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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Restauro ligneo  ›  Consolidamento ligneo Moderatori: cinnabarin
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Consolidamento ligneo  (attualmente 3,491 viste) Print
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inforestauro
Febbraio 9, 2006, 1:32pm Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
Utente medio
Posts: 23
Location: Bologna
Vi chiedo pazienza per leggere la mia lunga esposizione:
Sono alle prese con il restauro di una pedana di un coro ligneo del Settecento.
La pedana è formata da cinque travi in noce di uno spessore di 3 cm e lunghezza 6 metri (una di queste è divisa in due tronconi a 2/3 della lunghezza) . Le travi sono appoggiate su 7  travetti di 10x10 lunghi circa 120 cm. La pedana è poi rifinita sui tre lati a vista con una cornice. Le trafi sono assicurate frea di loro con spine applicate sugli spessori così come la cornice di finitura.
La pedana fa parte di un coro appoggiato sulla parete esterna di un Oratorio.
Una volta messo mano ad una trave che appariva un pò instabile, mi sono reso conto di come tutta la struttura della pedana risultava enormemente deteriorata sia per un aggressione di tarli ormai passata sia per l'umidità che è stata assorbita nel tempo. Alcuni travetti si presentano completamente inconsistenti, e si sfarinano completamente al solo tocco delle mani. Questo mi impone la sostituzione ex novo dei sette travetti e a mio avviso non comporta nemmeno un problema filologico dal punto di vista del restauro (mi piacerebbe avere comunque il vostro parere). Quello che vorrei salvare sono le travi. Alcune mi sembrano tutto sommato recuperabili con un consolidamento con Paraloid B72 o colla garavella. Altre, o almeno parti di altre travi sono irrimediabilmente danneggiate per cui mi troverò costretto a sostituirle o reintegrarle. Dopo tutta questa lunga esposizione, chiedevo cortesemente quanto i consolidanti presi da me in considerazione possono risultare efficaci tenendo conto che la pedana sarà poi utilizzata al suo scopo, quindi di nuovo calpestata.
Altro quesito che vorrei porvi è la possibilità di eseguire una modifica per poter permettere un circolo d'aria al di sotto della pedana ed evitare che i travetti assorbino nuovamente umidità. Vorrei un vostro parere su quanto mi proponevo di fare:
Considerando che la pedana è alta 13 cm (10cm del travetto + 3cm delle travi), pensavo di accorciare la cornice di un paio di centimetri e di riportarla a 13cm applicando nella parte a contatto del pavimento dei righetti di larghezza leggermente inferiore allo spessore della cornice e allineati all'interno in modo che non siano visibili.  I righetti di spessore 2 cm e lunghi 10 verrebbero applicati in modo alternato lasciando quindi spazi vuoti di circa 10 cm, creando cosi una sorta di feritoia che lascierebbe passare aria.
I travetti che dovrebbero alla fine essere alti 10cm, sarebbero composti da un travetto superiore (a contatto poi col le travi della pedana) di 5 cm. poi  sotto applicherei dei righetti di uno spessore di 2 cm, larghi  10cm e lunghi 5 cm che applicherei in modo alternato lasciando spazi vuoti di 5 cm per creare una griglia. Sotto ai righetti applicherei un travetto di spessore 2cm largo 10 e lungo 120cm. Infine sotto a tutto (a contatto col pavimento) incollerei su questo ultimo righetto  per tutta la sua lunghezza una striscia di gomma dello spessore di 1 cm. Questo per isolare la struttura ed evitare di fare assorbire umidità dai travetti. Infine, in testa ai travetti dalla parte del muro, metterei uno spessorino di circa 3 cm, per lasciare la pedana distanziata dal muro.
Cosa ne pensate?? potrebbe essere efficace allo scopo di fare circolare aria sotto la pedana o è meglio rifare tutto come era in origine??


Giuseppe Trifoglio

Il Restauro del Mobile Antico

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Studio Restauro
Febbraio 9, 2006, 9:44pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
Utente anziano
Posts: 80
Location: torino
A mio parere  l’esigenza di  solidità strutturale giustifica, purchè ragionatamente minimali, interventi integrativi/sostitutivi ma la D.L. che cosa dice?
Nel merito: scarterei l’ipotesi di consolidare con colla proteica perché troppo degradabile nelle condizioni d’uso; per il consolidamento con resine acriliche, invece, veda l’ampio dibattito presente nel forum. Osserverei però prima il tasso di umidità del legno in opera.
Un isolamento dal pavimento è auspicabile e necessario (cosa sono i “righetti”?) e la sua è una possibile soluzione.
Credo però che il problema debba essere inserito nell’osservazione dell’ambiente contestuale, ad esempio occorre un risanamento del pavimento? Delle pareti?
Non avrebbe senso intervenire solo sugli effetti e non anche sulle cause.


Riccardo Bulgarelli
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inforestauro
Febbraio 10, 2006, 10:36am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
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Location: Bologna
Per facilitare la comprensione allego alcune foto visibili al seguente link.
http://www30.brinkster.com/restauroantico/pedana/pedana.htm

Accetto di buon grado di scartare l'idea di usare colla forte in quanto anch'io presumo che non sia una buona scelta in condizioni di umidità. Pensavo di usare una striscia di plexiglass applicata sotto i travetti (o traverse della pedana) per isolare la struttura da terra.
Accetterei un vostro parere sull'efficienza del paraloid 72: io l'ho usato con buoni risultati su manufatti lignei che non sarebbero stati sottoposti poi a grosse sollecitazioni. Qui si tratta di rendere nuovamente calpestabile la pedana, e non mi so rendere conto se questa resina possa essere usata a questo scopo.
Nelle foto è esemplificato come vorrei assemblare i nuovi travetti, e modificare la cornice della pedana allo scopo di permettere circolo d'aria. Per i travetti non mi farei tanti problemi filologici essendo obbligato a sostituirli e rimanendo questi nascosti con funzionalità solo di supporto . Cosa diversa è la cornice della pedana sulla quale farei un intervento irreversibile. La scelta qui dovrebbe essere fatta considerando eventualmente i benefici e l'efficacia della modifica. Ed è qui che gradirei un vostro spassionato consiglio.
Grazie ancora per la vostra pazienza


Giuseppe Trifoglio

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Jole Marcuccio
Febbraio 10, 2006, 10:08pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
il paraloid B72 si altera con l'umidità, se l'ambiente è umido è da scartare.
Certo che se l'ambiente è umido non serve a niente isolare il coro dal pavimento, perchè l'umidità fermata a livello del pavimento salirebbe necessariamente lungo la parete.
Penso però che tu, quando affermi " l'umidità assorbita nel tempo",  ti riferisca genericamente ad una umidità ambientale, perchè nel caso esista una vera e propria umidità ascendente, il problema fondamentale sarà quello di intervenire alla causa del problema.
In ogni caso trovo inutile isolare il coro dal pavimento, e anche creare una areazione al di sotto della pedana. In fondo stiamo parlando di una struttura  che già nel suo essere legno traspira, e poi è solo appoggiata a pavimento, ci saranno chi sà quanti dislivelli tra pedana e pavimento da cui l'aria può circolare. Piuttosto sarebbe meglio poter ispezionare in futuro sotto la padana per poter pulire e prevenire eventuali degradi.
Circa la fruibilità della pedana, perchè non hai pensato di affiancare ai travetti esistenti, altri nuovi, in modo da renderla più resistente?


Jole Marcuccio
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inforestauro
Febbraio 13, 2006, 11:07am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
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Location: Bologna
Grazie jole per i tuoi suggerimenti. Durante il fine settimana ho riveduto un pò il progetto e concordo con te che una cosa determinante sarà permettere una facile ispezione periodica per verificare lo stato del manufatto a scopo preventivo. Ho scartato l'ipotesi di assemblare travetti con feritoie, piuttosto, poichè i travetti dovranno essere sostituiti tutti, pensavo di aumentarli da 7 a 10 e di trattarli con impregnante del tipo di querllo usato per le traversine della ferrovia.
Avevo pensato anche ad un'altra cosa. Mi sono reso conto che le due assi estreme, quella vicina al muro e quella in testa alla pedana, sono  quelle messe peggio. in alcuni punti, l'asse si è sfarinata al punto che dei 3 cm di spessore ne è rimasto uno solo in condizioni accettabili e "fortunatamente" è quello verso la parte a vista. Questi punti li andrei ad integrare con listelli di legno nuovo. Di fatto però le assi sono irremedibilmente indebolite e compromesse.
Mi chiedevo quindi se non fosse opportuno fare appoggiare queste due assi per tutta la loro lunghezza su delle nuove poste sui travetti. Quindi vorrebbe dire tenere all'estremità i travetti più bassi dello spessore delle nuove assi e su queste fare appoggiare le originali. Le due assi centrali, dovrebbero invece essere abbastanza robuste, considerando anche la diminuizione della distanza tra un travetto e l'altro divuta all'aumento di questi da 7 a 10. Le due assi centrale le fisserei in modo da poterle rimuovereallo scopo di  ispezionare bene la struttura.
Quando dicevo che la struttura ha assorbito umidità nel tempo, intendevo dire che il coro risale al 1780 e da allora fu eseguito un solo restauro agli stalli, e sembra che la pedana non sia mai stata rimossa.


Giuseppe Trifoglio

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Jole Marcuccio
Febbraio 13, 2006, 4:29pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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la situazione descritta è comune a quasi tutti i cori, posso solo consigliarti, nel caso la vernice sia ancora originale, di trattarla senza sverniciatori già pronti.
una curiosità: qual'è l'impregnante usato per le traversine della ferrovia?


Jole Marcuccio
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inforestauro
Febbraio 14, 2006, 10:09am Report to Moderator
Appassionato di arte e restauro
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Location: Bologna
Cara Jole, mi sa che devo cambiare tipo di impregnante. Ho fatto una breve ricerca e ho trovato che le traversine delle ferrovie sono trattate con un olio di creosoto irritante per gli occhi e la cute, probabilmente cancerogeno il cui smaltimento è regolato da precise direttive legislativve quale rifiuto speciale ecc. Quindi la mia scelta punterà su un normalissimo impregnante del tipo di quello usato per trattare le strutture in legno dei giochi per bambini che sono presenti nei parchi. Penso sia più salutare per tutti.
Per isolare i travetti dal terreno mi hanno consigliato il FOREX, materiale plastico ma poroso. Ora mi informo meglio e poi vedrò se adottarlo. Cosa ne pensi, ne hai sentito parlare??
La parte in vista delle assi, non ha necessità di essere sverniciata, ma solo di una bella passata di cera una volta rimessa in opera.


Giuseppe Trifoglio

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Jole Marcuccio
Febbraio 14, 2006, 1:24pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
penso che sia inutile trattare il legno con un impregnante, serve solo un buon trattamento antitarlo sia per il legno nuovo, sia per il legno originale. Forse sarebbe meglio porre attenzione al tipo di legno da usarsi e al taglio delle assi (vedi alburno e durame, taglio radiale e tangenziale) da cui si ricaveranno i travetti per limitare nel tempo gli attacchi xilofagi.
Non conosco il FOREX, ci puoi spiegare?
Per l'isolamento dei travetti dal pavimento, se non ci sono seri problemi di umidità ( voglio dire infiltrazioni d'acqua o comunque pavimento bagnato) non serve a niente, perchè comunque il legno assorbirà sempre l'umidità ambientale, se questo non avverrà nella sezione di materiale a contatto del pavimento sarà poco più sopra, praticamente è la stessa cosa.


Jole Marcuccio
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Studio Restauro
Febbraio 15, 2006, 1:13pm Report to Moderator
restauratore arredi e strutture lignee
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farei comunque analizzare le macchie di umidità sul muro visibili in almeno una foto e da  lei evidenziate.


Riccardo Bulgarelli
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pierpaolomasoni
Aprile 27, 2006, 10:21pm Report to Moderator
Utente ospite
Il consolidamento ligneo è un tema molto complesso; dai dati che riporti, alquanto vaghi ( per esempio sarebbe importante sapere l'età del legno in oggetto) prenderei in esame due soluzioni, ammesso che si voglia scartare l'idea della sostituzione, che mi pare accettabile, dal momento che si tratta di una struttura portante:
1) una soluzione olioresinosa a base di olio di lino. Si tratta di un consolidante usato da sempre , ma purtroppo dimenticato dai restauratori. Vi sono alcune ditte che forniscono prodotti del genere, usati per lo più come impregnanti ad alto residuo secco.
2) un'impregnazione con resina epossidica. Si tratta di un procedimento abbastanza complicato ed irreversibile, criticabile sotto molti aspetti, ma dai risultati pratici ineccepibili.   pierpaolomasoni
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