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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Architettura  ›  tinteggiature esterne Moderatori: admin
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tinteggiature esterne  (attualmente 14,940 viste) Print
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Alessandra Bosca
Novembre 5, 2006, 4:27pm Report to Moderator
restauratrice
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salve,
sto lavorando al restauro dei prospetti esterni di una villa dei primi del '900 a Roma.
il mio problema riguarda la tinteggiatura di una parete che dovrà essere più o meno rosso pompeiano.
con quale materiale mi consigliate di tineggiarla, considerato che la villa è facilmente esposta fenomeni di umidità, poichè sulla parete in questione è addossata una fontana funzionante e la villa è unserita all'interno di un piccolo parco.
grazie


Alessandra Bosca
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Novembre 5, 2006, 9:25pm Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Le più adatte dovrebbero essere le silossaniche.


Sergio Tinè
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Alessandra Bosca
Novembre 6, 2006, 2:54pm Report to Moderator
restauratrice
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purtroppo ho poche informazioni riguardo i materiali adatti alle tinteggiature per esterni.
esiste qualche manuale da consultare che mi faccia capire meglio le loro caratteristiche nonchè approssimativamente la resta finale?
grazie



Alessandra Bosca
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admin
Novembre 6, 2006, 5:07pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 731
Location: Palermo
Prova a cercare il "Manuale del colore delle facciate" Dario Flaccovio Editore anche se sui prodotti silossanici non si dilunga molto.

Ti invio una breve descrizione:
Per la produzione delle pitture silossaniche vengono usati gli stessi prodotti che s’impiegano per la formulazione delle resine silossaniche (a basso peso molecolare) che consentono di ottenere apprezzabili risultati in termini di idrorepellenza.
In dettaglio si tratta di polidimetilsilossani (PDMS) a basso peso molecolare (600–1000), oligosilossani e resine PDMS ad alto peso molecolare (1000–5000) o di polisilossani.
La caratteristica generale di tutti questi composti siliconici è la bassa tensione superficiale che consente a questa famiglia di prodotti di “distendersi” perfettamente su ogni tipo di superficie e di penetrarne all’interno dei più piccoli interstizi (nel nostro caso specifico i capillari) se abbinate con l’opportuna combinazione di basso peso molecolare e di finezza delle particelle.
I polidimetilsilossani (PDMS) formano sulle superfici dei films sottilissimi perfettamente aderenti, per cui i capillari vengono “rivestiti“ di resina siliconica senza venirne occlusi.
Questa caratteristica permette che, in virtù della bassissima tensione superficiale venutasi a formare all’interno dei capillari, l’acqua non è in grado di penetrare; ma, nel contempo, essendo i capillari completamente aperti il vapore acqueo è in grado facilmente di transitare.
Queste resine idrorepellenti possono essere inserite indistintamente all’interno sia di idropitture silossaniche (sia lisce sia quarzi), sia di tradizionali idropitture di cui, per ragioni ambientali, climatiche o di particolare esposizione alle intemperie, si vogliano migliorare le prestazioni di idrorepellenza, senza per questo penalizzarne il grado di permeabilità ai vapori del supporto.
Le principali caratteristiche dei sistemi silossanici sono le seguenti:

  • alta impermeabilità all'acqua;
  • buona diffusione del vapore acqueo;
  • buona adesione ai supporti minerali e non (bassa tensione del film);
  • resistenza alle intemperie;
  • resistenza ai gas inquinanti dell'atmosfera;
  • resistenza alla colonizzazione di alghe e funghi.
  • cromatismo poco adatto alla coloritura di antiche costruzioni, ma particolarmente indicato per quelle moderne (colori troppo brillanti ed omogenei). Per ovviare si può utilizzare la tecnica della velatura.


Sergio Tinè
Amministratore del forum

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Alessandra Bosca
Novembre 7, 2006, 9:22pm Report to Moderator
restauratrice
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grazie mille per la chiarezza e comunque mi documenterò sul manuale che mi hai consigliato


Alessandra Bosca
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angelo ingrasci
Novembre 9, 2006, 9:37pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
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Location: Asti
CIAO  ALESSANDRA, PRIMA DI TUTTO QUANTO è GRANDE LA PARETE, SECONDO CHE TIPO DI MATERIALE ESISTENTE C'è, ACRILICO  A QUARZO   ,OPPURE AI MINERALI, TIPO, CALCE ,SILICATO ,SILOSSANICO. SE IL MATERIALE E A CALCE ,PUOI RIDARE LA STESSA PITTURA  VERTICALIZZANDO SEMPRE I UN SENSO IN MODO DA NN VEDERE LE PENNELLATE  UN Pò A VANVERA, PREMETTO CHE LA CALCE  LASCIA SEMPRE UNA TRASPARENZA è UNA INDEFINIBILITà DELLA COMPATTEZZA , LASCIANDO LA PARETE COME SE FOSSE VISSUTA NEL TEMPO , OLTRE TUTTO HA UNA TRASPIRIBILITà SUPERIORE A TUTE LE PITTURE IN COMMERCIO,  SE IL MATERIALE NN è A CALCE  PUOI DARE UN FISSATIVO IDONEO  E POI DARE LA CALCE A FINIRE , COME ESPERIENZA IO HO USATO TUTTI I MATERIALI , MA , COME PREFERENZE HO OPTATO ULTIMAMENTE SEMPRE X I MATERIALI A CALCE, IL SUO DIFETTO E CHE TUTTO QUELLO CHE TROVA NN OMOGENEO LO EVIDENZIA IN QUANTO IL MATERIALE STESSO NN FA PELLICCOLA, IN CASO DI RITOCCHI  IL RITOCCO SI EVIDENZIA QUINDI E PREFERIBILE FINIRLO  SENZA RIPENSAMENTI, MENTRE SIA IL SILICATO  CHE IL SILOSSANICO HANNO LA PROPRIETà DELLA COMPATTEZZA, MA MENO QUELLA DELLA TRASPARENZA CROMATICA ,QUESTA E UNA SCELTA DELL'APPLICATORE.X LA CALCE SE VUOI GUARDA SUI SITI,  LE DITTA CHE IO USO  è L'ALGALITE , X I ROSSI NN DOVREBBE ESSERCI PROBLEMI HANNO LA CARTELLA COLORE MOLTO  AMPIA, CIAO E BUONA RICERCA


angelo ingrasci
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angelo ingrasci
Novembre 9, 2006, 9:44pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
Utente anziano
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Location: Asti
AH! DIMENTICAVO , IL PRODOTTO SI CHIAMA ALGANTICOTINTA OO MISCELABILE CON ACQUA AL 40/CENTO..........


angelo ingrasci
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Novembre 9, 2006, 11:12pm Report to Moderator
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Angelo,
si tratta di una "villa che è facilmente esposta fenomeni di umidità, poichè sulla parete in questione è addossata una fontana funzionante e la villa è inserita all'interno di un piccolo parco".

Non è esattamente il sito più adatto per la soparvvivenza di una tinta a calce.


Sergio Tinè
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Alessandra Bosca
Novembre 12, 2006, 10:43pm Report to Moderator
restauratrice
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Il materiale originale era a calce ed aveva le pareti con cromie differenti: una giallo ocra e l'altra di un rosso tipo pompeiano (parete in questione). Le pareti gialle sono state tinteggiate con la calce, ma il problema si è presentato quando abbiamo dovuto riprodurre la parete rossa. Con il colore a calce non riusciamo ad arrivare al tono del rosso, perchè comunque, con una base bianca (la calce), si ottiene un colore tonto tendente al rosa.
Abbiamo allora deciso di dare una base di colore differente (giallo) ed arrivare al nostro colore con una velatura. Purtroppo però l'assorbenza della parete è disomogenea tanto che in alune zone appare molto scuro, mentre in altre sembra quasi non aver ricevuto colore. A mio avviso sarebbe necessaria un'equilibratura. Nutro però forti dubbi riguardo a questa soluzione, perchè per quanto si possa contrastare il malassobimento del colore credo difficile equilibrarlo decentemente. Non solo, le altre pareti sono già state tinteggiate, e suppongo che con la velatura si ottenga un effetto molto differente da quelle con la pittura a calce.
Grazie


Alessandra Bosca
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admin
Novembre 12, 2006, 11:24pm Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Questo è sicuro.
Occorre fare delle scelte.
O la cromia (difficile di per sè) o le performances della pittura

Tra l'altro non so, a parte i costi, se il pigmento per ottenere il rosso pompeiano sia facilemnte reperibile.
Fra le terre più comuni (a costi accettabili) utilizzate per intonaci, la Terra di Verona Rossa non credo sia la più adatta.
Il maggior potere coprente si ottine con il Rosso Pozzuoli (sesquiossido di ferro anidro) detto anche: rosso inglese - rosso Ercolano - rosso di Venezia.
Non ne conosco i costi.

Per avere un assorbimento più omogeneo andrebbe rifatto l'intero tonachino.

Avete provato a scurire il tutto con una terra d'ombra ?
Proverei anche una miscela 1:3 o multipli  di Terra siena bruciata e Terra d'ombra bruciata.

Una cosa è certa. Con le terre in commercio e senza costi da gioielliere non è facile raggiungere certe tonalità.

Un discorso diverso si ha utilizzando gli ossidi di ultima generazione (alla base di vernici e pitture di recente formulazione)


Sergio Tinè
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Jole Marcuccio
Novembre 13, 2006, 9:01am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
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Location: Bergamo
perchè non utilizzare il silicato per fare i colori?


Jole Marcuccio
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Adamantio
Novembre 13, 2006, 9:25am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Bhe effettivamente i colori al silicato hanno delle buone performances; sono inoltre raccomandati in alcuni capitolati d'appalto.

Per info si può consultare ad esempio http://www.gpacolori.it/KEIM.PDF (anche se probabilmente non è l'unico produttore esistente)

Si deve ricordare che comunque sono relativamente costosi anche se quelli a base di ossidi di ferro dovrebbero comunque essere tra i meno cari.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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Jole Marcuccio
Novembre 13, 2006, 9:51am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
comunque è possibile prepararseli, utilizzando il silicato d'etile o di potassio e sciogliendo nel legante il colore in polvere. Bisogna scegliere tra i due tipi di silicato, fare attenzione ai colori ( con il silicato si possono usare solo i colori che si utilizzano per la calce) e adottare protezioni adeguate, specialmente per gli occhi.


Jole Marcuccio
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admin
Novembre 13, 2006, 10:30am Report to Moderator
Architetto
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Location: Palermo
Ho proposto le pitture silossaniche per le condizioni al contorno ed anche perchè trattasi di 900 (periodo in cui ormai gli ossidi sono alla base di tutte le pitture).

Le pitture ai silicati di potassio stabilizzati con circa il 2,5% di resina sintetica (pronte all'uso e monocomponenti) non differiscono molto, sotto l'aspetto estetico, dalle altre per il cosiddetto effeto "cartone" dovuto essenzialmente alla presenza degli ossidi.
Nella formulazione di questi prodotti l'effetto idrorepellente è ottenuto con l'aggiunta di un certo quantitativo di silossano.

La prima formulazione dei silicati (bicomponente - fine 800)  non ha avuto un successo commerciale corrispondente alla loro indubbia qualità per i problemi derivanti dallle difficoltà di posa.

Anche le formulazioni attuali presentano dei problemi (risolvibili con la dovuta attenzione degli operatori) :

  • possono essere utilizzate solo su intonaci a calce che non presentino tracce di precedenti coloriture con altro genere di pitture (esclusa ovviamente la calce);
  • se sono stati eseguiti dei rappezzi su lacune, il trattamento varia in relazione ai due tipi differenti di supporto: uno a base d'intonaco generalmente sporco ed inquinato (da pulire e trattare con idoneo primer), l'altro a calce fresca (fortemente caustica) che deve maturare almeno 28 giorni.

Una buona pitturaccia moderna ... semplifica la vita !!  

Dovendosi necessariamente escludere le pitture a calce per gli esterni (in genere) e per i problemi al contorno (di cui sopra) non credo sia un reato utilizzare formulazioni moderne.
Ogni intento d'invecchiamento artificiale (compresa la velatura) non è, sotto l'aspetto storico critico, un atteggiamento corretto.



Sergio Tinè
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angelo ingrasci
Novembre 13, 2006, 8:15pm Report to Moderator
Decoratore/Pittore/Restauratore di dipinti murali
Utente anziano
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Location: Asti
, x esterni, sono 10 anni che dipingo a calce, e vi garantisco che ho usato anche prodotti di colore  rosso molto intense a cifre del costo normalissimo, oggi sto lavorando in un edificio pitturato da me 6 anni fà ,aldilà dell'umidita troppo intensa , il resto è ancora perfettamente piacevole. è intatto. se'cè umidità che spinge  oltre la sua logica tutto si sfoglia, ho si sfarina  a partire dall'intonaco stesso .,rimango sempre dell'idea che la calce come cromia è la migliore e anche come traspirabilità .  x alesandra :ci sono colori rossi che vendono già preparati,    e  puoi  modificarli aggiuggendo delle altre terre  di base , queste terre     trovano già nella tinta di base rossa un veicolo di tenuta, sappi che le terre in se nn hanno consistenza senza un prodotto che le fa da veicolo,  comq , puoi anche provare con la calce bianca come base , e poi la velatura del rosso + idoneo che sarebbe una terra già pronta in vendita  da miscelare con il prodotto  adeguato.


angelo ingrasci
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angela di noto
Marzo 1, 2007, 6:49pm Report to Moderator
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Posts: 1
buonasera, ultimamente ho fatto ricostituire in esterno un intonaco interamente di biocalce. ho avuto delle difficoltà nella finitura, nel senso che diceva sopra credo angelo, cioè la superficie non riesce ad assumere una compattezza elevata avevo attribuito questo ad una errata modalità di posa ma leggendovi forse devo ricredermi.
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robertag
Marzo 10, 2007, 3:29pm Report to Moderator
gestione cantieri di restauro architettonico
Utente recente
Posts: 12
perch�on considerare l'applicazione di un intonaco antisale premiscelato, magari con un rinzaffo deumidificante sotto? all'intonachino di finitura chiaramente si possono aggiungere le terre d'interesse. tutto previa approvazione della soprintendenza, se l'edificio �incolato, e della direzione lavori.. comunque la scelta dei prodotti, anche se la villa è di inizio novecento, dovrebbe vertere appunto su quelli a base calce, la calce è sempre una garanzia... il cemento già di per sè è più soggetto a risentire dei sali e dell'umidità di risalita. è da valutare comunque anche il costo, i premiscelati a base cemento sono decisamente più economici di quelli a base calce


Roberta Giacometti
Registrato Offline
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eadg
Giugno 12, 2007, 5:53pm Report to Moderator
imprenditore
Utente anziano
Posts: 84
Alcune note in un dibattito già ricco:
- i colori rossi generalmente erano ottenuti stendendo sulle pareti da tinteggiare un fondo di colore giallo e poi - a velatura - si stendevano diverse mani di colore rosso (anche di diverse tonalità) in trasparenza. Questa tecnica era molto diffusa proprio perchè con le pitture a calce usate a tinta piena i rossi forti non si riescono ad ottenere.

- la tecnica sopra descritta è attualmente riproducibile e per quanto ne so sono già stati fatti interventi con questa tecnica.

- Le pitture ai silicati non le consiglierei per i seguenti motivi: non erano in uso nelle nostre zone (italia), hanno un aspetto decisamente più "piatto" delle pitture a calce e quindi a questo punto se si vuole provilegiare una pittura con performance elevate ci si deve indirizzare per forza sulle silossaniche ... magari anch'esse applicate a velature sovrapposte.

saluti


arch. edoardo rosaz
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