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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Temi in generale  ›  costo lavoro di restauro Moderatori: cinnabarin
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costo lavoro di restauro  (attualmente 9,149 viste) Print
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puce_verde
Luglio 13, 2007, 3:05pm Report to Moderator
restauratrice dipinti
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Posts: 1
Salve, vorrei sapere come calcolare il prezzo per il restauro di un dipinto. Sono alla prima esperienza da sola (finora ho restaurato a scuola e in laboratorio).
Info dipinto: della metà  del XVII sec raffigurante una Madonna a mezzo busto, (35 cm x 50 cm).
Ho effettuato:
- la pulitura con dimetilformammide + pappina
- stuccatura di due tagli
- ritocco con colori a vernice su vaste zone
Quale cifra dovrei chiedere? Non ne ho proprio idea
Grazie

Francesca Pagano


Francesca Pagano
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eadg
Luglio 13, 2007, 10:32pm Report to Moderator
imprenditore
Utente anziano
Posts: 84
più avanti capirà  che a domande di questo genere non è facile dare risposta, comunque le posso consigliare inizialmente di fare una valutazione ad ore impiegate (ammesso che il numero sia ragionevole), valutare i materiali consumati (anche se questa voce spesso è minima) e infine il risultato finale. saluti


arch. edoardo rosaz
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Jole Marcuccio
Febbraio 26, 2008, 3:25pm Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo


Jole Marcuccio
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lisu
Maggio 21, 2008, 5:49pm Report to Moderator
Laurea LS-12 collaboratrice
Utente recente
Posts: 13
Location: Genova
IL DIMETILFORMAMMIDE è CANCEROGENO.


Annalisa Demelas
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Cramec
Luglio 14, 2008, 6:35pm Report to Moderator
rest. di arte contemporanea di varie nazionalita'
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Posts: 8
Location: Spagna Italia California
> Scusa , leggo solo ora il tuo messaggio .... hai STUCCATO  i due tagli ? non sarebbe meglio chiuderli con i prodotti apposta per la sutura dei tagli ?

Per quanto riguarda il costo del lavoro mi aggrego anch'io col dirti che forse ti conviene quantificare il tempo impiegato .... se e' un tempo ragionevole ,si intende !


        
                 C.R.A.M e C.
    Restoration of Contemporary Arts
 Pers. in charge : Daniela L. M. Moreno
               
            Los Angeles ( CA )
              Genova  (Italy)
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luigi73
Settembre 10, 2008, 9:40pm Report to Moderator
restauratore opere d'arte OS2 A
Utente anziano
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ma ancora va in giro il Dimetilformammide!!!!!!!
è cancerogeno, mutageno ed è fortemente ritenuto
buttalo immediatamente


Luigi Franchi - Pescara
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Adamantio
Settembre 11, 2008, 12:03pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Mi unisco anche io al coro di coloro che ti consigliano qualcos'altro al posto del dimetilformammide anche se sul cancerogeno si potrebe discutere (sul mutageno e sul teratogeno e in generale sulla tossicità a livello del sistema riproduttivo invece non ci dovrebbero essere dubbi).

Puoi provare con delle miscele a base di dimetilsolfossido.

Per quanto riguarda il consiglio di Luigi di buttarlo, invece, ti ricordo che anche per quello ci sono dei problemi di smaltimento rifiuti pericolosi...


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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luigi73
Settembre 13, 2008, 2:41pm Report to Moderator
restauratore opere d'arte OS2 A
Utente anziano
Posts: 65
adamantio ha perfettamente ragione...il mio BUTTALO intendeva urlare SMALTISCILO. ci son ditte che in teoria dovrebbero farlo. informati.

oltre al dmso in miscel con butilacetato prova anche l'etilattato, un ottimo solvente per molti materiali filmogeni e con una tosiità limitata. inoltre è quasi del tutto biodegradabile.


Luigi Franchi - Pescara
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winno
Settembre 13, 2008, 8:25pm Report to Moderator
Utente recente
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Ogni prodotto ha delle contro indiczioni, non è possibile puntare il dito contro i prodotti che normalmente "molti rstauratori usano" vengo criticati o meglio messi al bando.  
Coscente sul discorso dello smaltimento, anche se oggi potremmo aprire argomenti molto più ampi , chi paaga gli smaltimenti, come smaltire in cantiere, quali strumenti vengono indicati per lo smaltimento compatibilità con il cantiere eccc, io personalmente sono per un corretto utiòizzo dei dispositivi di protezzione, una corretta formazione del personale che utilizza il prodotto, finisco con il dire che L'OPERATORE FA' LA DFFERENZA , prendiamo coscenza che possiamo utilizzare tutto con i dovuti criteri.
Buon lavoro Tucci S.
NB quanto sopra scritto è valido anche in laboraatorio, quanti laboratori di restauro sono provvisti dei depuratori d'aria interni..........................


Stefano Tucci
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Rossella Croce
Settembre 15, 2008, 3:05pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Vorrei solo fare una precisazione:
Gia' dalla 626 il legislatore e' stato piuttosto chiaro sulla questione prodotti chimici e tossicita'.
Anche in presenza di mezzi collettivi di protezione e di dpi adeguati il datore di lavoro DEVE sostituire prodotti piu' tossici con meno tossici, qualora sia possibile al fine della lavorazione che si deve eseguire. DEVE farlo, non PUO' farlo ovvero non e' facoltativo, ma imperativo  farlo indipendentemente dall'abilita' dell'operatore. Qualora non siano possibili sostituzioni (e bisogna dimostrarlo) DEVE iscrivere i lavoratori che fanno uso di sostanze cancerogene  o sospette cancerogene all'apposito registro dei lavoratori esposti. DEVE farlo, non e' facoltativo ed esistono sanzioni salatissime a questo riguardo. Il fatto che la sostituzione provochi costi piu' alti per il datore di lavoro e' assolutamente irrilevante: non esistono compromessi in questo senso. Poiche' la DMF e' sostituibile con prodotti meno tossici, ottenendo gli stessi risultati prestazionali, non comprendo perche'ostinarsi ad usarla, rischiando di avere lavoratori al limite dell'iscrizione  al registro esposti, pagando addizionali inail altissime o rischiando un domani una denuncia da parte dei lavoratori stessi alla ASL.
Non la trovo  una mossa ne tattica ne commerciale intelligente.
Rispetto allo smaltimento, ogni restauratore deve aver cura di prevedere questo costo nelle spese vive del  suo intervento, come qualunque altro libero professionista che produca reflui di qualsiasi tipo dalle proprie lavorazioni. Non capisco perche' dovrebbe essere diverso per i restauratori. A casa fai la raccolta differenziata? Paghi per quanta spazzatura produci? perche' sul lavoro dovrebbe essere diverso?

Spero di esserti stata utile.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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satyaahimsa
Dicembre 14, 2008, 12:04pm Report to Moderator
Collaboratrice restauratrice
Utente recente
Posts: 13
Location: Luino(Varese)
Se posso permettermi, porto esempi di intervento per la sutura dei tagli eseguiti durante il corso.
Abbiamo utilizzato la poliammide(da applicare sul taglio per poi scaldare con termocauterio e mettere sotto peso) per poi procedere alla stuccatura, alla reintegrazio pittorica e via dicendo...
Qualora vi fossero tagli più estesi invece bisognerebbe utilizzare il BevaFilm e nei casi di mancanze reintegrare il tessuto con inserti di tela.
Spero di essere stata utile.

Valentina Lisanti


Valentina Lisanti
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Maddalena777
Dicembre 17, 2008, 8:03pm Report to Moderator
restauro della pittura e scultura policromia
Utente medio
Posts: 27
Location: pittura murale, su tela, icone, sculrura policromia, metallo
2000-3000 eu


Magdalena Zacharska
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