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Forum Restauro e Conservazione    TEMI GENERALI    Temi generali  ›  Qualità  del restauro e Precariato Moderatori: admin
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Qualità  del restauro e Precariato  (attualmente 4,460 viste) Print
3 Pagine « 1 2 3 » Tutti Raccommanda Thread
Cantoria
Dicembre 11, 2006, 11:20am Report to Moderator
Direzione - Scuola di Restauro La Cantoria
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Parlando di Fillea vi inoltro un messaggio che ho ricevuto alcuni giorni fa:
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Siamo con il presente a confermare che il giorno 18 DICEMBRE 2006 alle ore 17.00 presso la CAMERA DEL LAVORO DI FIRENZE in via BORGO DE GRECI 3, nel SALONE DI VITTORIO, la FILLEA-CGIL ha invitato i PARLAMENTARI ELETTI IN TOSCANA, sulle problematiche del RESTAURO (DLgs 156/06).
        Viste le aperture che al tavolo con il ministero sono state fatte dal sottosegretario, ma vista anche la straordinaria importanza che quel tavolo ricopre per il settore del restauro, abbiamo ritenuto importante informare e coinvolgere le istituzioni, pertanto siamo a invitare tutti voi a partecipare numerosi all'iniziativa, vi chiediamo inoltre se possibile di invitare anche tutti i restauratori e restauratrici vostri conoscenti.
--------------------------------------------------------------------------------------------



Dr. Francesca Morelli
LA CANTORIA - SCUOLA DI RESTAURO<br>(Ente di formazione professionale accreditato dalla Regione Toscana: DGRT 1722 del 03/03)
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Cantoria
Dicembre 12, 2006, 9:05am Report to Moderator
Direzione - Scuola di Restauro La Cantoria
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Ho appena ricevuto questa correzione di data per l'incontro ne ve la inoltro:
_____________________________________________
In riferimento alla precedente sono a correggere la data dell'iniziativa che erroneamente riporta la data del 18 dicembre.
l'iniziativa con il comune di FIRENZE e i PARLAMENTARI è fissata per  VENERDI 15 DICEMBRE alle ore 17.00

CI SCUSIAMO PER LO SPIACEVOLE INCONVENIENTE E RINNOVIAMO L'INVITO A PARTECIPARE E FAR PARTECIPARE TUTTI I RESTAURATORI E RESTAURATRICI CHE CONOSCETE.
                Per la FILLEA-CGIL
                Massimo Bollini
_____________________________________________

Francesca


Dr. Francesca Morelli
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Adamantio
Dicembre 20, 2006, 10:18am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Sarebbe comunque possibile creare una petizione on-line, in modo molto semplice grazie a siti come questo: http://www.petitiononline.com/ .
Guardate ad esempio questa petizione sull'Università  che ha raccolto quasi 4000 firme:
http://www.petitiononline.com/appello/petition.html

L'unica cosa da fare sarebbe a questo punto stilare una petizione chiara e concisa da inviare poi al nostro Ministero.

Chiedo l'aiuto di qualcuno perchè con il politichese non me la cavo benissimo... ricordo che comunque è importante che sia anche chiara per chi firma oltre che per chi riceve...

aspetto adesioni e aiuto...


Marco NICOLA
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Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
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Adamantio
Giugno 5, 2007, 8:23pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Vi riporto due interessanti articoli apparsi su patrimoniosos e citati a loro volta da altre fonti:

Beni culturali. Un mondo di giovani precari e appalti al massimo ribasso
il manifesto, 17-05-2007


Anche dietro a un Michelangelo sè¬ nascondono storie di precarietà . Scrive un archeologo, in una lettera recapitata alla Fillea Cgil: «Prendo 40 euro al giorno, per otto ore di lavoro, dalle 7,30 alle 16,30, e lo stipendio non mi viene accreditato neppure tutti i mesi, perchè© l'azienda per cui lavoro mi paga quando prende i soldi delle commesse che si è aggiudicata, io però² tutti i mesi devo pagare affitto, luce; acqua, gas...». Di Beni culturali si è parlato ieri, a Roma, nel corso di un convegno nazionale, «Beni culturali: cosa c'è sotto?», organizzato dalla Fillea Cgil e dalle imprese e cooperative che nel settore operano. Obiettivo, arrivare alla costituzione di un tavolo interministeriale (Lavoro, Infrastrutture e Beni Culturali) «passaggio indispensabile per porre il sistema dei beni culturali all'interno di una economia di crescita del territorio». «Una sfida interessante - la definisce Iivia Potolicchio, coordinatrice nazionale Fillea restauro - Perchè© parte dai problemi evidenziati dai sindacati e dalle imprese». Difficile quantificare il numero dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte. «E' un mondo polverizzato - aggiunge Potolicchio - dove tutti sono sostanzialmente precari». Secondo la Fillea Cgil si tratta di circa 30 mila lavoratori, tra archeologi e restauratori, tutti laureati e specializzati. Il 52% dei quali con contratti a progetto e, neanche a dirlo, orari fissi quotidiani di entrata e di uscita. Tra i principali problemi, il progressivo definanziamento del settore e il sistema degli appalti, dove continua a valere il sistema del massimo ribasso. A poco sono servite le norme migliorative del 2004, che introducevano il principio dell'«offerta economicamente piùvantaggiosa». Di fatto si arriva a punte di ribasso superiori al 30%. «Manca una valutazione complessiva che tenga conto della struttura d'impresa e dell'organico per esempio» conclude Potolicchio. Senza contare la mancanza di riconoscimento dei titoli professionali, la disomogeneità  dei percorsi formativi e le basse retribuzioni di lavoratrici e lavoratori.

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=30432


Marco NICOLA
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Adamantio
Giugno 5, 2007, 8:29pm Report to Moderator
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IL CONVEGNO Organizzato da sindacati e Coop. Pericolo precari!
Marco Innocente Furina
giovedì¬ 17 maggio 2007, L'Unità 



Com'è difficile lavorare nei cantieri di restauro

Mentre il Bel Paese apre le porte di giardini, dimore storiche e musei in occasione della IX «settimana della cultura», gli operatori del settore dei Beni culturali lanciano l'allarme sullo stato di degrado a cui è abbandonato da anni tutto il comparto. La denuncia del «caos normativo» e della assoluta «insufficenza di fondi», ma soprattutto della «precarietà  occupazionale», che affligge gli addetti a un settore strategico per il futuro, e per l'immagine dell'Italia, è stata lanciata ieri a Roma nel convegno E lavoro nei beni culturali: tutele, qualità  e sviluppo economico. L'incontro, organizzato dalla Fillea Restauro Cgil, dalla Ancpl Lega Coop e dalla Confederazione italiana archeologi, ha visto la partecipazione di tutti gli operatori del settore - sindacati, lavoratori e imprese - uniti nel chiedere al Governo piùrisorse e maggiore attenzione, in primis normativa, verso le professionalità  del settore della tutela e valorizzazione del patrimonio artistico
Dalla discussione (a cui hanno partecipato anche un rappresentante del ministero del Lavoro, il Viceministro delle Infrastrutture, Angelo Capodicasa e la sottosegretario ai Beni e alle attività  culturali, Danielle Gattegno Mazzonis) è emersa in primo luogo la necessità  di una riforma che adegui le norme sugli appalti alla specificità  dei cantieri che si occupano di restauro e conservazione dei beni storico-artistici. «Le norme che impongono alle pubbliche amministrazioni di affidare gli appalti secondo la regola del "massimo ribasso" - ha spiegato Franco Martini, segretario generale della Fillea - sono dannose in tema di restauri . Le imprese vincitrici per risparmiare si avvalgono di contratti precari, che oltre a non garantire i lavoratori, vanno a scapito della qualità  dell'opera in un settore che è invece caratterizzato dalla massima specializzazione». «Lavoro da sei anni con contratti precari - racconta una giovane re-stauratrice, che non rivela il suo nome per timore che non "mi facciano piùlavorare" - guadagno mille euro al mese, e riesco a lavorare solo per una parte dell'anno. Poi mi devo arrangiare in ristoranti o call center. Speriamo che col nuovo Governo cambi qualcosa». «Questi lavoratori - spiega la coordinatrice regionale della Fillea - non hanno nessuna tutela. Non hanno pensione, non possono ammalarsi, non hanno assicurazioni. So di una ragazza che non può² piùlavorare in seguito a un incidente. Ha provato a chiedere una pensione di invalidità . Lavorava da dieci anni con contratti atipici. Gli hanno risposto che aveva diritto a 50 euro al mese».
Intanto, dopo l'episodio di vandalismo contro la celebre Barcaccia (la fontana in Piazza di Spagna a Roma), il ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli ha annunciato ieri la presentazione di un ddl che inasprisce le sanzioni per gli atti «contro il patrimonio e contro il paesaggio»

http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=30419


Marco NICOLA
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Adamantio
Giugno 5, 2007, 8:32pm Report to Moderator
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Ribadisco che anche noi come restauratori possiamo fare qualcosa e rinnovo l'invito a chi mi vuole aiutare ad organizzare una raccolta firme!


Marco NICOLA
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laura80
Febbraio 4, 2008, 11:49pm Report to Moderator
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Salve,
anch'io mi voglio unire a questo principio di iniziativa, il tema mi sta molto a cuore poichè sono una precaria.
Sto constatando infatti quanto sia difficile, lavorando per diverse ditte in un tempo relativamente breve, acquisire e consolidare un buon metodo di lavoro. Accademie, università  e corsi di formazione che siano, il metodo di lavoro si acquisisce lavorando. Ma cambiando spesso ditta, si cambia quasi sempre anche il metodo con il risultato che avete già  descritto: si imparano molte cose diverse, ma tutte superficialmente.
Il precariato, si è capito ormai, è una cosa che evidentemente fa comodo alle ditte. E' nato, mi pare, con il principio di distribuire a piùpersone il poco lavoro esistente e per dare un bel taglio al tasso di disoccupazione, ma solo in termini di numeri, per poter paventare a fine anno un tasso minore di disoccupazione nei sondaggi.
Poi non è vero che cosè¬ il lavoro si con/divide con gli altri (fermo restando che è in partenza un principio molto discutibile) perchè ad esempio nelle ditte dove ho avuto modo di lavorare, questa "distribuzione" del lavoro non si fa affatto: il lavoro lo danno piùo meno sempre alle stesse persone, che già  conoscono professionalmente e di cui si fidano, solo che non ci pensano neppure ad un certo punto di fare a tuo favore un'assunzione a tempo indeterminato.
Capisco pure che di lavoro forse adesso non ce ne è neppure tanto, soprattutto per le piccole ditte che non riescono facilmente a vincere gare d'appalto, molto spesso truccate. Almeno così¬ mi è stato raccontato.
Io non sono esperta di queste cose, mi sono laureata da un anno, ma mi è già  abbastanza chiaro quanto sia difficile questo lavoro, che nonostante tutto amo.
E vorrei replicare a questo punto alle parole di Jole Marcuccio. Non è vero che ai giovani di oggi non piace il posto fisso, è impossibile, perchè se non è lavoro fisso altro non può² essere che lavoro precario e il PRECARIATO è una cosa AVVILENTE oltre che DEABILITANTE. Altro non si può² essere che "Bamboccioni" in questo modo, e non credo che una simile situaziuone possa piacere a molti. Quanto meno da un singolo episodo non si può² estrarre una regola. Magari fosse capiatata a me questa proposta, e mi creda Jole come me tantissimi altri si sarebbero ritenuti fortunatissimi. Essendo oramai largamente diffusa, fra noi cosiddetti giovani, una grande sfiducia nel modo del lavoro, qualcuno avrà  pensato che al contratto di apprendistato che Lei offriva non ci sarebbe stato seguito, d'altra parte l'esperienza insegna che non sarebbe una cosa insolita.
E concludo perchè l'ho tirata abbastanza per le lunghe. Condivido totalmente la vostra proposta e sono pronta, anzi non vedo l'ora di poterla sottoscrivere.
Grazie per questo spazio, è confortante potersi esprimere.
  


laura campetella
neo-collaboratore-restauratore di beni culturali
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laura80
Febbraio 4, 2008, 11:59pm Report to Moderator
Utente recente
Posts: 10
E aggiungo, mi piacerebbe poterla aiutare nella raccolta firme Adamantio. Mi dia qualche indicazione e mi darಠda fare!


laura campetella
neo-collaboratore-restauratore di beni culturali
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Lullaby
Febbraio 28, 2008, 3:33pm Report to Moderator
restauratrice
Nuovo utente
Posts: 6
Location: Sicilia orientale
Anch'io mi unisco a Laura 80 per l'aiuto su questo fronte, è© un problema di tutti e tutti dovremmo dare una mano. Ma... ci sono novità ?
Un saluto


Giovanna Farsaci
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fel
Marzo 1, 2008, 5:20pm Report to Moderator
collaboratore restauratore
Utente anziano
Posts: 79
Mi aggiungo anch'io!Dove si deve firmare?Sono stanca di questa situazione!Siamo tutti nella stessa barca!!

Aspetto buone notizie...


Valentina Coppetta
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Adamantio
Maggio 2, 2008, 9:09am Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
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Location: Torino e Aramengo (AT)
Cari utenti,
avete fatto raggiungere a questa discussione più di 2000 visite.

Tutto questo interesse, la dedizione e partecipazione dimostrata da molti di voi dovevano essere premiati e così abbiamo deciso, faticosamente, di stilare il testo di una petizione, da inviare successivamente al ministero, e lo abbiamo messo su petition online.

Non è stato facile. Dopo una inziale preparazione ci sono stati una serie di perfezionamenti nati dal confronto tra molte persone.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato specialmente gli altri moderatori ma anche tutti voi utenti che come Laura Campetella, Giovanna Farsaci e Valentina Coppetta mi avete spinto a portare a termine questa iniziativa.

Ora la petizione è pronta e perfettamente funzionate. Sta a voi tutti veicolarla e diffonderla tramite i vostri contatti e-mail. Siete voi il mass-media attraverso cui può raggiungere quante più persone possibile. Vi chiedo quindi, se condividete questo testo, di pubblicizzarlo tra i vostri colleghi, tra i vostri compagni di studi, tra i vostri amici e alle istituzioni che conoscete affinche tutti sappiano di questa iniziativa e capiscano quanto sta a cuore agli attuali addetti ai lavori, a quelli futuri e in generale a tutti i cittadini che amano il nostro grande patrimonio culturale.



Il link in cui è disponibile la petizione e in cui potete firmare è questo:
http://www.petitiononline.com/restauro/petition.html

N.B. MI RACCOMANDO DI SPECIFICARE IL VOSTRO NOME E COGNOME le firme sprovviste di questi dati verranno escluse

Grazie a tutti voi.



Marco NICOLA
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chiara.m
Maggio 17, 2008, 1:08pm Report to Moderator
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Location: bergamo
scusate, forse è una domanda ovvia e forse è già stato detto.. ma non sono troppo pratica di petizioni perdonatemi!
.. è necessario raggiungere un numero di firme, o c'è un limite di tempo per presentare la petizione?
grazie!
intanto ho sparso la voce anche tra i miei amici non restauratori.. può andare?
ah! e davvero grazie per l'iniziativa! se ne sentiva l'esigenza da tempo, grazie per esservi mossi in prima persona!


chiara murtas
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Adamantio
Maggio 17, 2008, 9:32pm Report to Moderator
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Location: Torino e Aramengo (AT)
In questo momento non è stato fissato nè limite di tempo nè di firme da raggiungere...

comunque credo che andrà avanti almeno per un anno nel quale spero che riusciremo a superare le 1000 firme.

Raggiunti questi termini si vedrà se continuare nella raccolta o inviare subito la petizione e le firme al Ministero.

Comunque la tua domanda non era ovvia nè già chiesta, ti ringrazio per averla posta.

Per quanto riguarda il passaparola e le firme di "non restauratori", hai fatto assolutamente bene a farlo e invito tutti a fare altrettanto.

Infatti non si tratta di una petizione "di categoria" in quanto interessa la salvaguardia del patrimonio culturale che è di tutti.

Tra i possibili firmatari della petizione (che si possono visionare nella schermata dove si firma http://www.petitiononline.com/restauro/petition-sign.html?) si leggono infatti: restauratori; conservatori; architetti; studenti; amministratori e funzionari del patrimonio storico-culturale; operatori a vario titolo nel campo dei beni culturali; semplici cittadini cui sta a cuore il patrimonio artistico





Marco NICOLA
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fel
Maggio 18, 2008, 1:25pm Report to Moderator
collaboratore restauratore
Utente anziano
Posts: 79
Ciao Marco,
Sono felicissima di poter fare qualcosa nel mio piccolo...infondo si tratta del mio futuro.
L'ho detto proprio a tutti e spero avremo presto qualche firma in più!!

GRAZIE!!


Valentina Coppetta
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laura80
Giugno 14, 2008, 6:44pm Report to Moderator
Utente recente
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Vorrei ringraziare Adamantio per aver realizzato questa petizione, equa, necessaria. Grazie.

Oggi ho visto al Tg, Tg3 mi sembra, la manifestazione di protesta degli archeologi che come noi non hanno un contratto nazionale e come noi non rientrano nel novero delle professioni cosiddette "protette". Un'intervistata diceva che un archeologo, nelle condizioni attuali, guadagna come o meno di una badante: 5-6 € all'ora. Anch'io guadagno più o meno quanto guadagna una badante ed ho anche molta responsabilità sul lavoro, lavorando praticamente da sola in cantiere.
Questo tipo di manifestazioni, ragionate e composte coinvolgono e sensibilizzano l'opinione pubblica. Non sarebbe la prima, ma che ne dite di affiancare alla petizione una manifestazione di questo tipo oppure una campagna di sensibilzzazione radiofonica anche per il settore del restauro?


laura campetella
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