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Forum Restauro e Conservazione    TEMI GENERALI    Temi generali  ›  Progetto di conservazione e valorizzazione Moderatori: admin
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Progetto di conservazione e valorizzazione  (attualmente 2,331 viste) Print
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Lally
Aprile 18, 2007, 11:22am Report to Moderator
storico dell'arte
Nuovo utente
Posts: 6
Location: laureata in conservazione dei beni culturali
Salve!
Devo realizzare un progetto di valorizzazione-conservazione storico, artistico, culturale di 1 area che comprende un cimitero del 1800 (dopo le leggi napoleoniche), un convento (parte è sede di un museo) e una chiesa del 1700 e una villa che si può collocare nella seconda metà del 1700 (già posta sotto tutela e di proprietà privata).
L'idea è di creare un'area dove i deversi beni possano essere collegati in una rete di iniziative ed eventi.
Pensavo di proporre uno studio preliminare su come abbiano convissuto e su come si siano influenzati nel tempo.
Vorrei fare una guida cartacea e su web che descriva l'area e non il singolo bene.
Domanda: nel cimitero vorrei creare una sorta di museo a cielo aperto, un cimitero monumentale per intenderci, dovrei sentire la soprintendenza?
Lo scopo non è soltanto la valorizzazione dell'insieme ma anche la salvaguardia e la conservazione: mi sto' muovendo bene? cosa mi consigliate?
  


Laura Casavecchia (timone)
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cecilia
Aprile 18, 2007, 3:04pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Quali sono gli obiettivi da raggiungere attraverso il piano che devi redigere? E' difficile dirti se ti stai muovendo bene se non ci dici dove devi arrivare. In quanto al cimitero la prima domanda da farti è se sia ancora in uso o no: chiaro che se è ancora in uso il suo utilizzo segue normative molto precise che devi valutare per capire se sono compatibili con ciò che intendi fare tu.
Se il tuo piano prevede interventi edilizi essi sono comunque soggetti ad autorizzazione, come minimo comunale; dipende dal tipo di interventi. Se c'è un vincolo storico artistico qualsiasi tipo di intervento va autorizzato dalla soprintendenza, mentre se c'è un vincolo paesaggistico l'iter è diverso ma devi sempre chiedere alcune autorizzazioni. In Comune possono fornirti informazioni sul tipo di autorizzazioni in relazione al tipo di interventi da compiere


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Guido Premoli
Aprile 18, 2007, 3:16pm Report to Moderator
architetto
Utente medio
Posts: 28
Location: milano
Se il cimitero non è vincolato ed è di proprietà un ente religioso (es Parrocchia) o pubblico (es Comune) bisognerà chiedere la verifica della sussistenza del vincolo alla Soprintendenza con una pratica apposita come previsto dall’Art. 10 del D.Lgs. n. 42 del 22/01/04.
Infatti gli immobili di proprietà di Enti pubblici o privati, costruiti più di 50 anni fa, sono disciplinati dalla legge n°42 del 22 gennaio 2004, il che implica l’obbligo per l'Ente proprietario di procedere a richiesta di autorizzazione preventiva per ogni intervento edilizio da eseguire sull’immobile. Tale obbligo decade quando - su richiesta dell’Ente proprietario - la Soprintendenza, esaminato il singolo edificio, si esprime escludendo la presenza di elementi di interesse tali da determinare l’apposizione di un vincolo.
La richiesta di parere sul vincolo architettonico deve essere presentata alla Soprintendenza BB.AA. competente territorialmente, corredata da una relazione tecnico descrittiva del complesso edilizio e da opportuna documentazione storica, catastale e fotografica. Esaminata tale richiesta, la Soprintendenza, previo eventuale sopralluogo, valuta l’eventuale esistenza di elementi architettonici e ambientali di interesse tali da  comportare l’apposizione di “vincoli” da parte del Ministero competente. Il Ministero, sulla base di quanto prospettato dalla Soprintendenza, applica gli eventuali “vincoli” dandone formale comunicazione alla proprietà.  E’ ragionevole supporre che il parere sia rilasciato entro 120 gg dalla data di presentazione dell’Istanza da parte dell’Ente.

Non avendo mai fatto tale pratica per un cimitero non so dirti se la richiesta andrà fatta  per il cimitero nella sua globalità (comprendendo quindi anche tutte le eventuali cappelle) o solo parziale escludendo le eventuali cappelle private che eventualmente potrebbero essere valutate singolarmente.

Spero di non essere stato troppo noioso (vedi la burocrazia!!) ma considera anche che il vincolo potrebbe essere messo solamente su di una cappella

Ciao Guido


Guido Premoli
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Lally
Aprile 18, 2007, 3:49pm Report to Moderator
storico dell'arte
Nuovo utente
Posts: 6
Location: laureata in conservazione dei beni culturali
Il mio scopo è dare visibilità all'area "utilizzando" le peculiarità di ogni singolo oggetto; mi sono chiesta come posso fare?
Ho trovato una possibile risposta nello studio preventivo del territorio e nella realizzazione di una guida.
Il cimitero è in uso, ho già realizzato uno studio molto approfondito su di questo e ho deciso di realizzare una cartina dove indicare le tombe monumentali più interessanti e prima di fare questo inserirò uno stradario nel cimitero (delle vie). L'architetto che l'ha progettato giocava a denominare le zone con dei nomi (la via dei Sepolcri ad esempio), io vorrei creare una "città dei morti" sul modello di altri cimiteri monumentali in Europa. (E' POSSIBILE?)
L'obiettivo finale è la conservazione e valorizzazione in questo senso: se nessuno attira l'attenzione, quest'area scomparirà a causa del degrado per l'abbandono; voglio attirare visitatori anche delle classi elementari e medie e per fare questo il mio progetto prevederà delle ore di formazione per gli insegnanti o la distribuzione della guida (forse più semplice); organizzare eventi culturali perchè lo scenario è magnifico!!!
Scusate se sono stata troppo lunga..


Laura Casavecchia (timone)
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Guido Premoli
Aprile 18, 2007, 5:26pm Report to Moderator
architetto
Utente medio
Posts: 28
Location: milano
opera complessa, facci sapere come andrà a finire


Guido Premoli
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cecilia
Aprile 19, 2007, 9:51am Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Mi permetto di fare delle precisazioni su quanto scritto da Guido, per chiarire melio la situazione.
1) Innanzitutto va specificato che, per essere sottoposte alle norme della parte seconda del decreto legislativo n°42/04, le condizioni sono due: le opere devono avere oltre 50 anni ma anche avere interesse storico artistico. Opere per le quali sia evidente che non hanno  valore storico artistico non sono sottoposte a questo decreto e neanche alla verifica di cui parla Guido. E' di fatto il Comune (o l'ente proprietario) che propone allo Stato gli immobili da tutelare: lo dico per esperienza diretta, avendo curato come responsabile l'iter del Comune per il quale lavoro.
2) Le opere di proprietà di enti od istituti pubblici che hanno più di 50 anni e che presentano valore storico artistico (è il nostro caso) sono comunque soggette a tutela fino a quando sia compiuta la verifica e la soprintendenza non si sia espressa negativamente: devono quindi essere considerate vincolate. Il discrimine rispetto al vincolo è quindi la proprietà. Le cose di proprietà privata, invece, non sono vincolate finchè non vi sia un apposito decreto di vincolo.
3) quello di cui parla Guido (richiesta di vincolo + relazione tecnica ecc) è la procedura per richiedere che un immobile venga vincolato. La possono fare i proprietari dell'area se lo ritengono necessario: non credo sia il caso di Laura, alla quale serve solo di sapere se il vicnolo c'è o non c'è
4) per sapere se c'è un vincolo o no basta andare all'ufficio vicoli della soprintendenza competente per territorio (contitnua)


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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cecilia
Aprile 19, 2007, 10:00am Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
(continua) letti gli inteventi che pensa di fare Laura, che non mi sembra comportino opere edilizie, non credo che la soprintendenza c'entri niente: tuttavia un colloquio con il funzionario di zona può essere utile, in genere i funzionari sono sempre molto disponibili.
Consiglio quindi a Laura una telefonata preventiva al funzionario che segue la sua zona per spiegare la situazione e sentire se è il caso di fare un colloquio.
Potrebbe essere interessante (e per questo è necessario sentire la soprintendenza) far inserire il percorso di visita all'interno degli eventi della Settimana della Cultura che ogni anno lo Stato organizza; io sono riuscita a farlo proprio proponendo gli eventi alla soprintendenza, che li ha accettati ed inseriti nel suo programma


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Guido Premoli
Aprile 19, 2007, 12:00pm Report to Moderator
architetto
Utente medio
Posts: 28
Location: milano
Scusa Cecilia, ma chi decide se un immobile ha valore "storico o artistico" se non la Soprintendenza competente, ma lo può fare solo dopo le presentazione della pratica apposita di cui sopra.
Tieni conto che i notai non procedono al rogito di immobili di proprietà di enti (privati o pubblici) con più di 50 anni fino a quando la Soprintendenza non si espressa in merito alla sussistenza o meno del vincolo. Infatti se l'immobile venisse vincolato scatterebbe un'apposita procedura autorizzativa (vedi diritto prelazione ecc.) che non stò qui a descrivere per non annoiare oltre modo.

Per quanto riguarda la visibilità del sito Lally oltre all'ottima segnalazione fatta da Cecilia in merito alla Settimana della Cultura, mi permetto di consigliare anche il FAI. Io li ho sperimentati entrambi per rendere visibile un mio restauro e devo riconoscere FAI ha più visibilità e porta più persone.

buona giornata


Guido Premoli
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cecilia
Aprile 19, 2007, 3:48pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Quello che intendevo dire, Guido, è che non tutte le cose che hanno più di 50 anni, specie quelle in prossimità di tale data (es. un immobile costruito nel 1952) vanno sottoposte al vaglio della soprintendenza: ci sono immobili per i quali è evidente che non abbiano valore storico artistico che non vengono affatto sottoposti a verifica. Tieni presente che, poichè nella realtà dei fatti i funzionari di  soprintendenza non possono battersi il territorio nazionale in cerca di immobili da tutelare, in genere viene chiesta ai Comuni la lista degli immobili sui quali compiere la verifica dell'interesse culturale di un bene. La soprintendenza magari poi procede a sopralluohi di verifica.
Ovvio che, in caso di contenzioso, è la soprintendenza a decidere perchè la tutela è storicamente di competenza dello Stato.
In quanto alla procedura di vincolo cerchiamo di capirci:
- per far vincolare un immobile, cioè per porre il vincolo ex novo, è necessaria la procedura che tu descrivi. In genere i privati (a volte anche gli enti pubblici) non vogliono che i loro immobili siano vincolati perchè questo comporta un maggior controllo sui lavori
- per sapere se un vincolo su un immobile sussista o meno (la procedura vincolistica ha inizio nello stato italiano unitario con una legge del 1909, quindi alcune procedure di vincolo risalgono a molti anni fa) è necessario chiedere all'ufficio vincoli della soprintendenza, che a volte te lo dice anche per telefono


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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cecilia
Aprile 19, 2007, 4:02pm Report to Moderator
Architetto
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L'ufficio vincoli della soprintendenza possiede le schede di tutti gli edifici vincolati del suo territorio, fin dal 1909, e fornisce informazioni a chi le richieda; il decreto di vincolo, comunque, viene sempre ufficialmente notificato al proprietario e dovrebbe essere trascritto presso la conservatoria del registro. In realtà spesso i proprietari non sono a conoscenza del fatto che i loro edifici siano stati vincolati, specie se ciò è successo con la prima legge del 1909.


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Lally
Aprile 19, 2007, 5:14pm Report to Moderator
storico dell'arte
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Location: laureata in conservazione dei beni culturali
Le vostre informazioni mi sono state e mi sono utili... Sono nel pieno del ciclone...
Sono arrivate nuove ipotesi! Vi farò sapere.


Laura Casavecchia (timone)
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Guido Premoli
Aprile 20, 2007, 8:48am Report to Moderator
architetto
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Posts: 28
Location: milano
OK, Cecilia vediamo di essere più chiari.

1 - Io non mi riferisco a qualsiasi immobile con + di 50 anni, né alla procedura per la verifica di sussistenza del vincolo da applicare a tutti i beni immobili con + di 50 anni in modo sistematico;

2 - Mi riferisco a tutti beni immobili NON VINCOLATI di PROPRIETA' DI ENTI PUBBLICI O DI PERSONE GIURIDICHE PRIVATE SENZA FINE DI LUCRO che abbiano + di 50 anni e che potrebbero avere "... interesse artistico, storico, archeologico o entnoantropologico ... "(vedi art 10 42/2004) quindi anche un edificio del 1952.
E' in questa fase che bisogna fare esprimere formalmente la Soprintendenza sulla presenza o meno di tali interessi e che valuterà se mettere o meno il vincolo.

Non mi risulta che esista una legge che deleghi questo potere ad altri enti se non alle Soprintendenze o meglio alla "DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI"

Questa procedura viene applicata quando un'immobile di cui al punto 2 debba essere venduto e più raramente (per ignoranza della legge) quando debba essere sottoposto a lavori edili.
Tieni conto che c'è una circolare della "CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA" Roma 21/03/2005 prot 333/05 diretta a tutti gli Enti Religiosi, che dice "... Tale verifica (cf art 12) costituisce l'indispensabile premessa all'eventuale alienazione degli immobili, dal momento che la sua omissione comporta conseguenza penali a carico del legale rappresentante dell'ente.." questo per evitare poi eventuali CONTENZIOSI

Il DL 42/2004 con questa procedura viene in aiuto alle Soprintendenza che per carenza cronica di personale specializzato non possono verificare sul posto tutti gli immobili NON ancora vincolati, così che i funzionari proposti si trovano sulla scrivania le relazioni per la verifica di interesse (redatte secondo ben precise regole - vedi per es. l'inserimento delle Coordinate Geografiche per l'individuazione dell'immobile) e possano esprimere il proprio parere e eseguire un eventuale sopralluogo.


In merito al fatto che come dice Cecilia molti privati vedano il vincolo su proprio immobile come un problema e non come una risorsa (vedi per es sgravi fiscali) si potrebbe aprire un altro filone di discussione nel forum.

Mi spiace per Lally che è stata travolta in questa discussione!

Ciao
Guido



Guido Premoli
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cecilia
Aprile 20, 2007, 1:12pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
A questo punto mi sembra che la discussione travalichi il tema proposto, al quale è stata data ampia risposta. La discussione, partendo da un'incomprensione di fondo, è entrata in dinamiche non positive che non mi sembrano sanabili. Per questo, nello specifico, non replico e rimando ulteriori discussioni ad eventuali nuovi post


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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Guido Premoli
Aprile 23, 2007, 1:27pm Report to Moderator
architetto
Utente medio
Posts: 28
Location: milano
mi dispiace per l'incomprensione anche se parlare di dinamiche non positive e non sanabili mi sembra forse eccessivo.

Ciao


Guido Premoli
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Sito Replica: 13 - 14
cecilia
Aprile 23, 2007, 8:21pm Report to Moderator
Architetto
Posts: 205
Mi sembra importante precisare che, nel parlare di dinamiche non sanabili, mi riferivo (in maniera del tutto circoscritta) al tono assunto da questa particolare discussione ed in alcun modo ad altre eventuali che potremo avere in questa o in altre sezioni del forum, che spero ci siano e che siano fertili  


Cecilia Sodano -  Moderatrice sezioni Lavori Pubblici, Museografia
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