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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Diagnostica per il restauro  ›  microfessurimetri Moderatori: Adamantio
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microfessurimetri  (attualmente 2,609 viste) Print
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Wolfgang Neustadt
Maggio 2, 2007, 6:15pm Report to Moderator
ricercatore e progettista di lavori di restauro
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Location: Bamberg/Germania
Ciao,

stiamo cercando dei micro-fessurimetri, cio'è non quelli soliti, ma piú piccoli, se sono anche
flessibili e leggermente piegevoli meglio ancora. In Germania non esiste niente del genere.
È anche una richiesta particolare, ammetto.

Ci servono per delle misurazioni di microfessure di sculture originariamente in arenaria e trattate ad immissione acrilica completa a sottovuoto negli anni ottanta.

Anche la tecnologia stessa dell'immissione ... sarebbe un tema per se.
In Italia esistono delle esperienze di questa tecnologia soprattutto da questi primi anni '80 in poi?

Grazie e ciao
Wolfgang


Wolfgang Neustadt M.A., Gertraudenstr. 10, D 96050 Bamberg
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enrico
Maggio 2, 2007, 9:32pm Report to Moderator
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Scusa ma non ho capito bene, voi dovete rilevare la fessura o monitorarla?
Mi pare che in entrambi i casi, noti dei punti fissi, o marcati con piastrine, si possano effettuare delle misure dirette o indirette. Direttamente con dei crepemetri si potrebbero effettuare misure con tolleranza di 0.01 mm. Impiegando invece delle misure indirette, con una camera semi-metrica e un restitutore stereoscopico si potrebbe rilevare tridimensionalmente l'intero quadro fessurativo.
Chiaramente il crepemetro, seppur non a buon mercato, ha un costo decisamente inferiore alla strumentazione per l'indagine indiretta, la quale però se ben eseguita fornisce un quadro di informazioni più completo.
In realtà per il monitoraggio si potrebbero applicare metodologie più complesse ma non credo sia quello che state ricercando.
Nella speranza di esser stato in qualche modo utile ti auguro una buona serata.
enrico perassi


Enrico Perassi
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Adamantio
Maggio 2, 2007, 10:27pm Report to Moderator
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Per quanto riguarda la tecnica di impregnazione sotto vuoto posso consigliarti la lettura di questo lavoro che ho svolto e che è stato presentato al convegno di Bressanone del 2003 con argomento la reversibilità:

La reversibilità nel consolidamento dei materiali lapidei: studio dell’intervento eseguito nel 1983 sulla
statua della “Madonna della Consolata” di Torino, O. Chiantore, S. Coluccia, M. Nicola, A. Masic,
Proceedings of XIX° Convegno Internazionale Scienza e Beni Culturali, Bressanone, 1-4, July 2003.


In quel caso si trattava di una statua di marmo di carrara trattata nel 1983 con impregnazione sotto vuoto di resine acriliche (Paraloid B72). A distanza di 20 anni dal trattamento edi esposizione in esterno si è cercato di studiare le alterazioni del consolidante polimerico e la sua reversibilità.


Marco NICOLA
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Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
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Wolfgang Neustadt
Maggio 3, 2007, 2:52pm Report to Moderator
ricercatore e progettista di lavori di restauro
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Grazie delle vostre due dreazioni.

Per Enrico Perassi: a noi interessa il monitoraggio di un possibile sviluppo delle microfessure con il tempo. Il sistema crepemetri (micro fessurimetro?) non conosco, lo si può fissare bene?, legando e piegandolo leggermente? perché si tratta di una scultura? Del resto ci pensiamo ancora.
Grazie.

Per Marco Nicola: per quanto riguarda ilo studio presentato a Bressanone certamente ci interessa molto sia il comportamento del "marmo consolidato" fin adesso sia la diffcile reversibilità, della quale non ci risulta proprio ancora nulla e niente (arenaria con delle particelle inglobate di creta, le quali reagiscono molto coll'acqua; un difetto di un bel po' delle arenarie qui al sud della Germania).
Come faccio ad avere almeno una sintesi ?
Grazie.

Wolfgang


Wolfgang Neustadt M.A., Gertraudenstr. 10, D 96050 Bamberg
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Adamantio
Maggio 3, 2007, 9:52pm Report to Moderator
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Oscar Chiantore, Salvatore Coluccia, Marco Nicola, Admir Masic

La reversibilità nel consolidamento dei materiali lapidei: studio dell’intervento eseguito nel 1983 sulla statua della “Madonna della Consolata” di Torino.

In 1983 the Carrara marble statue of “Madonna Della Consolata” of Turin was subjected to a consolidation treatment with Paraloid B72 (an ethyl metacrylate-methyl acrylate copolymer) using a vacuum impregnation technique. In 1991 a visual check-up showed the good state of conservation of the statue. Twenty years after the treatment, in collaboration with  Comune di Torino and “Nicola Restauri srl” laboratories a thorough investigation of conservation conditions has been undertaken. The examination has been extended not only to visual characteristics but also to the consolidation conditions of stone material, the level of penetration, and the state of the acrylic consolidant in respect of ageing and reversibility. Polymer modifications at molecular level were studied using spectroscopic, chromatographic and magnetic resonance imaging techniques. Results from samples of the statue are compared with those obtained in laboratory.

Key-Words: consolidation, vacuum impregnation, marble, acrylic resins, magnetic resonance imaging, monitoring, ageing


http://www.arcadiaricerche.it/indici%20libri/abstract%202003.htm


Marco NICOLA
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Wolfgang Neustadt
Maggio 4, 2007, 6:47pm Report to Moderator
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Grazie,

confermato allora l' irrreversibilità.
Esistono dei dati tecnici delle vs indagini?

Chi ha eseguito l'impregnazione totale sotto vuoto?

Wolfgang


Wolfgang Neustadt M.A., Gertraudenstr. 10, D 96050 Bamberg
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Adamantio
Maggio 5, 2007, 11:01am Report to Moderator
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L'intervento fa appunto parte degli atti del convegno. Si rifà in parte ad un'altra valutazione sullo stesso manufatto eseguita e pubblicata nel 1991 da Guido Biscontin e altri dell'Università di Venezia e ne vuole essere l'ampliamento e la continuazione per verificare il comportamento del conslidante a distanza di 20 anni e la sua reversibilità. All'interno dell'intervento presentato nel 2003 ci sono molti dati tecnici ed in particolare viene valutato il degrado del polimero mediante spettri FT-IR e cromatogrammi ottenuti con la tecnica SEC (Size Exclusion Chromatography). La reversibilità è studiata con estrazione del polimero con metodo soxhlet e studio del residuo (ottenuto dopo estrazione) con Pirolisi-Gascromatografia/Spettrometria di massa. Il residuo di pietra viene anche studiato con MRI (Magnetic Resonance Imaging) per visualizzare il cambiamento di porosità a seguito dell'estrazione. Tutte le analisi sono state condotte dal Dipartimento di Chimica IFM dell'Università di Torino. Io ho eseguito direttamente le analisi SEC, quelle FT-IR e le Py-GC/MS e ho preso parte alle analisi MRI (che sono state seguite in particolare dal Dott. Masic) e ho inoltre condotto i test di solubilità.

Per quanto riguarda l'intervento di consolidamento fu eseguito da mio padre (Gian Luigi Nicola) nel 1983 ed i dettagli sono riportati nella letteratura citata nella bibliografia dell'intervento.

In ogni caso, si è documentata a livello superficiale una forte alterazione sia cromatica sia delle proprieta fisiche e chimiche del polimero mentre i risultati delle analisi suggeriscono che in profondità la situazione sia decisamente migliore, come anche prevedibile dal fatto che le reazioni di degrado dovrebbero princpalmente essere delle foto-ossdazioni.

La reversibilità del trattamento è stata testata ed è risultata incompleta in quanto rimanevano tracce di polimero dopo l'estrazione; è possibile che comunque il problema sia dovuto alla metodologia di estrazione che non è stata applicata con tecniche che prevedono un "impregnazione sottovuoto con solventi" ma a pressione atmosferica.
Il metodo di estrazione scelto è comunque stato molto intensivo e ripetuto e probabilmente una simile tipologia di estrazione sarebbe comunque di difficile se non impossibile applicazione in un caso reale (e non su campioni di limitate dimensioni)... sempre ammesso che abbia senso parlare di reversibilità del consolidamento e sviluppare tecnologie per la rimozione dei consolidanti.

La reversibilità del polimero è risultata invece molto buona. Infatti i test di solubilità eseguiti mediante ridissoluzione filtraggio e pesatura dei filtri hanno verficato che il Paraloid B72 invecchiato rimane perfettamente solubile. Il fenomeno è in accordo con i dati SEC che dimostrano che il Paraloid B72 fa parte di qui polimeri acrilici che invecchiando tendono a frammentarsi in quanto la velocità di frammentazione delle molecole è superiore alla velocità di cross-linking. Su questo argomento ci sono anche altre fonti consultabili nella bibliografia dello stesso articolo.

In sostanza sembrerebbe che il polimero è reversibile ma la tecnica e la metdologia di applicazione lo siano meno o comunque lo siano solo da un punto di vista teorico. Rimane buona la ritrattabilità; è da valutarsi che tuttosommato il manufatto, che era intrasportabile ed era in un pessimo stato di conservazione rischiando di scomparire molto rapidamente, è riuscito a superare questi 20 anni rimanendo in situ, all'esterno e in condizioni microclimatiche dure e continua ad avere una discreta consistenza pur essendo sicuramente cambiato radicalmente da un punto di vista materico ed essendo quindi un'altra cosa che non è più Marmo di Carrara.

Se hai bisogno di maggiori informazioni sull'intervento pubblicato ti invito a contatare la casa editrice Arcadia (il cui link è nella mia replica precedente) in modo da poter ottenere il catalogo.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni, anche sulla letteratura citata in bibliografia, io sono sempre disponibile e puoi contattarmi via e-mail o via PM.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

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Wolfgang Neustadt
Maggio 5, 2007, 4:30pm Report to Moderator
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Ciao,

cosa molto interessante e da approfondire.
In linea di massima anche da fare almeno una piccola pubblicazione qui.
Ci penserò e mi rifarò certamente vivo prima di cominciare veramente
questo discorso.

Inoltre bisognerrebe  aprire una nuova sottosezione "impregnatura sotto vuoto", qua sotto "microfessurimetri" sparisce nel bel niente.
Non mi muovo ancora molto bene dentro il forum, e farei proposta in questa direzione.

Purtroppo  non ho ancora risposta chiara se i crepemetri sono in pratica i soliti fessurimetri che si usano per l'architettura oppure se sono piú piccoli, proprio da applicare nel ns caso di scultura impregnata.

Per il prossimo Bressanone bisogna prenotare?

Grazie.

Wolfgang


Wolfgang Neustadt M.A., Gertraudenstr. 10, D 96050 Bamberg
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enrico
Maggio 9, 2007, 7:08am Report to Moderator
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I crepemetri sono impiegati per la misura di movimenti di crepe e fessure su superfici piane - lettura 0.01mm -, e sono completi di comparatore con ingranaggi inox. Vengono normalmente fissate delle piastrine in acciaio numerabili a coppie mediante una dima di base pari a 15cm. L'utilizzo è molto semplice in quanto è sufficiente posizionare la dima a cavallo della crepa, incollare la coppia di piastrine, appoggiare i riferimenti del crepemetro sulle piastrine forate ed effettuare la lettura. In alternativa all'apposizione fissa delle piastrine può essere preso come riferimento un elemento già presente sulla scultura, del quale andrebbe compilata una sorta di monografia al fine di individuarne la posizione sull'opera. Non facciamoci ingannare dal fatto che debbano essere impiegati su una superficie piana, in quanto si intende che la misura della lesione, ovvero l'aumento della relativa distanza tra le due marche fiduciali, avviene sulla retta passante per i due punti. Infatti, non diversamente dalle triangolazioni topografiche, è opportuno identificare almeno tre punti, ovvero i vertici di un triangolo approssimativamente equivatero, all'interno dei quali sia inscritta la lesione da monitorare. Misurando infine i lati del triangolo, i cui tre vertici definiscono un piano, otterremo la misura della deformazione della lesione monitorata quale proiezione sul piano definito dai tre vertici fissati in precedenza.
L'alternativa, più precisa ma estremamente più costosa, consisterebbe a mio parere nella realizzazione di un modello stereoscopico e nella successiva restituzione. In entrambi i casi sono comunque da prevedere le tre marche fiduciali sul manufatto, la cui invasività dipende dalla soluzione che si intende adottare.
Sperando di essere stato in qualche modo utile vi auguro una buona giornata.
enrico perassi


Enrico Perassi
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