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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Materiali lapidei naturali ed artificiali  ›  superficie di sacrificio per cristallizzazione sal Moderatori: admin
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superficie di sacrificio per cristallizzazione sal  (attualmente 1,288 viste) Print
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Jole Marcuccio
Gennaio 10, 2006, 10:32am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Durante le operazioni di consolidamento strutturale ( con iniezioni di malte e quindi immissione di acqua nella muratura) vorrei proteggere le delicate superfici decorate sottostanti che sono a secco su scialbo di calce dalla possibile movimentazione dei Sali presenti nella muratura.
vorrei realizzare una superficie ausiliaria di sacrificio per l’eventuale cristallizzazione dei Sali.
posso realizzarla con carta giapponese e ovatta tenuta aderente con reti, qualcuno ha da suggerirmi per altri materiali o metodologien diverse?


Jole Marcuccio
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 10, 2006, 11:55am Report to Moderator
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Ciao -  Non mi è chiaro il "sottostante" - sicuramente le decorazioni stanno "sopra" la muratura da consolidare -  Comunque, i sali saranno movimentati di certo e l'idea di assorbirli sembra giusta e buona. Effettueresti un vero "lavaggio" dei sali dall'intonaco sottostante. Più potente di carta giapponese e ovatta sarebbero cellulosa + seppiolite.  Più potente ancora c'è Cocoon, ma andrebbe adoperato in modo diverso per lo stesso effetto.
Questa tecnologia è stata usata (lavaggio del muro retrostante un affresco per estrarne i sali assieme all'impacco con Cocoon) per salvare un affresco molto rovinato in un tempio buddista in Malesia.
In Italia è in programma una sperimentazione simile con la Soprintendenza al Duomo di Chiusi.
Un cordiale saluto da



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
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Gennaio 10, 2006, 12:07pm Report to Moderator
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Ho molte perplessità.
Jole, descrivi meglio il problema e soprattutto il tipo di malta che sarà usata.


Sergio Tinè
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Jole Marcuccio
Gennaio 10, 2006, 1:02pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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si tratta di una piccola sala all'interno di un campanile, circa 5x5 metri di base per un'altezza di 10 metri. la volta e le pareti sono decorate a tempera su scialbo di calce bianca e risalgono al XV XVI secolo, sopra altri 2 a volte 3 strati di scialbo di epoca successiva, oltre a zone con sovrammesi intonaci spessi anche 2 0 3 cm.
la struttura è in pietra, forse una torre di avvistamento medioevale trasformata in campanile.
nella volta sono presenti distacchi con spanciature evidenti. Sono sia a livello di pietra - arriccio, sia tra arriccio- intonaco. Si userà in volta la malta a basso peso specifico della CTS la PLM ( ora non ricordo la sigla, mi sembra PLM-a), il preconsolidamento con silicato di etile, previa bagnatura con acqua per evitare una penetrazione troppo profonda del silicato.
il problema è questo, ora non ci sono sali presenti,e non ci sono problemi di umidità, ma il notevole apporto di acqua delle malte e la caratteristica del silicato che al contrario in fase di idrolisi, induce una diminuzione di acqua nelle soluzioni, e quindi maggiore cristallizzazioni dei sali sempre presenti nella muratura. Vero è che forse il problema del silicato si annulla perchè bagnando preventivamente la superficie, bilancio la quantità di acqua usata per l'idrolisi. però rimane l'acqua delle malte.
temo che possano affiorare sali sulle pareti dove è sempre presente una decorazione a tempera e intonaci cinquecenteschi. è questa la zona che vorrei proteggere perchè molto delicata e non vorrei correre il rischio che l'affioramento dei sali porti a un danneggiamento degli intonaci.
praticamente un impacco gigante fatto con carta giapponese e come supportante l'ovatta, che è traspirante. Funzionerà?



Jole Marcuccio
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admin
Gennaio 10, 2006, 8:21pm Report to Moderator
Architetto
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Se puoi,
1) controlla che la malta venga confezionata con legate ed inerti privi di sali solubili.
2) controlla anche che la bagnatura ( .. e non certo irrigazione.. ) sia effettuata con acqua deioizzata.
3) il silicato in fase di gelificazione  potrebbe anche inglobare eventuali sali presenti nel suo raggio d'azione ( .. credo e spero .. ).
Se tutto ciò avviene non mi creerei eccessivi problemi.


Sergio Tinè
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 11, 2006, 9:46am Report to Moderator
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Pensiero - continuiamo a parlare di sali - ma ce ne sono? Quali - Quanti - dove?
Bisognerebbe fare qualche prelievo e analisi conoscitiva in diversi punti e a diverse profondità. Diciamo circa 4-6.
Le analisi vanno fatte su campioni di circa 1-2gm di materiale con cromatografia ionica per le specie ioniche Sodio, Potassio, Magnesio, Calcio e Cloruri, Solfati, Nitrati. La somma fornisce la quantità totale di sali presenti in ogni campione.
Dopo si ragiona meglio.
Anche perché se ci sono molti sali, specialmente cloruri (che sono molto mobili), consolidare con il silicato di etile può causare grossi danni dopo qualche anno (nel senso che viene via tutto il consolidato in blocco), specialmente se usato assieme a un idrorepellente tipo silossano, immesso per limitare la troppa volatilità/evaporazione del solvente etanolo del silicato.



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Jole Marcuccio
Gennaio 11, 2006, 1:03pm Report to Moderator
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Giustissimo edgardo, si può certamente effetturare delle analisi precise e se i fondi lo permetteranno queste saranno svolte.
Ma il problema non è questo. Mi spiego meglio: nel consolidamento della volta ipotizzo che sarà usata malta ( ovviamente senza Sali) nella misura di qualche decina di chili. Diluendo la maltina in proporzioni variabili, diciamo tra il 30 e il 40%, si apporteranno alla muratura circa 20 litri d’acqua, a cui bisognerà aggiungere l’acqua per gli impacchi durante la pulitura.
Ora quest’acqua non evaporerà tutta in prossimità del suo inserimento, anche per la poca porosità della pittura a secco, e tenderà a discendere all’interno delle pareti ed evaporerà nelle zone libere da intonaci soprammessi. Sotto il piano di calpestio c’è un locale che si può anche definire cripta usata per secoli come luogo di sepoltura, quindi ipotizzo che qualche nitrato  sia presente. In ogni caso al di là della presenza di nitrati, all’interno di una muratura ci sono sempre e comunque  Sali,  e l’immissione di acqua romperebbe un equilibrio ( l’umidità relativa e la temperatura sono piuttosto stabili all’interno del campanile che è un ambiente con minimi scambi con l’esterno) che permette una buona conservazione.
Quindi la mia domanda era questa, perché non intercettare l’acqua prima che scenda attraversando tutte le pareti?  una sorta di bachino ( il cordolo che delimita la zona in cui si applica il Bario) che possa anche intercettare eventuali sali.


Jole Marcuccio
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 11, 2006, 7:43pm Report to Moderator
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Perfetto!!! proprio come abbiamo fatto alla Cappella di Benozzo Gozzoli a Montefalco e, più e meglio, in Malesia. Si applica nella zona culturalmente insignificante,  libera da affreschi come dici tu, un bel centimetro di Cocoon e si aspetta. Cocoon asciuga e comincia a succhiare ed a evaporare soluzione salina e acqua, finché c'è ne è, filtrando i sali. Non lo si rimuove, mano mano che si satura i cristalli di sale si formeranno all'esterno di Cocoon e verranno spazzolati via.
Potresti anche ottenere due piccioni con una fava - cioè togliere anche dei sali nitrati provenienti dalla cripta.



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Jole Marcuccio
Gennaio 11, 2006, 8:55pm Report to Moderator
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ok... inziamo a ragionare.
ma il cocoon, per quanto tempo può rimanere sulla parete? ho letto che andrebbe tolto dopo 15 giorni su superfici delicate. andrà rimesso ad intervalli?
va bagnato? mi sembra di aver capito di no.
ci può essere un rapporto tra la superficie  coperta dal cocoon e la superfice bagnata della volta?
dove trovo i dati del lavoro a cui ti riferisci in Malesia? e per montefalco, hai tu qualche relazione in cui risulta questa procedura?


Jole Marcuccio
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 12, 2006, 9:03am Report to Moderator
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Ciao - ho caricato foto illustrativa intervento nell'archivio Foto del Forum - è l'ultima, la 17. Clicca sopra per ingrandire quanto vuoi.
Le tue giuste domande:  Normalmente si toglie Cocoon dopo 2-6 settimane per asportare i sali da un muro (due applicazioni asportano oltre 3% di sali totali). MA (e a pensarci non mi sembra sbagliato, solo che non ci avevamo pensato) mi dicono da Penang in Malesia che Cocoon può stare su una parete in eterno - e finche ci sta lavora - nel senso che esplica il suo effetto fisico di risucchio di umidità dal substrato (finche c'è ne è) ed evapora. Mano mano che evapora acqua dalla soluzione risucchiata i sali precipitano come cristalli. Quando lo spessore dell'impacco non può più contenerne, cristallizzano fuori e si possono spazzolare via mano mano che si formano. Si ha una vera pompa-filtrasali. In Italia non è mai stato fatto. Come ti ho detto è in programma al Duomo di Chiusi. Non ci sono dati dalla Malesia: li ho chiesti e mi hanno risposto che costì  fanno e basta -
Rapporto Superfici -> direi di si, ma non obbligatorio. Più c'è superficie di Cocoon più quantità si succhia.
Montefalco -> vedi scheda sul Sito sotto Lavori fatti. Ho anche una pubblicazione della Soprintendenza dell'Umbria sull'intero intervento, compreso l'uso di Cocoon.
Ciao



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Jole Marcuccio
Gennaio 12, 2006, 12:17pm Report to Moderator
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allora, il problema principale è l'aderenza di coccon al substrato e la sua rigidità.
per la rigidità penso non ci sia nulla da fare
per l'aderenza, è possibile ammortizzarla ponendo ad esempio tra il prodotto e la parete 1 o meglio 2 strati di carta giapponese. oppure carta giapponese ovatta carta giapponese e sopra cocoon?


Jole Marcuccio
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 12, 2006, 1:58pm Report to Moderator
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Mi sfugge perché aderenza e rigidità sarebbero problemi in questo caso - è solo dal momento che Cocoon viene messo su  intonaco estremamente debole, del quale non bisogna perdere una molecola, che ci si comincia a preoccupare.
Ma allora sarebbe un intonaco con tanto materiale già morto in superficie, oppure, come mi è capitato, adirittura tenuto (apparentemente) insieme dai cristalli dei sali. Presto o tardi andrebbe consolidato e desalinizzato per non perderlo del tutto.
Ad ogni modo, certo, si può mettere della carta giapponese - uno strato solo perchè con due scivola via tutto. Ho anche dello speciale "tissue" alcalino alto un metro fatto apposta nella cartiera Westox per questo scopo. Tiene presente che l'adesione non verrà diminuita più del 5-10%, poco insomma.
Tieni anche presente che più sali ci sono meno Cocoon aderisce.

Un momento! Forse ho capito male. Pensavi spruzzare Cocoon sulla volta? E' fattibile ma, costo a parte (sempre meno del tuo pannolone), non ragionavo su questa linea perchè  mi sembra sì rischioso e non necessario.
Io ragiono sul mettere Cocoon tranquillamente sulle pareti in verticale, sotto la volta, dove non ci sono decorazioni. Il resto lo fa lui da solo. L'acqua più o meno salina che percola giù dalla volta viene risucchiata ed evaporata e i sali filtrati, come da foto malese. Sbaglio?



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
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