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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Materiali lapidei naturali ed artificiali  ›  sostituzione elementi decorativi Moderatori: admin
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sostituzione elementi decorativi  (attualmente 2,850 viste) Print
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sonia81
Novembre 23, 2006, 9:43pm Report to Moderator
studente in storia dell'arte
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Location: Laureata in Scienze dei Beni Culturali
Ciao a tutti,

provo a rilanciare la mia richiesta in questa sezione che mi sembra più specifica... magari qlc mi aiuterà!
Sto svolgendo una tesi di L.S. sulla sostituzione degli elementi decorativi lapidei nel restauro delle architetture e cerco esempi di importanti cantieri di restauro che abbiano affrontato questa problematica o notizie su Enti che quotidianamente se ne occupano (ad es. la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano).

Accetto qualsiasi suggerimento!

Grazie a tutti


sonia  giannella
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Dicembre 12, 2006, 7:50pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Perché sostituzione, e come si opererebbe questa sostituzione?
Buttando il materiale originale? Ormai degradato, perché ormai privo della sua funzione di comunicazione figurale? Oppure mantenendolo e facendo calchi di quelli ancora riconoscibili, da conservare in altri luoghi per la comprensione del progetto originale?
Oppure ancora, integrando le parti mancanti, con parti in malta o con innesti e tassellature, salvaguardando in parte la materia ancora originale?
Chiedo


Teresa Campisi
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sonia81
Dicembre 17, 2006, 2:20pm Report to Moderator
studente in storia dell'arte
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Location: Laureata in Scienze dei Beni Culturali
Sostituendo le parti degradate: ad esempio modanature, cornici, guglie e capitelli con elementi completamente nuovi effettuati con materiale simile o identico. Spesso non si tratta di calchi, ma di parti lavorate ex-novo, perchè riprendono motivi facilmente riproducibili.
Sto affrontando l'argomento specie per i grandi complessi monumentali, quali cattedrali e palazzi storici. Specie per le cattedrali sono operazioni che sono state sempre effettuate nel corso dei secoli, ma l'attenzione delle attuali pubblicazioni è incentrata più sulle decorazioni scultoree che sugli ornati che in effetti caratterizzano il monumento.
Per i pezzi sostituiti la conservazione varia a seconda dell'importanza e dell'Ente, alcuni vanno in magazzini, altri nei musei.


sonia  giannella
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Dicembre 18, 2006, 6:38pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Come riferimenti del tipo che intedi tu, ma non condivido, posso segnalarti, il restauro del Partenone, ormai opera rifondata, più integra di quanto forse sia mai stata conosciuta a memoria d'uomo ( E so che mi beccherò della ruskiniana, da Edgardo Pinto Guerra), i seguenti del genere che dici, ben documentato in due testi:
- P. Marconi, Materia e significato. La questione del restauro architettonico, ed. Laterza, pp. 103-116;
- M.G. Filetici, F. Giovannetti, F. Mallouchou-Tufano, E. Pallottino (a cura di), I Restauri dell'Acropoli di Atene (restoration of the athenian Acropolis - 1975-2003), in Quaderni ARCo, Associazione per il recupero del costruito, Cangemi editore, Roma 2003.


Teresa Campisi
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Dicembre 18, 2006, 6:40pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Location: Palermo
Poi ovviamente le integrazioni possono essere fatte in modalità molto diversa, e non solo, come sosterresti tu, in dipendendenza dell'importanza dell'Ente, ma direi dell'opera, casomai.
Non hai un'idea già un po' troppo pragmatica delle logiche della conservazione? Mi permetto di chiederti?


Teresa Campisi
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sonia81
Dicembre 24, 2006, 4:05pm Report to Moderator
studente in storia dell'arte
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Location: Laureata in Scienze dei Beni Culturali
Ciao,

grazie mille per i suggerimenti, cercherò sicuramente i libri che Lei mi consiglia.
Per il momento non credo di essere troppo pragmatica, sono solo all'inizio del mio lavoro e per ora cerco di mantenere per quanto possibile le mie opinioni personali un po' da parte. Sto cercando di dare alla discussione un taglio quanto più scientifico possibile, che prenda in esame le varie soluzioni adottate e ovviamente le varie correnti di pensiero e di azione, mostrandone i vari aspetti, i pro e i contro di igni scelta operativa o "non operativa".
Detto questo, resto comunque uno "storico dell'arte" e per forma mentis tendo sempre e comunque a dare un'importanza prioritaria a qualsiasi elemento originale, ma per le architetture ritengo che sia indispensabile un minimo di elasticità, poichè non condivido la scelta di rischiare di perdere tutto pur di non modificare niente. Ovviamente questo non implica la giustificazione di interventi di sostituzione massicci che rischiano di snaturare l'edificio.
Spero di non essere stata troppo contorta, comunque per qualsiasi critica o intervento io sono ben disponibile, poichè anche questo dibattito mi aiuta a farmi un'idea delle attuali posizioni.


sonia  giannella
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Gennaio 2, 2007, 8:02pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Cpisco le diverse posizioni, Sonia, dello storico dell'arte, e dell'architetto restauratore.
Ma credo che ormai ci siano tutti gli strumenti, per potere soddisfare gli uni e gli altri.
Ossia la modellizzazione informatica, le animazioni, i calchi, le riproduzioni, anche realistiche, da originali, senza che si intervenga sull'originale.
Per me il lavoro dello Storico deve essere una riproduzione storiografica, non reale, ossia un'opera di ricostruzione letteraria, che non forzi la storia a diventare quella non é più in nome di un'integrità architettonica ormai perdutasi nel tempo e modificata dalla storia trascorsa.
Sono per distinguere fra letteratura della storia e storia architettonica reale.
Questa é la mai posizione. Ovviamente mia.


Teresa Campisi
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sonia81
Gennaio 13, 2007, 10:31am Report to Moderator
studente in storia dell'arte
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Location: Laureata in Scienze dei Beni Culturali
ok, posso capire il suo punto di vista, ma nel caso di un edificio tutt'ora in uso in cui l'elemento figurativo è fondamentale alla piena comprensione e stabilità dell'edificio stesso cosa si fa? Cosa farebbe un architetto? Nel caso di una cattedrale, Firenze, Milano, Orvieto, se perdiamo un elemento figurativo e strutturale importante cosa si dovrebbe fare? Lasciare un vuoto? Lasciare l'edificio menomato? Sostituire con un elemento sempre di marmo ma stilizzato che comunque comprometterebbe l'estetica del monumento? Per un edificio "vivo" come una Cattedrale, da sempre sottoposto ad opera di manutenzione, mi sembrerebbe un po' un controsenso se noi per puro eccesso filologico lasciassimo decadere un edificio che potrebbe essere "sano" solo per non toccare nulla. A cosa servirebbe un modello informatico se comunque l'edificio non è più agibile e tutto ciò per non sostituire un capitello, una guglia, una cornice?
Forse il mio intervento può suonare un po' drastico, ma le diverse opinioni che fin'ora ho riscontrato in giro mi confermano che le idee sul settore sono un po' vaghe ed io sto cercando in ogni modo di delinearle al meglio.


sonia  giannella
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 15, 2007, 10:44am Report to Moderator
Consulente risanamento murature storiche dal 2003
Posts: 252
Location: Studio consulenza risanamento muri
Visto che Teresa mi ha evocato . . . . dirò l'atteggiamento metodologico che adotterei - che non è certo quello *corretto* che, alla fine, è termine etico soggettivo, anche delle varie discipline.
Io adotto il criterio di *più utile al fruitore* che è a mio avviso quello più importante.
Con questo intendo il mantenimento del patrimonio culturale come figurativamente trasmesso per la fruizione da parte delle generazioni future. Certo, i significati simbolici originali non potranno, oggi, storicamente essere intesi come gli stessi, ma ciò non toglie che è nostro dovere trasmettere la forma il più possibile come era. Perciò
- se vi sono parti mancanti o tanto danneggiate da essere irriconoscibili, della cui forma, pittorica o architettonica, si è CERTI (tipo i marmi del Partenone asportati ma noti, oppure una cornice, o merli di una torre), si possono sostituire o integrare in toto, altrimenti, NO secco.
- nelle sostituzioni se possibile l'originale deve essere conservato da parte (anche in foto per dipinti)
- se vi sono parti riconoscibili in via di degrado tutto deve essere fatto per mantenerle come sono
E scusate se oso pensare con la mia testa, alla mia età posso rischiarla -



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
Consulente risanamento
Autore del volume "Risanamento di murature umide umide e degradate"
epg@consultingepg.com
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Architer
Marzo 25, 2007, 6:16pm Report to Moderator
Architetto-Dottore di ricerca in Conservazione
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Location: Palermo
La rischi bene, Edgardo, direi.


Teresa Campisi
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