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Forum Restauro e Conservazione    ALTRI SETTORI    Informatica Applicata  ›  Restauro Virtuale Moderatori: admin
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Restauro Virtuale  (attualmente 6,610 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Adamantio
Maggio 24, 2006, 11:18pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Cosa ne pensate?
Che prospettive ha?
Ha un senso?

L'uso di tali tecniche per la ricostruzione di monumenti e siti archeologici mi sebra abbastanza consolidato ormai... cosa mi dite riguardo invece ad applicazioni nel campo dei dipinti?

In un futuro non si restaurerÓ pi¨ nulla realmente e ci si limiterÓ a restaurare nel virtuale?
Si conserveranno solo pi¨ i reperti cercando di non farli degradare e la parte estetica verra delegata tutta all'elaborazione a computer?

Qualche anno fa ci fu chiesto (ai restauratori di famiglia) di elaborare una pulitura virtuale della Gioconda che poi fu pubblicata sul "Giornale Dell'Arte"... fu un esperienza interessante... sepete se qualcuno ha replicato? avete pensato a sistemi per poter meglio gestire in modo scientifico un sistema di questo genere?

Io qualche idea ce l'ho avuta ma con scarso successo... mi interessano le vostre esperienze a riguardo

scusate l'accumulo di domande esistenziali ma quando penso a questo possibile strumento di lavoro e inevitabile che mi sorgano...


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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Giancarlo_Buzzanca
Maggio 26, 2006, 10:15am Report to Moderator
Utente ospite
Caro Marco
i temi che susciti sono piuttosto interessanti
Spero di poter esprimere presto alcune mie opinioni che per˛ nascono da uno scetticismo (sono sostanzialmente un agnosta...) di fondo.
A presto. Spero comunque che possa partire una ricca serie di interventi!!
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admin
Maggio 26, 2006, 8:37pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Ricevo la seguente comunicazione:

The island of Cyprus and the organizing committee are pleased to announce a joint conference to be held from the 30th of October to the 4th of November,  2006 focused on building regional capacity in Cultural Heritage  http://www.cipa2006.org :

"The e-volution of Information Technology in Cultural Heritage,  Where Hi-Tech Touches the Past: Risks and Challenges for the 21st Century".

A joint event for the exchange and sharing of know-how in the areas of  Cultural Heritage (CH) and Information Technology (IT) focusing on e-documentation and Computer Graphics:


It is the first time that several organizations have decided to join together in order to create an optimal environment for the discussion and explanation of new echnologies, exchange of modern ideas and in general to allow the transfer of knowledge between a maximum number of professionals and academics during one common time period.

We would appreciate it if you would distribute this announcement to any interested colleagues.

We hope you find this 2006 joint conference to be of interest and look forward to seeing you in Cyprus!
For questions or requests for additional information, please visit our website: http://www.cipa2006.org or http://www.vast2006.org

Best regards, Marinos Ioannides chairman@cipa2006.org


Sergio TinŔ
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Dream Theater
Giugno 3, 2006, 9:54am Report to Moderator
Freelance rilievo e diagnostica
Nuovo utente
Posts: 6
Io mi inizierei a porre domande del tipo:
1)Che senso ha restaurare in maniera virtuale?
2)puo' essere un'attivitÓ complementare e/o integrante all'attivitÓ di restauro o sostituirla in toto in previsione invece di restauro(qualunque esso sia)?
3)C'e' una vastissima bibliografia in merito,ma guardacaso il 90% Ŕ prodotta da istituti o privati di estrazione tecnico scientifica non prettamente orientata ai beni culturali(uno per tutti ad esempio il CCNR canadese)


Luca Marri: Freelance Acustica/SM,Stereografia,Rilievo e diagnostica ottica.
Per ora lavoro su: Assemblato Dual AMD-MP 2Gb Ram ECC,Fuji S9500 e LPX-600!
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admin
Giugno 3, 2006, 10:28am Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Vi invio il link di un interesante articolo "Scrittura ed immagini : unĺipotesi di restauro virtuale" a cura di: Edoardo Ferrarini ed Eugenio Staltari. UniversitÓ degli Studi di Verona

http://lemo.irht.cnrs.fr/41/mo41_06.htm


Sergio TinŔ
Amministratore del forum

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Giancarlo_Buzzanca
Settembre 21, 2006, 7:00am Report to Moderator
Utente ospite
Rileggo queste pagine e mi domando: da un punto teorico se il restauro Ŕ comunque intervento sulla materia costitutiva dell'opera su cui si interviene il restauro virtuale, come detto nell'articolo citato da Sergio, Ŕ davvero un ossimoro?

vedi la nota 1 all'articolo citato: Il restauro virtuale Ŕ stato addirittura definito un ossimoro, dal momento che non si dÓ restauro, in senso proprio, senza intervento materiale sullĺoriginale .....
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algosuk3d
Gennaio 21, 2007, 11:29pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 2
Un saluto agli  utenti e ai moderatori, che ringrazio per il loro incessante lavoro.
Sono un architetto e mi occupo di modellazione 3d e seguo un dottorato in restauro.
Ho letto molto spesso questi post nel tentativo di mettere a fuoco l'idea del restauro virtuale. Provo a postare alcune riflessioni.
Innanzi tutto dividerei la questione  in due parti. la prima riguarda l'informatica ovvero la gestioni delle informazioni connesse al restauro. la seconda l'eidomatica ovvero la capacitÓ di visualizzare i dati.

I dati connessi al restauro sono molteplici, di natura diversa, tuttavia, riducibili al digitale (con le dovute attenzioni). Digitalizzando la materia ora posso operare su un modello che non Ŕ la materia stessa. Cosa mi dice che non sto facendo una copia? la mancanza della materia, delle evidenti limitazioni tecniche e sopratutto il fatto che diamo valori diversi all'originale e al modello. La digitalizzazione mi rende il modello virtuale piu fluido. Questa malleabilita rende il dato digitale facilmente elaborabile, condivisibile e archiviabile, soprattutto rende pi¨ facile la creazione di nuove informazioni.

Per quanto riguarda il discorso della visualizzazione dei dati bisogna notare come molti autori propongano, in maniera diversificata. ipotesi integrative dell'immagine, tuttavia, se si pensa a quale grado di realismo la CG offra Ŕ innegabile che questo tipo di operazioni possa essere fatto totalmente in virtuale senza toccare la materia. estremizzando il concetto possiamo dire che restaurare Ŕ un azione virtuale, mentre occuparsi della materia e della sua conservazione Ŕ un azione reale.

la riflessione Ŕ un poco massimalista. Aspertto fiducioso dei riscontri.

cordiali saluti




francesco algostino architetto-modellatore in torino
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Giancarlo_Buzzanca
Gennaio 22, 2007, 12:42am Report to Moderator
Utente ospite
Citato da algosuk3d
Un saluto agli  utenti e ai moderatori, che ringrazio per il loro incessante lavoro.


Un saluto che contraccambio di cuore. Una bella sorpresa ... il tuo post!

Citato da algosuk3d
Innanzi tutto dividerei la questione  in due parti. la prima riguarda l'informatica ovvero la gestioni delle informazioni connesse al restauro. la seconda l'eidomatica ovvero la capacitÓ di visualizzare i dati.


Gestire dati connessi ad operazioni di restauro e /o visualizzare i dati.
In fondo nessuna attivitÓ che possa rientrare nell'area della "diagnostica"  usa il termine "restauro" per indicare il proprio stato e definire la propria area d'intervento.
Io che massimalista sono molto pi¨ di te (un moderatore massimalista deve essere anche questo un ossimoro) mi chiedo: una disciplina debole ha bisogno di "catturare" denominazioni forte e di sicuro successo per  giustificare la propria esistenza. Che bisogno hanno i "computer scientist" di usare il termine  restauro virtuale se non per riscattarsi  da un pericoloso senso di inferioritÓ rispetto al celebrato restauratore?
Il tecnico diagnosta non conierÓ termini quali  "restauro fisico/chimico" per descrivere le proprie analisi e visualizzare le proprie congetture ed ipotesi operative.....

In termini brandiani... come accennato nel mio post precedente non pu˛ esistere un restauro virtuale. Ma qualcosa di diverso e degno della massima considerazione. Il ruolo delle tecniche "diagnostiche" Ŕ stato positivamente determinato da decenni....!
Ci˛ non toglie che la "forte evocativitÓ" delle parole restauro e virtuale abbinate assieme riesca a sfondare nella ricezione collettiva.
Ma continuo a ritenere che andrebbe fatto un forte sforzo nella definizione dello "statuto" dell' informatica applicata alle attivitÓ di conservazione.

Non dormir˛ in attesa di altre riflessioni...
A parte gli scherzi sono molto curioso di rileggerti!!
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fradeve11
Marzo 14, 2007, 6:48pm Report to Moderator
Studente universitario
Nuovo utente
Posts: 1
Buonasera a tutti, ho trovato questo forum da poco e sono veramente felice che esista una realtÓ online aperta anche ai diagnostici
Sin dall'inizio dei miei studi nel campo, mi ha affascinato l'idea del Restauro Virtuale: nessuno saprebbe fornire qualche indicazione su come funziona e quali sono i mezzi con i quali effettivamente si opera?

Un saluto a tutti


Francesco de Virgilio
Studente di Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e la Conservazione dei Beni Culturali
UniversitÓ degli Studi di Bari - Dipartimento Geomineralogico
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Giancarlo_Buzzanca
Aprile 2, 2007, 12:45am Report to Moderator
Utente ospite
Ritorno un attimo sui fondamenti teorici e sulle definizioni.

Inviterei a leggere http://sij07.cnr.it/pubblicazioni/poster/ScardeoniP29.htm e, se ritenuto necessario, commentare.

Io, per intanto noto una pagina (quella che segnalo) prodotta mediante Word e salvata poi in formato html...
Ma sanno anche i sassi che sono un khomeinista del web...
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Architer
Giugno 11, 2007, 10:18pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
Utente anziano
Posts: 101
Location: Palermo
Secondo me, il restauro vituale o meglio 'le ricostruzioni virtuali' hanno due scopi possibili.
L'uno che la modelazione virtuale, salva l'opera storica concreta da tentazioni ricostruttive astoricistiche, mantenendone l'integrità documentaria, ed al contempo, documentandone, attraverso la ricostruzione virtuali le sue possibili ed ipotetiche forme primitive, senza che in questo si faccia sacrificio dei resti esistenti.
In secondo luogo, appunto, il fatto che la modellazione delle possibili ricostruzioni storiografiche, non venga realizzata a spese del sacrificio dell'esistente, ma che l'esistente venga salvaguardato nel massimo delle sue tracce storiche ancora persistenti e tutte le ipotesi ricostruttive o interpretative vengano lasciate al modello virtuale.

Credo posas essere un giusto compromesso fra conoscenza e conservazione, o no?


Teresa Campisi
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Giancarlo_Buzzanca
Giugno 11, 2007, 11:52pm Report to Moderator
Utente ospite
Io credo che sia apparentemente una questione terminologica anche se poi il vero punto ├Ę di carattere metodologico ed investe i fondamenti della disciplina.
Nessuno mette in dubbio la necessit├á di ricostruzioni virtuali. Il modello virtuale (la ricostruzione  su modello superficiale o solido) ├Ę supporto essenziale alla attivit├á di conoscenza e all'attivbit├á di documentazione.
Le attivit├á di documentazione (bidimensionale e tridimensionali) su qualsiasi supporto siano realizzate e mediante qualsiasi strumento tecnico  adottato sono e rimangono attivit├á di documentazione e nessun complesso di inferioirit├á pu├▓ esistere tra documentazione e restauro tout cort.
Peraltro io personalmente mi sento un documentatore e non mi sento di dover chinare la testa di fronte a nessuno come nessuno la deve chinare di fronte a me. Documentatore specializzato in un determinato settore che ├Ę quello del restauro.

Ma ragioniamo meglio. La definizione di restauro, nella accezione brandiana ├Ę quello di intervento sul materiale costitutivo l'opera d'arte.
Si restaura  (o conserva o preserva) la materia. E si interviene secondo il prevalere di una specifica istanza.
Nel messaggio del Gennaio 21st, 2007 dicevo pi├╣ o meno queste cose.
Credo che il problema sia, pertanto quello di una esatta definizione trerminologica e di un rigore assoluto nell'identificare attori, tecniche, ruolo delle tecniche ecc...
Peraltro confermo la sensazione che il termine "restauro virtuale" sia stato adoperato, in passato, pi├╣ per  sollecitare riconoscimenti e stato sociale pi├╣ che per intervenire seriamente sui fondamenti scientifici. La metafora di restauro virtuale (ossimoro... come dicevo a suo tempo)  non resiste  credo alla forza della "teoria del restauro".
Ovviamente questa ├Ę una opinione....

In altre parole  continuo a sostenere che attivit├á documentative (siano esse ipotesi progettuali o siano esse documentazioni -di qualsiasi tipo - di interventi di restauro sono documentazioni. Restauro virtuale ├Ę il processo che storico d'arte, o restauratore o conservatore compiuno nella loro immaginazione quando progettaziono, conducono ed eseguono una operazione di restauro.... Altro non vedo
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