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Forum Restauro e Conservazione    TEMI GENERALI    Temi generali  ›  Qualità  del restauro e Precariato Moderatori: admin
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Qualità  del restauro e Precariato  (attualmente 4,459 viste) Print
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Adamantio
Dicembre 7, 2006, 4:22pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Ho pensato e ripensato a questo argomento e credo che ci possa essere una via legislativa per risolere entrambi i problemi con una sola disposizione di legge.
Premetto che non sono un legislatore e che questa convizione nasce solamente da considerazioni che ho potuto elaborare in anni di permanenza nel settore dei beni culturali, in diversi ambiti dello stesso.

Assistiamo in questi ultimi anni ad un progressivo aumento di manodopera precaria a discapito di posizioni di lavoro a tempo indeterminato. Tale fenomeno è divenuto ormai una vera e propria piaga nel nostro settore. Giovani ragazzi spesso molto preparati dal punto di vista dell'istruzione sono costretti a peregrinare di impresa in impresa alla ricerca di un lavoro stabile che non arriva mai... c'èl'esercito della partita IVA, i Co.Co.Co che ora sono Co.Co.Pro, i contratti a termine, ecc.
Si tratta di mille rivoli e definizioni per nascondere una manodopera mal pagata, senza diritti, che avrà  grossi problemi quando si affaccerà  alla pensione... e il problema è aggravato da una discriminazione contro le donne che di fatto compongono la grande maggioranza degli addetti al settore. In una situazione precaria è infatti difficile se non impossibile mettere su famiglia e chi decide di avere un figlio ha pesanti ripercussioni lavorative. L'impossibilità  di un lavoro continuativo spinge spesso ad attività  di ripiego, a periodi di pausa, che di fatto provocano una minore crescita professionale e uno spreco di risorse... ci si deve inoltre confrontare con diversi datori di lavoro che hanno modalità  operative e filosofie di lavoro diverse finendo per formare un restauratore che conosce ogni aspetto lavorativo in modo superficiale e a volta contraddittorio. Si è spesso di fronte anche ad addetti che raggiunta una certa età  e determinate necessità  finanziarie vengono semplicemente lasciati a casa in favore di manodopera più giovane e di minori pretese...  
Le imprese ad elevato numero di operatori precari sono spesso inaffidabili, hanno lavoratori che non sono abituati a lavorare insieme e che neppure il datore di lavoro conosce e sa valorizzare. Un funzionario di Sovrintendenza del Nord Italia, di cui non faccio il nome, mi ha confermato, con sdegno, che il tipo di impresa più flessibile e che più spesso riesce ad affermarsi è ormai composta da due avvocati e un ragioniere e che tutta la manodopera viene assunta di volta in volta... nonostante ciò queste imprese mantengono curricola e faturato...  


Marco NICOLA
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Adamantio
Dicembre 7, 2006, 4:22pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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D'altro canto sappiamo tutti quanto sia problematico, in una gara pubblica di appalto, stabilire a priori la qualità  di un intervento e l'affidabilità  di una ditta di restauro e poter scegliere di conseguenza un rapporto qualità  prezzo che sia il migliore per l'opera d'arte e in definitiva per chi deve accollarsi l'onere dei lavori. A partire da una logica barbara e incivile come quella del massimo ribasso si è presto cominciato a capire che i beni culturali meritavano di meglio. Passando per la mediamediata e altre amenità  del genere si è trasformata la gara d'appalto in un terno al lotto in cui ci sono sempre più numeri da estrarre e meno possibilità  di vincere... andando di fatto a scegliere la ditta che ha il miglior ufficio gare / ufficio legale... di certo un tipo di qualità  inutile per il bene culturale e utile invece per un esercito di burocrati. Rendendosi conto che non era il meglio auspicabile per il bene si è optato anche per altre più complesse sofisticazioni come certificazioni e elaborazione di curricula.
Questi espedienti sono obiettivamente risultati tutti insoddisfacenti. Per i curricola non c'è una graduatoria seria con criteri di ugualianza e spesso lo stesso curriculum è soggetto a variazioni di giudizio anche molto pesanti da una commissione all'altra. Le certificazioni come le SOA portano ad avvantagiarsi i grossi gruppi di imprese che hanno forti fatturati e in maggiore misura le grandi imprese edili che infatti sono i maggiori possessori di certificazioni OS2 che invece dovrebbero essere appannaggio dei restauratori mentre le certificazioni di qualità  come l'ISO certificano una qualità  di tipo gestionale e non del lavoro finito. Il sistema certificativo risulta inoltre molto costoso e di fatto costringe le imprese ad una vera e propria tassa a favore delle società  di certificazione, dei consulenti aziendali, ecc. oltre che ad uno sforzo notevole di allineamento a parametri che non sono specificatamente studiati per i restauratori di beni culturali ma per tipologie di lavorazioni in generale industriali, con spesso come conseguenza situazioni gestionali a dir poco paradossali.

Tutte queste considerazioni mi spingono a formulare una semplice ma significativa domanda:

"Perchè lo Stato non modifica le leggi di attrbuzione di tutti gli appalti di restauro sancendo per legge che le imprese che hanno più manodopera assunta a tempo indeterminato devono essere avvantaggiate nell'aggiudicazione delle gare d'appalto?"

Sarebbe una norma semplice e di facile applicazione... basterebbe un punteggio, simile a quello del curriculum, che dia un tot punti per ogni restauratore, collaboratore e operatore assunto a tempo indetermiato... in questo modo le imprese avrebbero tutto il vantaggio ad assumere operatori a tempo indeterminato e moltissimi precari verrebbero finalmente assunti in modo stabile ristabilendo così una migliore qualità  anche operativa.

questo credo che potrebbe essere un migliore criterio per valutare in modo obiettivo l'affidabilità  di una ditta di restauro.


Marco NICOLA
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alessandro sidoti
Dicembre 7, 2006, 5:47pm Report to Moderator
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ma siamo certi che le imprese stesse non farebbero ricorso ?
stavo riflettendo sullo stesso argomento un paio di giorni fa... pensavo che poteva essere interessante mettere nei bandi che i curricula dei dipendenti a tempo indeterminato verrebbero valutati di piùdi quelli dei dipendenti a progetto... rimane che non sempre vengono valutati i curricula dei collaboratori... anzi spesso si valuta il direttore tecnico e il curriculum dell'impresa... sono sempre in difficoltà  nel dire che esiste una soluzione per tutti i casi, oltretutto non è facile fare parte delle commissioni di aggiudicazione di gara, gli amministrativi la fanno da padrone e difficilmente viene messo in gioco il buon senso... non ultimo le richieste di documentazione di gara prevedono requisiti sempre diversi e quindi la valuazione dei curricula e dei lavori analoghi è difficile. aggiungerei che spessissimo le valutazioni sono solo quantitative e non qualitative, per cui valgono i fatturati e non la qualità  degli interventi. Quello che mi chiedo tutte le volte è ma a che pro? possibile che si debba mettere in piedi un sistema così¬ complesso per affidare una gara ? lo spettro della corruzione deve per forza fare spazio al caso o al massimo ribasso? che logica è quella del "è fatto male perè² l'ho pagato poco"? mica si sta parlando delle borse dei cinesi ! questi consetti che risultano abbastanza chiari ai restauratori sono spesso lontani anni luce dai legislatori e burocrati... quello che mi chiedo è ma chi deve fare il primo passo ? è possibile che non ci sia modo da parte dei restauratori di mettere in piedi una forma di autoregolamentazione ? non c'è modo di cercare di evitare la concorrenza sleale ? dopotutto è il nostro lavoro e dovremmo essere i primi a essere interessati a mantenerlo vivo e ben pagato... eppure poi si va a gara ed ecco spuntare il 40 % di ribasso! dopodichè ogni valutazione economica fatta a priori va a quel paese... e nel clima di ristrettezze economiche attuali è ben difficile convincere un dirigente che stiamo pagando troppo poco un lavoro !
scusate lo sfogo ma è un probema che attanaglia la coscienza di restauratore pubblico che con grande comodità  riceve lo stipendio a fine mese senza dovermi arrovellare su come sbarcare il lunario.

ciao Ale


        
Alessandro Sidoti 
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Adamantio
Dicembre 7, 2006, 6:06pm Report to Moderator
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Alessandro,
ti ringrazio per essere stato il primo a prendere parte a questo discorso...
Forse mi sono spiegato male... io non intendo dire che si debba dare un punteggio al curriculum del restauratore e/o dei collaboratori... quello dei curricola è un sistema... io pensavo ad un altro sistema, sempre a punti, ma che al posto di prendere in considerazione i lavori eseguiti (con pesi e misure differenti) prenda in considerazione semplicemente il numero di dipendenti a tempo indeterminato.
Ci vorrebbe un sistema normato a livello nazionale e in modo univoco... non c'è bisogno di una commissione per questo calcolo.

Più dipendenti a tempo indeterminato hai, più sei affidabile e quindi più ci si aspetta che il tuo lavoro sia di migliore qualità. Quindi io credo che più dipendenti restauratori, collaboratori e operatori hai più dovresti essere avvantaggiato nell'aggiudicazione delle gare... d'altra parte solo imprese affidabili possono sobbarcarsi l'onere di avere molta manodopera a tempo indeterminato e solo avendo un team affiatato di restauratori che lavorano insieme da molti anni si può pensare di avere una qualità  corrispondente.

Si potrebbe poi differenziare i punteggi in base al titolo... (restauratore, collaboraore, operatore, ecc.) ma questo è un altro problema... quello che credo sia importante focalizzare sin da subito è che: TEMPO INDETERMINATO = AFFIDABILITA' e QUALITA'.



Marco NICOLA
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alessandro sidoti
Dicembre 7, 2006, 7:27pm Report to Moderator
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sono perfettamente d'accordo con te precario è male anche per l a qualità  del lavoro... l'unica cosa è che dubito che la stazione appaltante possa da sola prendere una iniziativa del genere e anch'io auspico un'intervento legislativo ma dubito che ci sarà  mai ....


        
Alessandro Sidoti 
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cecilia
Dicembre 8, 2006, 9:02am Report to Moderator
Architetto
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Tutto quello che dite è molto vero, tuttavia va valutato che è possibile affidare praticamente a trattativa privata (cioè mediante gare informali) lavori di restauro fino a cifre abbastanze alte. In un comune come il mio (15.000 abitanti) le esigenze di restauro di opere mobili rientrano ampiamente in tali cifre; i restauri piùcostosi che ho seguito si attestavano su somme pari a qualche decina di migliaio di euro. In questo caso è piuttosto semplice: io incontro le ditte che intendo invitare alla gara, mostro loro il lavoro, ascolto quello che mi dicono e poi invio/non invito. E' il mio sistema "empirico" di resposnabile del procedimento per garantire un minimo di qualità  del lavoro e rappresenta un adattamento perchè anch'io penso che un intervento legislativo nel senso di quel che chiedete voi non potrà  essere fatto, perchè sono d'accordo con Ale, le stesse imprese farebbero ricorso.


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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alessandro sidoti
Dicembre 8, 2006, 10:52am Report to Moderator
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certo ma in una situazione un po' piùampia in cui si superano le soglie come si fa? noi ormai siamo un po' in difficoltà  nel restauro librario non ci sono tante ditte con la soa e nell'ultima gara con soa di II livello abbiamo fatto fatica a trovare qualcuno... e in quel caso non puoi non invitare qualcuno che ha i requisiti


        
Alessandro Sidoti 
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Adamantio
Dicembre 8, 2006, 4:17pm Report to Moderator
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Io credo che il problema non sono lavori piccoli dove comunque si rientra nei limiti di affidamento diretto.
Il problema sono i lavori grandi. Quelli soggetti a gara pubblica d'appalto, quelli dove c'è la categoria OS2 ad esempio... sono anche i tipi di lavoro che impiegano il maggior numero di restauratori perchè il restauro "in cantiere" sappiamo tutti che dimensioni ha... senza contare che la tendenza è ormai, in diversi casi, quella di assegnare in blocco il lavoro (dipinti e apparati mobili insieme all'edificio che li contiene) con appalti milionari in cui è quasi impossibile partecipare e che vincono quelli che non hanno nemmeno un operaio assunto...

se vi fosse una modfica della legge approvata dal legislatore non sono sicuro che sarebbe possibile ricorrere... non stiamo parlando del singolo capitolato che può stilare la stazione appaltante... stiamo parlando di una modifica di legge uguale per tutti... ci vorrebbe una grande mobilitazione ...


Marco NICOLA
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Jole Marcuccio
Dicembre 8, 2006, 6:31pm Report to Moderator
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ho letto quello che hai scritto e lo approvo in tutto. sono convintisima che la qualitè  del restauro si esprima specialmente attraverso le persone e non certo attraverso le certificaziononi e i sistemi di qualità . Sono talmente convinta di questo che ho sempre assunto a tempo indeterminato, curando la formazione del dipendente, pagando un corso di aggiornamento all'anno. Devo dire però che sono pochi i restauratori che seguono questa linea di condotta, in generale tendono ad avvalersi di collaborazioni e di assunzioni a progetto e tante volte mi domando come possano garantire in questo modo la qualità  del lavoro. Penso anche che sul lungo periodo, costi meno ad una azienda un lavoratore a tempo indeterminato che piùcollaborazioni e contratti a progetto messi insieme, per non parlare del rapporto di fiducia e dell'assunzione di responsabilità  che un collaboratore a tempo indeterminato può rappresentare. Devo anche dire che per l'ultima assunzione, ho fatto fatica a trovare la persona disposta ad essere assunta regolarmente. Si trattava di un contratto di apprendistato, quindi indirizzato a chi era appena uscito dalla scuola di restauro e in tanti hanno preferito i contratti a progetto proposti da altri studi, perchè piùredditizzi e forse anche perchè non erano posti fissi. Non piace molto ai giovani il posto fisso, pensano che cambiando spesso lavoro e datori di lavoro possano fare maggiori esperienze e quindi presentare un curriculm vario e interessante per chi lo leggerà  non sanno che la loro formazione sarà  piùvaria, ma sicuramente superficiale.
tu Marco concludi dicendo che forse con altri sistemi si potrebbe fare qualcosa...hai forse qualche idea?


Jole Marcuccio
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alessandro sidoti
Dicembre 8, 2006, 6:33pm Report to Moderator
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se avessimo un ordine ci sarebbe già  una qualche autoregolamentazione possibile no ? che ne so tariffe minime possibilità  di essere buttati fuori dall'ordine etc etc
e questo senza un legislatore...


        
Alessandro Sidoti 
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Adamantio
Dicembre 9, 2006, 7:44am Report to Moderator
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Citato da alesido
se avessimo un ordine ci sarebbe già  una qualche autoregolamentazione possibile no ? che ne so tariffe minime possibilità  di essere buttati fuori dall'ordine etc etc
e questo senza un legislatore...



Un ordine sarebbe sicuramente auspicabile, ma tutti sappiamo che sono decenni che si combatte per la costituzione di un ordine e che si continua ad ottenere solo buchi nell'acqua o risultati solo parzialmente riconosciuti... inoltre la costituzione di un nuovo ordine mi pare in contrasto con le attuali tendenze a livello nazionale ed europeo


Marco NICOLA
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Adamantio
Dicembre 9, 2006, 7:57am Report to Moderator
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Citato da jolemar
ho letto quello che hai scritto e lo approvo in tutto. sono convintisima che la qualità  del restauro si esprima specialmente attraverso le persone e non certo attraverso le certificaziononi e i sistemi di qualità . Sono talmente convinta di questo che ho sempre assunto a tempo indeterminato, curando la formazione del dipendente, pagando un corso di aggiornamento all'anno. Devo dire però che sono pochi i restauratori che seguono questa linea di condotta, in generale tendono ad avvalersi di collaborazioni e di assunzioni a progetto e tante volte mi domando come possano garantire lin questo modo la qualità  del lavoro. Penso anche che sul lungo periodo, costi meno ad una azienda un lavoratore a tempo indeterminato che piùcollaborazioni e contratti a progetto messi insieme, per non parlare del rapporto di fiducia e dell'assunzione di responsabilità  che un collaboratore a tempo indeterminato può rappresentare. Devo anche dire che per l'ultima assunzione, ho fatto fatica a trovare la persona disposta ad essere assunta regolarmente. Si trattava di un contratto di apprendistato, quindi indirizzato a chi era appena uscito dalla scuola di restauro e in tanti hanno preferito i contratti a progetto proposti da altri studi, perchè piùredditizzi e forse anche perchè non erano posti fissi. Non piace molto ai giovani il posto fisso, pensano che cambiando spesso lavoro e datori di lavoro possano fare maggiori esperienze e quindi presentare un curriculm vario e interessante per chi lo leggerà , non sanno che la loro formazione sarà  piùvaria, ma sicuramente superficiale.
tu Marco concludi dicendo che forse con altri sistemi si potrebbe fare qualcosa...hai forse qualche idea?



So che di recente ci sono state importanti mobilitazioni sindacali da parte di Fillea-CGIL e di altre organizzazioni sindacali come Filca-CISL e Feneal-UIL su argomenti affini (vedi ad esempio http://www.filleacgil.it/FilleaRestauro/MobilitnazLavRestauro20nov06.htm ).
Non c'è stata, che io sappia, una richiesta esplicita come quella da me espressa ma mi sembra che stiano andando nella giusta direzione...

Se oltre e al di là  dei sindacati ci fosse anche una mobilitazione generale dei restauratori e degli altri operatori del settore, magari con una raccolta firme o qualcosa del genere credo che si potrebbe fare qualcosa... ma finchè non facciamo sentire la nostra voce nessuno ci prenderà  in considerazione... siamo tanti...  guardando il numero di scuole e di giovani che ogni anno entrano in questo settore si comincia a percepire che siamo veramente una moltitudine... questo problema è un problema di tutti noi e bisogna fare percepire questo all'opinione pubblica nell'interesse degli operatori, ma soprattutto dei Beni Culturali e dello Stato.  

Siamo un popolo silente che ha bisogno di esprimersi... e il bello è che non si tratta degli interessi dei lavoratori contrapposti a quelli delle imprese... l'interesse è di entrambi: lavoratori e imprenditori (oltre che Stato e Beni Culturali) contro una legge che non soddisfa le esigenze del settore e che andrebbe modificata!


Marco NICOLA
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Jole Marcuccio
Dicembre 9, 2006, 9:11am Report to Moderator
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potremmo stilare un documento e trovare il modo per fare una raccolta firme, il documento potrebbe girare attraverso scuole, università  e organizzazioni sindacali


Jole Marcuccio
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alessandro sidoti
Dicembre 9, 2006, 11:19am Report to Moderator
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io ho un po' dei documenti stilati dalla fillea cgil se volete posso mettere in linea... è un po' politichese però i concetti espressi sono gli stessi


        
Alessandro Sidoti 
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Adamantio
Dicembre 9, 2006, 2:43pm Report to Moderator
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Si credo che potremmo proprio fare questo...

sarebbe necessaria la collaborazione di quanti piùpossibile per stilare un documento valido e chiaro...


Marco NICOLA
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