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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Consolidamento supporto  ›  Tecnica a "strappo" o "stacco" per dipinti murali Moderatori: cinnabarin
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Tecnica a "strappo" o "stacco" per dipinti murali  (attualmente 25,116 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
chiara.z
Novembre 18, 2005, 12:23pm Report to Moderator
appassionata
Nuovo utente
Posts: 4
Location: Modena
Ciao!
Se possibile vorrei avere informazioni riguardo le tecniche "a strappo" o "stacco" dei dipinti murali...metodologia,differenze,materiali,quando si può o non si può fare...ecc...
Grazie


Chiara Zanghieri  
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Jole Marcuccio
Dicembre 13, 2005, 10:34am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
ho letto solo ora il tuo messaggio, in due parole per stacco si intende il togliere l'affresco con anche un buon spessore di muro sul quale è dipinto, per strappo si toglie solo l'affresco con il suo intonachino, e si rincolla il tutto su tela e su un nuovo supporto. l'argomento è complesso, per approfondire metodologie, materiali e quant'altro, devi far riferimento alla bibliografia relativa al restauro dei dipinti murali.
ciao


Jole Marcuccio
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Replica: 1 - 8
Oana
Dicembre 16, 2005, 8:14pm Report to Moderator
restauratrice di pittura
Utente medio
Posts: 28
Location: roma
Ciao
Prima di tutto devi sapere che e una operazione di emergenza
La tecnica  strappo si fa cuando non e possibile laltra tecnica,sollo se la pelicola di colore non puo essere estratta con muro.
Io ti racomando Laura &Paolo Mora & Paul Philippot
Io ti mando alcune foto con l'estrazione stacco che io ho fatto
E una operazione molto dificcile e se si puo fare una consolidazione per non agiungere a la estrazione e meglio.
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Adamantio
Maggio 2, 2006, 10:45pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Lo strappo e lo stacco sono due tecniche per rimuovere dipinti murali dalla loro sede. Si tratta di operazioni deontologicamente scorrette se si eccettuano casi molto particolari da valutarsi di volta in volta (calamità naturali, possibilità di perdita irrimediabile, ecc..). Si tende a fare tutto ciò che è possibile per mantenere un dipinto murale dove è nato per evitare di impoverire il patrimonio architettonico. Le due tecniche erano ampiamente applicate fino a tutti gli anni '70 si è poi gradualmente spostato l'attenzione dallo strappo (che rimuove poche decine di micron di superficie pittorica) allo stacco che rimuove anche una buona quantita dell'intonaco originale. Pur risultando più invasiva per l'architettura questa seconda tecnica ha infatti l'inngabile vantaggio di restituire un dipinto murale più integro nella forma e di più facile conservazione.
A causa dell'abuso che se ne fece storicamente, negli anni '60 si comincio a nutrire dubbi su tali tecniche e soprattutto sullo strappo e si decise di regolamentarne l'uso. Lo strappo e lo stacco di qualsiasi superficie dipinta sono tuttora soggette ad autorizzazione da parte della Sovrintendenza anche nei casi di dipinti non visibili e/o non sottoposti a tutela. L'esecutore dello strappo o dello stacco commette una violazione grave se non provvede a comunicare l'intervento e ad ottenerne l'autorizzazione e rischia se non ricordo male addirittura la reclusione.
La normativa è particolarmente severa perchè in passato (e sporadicamente anche oggi) la tecnica veniva usata da ladri di dipinti soprattutto su murature archeologiche o di edifici in stato di semiabbandono e anche da antiquari e mercanti di immobili che non si facevano alcuno scrupolo a strappare integralmente l'apparato decorativo di castelli e residenze signorili prima di rivenderli.
Altra pratica molto deleteria era lo strappo multiplo che prevedeva la rimozione di uno spessore inferiore allo strato pittorico rendendo possibile di fatto moltiplicare gli affreschi... si parlava così di primo, secondo o anche terzo o più strappo (ogni strappo successivo veniva effettuato sul residuo di strato pittorico che rimaneva sul muro). Lo strappo oltre a questa moltiplicazione permette di "lavorare" sulle dimensioni e sulle forme degli affreschi rendendo possibile "spianare" superfici concave o convesse e viceversa o dilatare e restringere in un certo range lunghezza e larghezza del dipinto stesso. Queste alterazioni sono ovviamente sconvenienti per l'opera e vanno a comprometterne profondamente la natura e il significato. Per tale ragione lo strappo ancor più dello stacco e da considerarsi una tecnica discutibile. Più accettato invece dello stacco e quello che viene definito "stacco a massello" che prevede, nei casi in cui è applicabile, di rimuovere anche la muratuira su cui sussiste l'affresco... tale operazione è da svolgersi in un unica soluzione permettendo di mantenere il più integro possibile il dipinto murale. E'  usato (anche se molto raro) escluisivamente per rimuovere dipinti murali su ruderi di scavi archeologici da abbandonarsi o in caso di mura pericolanti in seguito a calamità (crolli, terremoti, alluvioni...) in quanto risulta ovviamente troppo distruttivo su una superficie architettonica convenzionale è comunque un uso non generalizzabile e da valutarsi di volta in volta.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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Adamantio
Maggio 2, 2006, 10:45pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
A causa della potenziale pericolosità delle tecniche di cui sopra nel corso dei decenni si è cercato di accantonarle sempre più soprattutto a livello istituzionale e della formazione (anche per non diffondere tecniche utilizzabili in modo criminoso). Per tale ragione sono tecniche che raramente vengono apertamente insegnate e quasi nessuno studente ha mai visto uno strappo vero anche se generalmente viene insegnato il principio di funzionamento da un punto di vista teorico.
Lo stacco è abbastanza intuitivo da capire... si protegge la superficie e si lavora da dietro per rimuovere il dipinto murale. Lo strappo invece è un po' più complesso.
In estrema sintesi un collante (tradizionalmente colla animale) viene steso sulla superficie da strappare. Il collante penetra nei pori per una profondità che dipende da un numero di variabili piuttosto elevato (porosità dell'intonaco, tipo di collante, diluizione del collante, presenza di umidità nell'intonaco, temperatura dell'intonaco, presenza di sali solubili, condizioni meteorologiche, ...) dopo essere stato steso si ricopre con delle tele che vengono a loro volta intrise di collante. Si ha quindi l'essicazione che provoca generalmente anche una contrazione del collante (di nuovo tempi di essicazione e entità della contrazione dipendono da variabili analoghe a quelle enunciate sopra... comunque si parla nella tecnica tradizionale di giorni se non settimane).
A questo punto a causa della contrazione del collante si ha, alla profondità di penetrazione, uno sgretolamento che produce una superficie di discontinuità che permette con una leggerissima trazione di rimuovere il dipinto murale.

Sapere i tempi, le concentrazioni, le temperature di esecuzione fa parte di quel know how che difficilmente qualcuno ti svelerà e che comunque variano in genere da esecutore a esecutore.
I margini di sicurezza dell'intervento sono anch'essi difficili da ponderare... in generale comunque si può strappare solo d'estate e nei muri che non contengono sali... molti dipinti, per le loro caratteristiche, non sono tuttavia adatti ad essere strappati e se non si è esperti il rischio di rovinare irrimediabilmente un'opera è molto concreto.

Se vuoi qualche informazione in più puoi comunque consultare gli atti del convegno di Bressanone dell'anno scorso (dipinti murali) in cui c'è un intervento a nome mio (e di mio padre Gian Luigi NICOLA) riguardo uno strappo che abbiamo eseguito per salvare alcuni scorci decorativi del tardo ottocento che sovrastavano la terza parte di un ciclo di affresci del primo '600 all'interno del Chiostro di S. Bernardino a Chivasso (TO).
In quel caso lo strappo è stato scelto come opzione congiuntamente alla Soprintendenza in quanto l'alternativa era di considerare le decorazioni ridipinture (eliminandole) oppure non poter vedere l'intero ciclo.
Si è scelto lo strappo poichè le decorazioni erano direttamente stese sugli affreschi sottostanti e lo stacco sarebbe risultato impossibile.

IN OGNI CASO SCONSIGLIO A CHIUNQUE DI EFFETTURA UNO STRAPPO O UNO STACCO (SOPRATTUTTO SE NON LO HA MAI VISTO FARE DAL VIVO).

RISCHIATE MOLTO  


Marco NICOLA
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Adamantio
Maggio 4, 2006, 12:17pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Ho tralasciato la questione del rivolto e della liberazione dalle tele dei dipinti strappati sebbene possa essere interessante in quanto spesso ci si deve confrontare con dipinti strappati da altri e in altri tempi.
Per il rivolto generalmente si usa il tradizionale caseinato di calcio e si applica l'affresco su opportuno supporto mentre per la liberazione delle tele spesso è sufficiente l'acqua (poichè la tecnica tradizionale impiega colle animali) tuttavia in alcuni casi se sono passati molti anni ci possono essere dei problemi di solubilità cui recentemente si sono anche proposte soluzioni grazie all'impiego di microorganismi appositamente studiati...

se volete ulteriori info fatemelo sapere...


Marco NICOLA
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antonio59
Marzo 23, 2009, 10:02pm Report to Moderator
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Posts: 1
[ciao a tutti
sono un'appassionato di strappi murale e vorrei crearne uno chi mi può spiegare come si fa?
grazie
center][/center]
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Valentina Galgano
Febbraio 3, 2010, 1:20am Report to Moderator
Studentessa in restauro di dipinti sutavola e tela
Nuovo utente
Posts: 3
Location: Valencia
Salve a tutti!!
Qualche giorno fa stavo leggendo che l'ICR sta restaurando un noto dipinto di Caravaggio e si diceva, riguardo la sua storia conservativa, che a quasto quadro, durante una antica restaurazione, era stata sostituita la tela originale. Cosí mi sono chiesta: ma é possibile effettuare il famoso "strappo" anche sui dipinti su tela??


Valentina Galgano
Studentessa in restauro di dipinti su tavola e tela
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cinnabarin
Febbraio 3, 2010, 1:53pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
in passato, a volte, è stato ritenuto più propenso intervenire su determinate problematiche di distacco e sollevamenti di pellicola pittorica, con il cosiddetto trasporto del colore, termine con cui si definiscie "lo strappo del colore" eseguito sui dipinti du tela o tavola. In pratica però non si trattava di strappo ma di eliminazione dal retro prima del supporto e poi della preparazione, lasciando la sola Pellicola pittorica opportunamente velinata, che poi veniva incollata su altro supporto.
Credo che la tecnica sia descritta nel testo di Secco Suardo, Il restauratore di dipinti, e dal punto di vista storico, nel noto teso di A.Conti , storia del restauro e della conservazione delle opere d'arte.  La tecnica a volte diventava, come per lo strappo di affreschi, un vero vanto e sinonimo di grande perizia per chi la sapeva eseguire, cosa che in un certo periodo, oramai relegato al passato, vi fù un certo accanimento terapeutico intorno a questa vicenda. Dà quella mentalità uscirono tele trasportate su tavole e viceversa.    Se ne è parlato in qualche altro post qui nel forum, ma credo che tali metodi di conservazione appartengano oramai più al passato. A maggior ragione oggi che si è cominciato anche nel nostro paese a ragionare dietro ad operazioni più accettate come la foderatura, cercando soluzioni e metodi meno invasivi e più localizzati di soluzione di certe problematiche legate ai supporti tela.


roberto bestetti
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