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Forum Restauro e Conservazione    CORSI E FORMAZIONE    Fiere, Congressi e Convegni  ›  Tra storia e restauro in Francia e in Italia Moderatori: Adamantio
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Tra storia e restauro in Francia e in Italia  (attualmente 1,794 viste) Print
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admin
Dicembre 13, 2005, 6:15pm Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Ricevo dall'arch. Mariano Nuzzo (Dottorando di ricerca in conservazione dei beni architettonici Seconda Università degli Studi di Napoli) la seguente comunicazione:

Gli studiosi della conservazione provenienti dalle Università italiane e francesi partecipano al convegno curato dal professore Paolo Fancelli "Tra storia e restauro in Francia e in Italia", tenutosi giovedì 2 dicembre presso l'aula Magna della Facoltà di Architettura "L. Quaroni" di Roma. La giornata si è svolta con traduzione simultanea della lingua italiano-francese, francese-italiano.
Il tema dell'incontro internazionale di studio ha teso a porre in evidenza come l'attenzione verso settori locali, ritenuti minori, possa aiutare l'uomo nella comprensione del passato. L'approfondimento di questi fenomeni ha portato all'individuazione di nuovi indirizzi di ricerca, che hanno determinato la sperimentazione di nuove metodologie e la rigenerazione di nuove "teorie filosofiche della conservazione".
La storia dell'architettura assume da ciò "una rinnovata e ben più ampia dimensione conoscitiva", come sostiene Paolo Fancelli, e la storia del restauro, da egli stesso definita variante alla prima ovvero approfondimento, rappresenta il punto di giunzione con la storia delle tecniche e l'indagine critica dell'uomo.
I lavori si aprono con l'intervento del Preside della Facoltà di Architettura Professore Barbera, al quale segue l'intervento dello storico dell'architettura Bazzoni. Dopo i saluti di rito, il professore Fiore, Coordinatore del corso di laurea in Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici dell'Università "La Sapienza", presiede la prima sessione del convegno.
Segue alle relazioni dei professori Frommel dell'E.P.H.E. della Sorbonne e Cerruti della Sapienza l'intervento del professor Fancelli, che entra nel merito dell'incontro di studio chiarendo i rapporti tra la storia dell'architettura e il restauro. Lo studioso afferma la priorità inscindibile del rapporto tra storia e restauro, propagandata, in primo luogo, dalla scuola romana e quella napoletana, rappresentate quasi nella loro totalità al convegno, poi dalle altre. Fancelli ritiene che "esistono diversi tipi di storia; della città, della vita quotidiana, intesa come vivere gli spazi, e tra le tante storie esiste quella del restauro. Esiste, inoltre, la dimensione estetica della storiografia intesa come romanzo storico". Importante elemento di indagine per la conoscenza del passato è il cantiere, vissuto dal rilievo delle architetture al restauro. Si afferma così la dimensione plurima della storia.
Non manca nel suo intervento un'annotazione critica alle teorie di Paolo Marconi, che lo studioso romano dichiara di condividere solo per quanto riguarda la ricerca dei documenti e del manufatto, a differenza dei suoi metodi di intervento. Tale atteggiamento si inserisce nel dibattito contemporaneo sul restauro che in Italia esprime tre posizioni ben distinte, quella del restauro "critico", che vede i suoi fautori in Cesare Brandi, Roberto Pane e Renato Bonelli, e altre due tendenze, che da quest'ultima si sono generate, per raggiungere due diverse posizioni antitetiche: una definita della "pura conservazione", elaborata in ambiente milanese; l'altra della "manutenzione-ripristino" derivante da un ambito ministeriale e legata alla figura del professore Marconi, della terza università di Roma. L'Università "La Sapienza" di Roma e la "Federico II" di Napoli hanno sviluppato e tramandato nel loro interno la "filosofia del restauro critico" attraverso gli allievi diretti dei maestri Brandi,
Pane e Bonelli. Oggi tali teorie sono sostenute dalle Università di Firenze, Torino, Udine, L'Aquila, Chieti, Ferrara, per non dimenticare giovani studiosi dell'università di Bari e Cagliari.
Fancelli giunge, quindi, a individuare i problemi del restauro nelle scelte conseguenti da adottare e per questo motivo ritiene importante suggerire la completa cognizione di ognuna di esse. Se però - egli sostiene - "il restauro è inteso come specifica critica in atto, allora esso è anche storiografia in atto". Lo studioso cita le parole di Miarelli Mariani che per il restauro suggeriva "termini critici e propositivi", il restauro è alla ricerca dello stato "originale" e mai di quello "originario".
Lo stesso richiama le teorie di Brandi e riconosce al restauro il fine di comprendere l'oggetto dell'opera d'arte e fa cenno alle teorie formulate da Pareyson sul concetto di estetica che si affiancano al discorso storico.
Da tutto ciò Fancelli giunge alla conclusione che le azioni sul monumento avvenute nel presente storico "brandiano" inducono le sincronie e le diacronie a convergere nello stesso presente.
Il professor Leniaud dell'E.P.H.E. della Sorbonne interviene sui restauri del XIX secolo in Francia e mostra interessanti immagini della chiesa di Saint Denis, in relazione alla quale Debret utilizza tecniche nuove e metodi innovativi per la Francia dell'Ottocento. Particolare interesse riveste anche la vicenda che ha portò alla realizzazione de "la fléche" posta sull'abside della cattedrale di Rouen nel 1823.
Maria Piera Sette, dell'Università "La Sapienza", schematizza la storia del restauro dell'Ottocento cominciando dalla definizione di Cagiano De Azevedo: "il restauro è specchio del gusto di ogni epoca". Ella richiama il chirografo di Leone XII, relativo alla Basilica di S. Paolo fuori le mura del 18 settembre 1825, che apre la stagione del restauro modernamente inteso. La studiosa ricorda la prima esperienza romana di restauro della chiesa di Santa Maria delle Fratte, ad opera di Pasquale Belli, e l'apertura nel resto dell'Italia della tematica dei completamenti. Il monumento viene riconosciuto come documento e le preesistenze, come aveva affermato Liliana Grassi, rappresentano una singolare testimonianza storica. Da questo momento in poi esso diventa opera d'arte e documento storico. A chiusura del suo intervento evoca le successive teorie di Viollet le-Duc, di Ruskin, fino all'italiano Camillo Boito.
Il professore Spesso, dell'Università di Genova, descrive l'ultimo viaggio di Prospero Mèrimèe in Corsica, nel 1839. Di questo soggiorno lo studioso evidenzia la sovrapposizione della figura dell'Ispettore generale a quella dello scrittore e sottolinea l'importanza che Mèrimèe conferisce ai monumenti preistorici e la necessità indispensabile dell'uso di un accurato rilievo. Della terra di Corsica l'Ispettore pone particolare interesse alle cave di granito, mettendole in un nuovo rapporto con il territorio, inserendole con segno innovativo nell'elenco dei monumenti. Minore attenzione, invece, mostra per i monumenti che definisce "morenti", ossia quelli del periodo barocco. Lo studioso genovese sostiene: "Mèrimèe finalizza i suoi studi all'originalità del restauro, cercando di perfezionarne i criteri dettando norme finalizzate ad attenuare gli arbitri dell'invenzione dei restauratori".
La sessione pomeridiana sulla storia del restauro è presieduta dal prof. Roca De Amicis dell'Università di Roma "La Sapienza".
Le relazioni sono affidate ai francesi O. Poisson, Inspecteur des Monuments Histotiques e J. Jokilehto, ex Assistent Directeur Gènèrale ICCROM.
Chiude la sessione M. R. Vitale dell'Università di Catania-Siracusa.
Di particolare interesse è l'intervento sul tema "L'architetto-restauratore e la formazione" del francese M. Grubert, Directeur du C.E.D.H.E., Chaillot e del professore Claudio Varagnoli dell'Università di Chieti.
Segue il dibattito aperto ai dottorandi e dottori di ricerca, coordinato dal professor Gianni Carbonara, Direttore della scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti di Roma, le cui domande ed osservazioni suscitano l'interesse dei professori che intervengono nella discussione con profondo acume critico.
In conclusione della giornata di studi si apre la tavola rotonda sul tema "Storia e restauro in Francia e in Italia: confronto e prospettive". Intervengono i professori S. Frommel, M. Galletti (Soprintendente per i Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma), J. M. Leinaud, O. Poisson, O. Rossi Pinelli dell'Università  "La Sapienza" di Roma ed E. Vassallo dell'Università I.U.A.V. di Venezia.
Le conclusioni sono affidate alla professoressa Stella Casiello, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti di Napoli e al professore Giuseppe Fiengo, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in "Conservazione dei Beni Architettonici" della II Università di Napoli, autori di numerosi studi sui restauri francesi e sulle vicende normative legate ad essi.
In chiusura il Professor Fancelli, organizzatore della giornata, ha voluto ringraziare i professori Frommel, Cerruti e tutto il Dipartimento di S.A.R.C..

Caserta, 13.12.2005


Sergio Tinè
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