Benvenuto, Ospite. Agosto 25, 2019, 1:37am Per favore esegui il login o o registrati.
Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Sicurezza per il restauro  ›  bibliografia per tesi sulle patologie da solventi Moderatori: Adamantio
Utenti presenti
No Members e 1 Ospiti

bibliografia per tesi sulle patologie da solventi  (attualmente 4,035 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Rossella Croce
Ottobre 3, 2007, 10:28pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
sposto qui il messaggio di Chiara Arcidiacono.
Testo citato
Buonasera;mi chiamo Chiara e sono una studentessa in Conservazione e Restauro per il Patrimonio Storico-Artistico presso l'Universitą  di Urbino Carlo Bo. Dovendomi laureare entro il prossimo anno avevo pensato di affrontare una tesi sulla sicurezza dei solventi e sulle patologie da solvente per gli addetti al restauro. Volevo avere qualche consiglio sulla bibliografia in merito, qualche idea su come affrontare questo tema e se čil caso di optare per una tesi sperimentale (facendo eventualmente un tirocinio all'ENEA) o compilativa. Sapreste inoltre indicarmi qualche figura professionale esperta in merito in modo che possa contattarla per richiedere informazioni?
Grazie!
Chiara Arcidiacono


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito
Rossella Croce
Ottobre 3, 2007, 11:10pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Come promesso ti rispondo subito.
In primis complimenti per la tua scelta, c'e' da sperare che molti studenti seguano il tuo esempio. Complimenti anche ai tuoi professori, che ti sostengono.
In genere non e' mai semplice affronare il tema della sicurezza, tantomeno lo e' per studenti iscritti a scuole di restauro. Non esiste una vera e propria bibliografia cui fare riferimento per il nostro settore, ne tantomeno testi approfonditi e specifici.
La prima cosa da fare,  e' raccogliere  tutte le informazioni sulla normativa vigente inerente il rischio chimico e tutte le informazioni possibili sui solventi che vuoi trattare prendendole a prestito daglia ltri settori e poi eleborarle riferendole al nostro. Troverai molte informazioni e le leggi  su internet. Potrai trovare informazioni di base  anche sul sito Inail, dove puoi scaricare alcuni file  su vari argomenti, compreso il rischio chimico.  Una volta studiato il caso in generale, dovrai concentrarti sui solventi maggiormente utilizzati nel restauro contattando  tutte le ditte di prodotti di restauro e chiedendo  loro le schede di sicurezza dei prodotti che interessano.  per comprenderle davvero dovrai pero' aver prima studiato approfonditamente la normativa vigente, sia in italia che neglia ltri paesi europei. Per iniziare dovrai approfondire bene la legge 626 94 e 494 96, soffermandoti in aprticolare sullae parti riguardanti il rischio chimico e tutte le leggi varate sul rischio chimico fino ad oggi non ultima la modifica 2005.  Attenta pero' perche' queste sono solo le basi per capire l'argomento. poi iniziera' il vero lavoro di elaborazione sul settore del restauro.
Sempre su internet, puoi trovare sul sito ICR, il amteriale di Coladonato e Scarpitti, che rappresneta  un'ottima base per iniziare a lavorare sui solventi. Sicuramente avrai gia' preso visione dl libro di Paolo  Cremonesi, ma se non l'avessi fatto, provvedi.  Tra i pochi testi specifici sull'argomento non puo' mancare quello pubblicato da "Il Prato Editore",  "Patologie da solventi per gli  addetti al restauro" che mi risulta pero' essere fuori produzione.
Dovrai  consultare inoltre  tutti i testi possibili di  medicina ed  igiene del lavoro e  di tossicologia, cercando le specifiche patologie da solventi e prendendo informazioni su quelle che interessano gli operatori del restauro.
Un altro  consiglio e' informarti se presso la tua universita' ci sono attivati corsi di chimica industriale, dove in genere sono sempre presenti corsi sul rischio chimico, sulla sicurezza degli impianti chimici e sulla tossicologia e contattare quei docenti.
Appogiati  inoltre ad un professore di chimica organica che ti potra' via via aiutare a capire perche una certa molecola X e' tossica o non lo e'  e dove risiede la sua tossicita'.  Riguardo alla scelta per la tesi, devi aver ben chiaro cosa vuoi studiare, perche' il campo e' vastissimo.  Non sono a  conoscenza di quali studi svolgano all' Enea, ma se fossi in te, come primo appoccio, affronaterei  il tema con una tesi complilativa, molto specifica su una certa rosa di solventi.  
In Italia, chi si occupa di patologie da solventi in maniera approfondita, a parte i pochi casi isolati che abbiamo gia' citato, sono in genere  medici del lavoro, igienisti e biologi legati ai vari CNR ed a INAIL. Chi invece se ne occupa dal punto di vista applicativo e lavorativo sono gli  RSPP, ovvero "Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione", figure previste dalla legge 626 del 1994. Per svolgere queta attivita' e' obbligatorio seguire  corsi specialistici (a pagamento), certificati a livello nazionale presso gli enti abilitati e specializzarsi poi nel settore ATECO rischio chimico.  Se la tua scelta e' legata a una ricerca futura di lavoro, ricordati che dovrai  affrontare questi corsi,  per poter operare nel settore come consulente.

Aspetto maggiori delucidazioni da parte tua  su quello che esattamente vuoi fare  per cercare di aiutarti meglio.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 1 - 10
claryn
Ottobre 4, 2007, 11:17am Report to Moderator
studentessa restauro
Utente recente
Posts: 10
Grazie per le delucidazioni!Sono sicura che saranno molto utili come punto di partenza. Riguardo ai libri citati li ho gią  letti e studiati, penso siano sintetici ed esplicativi, ho anche gią  contattato Maurizio Coladonato che čstato molto disponibile e a breve mi recherą a Roma per parlare direttamenete con lui. La mia idea čquella di studiare i solventi maggiormente utilizzati nel restauro e le patologie (sia neurologiche, sia dermatologiche che respiratorie) frequenti tra i restauratori. Mi rendo conto che non sono nčun medico, nčun chimico, ma semplicemente una studentessa che vuole diventare una restauratrice consapevole dei rischi a cui va incontro maneggiando alcune sostanze chimiche. Quindi io vorrei cercare di unificare i pareri tra medici e chimici per quanto riguarda il restauro poichčmi sono resa conto che parlando con alcuni medici non sanno quali solventi utilizziamo e parlando con alcuni chimici non sanno quali sono i rischi e le patologie da solvente nel nostro campo!Sarebbe anche interessante trovare un'alternativa valida ai solventi pił tossici, ma mi rendo conto che non čfacile come idea e per essere supportata ha bisogno di tempo e di persone competenti. Per farle meglio capire qual čla mia idea le allego qui di seguito una bozza di indice che avevo pensato per la tesi. La pregherei di indicarmi tutte le critiche del caso poichčancora non ho ben chiaro come affrontare questo tema e quali sono le difficoltą  maggiori.
Grazie!
PS Secondo lei čmeglio avere come relatore un restauratore o un chimico?Pensa inoltre che sia possibile fare un sondaggio sui solventi maggiormente utilizzati nei laboratori di restauro?Se sģ, come posso provvedere?    
Chiara Arcidiacono



Allegati: indice_xmicheloni_7777.doc
917 downloads   -   Dimensione: 41.00 KB



Chiara Arcidiacono
Registrato Offline
Replica: 2 - 10
Rossella Croce
Ottobre 4, 2007, 12:33pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Cara Chiara, la mia opinione e' che la cosa migliore e' che il tuo relatore sia un professore interno e  chimico organico, mentre il tuo correlatore puo' essere un restauratore esterno. Se hai gia' studiato tutta la normativa sei a buon punto, ma mi sembra davvero strano che tu possa averlaverla gia' visionata tutta, quindi mi raccomando: non dimenticare questa parte.
Se la tua tesi vuole incentrarsi sull'aspetto delle patologie e quindi medico, io mi informerei bene su quali CNR nella tua area geografica svolgano questo tipo di studi e contatterei direttamente un referente  inail e chiederei aiuto a lui.  Sul sito inail troverai facilmente la sezione inail per la tua regione. Altra soluzione e' contattare,o meglio, far contattare alcuni medici del lavoro dal tuo relatore per chiedere loro se e' possibile una collaborazione. In genere nessuno chiude le porte alle universita'.
Un ultimo consiglio: tratta solo i solventi piu' comuni a tutte le tipologie  del restauro, come primo lavoro mi sembra piu' semplice e interessante.  
Ho visto l'indice e a mio parere hai inserito alcuni dei  punti critici piu' importanti. Vista la complessita' dei temi non amplierei ancora l'argomento. Meglio poche cose fatte bene ed approfondite che le solite cose trite, ritrite e superficiali che si vedono in giro da anni.  

Rigurado il tuo indice, inserisco qualche nota
punto 1.3  Si chiamano Schede tecniche e di sicurezza, o meglio schede tecniche e schede di sicurezza, perche' sono due cose diverse tra loro.  Le schede tecniche delle industrie  sono tutta un'altra cosa   attenta perche' e' un errore molto grave.  (non per essere noiosa ma...la normativa.....)
punto 2.3  affrontato genericamente sara' facile, affrontato appofonditamente e sperimentalmente, non basterebbe una rtesi di dottorato, quindi attenta a non perderti in questo argomento, perche' sono richiesti mezzi e strumentazioni non indifferenti.
punto 3.2 l'argomento del caso studio e' interessante, ma mi chiedo: quanto e' utile?
Il principio fondamentale che sta alla base della scelta di un caso studio sono i dati statistici. Quanti sono in Italia i restauratori affetti da sclerosi multipla? E soprattutto: sei a conoscenza del fatto che una persona affetta da sclerosi multipla non puo' avere l'idoneita' lavorativa a svolgere determinate mansioni? Un lavoratore con sclerosi non dovrebbe mai ricevere dal mesico del lavoro l'idoneita' lavorativa all'uso dei solventi organici, (in particolare certe tipologie)  tranne  forse in particolari condizioni che in genere non sono presenti nel mondo del restauro, come l'uso sotta  cappe di categoria 3. Se avviene e' solo per ignoranza o per errore. Attenta Chiara, perche' qui non si tratta di fare discriminazione rispetto ai diversamente abili, ma semplicemente sapere che i diversamente abili non possono svolgere tutte le mansioni lavorative che vogliono, proprio a casusa della loro malattia. capirai meglio tutto questo mano a mano che studierai. a questo rigurado, dai un'occhiata veloce  all'ultima normativa sui diversamente abili.   Quindi attenta alla scelta del caso studio, non puntare sulla stranezza o sul voler stupire, punta all'utilita'.
Perche' le malattie da benzene sono state messe da sole? O affronti tutto secondo gruppi di malattie (neurologiche, dermatologiche ecc) o per gruppi di solventi (benzene ecc). scegli un sistema e adottalo per tutto.
Puoi aprire qui il sondaggio, se vuoi, fammi sapere come vuoi impostarlo.



Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 3 - 10
claryn
Ottobre 4, 2007, 2:58pm Report to Moderator
studentessa restauro
Utente recente
Posts: 10
Per quanto riguarda il sondaggio pensavo di suddividerlo per area geografica (Nord, Centro e Sud) e per categorie. Mi spiego meglio:
Vorrei sapere quali solventi si utilizzano in:
1) Laboratori della Sovrintendenza;
2) Laboratori privati;
3) Cantieri.
E quali sono le principali misure preventive.
Vorrei insomma raccoglire un maggior numero possibile di informazioni sulle diverse esperienze di utilizzo dei solventi nel restauro ( suddividendo i settori per: tele - tavole - dipinti murali - manufatti lapidei) {mi rendo conto che i settori sono molti di pił, ma intanto partire da questi e poi eventualmente ampliarli} per arrivare alla creazione di una banca dati al servizio di coloro che operano nel settore.
Che ne pensate?Potrebbe essere una cosa fattibile sfruttando le risorse infinite di internet?
Aspetto notizie!
A presto
Chiara  


Chiara Arcidiacono
Registrato Offline
Replica: 4 - 10
Rossella Croce
Ottobre 5, 2007, 8:17am Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Per il lavoro che scrissi nel 2003 per Inail ho fatto gia' una cosa del genere, con la differenza che non era incentrato sui soli solventi, ma teneva conto di tutti gli agenti sia no essi chimici, fisici, biologici presenti nel settore del restauro. Non avendo allora un portale a disposizione persi mesi e mesi di tempo per la raccolta dati. Purtroppo non  posso condividere i dati con te oggi per una serie di motivi legati a privacy e copyright.   Possiamo pero'  riproporre qualcosa del genere qui, che possa permettere di usare i dati a te e che rappresenta per me una fonte di verifica a 5 anni di distanza. Credo sia sufficiente  che ti impegni a citare  il forum  e la sezione sicurezza nella bibliografia come fonte dei dati. Lasciami pensare come si puo' fare a formulare un sondaggio  che sia efficace. Ho bisogno di qualche giorno per farlo. Tu intanto cerca di capire esattamente cosa vuoi sapere: un  sondaggio deve avere risposte chiuse e ben precise.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 5 - 10
Adamantio
Ottobre 6, 2007, 8:28pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Secondo me l'idea del sondaggio čmolto buona, specialmente se anonimo.

Soprattutto in assenza di anonimato, infatti, i dati forniti dai dichiaranti potrebbero risultare eccessivamente ottimistici in quanto penso che sia assai difficile che chi usa clorurati, ammine e aromatici lo dichiari pubblicamente. Soprattutto se sommiamo  l'atteggiamento da "segreti di bottega" che ancor troppo aleggia nel settore.

Per un dato di confronto potresti provare a chiedere ai grossi fornitori di materiale per restauro quali siano, in percentuale, i solventi pił venduti. Non escludo che comunque anche questi dati siano riservati e si rifiutino di comunicarteli.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

Registrato Offline
Sito Replica: 6 - 10
claryn
Ottobre 9, 2007, 7:47pm Report to Moderator
studentessa restauro
Utente recente
Posts: 10
...Stavo pensando che sarebbe anche interessante confrontare i vari valori di tlv nel tempo..ma come potrei fare a trovare schede di restauro che circolavano qualche anno fa?A chi potrei chiedere?
Chiara Arcidiacono


Chiara Arcidiacono
Registrato Offline
Replica: 7 - 10
Rossella Croce
Ottobre 9, 2007, 8:33pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
L'idea e' molto interessante, ma temo possa essere realizzata solo raccogliendole presso ditte che abbiano conservato vecchie schede tecniche in archivio. Temo che in questo senso una collaborazione da parte di case produttrici sia davvero ostica, per una serie di ovvi motivi.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


Registrato Offline
Sito Replica: 8 - 10
paolo.m
Luglio 29, 2009, 9:40am Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 6
Buongiorno, sono un laureando in facoltą di medicina - corso di laurea in Tecnico della Prevenzione negli anmbienti di vita e di lavoro presso l'universitą di Firenze, anche se svolgo gią l'attivitą professionale da circa un ventennio nel SSN  - Servizio di Prevenzione e Sicureza negli Ambienti di Lavoro di Torino. Intendo redarre una tesi di laurea in Tecnopatie da agenti nocivi nel comparto del resturo parietale (affresco e non). Mi sembra che il restauro del Cenacolo di Milano, duranto un ventennio, possa essere una buona fonte, per un'indagine eziologica seria in rapporto al tempo d'esposizione degli agenti pericolosi e non. Potete suggerirmi testi aggiornati, dispense, biblioteche dove poter reperide dati epidemiologici di casi (escludendo la fonte INAIL e quelle degli enti sanitari nazionali) in cui vi sia un potenziale nesso causale tra l'agente pericoloso utilizzato dal restauratore e la patologia poi instaurata a suo danno? Sono disponibile aanche alla raccolta di informazioni non ancora pubblicate, delle quali vi sia interesse o disponibilitą alla loro promulgazione, anche al fine di migliorare il sistema gestionale del rischio in un settore, mi pare, poco indagato. Grazie a tutti.
Registrato Offline
Replica: 9 - 10
paolo.m
Luglio 29, 2009, 9:49am Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 6
Buongiorno, sono un laureando in facoltą di medicina - corso di laurea in Tecnico della Prevenzione negli anmbienti di vita e di lavoro presso l'universitą di Firenze, anche se svolgo gią l'attivitą professionale da circa un ventennio nel SSN  - Servizio di Prevenzione e Sicureza negli Ambienti di Lavoro di Torino. Intendo redarre una tesi di laurea in Tecnopatie da agenti nocivi nel comparto del resturo parietale (affresco e non). Mi sembra che il restauro del Cenacolo di Milano, duranto un ventennio, possa essere una buona fonte, per un'indagine eziologica seria in rapporto al tempo d'esposizione degli agenti pericolosi e non. Potete suggerirmi testi aggiornati, dispense, biblioteche dove poter reperide dati epidemiologici di casi (escludendo la fonte INAIL e quelle degli enti sanitari nazionali) in cui vi sia un potenziale nesso causale tra l'agente pericoloso utilizzato dal restauratore e la patologia poi instaurata a suo danno? Sono disponibile aanche alla raccolta di informazioni non ancora pubblicate, delle quali vi sia interesse o disponibilitą alla loro promulgazione, anche al fine di migliorare il sistema gestionale del rischio in un settore, mi pare, poco indagato. Grazie a tutti. Paolo Mello PS per Chiara: Contattami se ti č possibile, anche al fine di poter diversificare ed approfondire meglio un'eventuale tesi specifica. Paolo
Registrato Offline
Replica: 10 - 10
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Print

Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Sicurezza per il restauro  ›  bibliografia per tesi sulle patologie da solventi

Valutazione del tema
Non esiste attualmente alcuna valutazione
 

Powered by E-Blah Forum Software 10.3.3 © 2001-2008


tine.it



Pubblicazioni

Normativa

Bibliografie

Conservation bibliography

Appuntamenti


    CE