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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Diagnostica per il restauro  ›  XRF: testi e database Moderatori: Adamantio
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XRF: testi e database  (attualmente 2,923 viste) Print
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pollon
Ottobre 23, 2007, 6:07pm Report to Moderator
studentessa
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Posts: 7
Location: firenze
Salve a tutti
Durante il mio tirocinio ho svolto delle analisi XRF e vorrei approfondire questo argomento. Vorrei sapere se qualcuno di voi è al corrente della presenza di qualche testo oltre a quello della Nardini (autori Seccaroni-Moioli) e quello dell'Aldrovandi.
Sapete se esiste un database di spettri, come ad esempio quelli dell'IR?
Qualcuno di voi è a conoscenza di qualche articolo o di qualche pubblicazione mirata sull'XRF?
Grazie mille anticipatamente


Alessandra Ferrari
Registrato Offline
Rossella Croce
Ottobre 24, 2007, 1:55pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Ciao Alessandra  e Benvenuta.
Vorrei porti subito una domanda.
Perche' cerchi un database Xrf "tipo quello dell'IR?"
Con l'XRF si compie un'analisi elementare. A parte nei casi dei fenomeni di interferenza o mascheramento i picchi degli elementi cadono piu' o meno sempre negli stessi punti. I picchi non hanno vere forme caratteristiche, ma  si differenziano per lo piu' sulla base dell loro rivelabilita' (intensita' del picco). Senza prendere in considerazione fenomeni di interferenza,   se devo cercare il Pb, so che dovro' verificare la presenza dell righe L e che le trovero' sempre piu' o meno a determinati  KeV. Eventualmente possono esserci bande piu' o meno allargate o con cuspidi se c'e' interferenza tra piu' picchi, alcune possono assumero delle forme o shift caratteristici, ma sono casi abbastanza rari e facili da interpretare  anche senza un database.  Cio' che invece e' determinante e'  verificare che picchi molto intensi non coprano altri elementi, ma  in questo caso  e' molto piu' importante  avere delle buone e complete tabelle delle principali righe di emissione in KeV dei vari elementi piuttosto che un database di spettri.
    Per l' analisi FTIR, invece,  avere un database e' molto importante, perche' nell'interpretazione dei dati non e' indicativa solo la posizione del picco o la sua intensita', ma la particolare  forma che i picchi assumono (infatti vengono detti  picchi caratteristici o diagnostici) tipica e diversa per  moltissimi materiali. L'interazione tra due materiali puo' creare altre forme caratteristiche, quali ad es. bande allargate tipiche ecc.  
   Per queste considerazioni, ti chiedo perche' stai cercando un database di spettri Xrf.  

Se la tua richiesta e' fatta allo scopo di prendere confidenza sulla effettiva rilevabilita' dei vari elementi o per imparare a interpretare i fenomeni di mascheramento,   io ti consiglio di fare una serie di  analisi su standard noti (o per lo meno su campioni di riferimento noti) e di usare quella.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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pollon
Ottobre 24, 2007, 3:39pm Report to Moderator
studentessa
Nuovo utente
Posts: 7
Location: firenze
Grazie per il benvenuto!
Premettendo che sono alle prime armi, alle primissime armi, volevo sapere se esistevano raccolte sia di standard noti, proprio come mi dicevi tu, che di campioni reali. La mia era una semplice curiositĂ  e un modo per far la mano su questa tecnica. Un modo per fare una sorta di "esercizio"per imparare a interpretare al meglio questi spettri.
Grazie mille
Alessandra


Alessandra Ferrari
Registrato Offline
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Rossella Croce
Ottobre 25, 2007, 9:06am Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Attenta Pollon alla differenza tra standard e riferimento noto, che sono due cose molto diverse.
Una libreria di riferimenti noti, come ad es. l' "Atlas of Infrared Spectroscopy ....'  non m i risulta sia stata fatta.
Per quello ti consigliavo di farti tu la tua piccola libreria, anche perche', nell'XRF, piu' che in altre tecniche, possono esserci notevoli variazioni a seconda del rilevatore che e' montato nella testa del tuo strumento (germanio, molibdeno ecc)

Dovrei avere degli articoli in ingkese, ma devo cercarli.
Ti faccio sapere tra qualche giorno.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
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pollon
Ottobre 25, 2007, 9:08am Report to Moderator
studentessa
Nuovo utente
Posts: 7
Location: firenze
Grazie mille allora.


Alessandra Ferrari
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