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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Chimica per il restauro  ›  Resina acrilica - paraloid b72 Moderatori: Adamantio
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Resina acrilica - paraloid b72  (attualmente 24,457 viste) Print
2 Pagine 1 2 » Tutti Raccommanda Thread
martaV.
Gennaio 26, 2008, 7:58pm Report to Moderator
libero prof.
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Posts: 3
Ciao, vorrei sapere come si prepara il Paraloid b72. Ho trovato tante schede tecniche e tante applicazioni pratiche, ma nessuna spiegava le modalità per far scioglere le perline per ottenere il preparato da diluire tra i 4 e 5%. Oltre nel nitro e nell'acetato di etile, con che cosa si può diluire il  Paraloid B72?   Grazie per le spiegazioni !


Marta Valerie
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ilengo roberto
Gennaio 27, 2008, 1:54pm Report to Moderator
Utente ospite
molto semplicemente uso il paraloid diluito con l'acetone per avere una rapida evaporazione del solvente ed
una  più veloce azione della resina.Si può usarla anche al 2-3% come diluizione, facendo diversi passaggi
controllando attentamente la superficie affinchè non si crei una pellicola "plasticosa".
diluizione al 4% : 4 parti di resina 96 di solvente
roberto ilengo restauratore
dipinti su tela e tavola  CIAO!
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martaV.
Gennaio 29, 2008, 12:17pm Report to Moderator
libero prof.
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Posts: 3
Ciao Roberto,
per primo ti ringrazio per la celere e concisa risposta.
Appunterò che si può diluire ance il Paraloid con l'acetone, così la fase di polimerizzazione può avvenire un tantino prima.   Usi sempre l'acetone per sciogliere le gocce di paraloid? Mi è stato detto che poi il preparato prima di essere diluito deve "riposare" per uno due giorni, ti risulta?
mv


Marta Valerie
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ilengo roberto
Gennaio 29, 2008, 2:17pm Report to Moderator
Utente ospite
ciao marta.

Le "perline" di resina ,messe nella giusta percentuale insieme all'acetone,in un recipiente di vetro debitamente
chiuso ermeticamente , le metto a "riposare" sul termosifone (non caldissimo) per favorire lo scioglimento.
Dopo 12-15 ore se il preparato si è perfettamente risolto è pronto all'uso.
non comprendo cosa intendi - per gocce di paraloid-

CIAO
roberto ilengo
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Elisabetta Bosetti
Gennaio 29, 2008, 9:19pm Report to Moderator
sezione superfici dipinte
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Posts: 3
Location: restauratrice dipinti tela e murali - Danimarca
Ciao,

il mio consiglio sul Paraloid è questo: prima di scegliere il solvente da usare, è importante, a mio avviso, conoscere la sensibilitá/reazione della superficie da trattare con il Paraloid ai vari tipi di solventi. Io ho una buona esperienza con il toluene e l'etanolo. Il toluene scioglie le perline nell'arco di qualche ora (il passaggio di lasciar "riposare" dopo lo scioglimento non ha senso) ma è molto lento nell'evaporazione dopo l'applicazione - perciò se si deve trattare una superficie sensibile o molto assorbente, si dovrá forse stare attenti all'uso di questo solvente. L'etanolo scioglie le perline nell'arco di 24 ora circa, ma è più idoneo se l'evaporazione dopo il trattamento deve essere veloce. Anche se un po' in ritardo, spero di esserti stata utile.
Buon lavoro!
Elisabetta Bosetti
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ilengo roberto
Gennaio 30, 2008, 1:53pm Report to Moderator
Utente ospite
Riguardo alla domanda dell'architetto, la risposta è che il PARALOID B72 risulta insolubile in WHITE SPIRIT
e mi risulta che sia quasi insolubile anche con l'ETANOLO .
Comunque sono daccordissimo con elisabetta nel valutare a monte la reazione del solvente usato.sulla superficie da trattare.

CIAO a tutti

roberto ilengo
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Adamantio
Gennaio 30, 2008, 2:00pm Report to Moderator
Dottore in Chimica - Consulente Restauro
Posts: 933
Location: Torino e Aramengo (AT)
Marta,
Le soluzioni di Paraloid dopo essere state stese NON POLIMERIZZANO ma semplicemente perdono il solvente e tornano pertanto a solidificarsi.
Facciamo un passo indietro.

Vai dal tuo fornitore e chiedi Paraloid B72 in perline (anche dette gocce o pellets; il Paraloid B72 è il più usato ma puoi chiederne altri).
Una volta acquistato il prodotto potrai scegliere il solvente in cui scioglierlo.

E' importante puntualizzare (perchè non sei l'unica che può avere dubbi a riguardo) che il Paraloid B72 in perline che tu acquisti è già polimerizzato! è già  un copolimero statistico di due monomeri (metile acrilato e etile metacrilato). I monomeri sono i componenti che in seguito alla polimerizzazione diventano il polimero venduto nelle perline che molti di noi conoscono. La polimerizzazione, in senso lato, richiede particolari condizioni di temperatura, pressione, catalisi, ecc e pertanto è una reazione che nel caso del Paraloid avviene a monte della vendita e viene portata avanti, in generale, nei laboratori della Rohm & Haas.

Esistono comunque studi di "Polimerizzazione in situ di monomeri acrilici" per far si che la trasformazione da monomeri a polimeri avvenga direttamente sul manufatto da trattare. Tali studi in Italia sono stati portati avanti soprattutto dall'Università  di Genova dal gruppo del Prof. Pedemonte. In quell'ambito l'uso dei monomeri al posto del polimero vuole avere lo scopo di migliorare drasticamente la penetrazione del consolidante in quanto la soluzione di monomeri dovrebbe essere di gran lunga "meno viscosa" rispetto alla soluzione di polimero.
Dopo polimerizzazione si dovrebbe ottenere un polimero abbastanza simile a un Paraloid (dipende comunque anche dai rapporti tra i monomeri e dai monomeri scelti) i limiti dovrebbero essere insiti nella non sempre facile attuazione delle condizioni di polimerizzazione e nelle loro possibili conseguenze.

Torniamo alle nostre perline pre-polimerizzate che acquistiamo dal nostro fornitore di prodotti per restauro. Queste gocce vengono disciolte in un solvente. Per un uso generico ti consiglierei acetato di butile, acetato di etile o acetone lasciandole immerse una notte o più nel solvente. Questi solventi dovrebbero permetterti di ottenere diversi effetti in relazione soprattutto alle diverse velocità  di evaporazione. Il tutto, ovviamente, dipende anche dalle concentrazioni (quantità  di Paraloid per litro di solvente). Puoi anche aggiungere altri diluenti come etere di petrolio, ligroina, cicloesano, white spirits... che essendo poco polari non sono dei veri e propri solventi del Paraloid (se ci metti direttamente le perline non si sciolgono). Un discorso simile (eccettuata la diversa polarità ) si potrebbe fare per gli alcol (il Paraloid B72 è parzialmente solubile in alcuni alcol).

Sconsiglierei per motivi di pericolosità  solventi aromatici come toluene, xilene, ecc. proposti in altri messaggi o l'uso del nitro.
Anche il White Spirits, se impiegato, deve essere scelto dearomatizzato e con residui minimi di aromatici (inferiori allo 0,1 %).

Scelta la miscela di solventi desiderati (utilizzando ad esempio il triangolo di solubilità) potrai fare un gran numero di prove per verificare gli effetti ottenuti. Dopo di ciò potrai finalmente usare il tuo Paraloid.
Ricordandoti che quando diventa nuovamente solido è solo la conseguenza dell'evaporazione del solvente e non è avvenuta una polimerizzazione.


Marco NICOLA
MODERATORE AREA AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Conservation Scientist - Diagnosta dei Beni Culturali
Analisi chimiche, chimico-fisiche, petrografiche, biologiche... e ricerche per lo Studio, la Conservazione e il Restauro del Patrimonio Artistico
sito: http://www.adamantionet.com

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martaV.
Febbraio 1, 2008, 5:02pm Report to Moderator
libero prof.
Nuovo utente
Posts: 3
Finalmente riesco a connettermi al forum!


@roberto:  per -gocce di paraloid- intendo le "perline" di resina.

+1 @elisabetta nel la scelta del solvente a secondo del supporto da trattare...

@marco:  grazie per la nota sulla polimerizzazione; mi hai illuminato un aspetto
importante e ho trovato conferma i varie schede consultate.
ho scaricato la scheda tecnica del prodotto sul sito della societa produttrice
http://www.rohmhaas.com/assets.....ds/paraloid_b-72.pdf
e ho letto che chè una brochure sugli solventi, però la cerco ancora.

ho notato bene anche le precauzioni in quanto la pericolosità per gli operatori a dover
usare certi solventi, e guarderò gli esiti degli esperienti fatti da Pedemonte ed il suo Staff.

tranquilizzo tutti che non intendo dare io, il paraloid, ma era per comprendere
il metodo di preparazione del prodotto in vista di un progetto di restauro,
nella letteratura specialistica spesso tante cose si danno per ovvio.


grazie per le delucidazioni preziose, ritorno ai miei libri (Chimica e restauro di Enrico Pedemonte e La chimica nel restauro di Moles e Matteini) per studiarci su!


Marta Valerie
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scrpla
Giugno 17, 2008, 12:38pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 1
Buongiorno, è il mio promo messaggio e spero di aver fatto correttemente:
ho bosogno delle delucidazioni sull'uso del paraloid nel ... bonsai.
Si avete capito bene :nel bonsai.
So che gia qualcuno ha fatto delle cose ma vogli sentire i Vs. pareri.
Nei bonsai di conifere (in particolare dei ginepri) ci sono sempre delle ampie zone di legna secca , frutto delle tecniche d'invecchiamento, e quando questa e' a contatto con il terreno, nel tempo tende a marcire.
Secondo Voi e' possibile fare dlle mocroinfiltrazioni con siringhe o altro?
Premetto che non ho ancora  mai  usato il paraloid e per ora non so nemmeno dove trovarlo qui a Novara.
Altri problemi potrebbero essere dovuti al solvente che potrebbe danneggiare la chioma o penetrare nel terreno e far morire la piante. c'e qualcuno che sa darmi delle delucidaziono su come si puo usare il prodotto?
ciao
paolo scarafiotti
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Rossella Croce
Giugno 17, 2008, 1:57pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Ciao e benvenuto,  per far parte di questa community devi completare la tua firma nel centro utente, diversamente verrai escluso  dal forum da parte dell'admin.
Troverai  tutte le informazioni nella sezione istruzioni.

Riguardo alal tua richiesta, non ho trovato informazioni "scientifiche ' rispetto all'uso di paraloid sui bonsai.
Sono molto incuriosita dalla tua domanda.
Come prima riflessione,  mi verrebbe da dire che il solvente deve essere il meno invasivo possibile, perche' dobbiao andare ad agire su una materia vivente.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

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satyaahimsa
Giugno 18, 2008, 10:43am Report to Moderator
Collaboratrice restauratrice
Utente recente
Posts: 13
Location: Luino(Varese)
Buongiorno, sono una ragazza di venticinque anni della provincia di Varese e sono un' aspirante restauratrice.
Questo è una sorta di primo messaggio di presentazione, spero di non averlo postato in un luogo inadatto, daltronde non ho trovato una sezione di presentazione corrispondente.
Inizio subito con il complimentarmi per l'ideazione e la gestione di questo forum, davvero un serviizo utile per poter discutere di problematiche tecniche, formazione, normative in materia di restauro...ho già trovato tantissime informazioni utili e sono piacevolmente sorpresa delle disponili risposte date dai professorie  e dai chimici qui presenti.
Spero di poter contribuire anch'io alle discussioni e credo che avrò presto molte domande da porre...
Grazie per l'attenzione.
Valentina


Valentina Lisanti
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Rossella Croce
Giugno 18, 2008, 3:51pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Benvenuta nel forum e grazie per i complimenti, sono sempre graditi.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
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Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
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MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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Gianni Berti
Giugno 27, 2008, 9:00am Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 8
Sono perplesso...
personalmente penso che la cosa più "giusta che si possa fare" è chiamare il distributore italiano della ROHM & HAAS, che ha un tecnico che Vi spiegherà come fare le soluzioni, con che tipo di solvente e a che concentrazione massima ci si può spingere. Se il moderatore mi autorizza, posso darvi il numero di telefono e il nome dell'interlocutore tecnico.

Cordialmente.

Gianni Berti
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Leonardo Borgioli
Giugno 30, 2008, 3:51pm Report to Moderator
consulente
Nuovo utente
Posts: 6
Cari amici,
posso aggiungere alla discussione che il B-72 è solubile in solventi con fd tra 40 e 70, ossia in moltissimi solventi, dal dimetilsolfossido (consigliato solo per la rimozione del vecchio Paraloid e non per l'applicazione) all'etere etilico. Abbiamo quindi vasta scelta tra solventi tossici o nocivi (nitro, toluolo, xilolo, DMF, diacetonalcool, clorurati di tutte le razze...) a quelli che danno meno preoccupazioni sotto il profilo salute (acetone, etile acetato e butile acetato). Personalmente consiglio il Dowanol PM: buona solubilità, bassa viscosità, tossicità accettabile, e odore sopportabile, in alternativa al butile acetato che, assieme a tante buone qualità, ha un odore veramente eccessivo!
Ciao
Leonardo Borgioli
Registrato Offline
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Rossella Croce
Giugno 30, 2008, 6:44pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Citato da Gianni Berti
Se il moderatore mi autorizza, posso darvi il numero di telefono e il nome dell'interlocutore tecnico.
Gianni Berti


Gianni, il moderatore ti autorizza. Penso possa esser eun'informazione utile per molti utenti del forum.

Leonardo, grazie  per il tuo intervento, sei sempre il benvenuto nella mia sezione.


Rossella Croce
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