particolare con l'applicazione in successione a tratteggio dei colori giallo, rosso e verde (selezione effetto oro). Vedi anche reintegrazione ad astrazione cromatica.

Reintegrazione ad astrazione cromatica

Tra gli interventi di reintegrazione pittorica a tratteggio di una superficie pittorica si definisce ad astrazione cromatica un collegamento esclusivamente cromatico della lacuna, eseguito con la stesura di trattini di colore puro applicati a stesure successive e sovrapposte. La metodica, definita negli anni Settanta da Umberto Baldini e Ornella Casazza (e oggi scarsamente applicata per la complessità del procedimento), ha trovato applicazione nel caso di lacune di una certa dimensione o comunque localizzate in modo tale da lasciare dubbi sull'arbitrarietà di un eventuale ricollegamento formale. In questo caso (a differenza di quanto accade con la selezione cromatica, vedi, e al pari della reintegrazione a neutro, vedi), non si terrà conto delle tonalità circostanti la lacuna, ma si cercherà di individuare una cromia che risulti dalla somma dei valori cromatici dell'insieme del dipinto.

Reintegrazione a neutro

Intervento di reintegrazione pittorica che prevede un trattamento delle lacune con il medesimo colore, per lo più steso a corpo, senza ricostruzione degli elementi formali. Ampiamente utilizzata negli anni Settanta, la reintegrazione a neutro viene oggi per lo più impiegata solo per lacune di grandi dimensioni.  

Reintegrazione imitativa sottotono

Intervento di reintegrazione pittorica di tipo imitativo (vedi reintegrazione imitativa), ovvero teso a ricostruire un collegamento cromatico e formale della lacuna con il resto del dipinto, offrendo comunque la possibilità di individuare l'area di intervento grazie all'uso di tonalità più chiare (sottotono) rispetto a quelle circostanti.

Reintegrazione imitativa

o restauro imitativo, restauro competitivo, restauro mimetico. Intervento di reintegrazione che non permette di distinguere le parti restaurate da quelle originali. Per quanto ancora ampiamente praticato sia in Italia sia all'estero, questo metodo si scontra evidentemente con uno dei postulati fondamentali del restauro delle opere d'arte: la riconoscibilità dell'intervento. La varia terminologia utilizzata appare assolutamento esplicita, sottolineando la volontà di nascondere e quindi mimetizzare l'operazione (restauro mimetico), imitare gli elementi figurali del dipinto (restauro imitativo), fino a entrare in vera e propria competizione con l'autore dell'opera (restauro competitivo).

Ringranatura  
Nel gergo del restauro indica un atto di reintegrazione pittorica a piccolissimi ritocchi, su zone del dipinto abrase ma ancora leggibili, in modo da restituire un tessuto pittorico più compatto ed omogeneo


Se lo conoscete sapete giudicare il valore del contenuto e la sua affidabilità?
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admin
Ottobre 3, 2005, 4:47pm Report to Moderator
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Credo che tutti i restauratori, a proposito di rentegrazioni, dovrebbero conoscere
U.baldini, Teoria del restauro e unità di metodologia (2 volumi) Nardini


Sergio Tinè
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Margherita
Ottobre 3, 2005, 5:05pm Report to Moderator
Utente ospite
Nulla di più vero!!
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fiamma
Ottobre 5, 2005, 8:19am Report to Moderator
Utente ospite
Cia Betty, le indicazioni che ti ha dato serena sono sciuramente le migliori, specie se vai da qualcuno come Pastorello o Nico per imparare. Provo a darti qualche spiegazione in più, vediamo se riescoa essere chiara. la prima cosa che ti insegnano è guardare un colore e decidere da quali colori tra quelli naturali (la gamma degli acquarelli della windsor & Newton (forse parto da troppo lontano?) è composto. Poi ti fanno fare delle prove per 'usare' bene l'acquarello, campiture uniformi, sovrapposizioni di colori. Poi ti aiuta molto la teoria dei colori: se hai un colore verde ci metterai sicuramente del giallo e del blu: facendo per esempio prima una serie di linee ocra e poi passando in mezzo con una serie di linee blu chiaro, poi guarderai e vederai se serve più giallo, più blu o qualche altro colore. Comunque anche all'interno del rigatino romano ognuno ha la sua teoria oggi rispetto al passato si tende a farlo più vibrato e con delle linee anche leggermente spezzate. la differenza con Firenze non è tanto nella linea che non si deve mai spezzare, ma nel non seguire gli andament: il rigatino è sempre  e comunque orizzontale rispetto alla superficie
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serena
Ottobre 8, 2005, 8:08pm Report to Moderator
Utente recente
Posts: 12
Scusate l'assenza. Per le foto devo aspettare di risolvere dei problemi tecnici, ma mi impegno a mandarle. lasciami in un messaggio privato il tuo indirizzo e mail. Per quanto riguarda il testo, credo sia piuttosto difficile riuscire nell'impresa, è qualcosa di lungo e complesso da fare. Mi piacerebbe ricavare da questa idea qualcosa di utile però.Per margherita : posso dirti che i testi citati finora possono esserti d'aiuto sicuramente, ma come si è detto forse alla fine sarà poco esaustiva la ricerca.Mi farebbe piacere aiutarti cmq. tienimi aggiornata e se credi possiamo ragionarci insieme.
Colgo l'occasione per ampliare ancora di più il quesito: qualcuno conosce metodi di intervento fuori Italia per quanto riguarda la reintegrazione? credo non ci siano tanti seguaci del rigatino o della selezione oltralpe, ma è solo una supposizione finora.
Ciao.


serena sechi
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admin
Ottobre 9, 2005, 8:49am Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Nota:
per inviare una e mail è sufficiente un click sul bottone :
posto sotto la firma in ogni messaggio.


Sergio Tinè
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elyre
Ottobre 9, 2005, 9:39pm Report to Moderator
Utente ospite
Grazie a tutti per i riferimenti bibliografici, ma i testi citati non vanno nel dettaglio di cui ho bisogno....

Grazie Fiamma, la trua spiegazione è chiarissima ed è interessante sapere che il rigatino romano ha subito delle elaborazioni (quali la linea spezzata). Ma questa elaborazione viene accettata? Come viene vista?

Grazie Serena, aspetto le foto.
Per quel che riguarda la reitegrazione d' oltr' alpe, avevo sentito dire che in Francia si usa o usava il puntinismo.
Mi è capitato di vedere una specie di rigatino abbastanza grossolano su degli affreschi in una chiesa in Francia, ma ho visto anche molti interventi mimetici.
Ci si potrebbe informare su qualche forum straniero, appena ho un pò di tempo, faccio qualche ricerca e ti faccio sapere...

Ciao Betty
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admin
Ottobre 9, 2005, 10:05pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Prova:
http://fr.groups.yahoo.com/group/Restauration_Conservation_des_oeuvres/
collegato all'ARIPA (Association pour le Respect de l'Intégrité du Patrimoine Artistique) http://www.aripa-nuances.org/


Sergio Tinè
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Jole Marcuccio
Ottobre 10, 2005, 7:21pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
ciao a tutti,
ho seguito i vostri messaggi sul rigatino e più in generale sulla questione delle tecniche di ritocco. Non posso aggiungere nulla di nuovo, in effetti non ci sono testi specifici e con fotografie chiare e esplicative. se posso però dare un consiglio a Betty, prova a girare per musei e a guardare attentamente i restauri, a parte le deprecabili eccezioni, puoi trovare degli esempi molto ben fatti di integrazioni. Io ricordo una piccola tavola al museo del Duomo di Milano, restaurata dalla Pinin Brambilla con integrazioni in rigatino perfette. Ti confesso che ho imparato molto da quelle integrazioni, e quando penso o eseguo un rigatino, il riferimento è quello. Questo per dire che non è sempre necessario frequentare un corso, ma imparare a guardare, osservare e analizzare, elaborando secondo la tua sensibilità può insegnarti moltissimo.
Rimane poi comunque una lacuna grandissima il non avere testi chiari e specifici.


Jole Marcuccio
Registrato Offline
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