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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Temi in generale  ›  affreschi ricoperti Moderatori: cinnabarin
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affreschi ricoperti  (attualmente 12,166 viste) Print
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ilaria
Ottobre 27, 2005, 4:00pm Report to Moderator
Utente ospite
.....salve , sono una studentessa, mi sto per diplomare e per la mia tesi ho scelto di documentare lo stato di conservazione di un ciclo di affreschi in una chiesa nei pressi di casa mia.questi affreshi sono stati ricoperti in passato da uno strato di calce ..volevo sapere come è possibile rimuovere questo strato?(spero non solo per mezzo della rimozione meccanica!!!!!!)
inoltre presentano diverse abrasioni della pellicola pittorica, riscontrabili soprattutto sui bruni e sugli azzurri....da cosa dipende ???anche dal punto di vista chimico....
grazie mille per il vostro sostegno!
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Oana
Ottobre 27, 2005, 7:07pm Report to Moderator
restauratrice di pittura
Utente medio
Posts: 28
Location: roma
1   prima di tutto  si deve fissare la pellicola(io recomando il Bario)

2   si puo rimuovere la pelicola di calce sollo con aqua e con l'aiuto di bisturi(ma io non credo che sia sollo calce)

3  se non funziona con aqua ,funziona con soluzione di carbonato di amonio

4 le abrasioni dipendono dall pigmente ho da la pelicola superficciale di carbonato di calce che si forma

 ti racomando LAURA&PAOLU MORA &PAUL PHILIPPOT
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Jole Marcuccio
Ottobre 27, 2005, 8:23pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
attenzione prima di raccomandare il Bario, o altro consolidante, prima devi sapere come sono questi affreschi, sono tali o sono a mezzo fresco, sono pitture murali? c'è un legante? sai ci sono controindicazioni, il Ph del bario non va daccordo con i leganti delle pitture murali, e poi fissi  insieme alla pellicola anche lo scialbo?


Jole Marcuccio
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Oana
Novembre 3, 2005, 7:53pm Report to Moderator
restauratrice di pittura
Utente medio
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Location: roma
ciao
scusa ma gli affreschi sono sollo affreschi,non pitture murali,non mezzo fresco.
il leganto su gli affreschi e il carbonato di calce che si forma al contatto con il aire.
il bario non fissa nient'altro che la pelicola pittorica(si forma una pelicola falsa di carbonato di calcia e protegge sollo la pelicola di colore)
la soluzzione di hidrosido di Bario deve essere aplicata con l'aiuto di carta giaponese e non fa malle,il stratto di fummo ho il sporco,ho lo scialbo non si fissa e puo essere lavato con aqua e soluzzione di amoniaco.
questo e il motivo pe quale io ho recomandatto il bario e non il primal ho il paraloido b 72.


per altro tipo di pittura io non l'ho ricomando ma per affreschi io l'ho usso e non ho avutto nessun problema neanche doppo 15 anni
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Edgardo Pinto Guerra
Novembre 5, 2005, 5:22pm Report to Moderator
Consulente risanamento murature storiche dal 2003
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Location: Studio consulenza risanamento muri
Ciao - scusa una piccola domanda. Mi sembra strano usare l'idrossido di bario comunque. Che cosa fissi, cioè, che cosa consolidi se non ci sono sali solfati solubili da convertire in carbonati insolubili?  



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
Consulente risanamento
Autore del volume "Risanamento di murature umide umide e degradate"
epg@consultingepg.com
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Oana
Novembre 6, 2005, 5:07pm Report to Moderator
restauratrice di pittura
Utente medio
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il problema e che si sta danegiando la pelicola di carbonato di calce che in casso normale si forma al contatto della calce con il aire
quando questa pelicola non essiste mai la doviamo fare artificialmente(la unicita degli affreschi consta in questa pelicola dura comme la marmora ma invisibile)
con l'aiuto dell Bario la stamo facendo,la dove non essista piu.

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ilaria
Dicembre 7, 2005, 3:31pm Report to Moderator
Utente ospite
....scusate se rispondo solo ora ma non ho la possibilità di connettermi ad internet..
vi ringrazio comunque dei vostri consigli...
mi appoggio ad oana quando dice: "gli affreschi sono solo affreschi,non pitture murali o mezzo fresco"!!!!(l'avrei specificato se fosse stato così...)

.... x quanto riguarda lo strato di calce ho capito che non ci sono molte altre soluzioni :
le resine cationiche sono troppo costose x una grande superficie di calce  con uno spessore notevole!!!!!
forse l'unica è acqua e bisturi (sarà lunga!!!!!!!!)    
domanda:ma il carbonato di calcio non mi andrebbe poi a consolidare ancora di piu la calce?????
grazie ad oana x il consiglio dell'idrossido di bario:mi sono documentata e ho trovato aspetti iteressanti!!!!
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Oana
Dicembre 21, 2005, 9:40am Report to Moderator
restauratrice di pittura
Utente medio
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Location: roma
La piu semplice soluzione e l'acqua ma il bisturi non necesariamente.

Il carbonato di calce si sta formando in tempo e non fissa il sporco e la pelicola artificiale non e cosi resistente come la originale.Non e un lavoro molto semplice

Se puoi trovare io ti racomando di legere il Manuale del Restauratore,di Plenderleith, e La conservasion et la restauration de l'edifice et de ses fresques, da Sainte-Sophie d'Ochrida

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Adamantio
Aprile 30, 2006, 1:48am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Citato da ilaria
.....salve , sono una studentessa, mi sto per diplomare e per la mia tesi ho scelto di documentare lo stato di conservazione di un ciclo di affreschi in una chiesa nei pressi di casa mia.questi affreshi sono stati ricoperti in passato da uno strato di calce ..volevo sapere come è possibile rimuovere questo strato?(spero non solo per mezzo della rimozione meccanica!!!!!!)
inoltre presentano diverse abrasioni della pellicola pittorica, riscontrabili soprattutto sui bruni e sugli azzurri....da cosa dipende ???anche dal punto di vista chimico....
grazie mille per il vostro sostegno!



Per quanto riguarda gli azzurri spesso sono dati a secco perchè sono pigmenti in generale più delicati e sensibili alla calce... prima di partire con qualunque tecnica di pulitura sarebbe opportuno fare qualche analisi... sono molto rari gli affreschi completamente eseguiti con la tecnica tradizionale.

Se riesci poi a descialbare la superficie per via meccanica (bisturi) senza danneggiarla e sicuramente una buona scelta...

In caso contrario la questione si complica soprattutto se vi sono alcuni pigmenti stesi a secco...


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
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annalisa celeste
Giugno 14, 2006, 9:28pm Report to Moderator
decoratrice
Utente recente
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Location: piemonte
...tempo fa ho assistito al descialbo effettuato con l'aiuto del 100gradi..
..sembra sia stato di aiuto...
chi può darmi maggiori informazioni in merito....è consigliabile?


Annalisa Celeste
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carlo serino
Giugno 16, 2006, 2:04pm Report to Moderator
restauratore
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Questo metodo può risultare efficace se nello scialbo o nell'interfaccia affresco/scialbo sono presenti materiali sensibili all'acqua e/o alla temperatura (ad esempio una colla animale). Un altro meccanismo di funzionamento che si può ipotizzare è quello legato all'azione del calore che inducendo una dilatazione termica degli strati superficiali ne agevola il distacco in corrispondenza delle soluzioni di continuità.
La rimozione di uno scialbo molto aderente è sempre una operazione estremamente traumatica per la pellicola pittorica.
Le controindicazioni che posso immaginare sono le solite: potrebbero risentirne le eventuali finiture a secco o i colori particolarmente delicati o non ben carbonatati. In aggiunta si deve tener conto del rischio dello shock termico: il vapore può arrivare a temperature elevate e potenzialmente può avere una azione disgregante su materiali decoesi.
Personalmente penso che si possa provare, magari come trattamento preliminare ad altri metodi (ad esempio il classico bisturi).

Relativamente al tema del consolidamento preliminare al descialbo si può leggere un articolo presentato al Genova al convegno dell'IGIIC del 2004: "Gli affreschi attribuiti alla scuola del Pinturicchio nel Castello della Rovere di Vinovo" di Antonio Rava, Gianluca Regoli e Tiziana Sandri. Si espongono le esperienze fatte su dipinti murali (affreschi con finiture a tempera) con bario, Paraloid e silicato di etile.

Carlo


Carlo Serino
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annalisa celeste
Giugno 16, 2006, 9:43pm Report to Moderator
decoratrice
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Location: piemonte
..grazie a Carlo per la risposta.
..ma a proposito di silicato di etile..mi è stato fatto usare per consolidare una serie di trompe l'oeil su di una facciata (credo fossero a mezzo fresco),
..ho delle perplessità in merito, non era un vero e proprio restauro ma piuttosto un rifacimento perchè così chiedeva il committente..
i passaggi sono stati: consolidamento in silicato di etile, ritocco pittorico a calce con il 5% di Primal, dinuovo consolidamento in silicato di etile e ancora un idrorepellente finale......non è un po' eccessivo?  
Inoltre ho faticato molto nella stesura della tinta a calce inquanto il muro la respingeva ovviamente rallentando di molto l'esecuzione  >.
Purtroppo sovente mi capita di imparare dagli errori degli altri..in questo caso? Non so cosa pensare....

Ciao Annalisa


Annalisa Celeste
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carlo serino
Giugno 18, 2006, 10:33am Report to Moderator
restauratore
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Premesso che è sempre difficile (e inopportuno!) commentare le scelte fatte dai colleghi, direi che l'intervento descritto è forse solo apparentemente ridondante.
Nonostante l'aggiunta di primal nella pittura (pratica peraltro ineludibile, soprattutto in esterno), si è evidentemente ritenuta utile una seconda applicazione di silicato per "fissare" le tue decorazioni.
E' ragionevole pensare che dopo il rifacimento pittorico, il consolidamento finale da solo non sarebbe stato altrettanto efficace nel consolidare anche il supporto: la penetrazione del consolidante sarebbe stata ostacolata dal film pittorico.
In esterno è poi pratica comune completare un intervento con l'applicazione di un prodotto idrorepellente visto che il silicato non protegge dall'acqua.

L'estrema  difficoltà che hai notato nel rifacimento delle decorazioni poteva essere dovuta al fatto che non era trascorso abbastanza tempo dall'applicazione del silicato. O ad un prodotto consolidante inadeguato. A bravi ma sfortunati colleghi è anche capitato per errore di utilizzare nel preconsolidamento un silicato addizionato con idrorepellente e "soffrire" molto per tutte le operazioni successive.
Sarebbe stata certamente utile qualche prova preliminare per scegliere il prodotto migliore, verificare la compatibilità tra le varie fasi del processo e definire i tempi delle lavorazioni. Ma sappiamo tutti che non c'è mai abbastanza tempo per fare tutto quello che si vorrebbe.

Ciao Carlo


Carlo Serino
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angelo ingrasci
Giugno 18, 2006, 11:12am Report to Moderator
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Location: Asti
IL PRIMAL è UN MATERIALE REVERSIBILE? MEGLIO LO STEMPERANTE X LE TERRE ,TIPO:LATTE DI CALCE, OPPURE  ANCHE UN FISSATIVO A BASE SILOSSANICO.


angelo ingrasci
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annalisa celeste
Giugno 19, 2006, 6:21pm Report to Moderator
decoratrice
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Location: piemonte
Ciao Carlo,

non sai quanto sia importante per me chiarire certi dubbi..
..mi dici che potrebbe non essere passato abbastanza tempo per eseguire il ritocco pittorico, secondo te quali sono i tempi giusti dopo aver applicato il consolidante?
Ti chiedo questo perchè il periodo era l'estate scorsa e dal momento in cui abbiamo consolidato sono passati circa due mesi per il ritocco.
Le facciate erano molto grandi e vi erano circa 40 trompe l'oeil che variavano dai 3 ai 5 metri, vi erano anche molte crepe e microcrepe da ripristinare e in più eravamo solo tre ragazze.
Se ricordo bene il silicato di etile non va applicato con un'alta percentuale di umidità, ma in quel caso era estate...ho patito molto il caldo!
C'è la possibilità di rendere più blando il silicato di etile diluendolo?
Proprio in questi giorni mi è stato commissionato il recupero di una meridiana da parte di un privato. Non ho ancora la certezza che sarò io a farlo,  ma nel caso ci fosse l'esigenza terrei in considerazione questo metodo..(cercando di non farlo ridondare)
Grazie! ciao da Annalisa


Annalisa Celeste
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Adamantio
Giugno 20, 2006, 7:34am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Leggendo il tutto mi sembra opportuno ricordare che per l'uso in esterno esistono anche i colori ai silicati... mi sembrano molto più compatibili con un consolidante come il silicato d'etile e inoltre non c'è il primal che avrà sicuramente problemi di conservazione per invecchiamento fotossidativo... tenerli presente potrebbe valerne la pena (a volte il loro uso è imposto da capitolato).


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
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simi
Giugno 20, 2006, 5:28pm Report to Moderator
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Salve a tutti,
sto facendo la pulitura di una volta di una chiesa su cui vi sono delle pitture murali a tempera (semplici riquadri con sfondati)
In passato  vi sono state delle perdite dal tetto che filtrando da delle crepe sulla volta ha causato delle macchie nere di umidità, il colore è irreversibilmente macchiato, in alcune zone è molto più scuro,....ora il tetto è stato riparato, la volta è completamente asciutta ed io non so come  "eliminare " queste macchie nere....
Ho provato  a fare impacchi con acqua distillata, ma non è servito a nulla.....Qualcuno mi può dare un cosiglio?
Ringrazio anticipatamente


Simona mogavino
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carlo serino
Giugno 21, 2006, 1:16am Report to Moderator
restauratore
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Ad Annalisa
Ogni prodotto andrebbe applicato seguendo scrupolosamente le indicazioni della scheda tecnica.
Possibilmente...visto non sempre si può scegliere la stagione e le condizioni di UR e T.
Il tempo per il completamento della reazione in genere è di 4 settimane ma i vari prodotti commerciali hanno comportamenti diversi (ad esempio nell'evaporazione del solvente che per alcuni può essere anche molto lenta).
Anche per quanto riguarda la diluizione devi seguire la scheda tecnica.
Lo scopo resta però sempre consolidare... E' più facile che sia necessario ripetere il trattamento piuttosto che diluire il prodotto per renderlo più blando. Si può diluire per favorirne l'assorbimento in profondità nell'esecuzione del preconsolidamento di un materiale molto degradato.
Sicuramente puoi considerare positivo il risultato del tuo intervento ma, viste le difficoltà che hai incontrato, sperimenterei altri materiali. Seguendo magari il consiglio di Marco.

A Marco Adamantio Nicola
Sono lieto che tu abbia introdotto le pitture ai silicati.
Noi ne abbiamo provato svariate (silicati e polisilicati) e devo dire che ci sono piaciute molto. Alcune possono essere diluite anche per ottenere gradevolissimi effetti simili a quelli della calce.
Se la questione è l'invecchiamento del primal...

E due parole per Simi
Si dovrebbe capire la natura delle macchie.
Puoi provare a fare degli impacchi estrattivi con acqua lasciandoli fino a completa asciugatura (per assorbire i tannini ad esempio). Se le macchie sono residui di patine biologiche (alghe) devi muoverli meccanicamente, trattare la zona con un biocida, sciacquare e così via. Se sono concrezioni carbonatiche che hanno inglobato sporco, nerofumo e alghe puoi provare a rimuoverle, armata di pazienza, con mezzi meccanici o chimici. Se invece si tratta di polvere che, veicolata dall'acqua si è infiltrata in una pellicola pittorica porosa, temo non che riuscirai a rimuoverle.
Quello che non puoi togliere o correggere ad acquarello (perchè troppo scuro), potrai coprirlo.
Ciao Carlo


Carlo Serino
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simi
Giugno 21, 2006, 7:53pm Report to Moderator
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Ciao Carlo,
mi sei stato davvero molto utile, ti ringrazio tanto dei tuoi consigli, ne farò tesoro.


Simona mogavino
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Jole Marcuccio
Giugno 22, 2006, 7:12am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
Ciao annalisa,
anch’io ho sperimentato in una occasione una difficoltà nel ritocco dopo il trattamento con il silicato d’etile..
il problema a mio avviso è proprio nella quantità di prodotto usata e nel tasso di umidità.
Il silicato d’etile è piuttosto complesso e entrano in gioco nel processo di consolidamento tanti fattori tra cui la quantità di acqua. Infatti la soluzione stesa sul manufatto si trasforma in un gel solo in presenza di acqua presente nel substrato e nell’atmosfera. Il variare di questo dato porta ad accelerare o ritardare questa reazione ( transizione sol-gel ) I parametri ottimali sono per l’umidità atmosferica del 30-60% e per la temperatura 10°-25°.
ad esempio se vuoi un consolidamento molto superficiale, si può spruzzare la superficie con acqua e poi applicare il silicato, in questo modo si evita una penetrazione profonda del silicato,  lasciandolo così prossimo alla superficie. A questo punto ne consegue che se l’umidità atmosferica è alta, o la superficie è stata trattata con acqua per la pulitura, l’applicazione del silicato rende la superficie idrofoba e il ritocco difficoltoso.


Jole Marcuccio
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annalisa celeste
Giugno 28, 2006, 6:35pm Report to Moderator
decoratrice
Utente recente
Posts: 15
Location: piemonte
......un grazie a Carlo per le sue risposte esaudienti.
...... e grazie a Jole per la testimonianza della sua esperienza.

Mi piacerebbe approfondire il discorso silicati non appena mi avvicinerò a loro....
....spero di averne occasione.

Ciao Annalisa


Annalisa Celeste
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