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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Informatica Applicata  ›  UNI-Normal e libri rari gratis su Internet! Moderatori: admin
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UNI-Normal e libri rari gratis su Internet!  (attualmente 8,556 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Adamantio
Maggio 7, 2006, 4:45pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Premetto che mi sto avventurando in un campo che non è proprio il mio quindi vogliate scusarmi se ci sono imprecisioni (anche profonde).

Mi sono sempre chiesto perchè non vengano devoluti fondi dal MiBaC per permettere la diffusione gratuita delle raccomandazioni normal e di tutto il lavoro prodotto dalla commissione UNI normal... se le normal sono uno sforzo di unificazione da parte dei restauratori perchè per potervi accedere uno le deve comprare?

Molte Istituzioni straniere si occupano di redigere programmi e documenti ad alta diffusione da scaricarsi gratuitamente perchè hanno una funzione educativa, non a fini di lucro ma che serve a migliorare la società... addirittura fondazioni private come il Getty hanno curato la messa a punto di database pubblicamente consultabili gratis da tutto il mondo...

potevo capire che fino a qualche tempo fa vi fossero spese di stampa e di spedizione che il restauratore doveva giustamente sostenere per poter avere accesso alle normative... ma ora... con Internet... perchè non è tutto gratuito?

Anche le biblioteche che hanno volumi rari dovrebbero, secondo me, renderli disponibili gratuitamente su internet... sono istituzioni pubbliche pagate con fondi pubblici... e quindi credo che dovrebbero fare quanto più possibile per diffondere gratuitamente a tutta la società il loro patrimonio di sapere...

Sono molto contento che anche in Italia vi siano esempi di tale modo di pensare come si può vedere in questo stesso forum (chimica e diagnostica per il restauro - temi generali) consultando l'argomento riguardante il programma del triangolo di solubilità redatto dall'ICR e liberamente accessibile da Internet o anche il Progetto Argos di Palazzo Spinelli per citare un esempio nel privato (http://www.argosproject.org/) ma ritengo che ci sia ancora molta strada da fare e che bisogna subito aprirsi a questo sistema che rende molto più fluida la ricerca non precludendo a nessuno di apportare il suo contributo.

Preciso che il mio è un parere personale e che forse non tiene conto di un mucchio di problematiche... ma mi piacerebbe che qualcuno mi illuminasse... grazie.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

Registrato Offline
Sito
admin
Maggio 7, 2006, 7:48pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Una risposta parziale.
Le commissini Normal si sono trasferite interamente all'UNI (non so con quale vantaggio per il Ministero e per la comunità).
L'UNI da quando è nato vende le norme ed a caro prezzo.

STOP.

Per il resto posso concordare ... ma sono solo sogni.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Offline
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Giancarlo_Buzzanca
Maggio 11, 2006, 1:13pm Report to Moderator
Utente ospite
Ha ragione Adamantio a lamentarsi. Ma il campo Normal è minato. Ricordava Sergio che tutta l'attivitò di normazione sia passata all'UNI e quindi sia ora l'UNI a gestire regole per i gruppi e prezzi di vendita delle pubblicazioni.
Che sono costosissime anche perchè l'UNI ha in mente società e professionisti di area industriale. Questo noi non siamo.
Giustissima la citazione del Getty. Nella passata vita da webmaster ICR ho tenuto anch'io, ispirandomi spudoratamente alle politiche del Getty (vedi la sezione pubblicazioni in PDF liberamente scaricabili) , a mettere on line materiale  vario. Ricordo tutte le pubblicazioni che hanno seguito il corso dei restauri di Assisi nonchè quelle di Padova.

Segnalo il crescere della cultura del "Creative Commons" che libera  i materiali posti liberamente in circolazione da tanti laccioli che non siano, comunque, la negazione della proprietà intellettuale del prodotto d'ingegno e la negazione della possibilità di commercializzazione se questa viene esclusa dal creatore dell'opera.

La messa on line del patrimonio librario e/o archivistico è, mi pare, allo stato iniziale. Molto si potrà fare.
Avremo occasione di riparlarne.
Segnalo, intanto, il progetto Michael http://www.michael-culture.org/ ed il progetto Minerva   http://www.minervaeurope.org/ ambedue gestiti dal MiBAC che rappresentano una buona indicazione su cosa può essere messo in comune e quali possano essere gli strumenti.
Al momento i progetti sono puntati su amministrazione pubbliche.

Segnalo ancora  le "Linee guida tecniche per i programmi di creazione di contenuti culturali digitali" messe on line il 5 maggio 2006 sotto forma di Bozza di lavoro Versione 1.8 [pdf 280kb] http://www.minervaeurope.org/publications/technicalguidelines_it.htm
Queste linee guida vengono aggiornate e sviluppate dal progetto MINERVA.
La digitalizzazione del patrimonio è, d'altra parte, propedeutica alla messa in disponibilità via Internet.

A presto
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Architer
Maggio 22, 2006, 7:09pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
Utente anziano
Posts: 101
Location: Palermo
scusami Giancarlo, ma anche per le norme tecniche in generale dell'UNI, perché le si dovrebbero dare a pagamento?
Se il senso é la diffusione delle conoscenze e la presunta disponibilità di queste, perché le si mantengono a pagamento?
Mettiamo che sia un problema di costi, non caricaribale al pubblico, allora, o si stabilisce un obbligo dell'adesione alle norme tecniche per alcune categorie, e quindi, questo diventa una prassi contributiva obbligatoria, se vuoi, oppure si rendono libere, ed allora l'onere ricadrebbe sul pubblico.
Le attuali disposizioni rendono le cose molto farraginose, almeno, come dici tu, nel settore Beni Culturali. Non esiste obbligo, e quindi le norme tecniche alla fine non esistono, se non esiste l'obbligo, se non fra le poche persone sensibili ed attente al problema.


Teresa Campisi
Registrato Offline
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admin
Maggio 22, 2006, 9:54pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Vi rimetto il contenuto di una e-mail ricevuta di recente:

In diverse occasioni ho avuto modo di riscontrare l'interesse per indici, spogli, abstract, etc. di riviste di settore (architettura, urbanistica, design, ambiente, costruzioni).
Ovviamente questi servizi esistono gia' da tempo, ma hanno un costo proibitivo per i singoli. Di fatto sono destinati alle biblioteche. E il costo purtroppo non paga neppure le spese.
Ora, in attesa di soluzioni pay-per-view economiche, abbiamo cercato di fornire soluzioni alternative gratuite.
All'indirizzo http://archinet.iuav.it viene offerta la possibilita' di sottoscrivere gratuitamente feed RSS relativi agli spogli degli ultimi 3 mesi delle riviste di settore, nonche' personalizzare i feed che si vogliono ricevere.
In home page scorre una demo dei feed relativi a tutti i temi, seguendo il link "aggiornamenti" si possono effetture le selezioni sui diversi temi.
Al momento e' anche possibile accedere dal feed alla banca dati, ma limitatamente alle funzioni di navigazione.
Grazie,
Pierre Piccotti


Sergio Tinè
Amministratore del forum

Registrato Offline
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Adamantio
Dicembre 9, 2006, 2:39pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Riguardo alle biblioteche segnalo un recente convegno che si e concluso a Roma qualche giorno fa... in effetti il tema della digitalizzazione delle biblioteche è sentito a livello europeo... ecco qui gli estremi... credo che maggiori info potrebbero essere richieste agli organizzatori:

Conferenza internazionale. Musei, biblioteche e archivi on line: il servizio MICHAEL e altre iniziative internazionali

--------------------------------------------------------------------------------
4-5 dicembre 2006
Roma, Complesso del San Michele - Sala dello Stenditoio
Via di San Michele, 22

Organizzato dal:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Dipartimento per la ricerca l'innovazione e l'organizzazione
In collaborazione con:
Commissione Europea
Ministero per la funzione pubblica e l'innovazione
Scuola Normale Superiore di Pisa
Centro Studi Americani
‘Musei, biblioteche e archivi on line: il servizio MICHAEL e altre iniziative internazionali’: questo il tema della conferenza internazionale che il Ministero
per i beni e le attività culturali organizza il 4 e 5 dicembre a Roma, presso la Sala dello Stenditoio del Complesso del San Michele. Una due giorni di incontro e
riflessione sullo stato dell’arte della digitalizzazione dei contenuti culturali e dei servizi di accesso on line, tema di grande attualità nel dibattito europeo ed
oggetto della raccomandazione della Commissione europea del 24 agosto 2006 relativa alla digitalizzazione e alla accessibilità on line del materiale culturale per la
creazione delle biblioteche digitali.
L’iniziativa è promossa da MICHAEL (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe), progetto partito nel giugno del 2004 con la partecipazione di 14 Stati
europei, con l’obiettivo di dare accesso con un solo click sul web alle collezioni digitali di musei, biblioteche ed archivi europei. Il suo portale multilingue,
costituirà un punto di riferimento imprescindibile nel campo della fruizione culturale attraverso i nuovi media.

[CONTINUA]


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

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Adamantio
Dicembre 9, 2006, 2:39pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
[...]


Il Ministero per i beni e le attività culturali, coordinatore del progetto MICHAEL, si pone in prima linea nell’utilizzazione delle nuove tecnologie dell’informazione
per la costruzione di uno spazio informativo culturale internazionale, al fine di promuovere l’utilizzo delle tecnologie digitali per la fruizione del patrimonio
culturale, anche nell’ottica di svilupparne il potenziale turistico ed economico.
Nel dettaglio il progetto prevede l’uso di una piattaforma multilingue open source dotata di un motore di ricerca, che permetterà agli utenti, da un unico punto di
accesso, di individuare ed accedere ai contenuti digitali di musei, archivi e biblioteche e dei numerosi portali di cultura nazionali. In questo modo l’utente
finale, attraverso i servizi MICHAEL, potrà compiere ricerche on line sul materiale culturale europeo, come risorse didattiche,
informazioni su cataloghi o descrizioni di collezioni digitali o digitalizzate, quali immagini, modelli 3D etc. riproducenti siti archeologici, edifici, pitture e sculture.
MICHAEL, creando il catalogo delle collezioni digitali europee, costituisce di fatto un elemento della Biblioteca digitale europea.
Attualmente MICHAEL ha avviato, nei paesi aderenti all’iniziativa, il censimento delle collezioni digitali esistenti. In Italia, ad esempio, il censimento riguarda
le risorse di università, istituti dell’amministrazione centrali e periferici, delle regioni e degli enti locali presenti in tutto il territorio nazionale.

L’evento del 4 e 5 dicembre è organizzato in quattro sessioni che verteranno su “Accesso alla cultura on line: lo spazio informativo culturale europeo”, “Utenti
contenuti e servizi”, “La cultura per il turismo” e in ultimo “Il patrimonio culturale digitale nel mondo”.
E’ prevista inoltre una tavola rotonda su “Musei, biblioteche e archivi on line: quale futuro per lo spazio informativo culturale europeo” con riferimento alla Biblioteca digitale europea.
Sarà presente una poster session sugli altri progetti nazionali ed internazionali di digitalizzazione e accesso ai contenuti culturali digitali.
All’evento parteciperanno esperti del patrimonio culturale dei paesi europei aderenti al Progetto MICHAEL e anche rappresentanti di Europa sud orientale,
Canada, Egitto, Stati Uniti e Cina.

Il programma del seminario è consultabile on-line all’indirizzo:
http://www.michael-culture.org/events/programme06120405_it.html


Per partecipare inviare il form d’iscrizione, disponibile on-line all’indirizzo:
http://www.michael-culture.org/events/registration06120405_it.html,

tramite e-mail alla segreteria del convegno sara.moretto@bsmc.it

oppure via fax al numero + 39 06 68807662.

La partecipazione al seminario è libera, salvo esaurimento posti.

Ulteriori informazioni sul sito web http://www.michael-culture.org.
Per contattare la segreteria del convegno rivolgersi a Sara Moretto via e-mail
sara.moretto@bsmc.it, oppure telefonando al numero + 39 06 68281734


Ufficio stampa Progetto MICHAEL Biblioteca di storia moderna e contemporanea via M. Caetani, 32 - 00186 Roma e-mail: michael.press@beniculturali.it tel. + 39 06
68281767, fax + 39 06 68281770

da PatrimonioSOS http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getevento&id=629


Marco NICOLA
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pierpaolomasoni
Dicembre 28, 2006, 6:31pm Report to Moderator
Utente ospite
La domanda che si pone Marco Nicola l'ho posta direttamente alla Dott. Alessandrini, attuale coordinatrice dell'UNI. La risposta è stata che l'UNI versa in condizioni economiche disastrose. Quando vi è stato il trasferimento delle competenze dall'ICR (questo è un esempio che mi è stato fatto) non vi erano nemmeno i fondi per trasferire i fascicoli giacenti dall'ICR a Milano, con la conseguenza che per circa un anno la loro distribuzione è stata sospesa. Daltronde anche la partecipazione alle commissioni UNI deve essere pagata, e ciò è contrario ad ogni logica. Se devo pagare per collaborare alla redazione delle direttive, o sono un santo, o ho alle spalle un'industria interessata a spingere certi prodotti.
pierpaolomasoni
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Giancarlo_Buzzanca
Gennaio 15, 2007, 2:39pm Report to Moderator
Utente ospite
Citato da pierpaolomasoni
Daltronde anche la partecipazione alle commissioni UNI deve essere pagata, e ciò è contrario ad ogni logica. Se devo pagare per collaborare alla redazione delle direttive, o sono un santo, o ho alle spalle un'industria interessata a spingere certi prodotti.
pierpaolomasoni


Non è pagata la partecipazione alle Commissioni ma l'associazione all'UNI stessa. Solo raprresentati di associati possono partecipare al lavoro delle Commissioni.
Giusto? Non giusto?
Io credo che un sistema di creazione di standard (che valgono erga omnes) non può basarsi su questa base "ristretta".
Questa, per conoscenza comune è la "mission" che appare alla pagina http://www.uni.com/uni/controller/it/chi_siamo/ruolo_uni.htm

L'UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un'associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 7000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, realtà della Pubblica Amministrazione.
Svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico di competenza del CEI - Comitato Elettrotecnico Italiano.

Il ruolo dell'UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dalla Direttiva Europea 83/189/CEE del marzo 1983, recepita dal Governo Italiano con la Legge n. 317 del 21 giugno 1986.
L'UNI partecipa, in rappresentanza dell'Italia, all'attività normativa degli organismi sovranazionali di normazione: ISO (International Organization for Standardization) e CEN (Comité Européen de Normalisation).
L'UNI è stato costituito nel 1921, con la sigla "UNIM", a fronte dell'esigenza dell'industria meccanica di unificare le tipologie produttive, facilitare l'intercambiabilità dei pezzi, ecc.
Da allora, l'attività di normazione ha assunto sempre più importanza nel contesto economico del paese: già nel 1928 la Confindustria ne riconobbe il ruolo fondamentale per l'economia e ne promosse l'estensione a tutti i settori industriali: l'UNIM si trasformò così anche formalmente e la sigla che lo contraddistingueva perse la "emme" finale, diventando l'attuale UNI.


Devo dire sinceramente che non saprei come approcciare costruttivamente il problema.
Sostenere che l'UNI sia espressione anche del mondo industriale è un dato di fatto.

Quale strada è possibile?
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