Benvenuto, Ospite. Luglio 22, 2019, 8:54am Per favore esegui il login o o registrati.
Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  Chiudere i pori del legno Moderatori: cinnabarin
Utenti presenti
No Members e 3 Ospiti

Chiudere i pori del legno  (attualmente 53,279 viste) Print
3 Pagine 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
inforestauro
Agosto 29, 2005, 7:37am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: Bologna
Volevo invitarvi a discutere di un problema che spesso si presenta in occasione del restauro dei mobili "la chiusura dei pori del legno".
Quando si presenta la necessità, prima della lucidatura, si passa a chiudere i pori del legno. La mia questione è quale metodo usare.
Io da sempre ho usato la polvere di pomice con tampone a gommalacca operando quella operazione che viene anche detta pomiciatura. So, qlmeno così si legge sulla letteratura in proposito, che tale metodo è stato da sempre usato.
Alcuni mi sconsigliano tale operazione dicendo che col tempo la polvere di pomice fiorisce e che quindi è consigliabile chiudere i pori del legno con sola gomalacca applicata innumerevoli volte.
Voi cosa ne pensate??


Giuseppe Trifoglio

Il Restauro del Mobile Antico

http://www.webalice.it/inforestauro



Registrato Offline
Sito
manoger
Agosto 29, 2005, 8:03am Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 6
Ciao. A me risulta che il termine "pomiciatura" veniva usato per " levivatura".
in ogni caso, se non si eccede, la pomice può essere di aiuto al riempimento senza il rischio di fiorire. Germano


Germano Coccolino
Registrato Offline
ICQ AIM YIM Windows Live Messenger Replica: 1 - 31
oriana
Settembre 1, 2005, 7:44pm Report to Moderator
restauratrice opere lignee,doratura e cornici
Utente Attivo
Posts: 43
Location: imperia
Caro Giuseppe, chi ti ha dato questo "consiglio"probabilmente non ha mai lucidato un mobile...mi spiego:
é vero che in alcuni casi, ove il legno non è poroso. si passa solamente il tampone imbevuto di gommalacca, ma è anche vero che da qualche secolo a oggi (si ritiene che i primi lavori di tal natura siano stati eseguiti in Francia verso la metà del XVIII)
la lucidatura a tampone veniva anche eseguita con un ottimo turapori, la pomice.
Non ho mai visto, in nessuno mobile, la fioritura di questa polvere.
Invece se mi facevi un'altro discorso del tipo:
Mi "fiorisce" tutto l'olio che ho messo sul mobile per far scorrere il tampone! Beh, la situazione sarebbe cambiata e avresti avuto la soluzione  a portata di mano!

Buon lavoro!


oriana sasso
Registrato Offline
Replica: 2 - 31
Jole Marcuccio
Settembre 2, 2005, 10:54am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Giuseppe, concordo con te, la tecnica è quella che hai descritto, oltre alla pomice poteva essere usato il talco. Sui manuali della Hoepli la tecnica è descritta ampiamente. Circa la fioritura, intesa come possibile causa di alterazione della gommalacca, nella nostra esperienza non è mai successo


Jole Marcuccio
Registrato Offline
Replica: 3 - 31
Studio Restauro
Settembre 3, 2005, 10:55am Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
scusatemi..gli è che certi fulmini cadono anche qui !
Sulla chiusura del poro, come dice Jolemar, c'è un ottimo manuale Hoepli, sulla più generale problematica della verniciatura del legno, oramai in numerose ristampe a cui rimanderei per la completezza del discorso.Nella mia esperienza la fioritura è una conseguneza del collassamento del "tappo" con cui si è apparentemente chiuso il poro, di solito in conseguenza di scorretto rapporto oliatura -azioni di riempimento (anche con pomice ma solo per questioni di risparmio tempo) - tempi di decantazione.
Le fasi del cossidetto "stoppino" richiedono precise modalità esecutive  e  tempi di decantazione, non rispettando i quali si ha solo una apparenza di riempimento e la creazione di semplici "tappi" che collassano (in tempi diversi a seconda della loro costituzione - tipica,  oliando abbondantemente, è la superficie apparentemente finita che opacizza il giorno dopo) evidenziando uno strato non lavorato (biancastro se si è usato abbondantemente la pomice, ma si possono usare altri inerti come  la polvere di mattoni per il mogano ).
Qualche collega usa "bruciare" la pomice prima dell'uso

Mi permetto ricordare che questa finitura ha trovato applicazione "solo" a partire dal 1800 .


Riccardo Bulgarelli
Registrato Offline
Sito Replica: 4 - 31
inforestauro
Settembre 5, 2005, 8:06am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: Bologna
Grazie per le vostre risposte e pareri che mi confermano l'utilizzo della pomice in fase di lucidatura.
In effetti tale metodo viene da molti considerato come "tradizionale" i questa fase e anche voi me lo confermate.



Giuseppe Trifoglio

Il Restauro del Mobile Antico

http://www.webalice.it/inforestauro



Registrato Offline
Sito Replica: 5 - 31
Studio Restauro
Settembre 6, 2005, 9:51pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Se permettete riprenderei il problema dell'uso incondizionato dello "stoppino" nella finitura di superfici.
Mi pare che molti restauratori lignei usino tale tecnica in tutti quei casi ove sembrerebbe corretta una finitura "lucida".
Ma se è vero che tale tecnica trova applicazione corrente a partire dal XIX secolo non sarebbe meglio approfondire quali erano le precedenti ?



Riccardo Bulgarelli
Registrato Offline
Sito Replica: 6 - 31
inforestauro
Settembre 7, 2005, 8:37am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: Bologna
Mi sembra un quesito molto interessante. Vuoi dire quindi se nel Seicento l'uso della lucidatura a gommalacca era pressochè sconosciuto in Europa, Per tutto il Settecento è stato riservato solo alle produzioni di pregio e solo nell'Ottocento si iniziò ad usarsi anche nelle botteghe artigiane per produzioni più economiche.

Mi piacerebbe quindi avere le tue considerazioni sul tipo di finitura più probabile per i mobili precedenti il XIX sec. ma anche per i mobili  del XIX sec, stesso in quanto sono quelli in cui  più frequentemente ci si può imbattere.

Secondo voi va considerato anche la diversità di trattamento tra un mobile in massello, lastronato o impialllacciato?

E come risalire alla finitura originale in quanto i mobili in patina sono sempre più rari e la finitura attuale che ora riportano non sempre rispetta quella originaria?


Giuseppe Trifoglio

Il Restauro del Mobile Antico

http://www.webalice.it/inforestauro



Registrato Offline
Sito Replica: 7 - 31
Studio Restauro
Settembre 8, 2005, 9:31pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Intanto intendo presentare una esigenza, spero non solo mia: che l'approccio all'intervento su oggetti d'arte minore (...) sia effettuato con la stessa metodologia con cui si opera in altri settori, in primis ANALISI e STUDIO dell'oggetto (mi torna in mente un tema proposto anni or sono sul significato etimologico anche dialettale dell'oggetto - solo sul diverso modo di chiamarsi di una sedia - "scrana" in emiliano, "cadrega" in piemontese..... si dovrebbe riflettere molto ) anche perchè mi piace dire che dovremmo anche "restaurare" nella memoria dei ns clienti, oltre che nella nostra figura professionale, il valore culturale dell'oggetto.
E quindi anche come erano "finiti".
Tempo fa facemmo effettuare una analisi della verniciatura di finitura su una rincghiera lilgnea in un castello piemontese e si evidenziò la Coppale....



Riccardo Bulgarelli
Registrato Offline
Sito Replica: 8 - 31
Studio Restauro
Settembre 12, 2005, 9:35pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Va beh! L’ho presa un po’ alla lontana…
Torniamo al problema delle finiture.
Non conosco studi sulle finiture  riguardanti i mobili che evidenzino alternative alla gommalacca ma non c’è dubbio fossero altre le resine o miscele di resine usate e poi non dimentichiamo la cera.
E’ vero che mobili in “prima patina”, su cui far effettuare analisi, sono introvabili ma è anche vero che chi ha la fortuna di metterci le mani  sopra  non si cura di far effettuare alcuna analisi e forse, ma è peggio, non si pone neppure il problema.
Per quanto riguarda la diversità di trattamento (di finitura) non mi soffermerei tanto su una differenza tra massello, lastronato o impiallacciato ma tra stili, anche se l’obiettivo della finitura era, probabilmente, comunque la chiusura del poro e lo “strato del legno” ne condizionava la modalità a parità di tecnica.


Riccardo Bulgarelli
Registrato Offline
Sito Replica: 9 - 31
balto63
Ottobre 26, 2005, 5:46pm Report to Moderator
Antiquario
Utente recente
Posts: 17
Location: Pavia
La scelta di usare la gommalacca o la cera o similii dipende dal tipo di mobile su cui va effettuato l'intervento e da una sua analisi stilistica .
Su un doppiocorpo Piemontese rustico sicuramente userei la cera e non la gommalacca.

Saluti


Andrea Losi
Antiquario
Registrato Offline
Sito Replica: 10 - 31
Jole Marcuccio
Ottobre 27, 2005, 8:12am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
circa la finitura su mobili o manufatti lignei precedenti i sec. XVIII-XIX circa si usavano miscele poliresinose di tipo naturale e poi tanto olio di semi di lino cotto.
Queste ricette sono presenti in molti manuali d'epoca, ad esempio si ritrova spesso l'aggiunta di polvere di vetro proprio con l'intento di chiudere i pori, e proprio questa ricetta l'abbiamo usata su portali lignei molto degradati ( erano stati sottoposti a sabbiatura in passato) con ottimi risultati.
Purtroppo penso che ci sia un abuso di gommalacca e surrogati nitrocellulosici usati perchè sono stendibili a pennello o forse perchè venduti già pronti.

E' importante come dice Riccardo che l'approccio all'arte cossidetta "minore" sia corretto e che ci sia lo stesso rigore che si applica al restauro dei dipinti ad esempio, purtroppo il settore del restauro mobili è affollato da persone che si improvvisano o che provengono dalla falegnameria ( altro punto ci sono veramente falegnami preparati che conoscono il legno? forse solo i vecchi falegnami sanno ancora costruire ).
per quello che vedo in giro chi restaura mobili usa sempre e solo gommalacca e al massimo cera, ma per fare una finitura a cera il fondo deve comunque essere preparato, e allora torniamo alla gommalacca.

Altro punto dolente perchè si usano sempre sverniciatori già pronti? usati sempre con paglietta? perchè non si pensa mai ad alleggerire o rimuovere uno strato superficiale di vernice per salvare se presente una finitura sottostante? perchè si usano sempre stucchi già pronti es. modostuc ? perchè non si integra quasi mai la stuccatura eseguita con pigmenti, ricostruendo la venatura?


Jole Marcuccio
Registrato Offline
Replica: 11 - 31
Studio Restauro
Ottobre 27, 2005, 9:15pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
Leggo dall'intervento di  Andrea Losi, che è un antiquario e dunque mi viene da chiedergli  se ha mai approfondito la composizione delle verniciature su mobili in prima patina o se ha qualche ipotesi in merito.


Riccardo Bulgarelli
Registrato Offline
Sito Replica: 12 - 31
balto63
Novembre 7, 2005, 12:09pm Report to Moderator
Antiquario
Utente recente
Posts: 17
Location: Pavia
Mi scuso per il ritardo ma non avevo spuntato la casellina per la notifica delle risposte.

Siamo specializzato in cornici da camino antiche  e i pochi mobili che abbiamo sono dell'800 lastronati e quindi la maggior parte delle volte vanno finiti a gommalacca.
Tempo fa quando, ero bambino, mi ricordo di molti mobili in prima patina e del loro grande fascino.
Per il restauro ci affidiamo a laboratori esterni e quindi non posso esservi molto di aiuto chiedero alla "memoria storica" della nostra attivita' se ha piu' informazioni a riguardo.

Saluti


Andrea Losi
Antiquario
Registrato Offline
Sito Replica: 13 - 31
pierpaolomasoni
Agosto 26, 2006, 7:55am Report to Moderator
Utente ospite
finalmente qualcuno che si è posto il problema dell'uso ed abuso della gommalacca!
mi sentivo un po eccentrico ogni volta che parlavo delle olioresine.
inviterei i nostri stoppinatori anche a provare l'uso della lucidatura con olio di lino: i risultati sono fantastici; per non parlare di vernici come il megilp che gli olandesi hanno commercializzato per secoli e che, mescolato son cera d'api, veniva utilizzato anche come turapori prima dell'inceratura.
mi pare un argomento, questo, molto interessante.
pierpaolomasoni
Registrato
E-mail Replica: 14 - 31
3 Pagine 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
Print

Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  Chiudere i pori del legno

Valutazione del tema
Non esiste attualmente alcuna valutazione
 

Powered by E-Blah Forum Software 10.3.3 © 2001-2008


tine.it



Pubblicazioni

Normativa

Bibliografie

Conservation bibliography

Appuntamenti


    CE