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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Architettura  ›  libro su restauro architettonico Moderatori: admin
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libro su restauro architettonico  (attualmente 851 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
rita.garofalo
Gennaio 28, 2006, 4:30pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 6
Ciao a tutti,
non so se sono nella sezione giusta del forum se cosė non fosse vi prego di scusarmi, ma č la prima volta che scrivo.
Mi sono da poco laureata in architettura e mi piacerebbe avere dei vostri suggerimenti su dei testi di restauro architettonico, in particolare quali secondo voi sono dei testi fondamentali per la diagnostica strutturale e analisi del degrado e inteventi sui materiali lapidei.
Ho visto l'ampia bibliografia che c'č sul sito, ma voi da quale mi consigliereste di inziare?
Grazie mille e a presto.
Registrato Offline
rita.garofalo
Marzo 20, 2006, 5:56pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 6
Grazie mille per il consiglio,
non ci speravo pių!
a presto!
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Replica: 1 - 7
Giancarlo_Buzzanca
Marzo 23, 2006, 9:16am Report to Moderator
Utente ospite
Uhm
Devo dire, per non smentirmi, che il Normal 1/88 va preso con le pinze... nel vecchio forum (quello su Yahoo) c'č stata una nutrita corrispondenza in merito.
Non so se valga la pena di "ricordare qualcosa". Ho il dubbio che possa davvero interessare qualcuno.
Registrato
E-mail Replica: 2 - 7
admin
Marzo 23, 2006, 8:35pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Per trovarli č sufficiente collegarsi alla pagina:
http://it.groups.yahoo.com/group/restauro/
ed eseguire una Ricerca nell'archivio messaggi nel box posto in fondo alla pagina con il termine NorMal


Sergio Tinč
Amministratore del forum

Registrato Offline
Sito Skype Replica: 3 - 7
rita.garofalo
Marzo 28, 2006, 6:12pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 6
Grazie per i suggerimenti,
a proosito delle raccomandazioni Normal, ho dato un'occhiata alle discussioni del vecchio forum, ma avendole usate solo per l'esame di restauro, non credo di aver compreso bene le critiche...
A mio avviso credo sia comunque importante una "codificazione" , delle linee guida, ma penso anche che inevitabilemente indicazioni di questo tipo debbano poi essere adattate caso per caso.
a presto
Rita
Registrato Offline
Replica: 4 - 7
Giancarlo_Buzzanca
Marzo 28, 2006, 9:42pm Report to Moderator
Utente ospite
Cara Rita
spero di mettere in cantiere, a breve, nell'ambito dei gruppi UNI-Normal una proposta di normalizzazione delle tecniche di "layering" del CAD.
Intanto ho fatto un bel lavoro (di cui, purtroppo, non posso fare alcuna anticipazione) che prevede la normalizzazione della documentazione  conservativa per strucchi, affreschi et similia.
Retini, layer, nomenclatura ecc...
E' questo il settore in cui, credo, occorre impegnarsi.....
Registrato
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psycobambi
Luglio 20, 2006, 1:30pm Report to Moderator
laureando architettura
Nuovo utente
Posts: 5
sarebbe il massimo davvero, avere qualche cosa di utile,ma spt utilizzabile ai fini del disegno in cad nel restauro,non se ne puō pių di tutta questa teoria e niente pratica!!! insomma la nostra non dovrebbe anche  essere una disciplina di disegno pratico!!!???
>


Alice Gandolfi
Registrato Offline
Replica: 6 - 7
Architer
Luglio 22, 2006, 8:30pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
Utente anziano
Posts: 101
Location: Palermo
Rispiondo a Giancarlo sui problemi, continuamente rilevati negli anni di insegnamento sull'applicazione grafica del Normal.
Ti riassumo i problemi frequenti (FAQ):

1.quando ci sono pių degradi su uno stesso supporto, come li si rappresenta? (nel normale di propone di carte tematiche specifiche per ogni degrado - dico io follia!, ma quanto ti costa? e poi dovere rimettere insieme cose che invece sono collegate, diventa di difficile lettura);

2. la patina, viene definita come alterazione naturale della materia nel passaggio attraverso il tempo. Nomn é un degrado, Brandi docet, quindi regolarmente la ignoriamo.

3. i degradi di lacuna o mancanza, per noi sono incoerenti, in relazione agli interventi conservativi. Ti faccio un esempio, ho un intonaco antico, in molte parti mancante, ma sotto una muratura in pietrame incerto con malta polverizzata e pericolo di disfacimento per le murature sottostanti. Inserisco la mancanza dell'intonaco, o rilevo il problema ben pių grave di un disfacimento della malta di allettamento?
In secondo luogo, in termini pių di dibattito teorico, se segnalo la mancanza della malta, ne presumo obbligatoriamente, in un certo senso, la su necessaria integrazione, cosa che potrebbe non essere cosė ovvia o conseguente, viste anche le ipotesi degli orientamento sulla pure conservcazione di scuola milanese.


Teresa Campisi
Registrato Offline
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