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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Chimica per il restauro  ›  resine scambiatrici di ioni Moderatori: Adamantio
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resine scambiatrici di ioni  (attualmente 12,836 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
elyre
Febbraio 1, 2008, 11:01pm Report to Moderator
Utente ospite
ops avevo inserito questo mess. nella sezione materiali lapidei...poi ho visto questa nuova sezione che forse √® pi√Ļ adatta...scusate...potete cncellare l' altro?
Grazie

"A livello teorico sono abbastanza informata sulle resine a scambio ionico, sapete darmi
qualche consiglio a livello pratico?
-quali sono le percentuali di resina a scambio ionico e H2O?
-come si applica?
-quanto si lascia agire?
-come si rimuove e come si risciaqua?
Grazie
Elyre "
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Rossella Croce
Febbraio 7, 2008, 12:04pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Ciao, come tu ben sai, ogni restauro e' diverso da un altro, per cui e' impossibile dare una ricettina assoluta.
esistono pero' alcune regole fondamentali per l'utilizzo delle resine scambiatrici di ioni che vado ad elencarti.
Per prima cosa NON applicare le resine direttamente sul supporto, ma interponi sempre della carta giapponese, di grana opportuna.
Applica la carta giapponese in piccoli ritagli e falla aderire per nebulizzazione indiretta con acqua deionizzzata.
Utilizza sempre e solo acqua deionizzata durante  tutto il procedimento.
Prepara una piccola quantita' di resine, ricordando che:
Testo citato
le anioniche aumentano l' acidita' e le cationiche aumentano la basicita' della soluzione liberando rispettivamente:
H+   ( - R-A- OH- + AN - ----> - R-A- + CAT + + H+ )
e OH- ( - R-C+ H+ + CAT + ----> -R-C+ + AN - + OH- )

N.b. La formula cosi' scritta non e' completa, ma non avvevo qui gli strumenti per scriverla dettagliatamente.


Miscelale  con poca acqua alla volta sino ad ottenere una pasta densa. La densita' giusta e' quella che ti consente di mantenere le resine in  verticale senza colare acqua. Le resine si rigonfiano leggermente in acqua, ma sono  insolubili in essa, per cui ti consiglio di addizionare piccole dosi alla volta, soprattutto  le prime volte, fino a prendere un po' di confidenza con il materiale. Non e' possibile darti una dose precisa perche', a seconda della  marca e del tipo,  i granulati sferici  possono variare anche sensibilmente (da 100 a 400 mesh). Per quetso motivo anche nelle schede tecniche viene specificato che la quantita' di acua deve essere trovata sperimentalmente.
la densita' giusta  dipende anche dal tipo di supporto su cui andrai ad applicarla (rugosita',  posizione verticale od orizzontale, applicazione in volta ecc). In alcuni casi ti servira' un preparato piu' "morbido", in altri piu' "rigido".
Applica quindi la resina sulla carta giapponese facendo attenzione a stenderla in  strato sottile, ma sufficiente ad agire efficacemente (quindi non una pennellata disomogenea di materiale, come spesso si vede fare.) In genere si va da pochi millimetri a 1 cm di spessore. Anche in questo caso la posizione (orizzontale, verticale o in volta) sara' determinante nella scelta.
Lo strato deve essere omogeneo, la superficie, come abbiamo detto prima, ben nebulizzata, le resine dense, ma ben idratate.
Successivamente puoi applicare un altro foglio di plastica trasparente (a sandwich)  a seconda di quanto tempo stimi di dover lasciar agire le resine.  Durante la fase di applicazione, che puo' durare da pochi minuti a intere giornate, (sempre a seconda di cio' che devi fare)  la resina va mantenuta costantemente idratata. E' utile ogni tanto nebulizzare l'impacco e poi rullarrlo lievemente con un rullino da affresco, per  smuovere le resine e favorire lo scambio ionico.  Si puo' anche agire direttamente rimescolandole leggermente con un pennello (su superfici compatte e non scagliate che lo consentano). Questa operazione e' molto importante perche' le resine lavorano solo all'interfaccia, per cui, una volta avvenuto lo scambio ionico esse si disattivano. Muoverle permette a polielettroliti che ancora non hanno agito di venire in contatto con la superficie e di procedere con lo scambio ionico.
Questo e' anche il motivo per cui le resine, mal si adattano a rimuovere spessi strati , se non in maniera selettivo, attraverso molteplici passaggi successivi.
Ricordati infine che, a seconda di cosa si vuole rimuovere, le resine hanno bisogno  che la superficie sua adeguatamente preparata a riceverle. Questo significa che  a volte non e' possibile applicare le resine direttamente senza prima eseguire altri trattamenti.
In alcuni casi, ad esempio, e' indispensabile un precedente trattamente con carbonato di ammonio.
In altri casi e' opportuno aggiungere alla miscela degli spessenti per rallentare l'azione delle resine.

In caso di piu' passaggi le resine vanno preparate di volta in volta e sotituite completamente (esistono sistemi per rigenerarle, ma penso sia una attivita' riservata a personale esperto )


Queste in breve le regole generali, ma esistono moltissime variabili che possono richiedere un'applicazione completamente diversa da quella descritta qui sopra.
Se hai domande riguardo al tuo caso specifico fammelo sapere.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali††
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
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elyre
Febbraio 11, 2008, 10:30pm Report to Moderator
Utente ospite
Grazie Rossella, la tua risposta è molto chiara ed esauriente, ma mi sono rimasti degli interrogativi:
-se aplico una resina cationica su uno scialbo, dopo averla rimossa, posso riutilizzarla ancora qualche volta o devo preparare nuovamente le resine dopo ogni applicazione?
-interponendo uno strato di carta giapponese non è indipensabile il risciaquo?
-In che casi si pretratta la superficie con carbonato d' ammonio?
Grazie ancora
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Rossella Croce
Febbraio 12, 2008, 1:55pm Report to Moderator
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Location: Venezia
Citato da 119

-se aplico una resina cationica su uno scialbo, dopo averla rimossa, posso riutilizzarla ancora qualche volta o devo preparare nuovamente le resine dopo ogni applicazione?


Come scrivevo nel precedente messaggio, non si riutilizzano le resine già usate in cantiere. Esistono dei processi di rigenerazione, ma non li consiglierei al neofita.
Io ti consiglio di riprepararle per ogni nuova applicazione (impacco)

Citato da 119

-interponendo uno strato di carta giapponese non è indipensabile il risciaquo?


Il risciacquo con acqua nebulizzata è SEMPRE indispensabile, come per qualsiasi altro tipo di impacco.

Citato da 119
In che casi si pretratta la superficie con carbonato d' ammonio?


Dipende molto dai casi: in diverse situazioni con croste molto resistenti  calcaree un pretrattamento con carbonato di ammonio (come nel caso del  trattamento al bario) pu√≤ decisamente aiutare.
Non √® inconsueto utilizzare le resine per eliminare  il velo superficiale biancastro che rimane, dopo aver eseguito puliture con altri sistemi, da alcuni tipi di affresco, o dopo un discialbo meccanico a bisturi su stucchi o dipinti murali.

Grazie ancora [/quote]



Rossella Croce
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elyre
Febbraio 13, 2008, 8:49pm Report to Moderator
Utente ospite
Citato da Rossella Croce

Non √® inconsueto utilizzare le resine per eliminare  il velo superficiale biancastro che rimane, dopo aver eseguito puliture con altri sistemi, da alcuni tipi di affresco, o dopo un discialbo meccanico a bisturi su stucchi o dipinti murali.



Che controindicazioni ci sono in questa operazione? La superficie della pittura non rischia di venire intaccata dalle resine? In fondo questo velo di scialbo è così sottile che potrebbe non essere sufficiente ad isolare superficie di un affresco magari degradato....e sulle rifiniture a secco? Probabilmente mi sto ponendo troppi problemi, ma è una curiosità: esiste questo rischio oppure è così minimo che lo si può trascurare?
Può esserci interazione tra le resine scambiatrici di ioni ed alcuni pigmenti?
Grazie
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Chiara Adamoli
Giugno 8, 2008, 4:08pm Report to Moderator
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Vorrei avere alcune informazioni sull'uso delle resine a scambio ionico di tipo anionico sugli affreschi per risolvere ossidazioni subentrate in seguito a pulitura. Esattamente come agiscono le resine con il materiali ossidati?
Grazie

Chiara Adamoli
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Rossella Croce
Giugno 9, 2008, 4:42pm Report to Moderator
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Location: Venezia
Purtroppo non ho molto tempo per risponderti in quesro momento.
Ti allego alcuni pdf di schede tecniche e di sicurezza con le informazioni base sul prodotto che chiedi.
Prova anche a visionare il  post http://www.forum-restauro.org/forum/m-1201903309/



Allegati: bresciani_amber_sh_cationica_forte_1277.pdf
2027 downloads   -   Dimensione: 5.78 KB

Allegati: bresciani_amber_soh_anionica_forte_7356.pdf
1462 downloads   -   Dimensione: 5.80 KB

Allegati: bresciani_amber_wap_cationica_debole_7017.pdf
1152 downloads   -   Dimensione: 5.66 KB

Allegati: bresciani_amber_wbp_anionica_debole_161.pdf
1396 downloads   -   Dimensione: 5.72 KB

Allegati: amberlite_120_cationica_forte_scheda_tecnica_7833.pdf
1949 downloads   -   Dimensione: 80.13 KB

Allegati: amberlite_4400_anionica_forte_scheda_tecnica_8305.pdf
2110 downloads   -   Dimensione: 80.28 KB

Allegati: amberlite_ir_120_h_sic_8.pdf
1414 downloads   -   Dimensione: 77.34 KB

Allegati: amberlite_ir_4400_oh_sic_6403.pdf
1242 downloads   -   Dimensione: 77.47 KB



Rossella Croce
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Annalisa Cavalli
Maggio 5, 2010, 1:32pm Report to Moderator
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Location: Chiari -Bs-
salve, mi chiamo annalisa sono una restauratrice
volevo un'informazione: devo restaurare una tomba in marmo di carrara(gli angioletti e il cartiglio) e di botticino(il resto della tomba),sita sotto il portico del cimitero.
volevo provare ad usare le resine a scambio ionico, solo che non le ho mai usate.
teoricamente so come si usano perÚ volevo un consiglio su quale usare.
la tomba Ť ricoperta da polvere e sporco in genere, poi vi sono tracce di dilavamento e croste nere.
grazie
Annalisa
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Nicoletta. P.
Giugno 14, 2010, 2:09pm Report to Moderator
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Posts: 4
CIAO A TUTTI, SONO NICOLETTA UNA RESTAURATRICE.
NON HO CAPITO BENE DOVE POSSO METTERE UNA RICHIESTA DI INFORMAZIONE, ORA LA PUBBLICO QUž, CHISSŗ SE ANDRŗ BENE.
MI Ť STATO RICHIESTO DI INGLOBARE DELLE SCULTURE DI ARTE CONTEMPORANEA NELLA RESINA.
ESSENDO PRINCIPIANTE NEL SETTORE EPOSSIDICHE, VORREI SAPERE SE QUALCUNO MI PUÚ AIUTARE A TROVARE IL PRODOTTO GIUST E SOPRATUTTO COME ISOLARE LA RESINA DALLA GABBIA CHE CONTERRŗ LA STRUTTUA DA INGLOBARE. FORSE NON Ť MOLTO CHIARO IL CONCETTO, SCUSATEMI.
AIUTATEMI VI PREGO.
GRAZIE NICOLETTA PIMPINELLA
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Letizia
Maggio 10, 2014, 10:12am Report to Moderator
restauro dipinti su tela, tavola, affreschi
Utente medio
Posts: 29
Location: Cesena
BUONGIORNO. DEVO RESTAURARE DELLE  COLONNE DI UNA LOGGETTA IN ESTERNO,  IN MATERIALE CALCAREO . LA PIETRA E' POROSA ED HA SUBITO IL  DEGRADO DOVUTO ALL'ESPOSIZIONE AGLI AGENTI ATMOSFERICI E  ALL'INQUINAMENTO . HO FATTO DIVERSE PROVE PER RIMUOVERE I DEPOSITI SUPERFICIALI, CON TENSIOATTIVI, BICARBONATO  E CARBONATO D'AMMONIO, AB57, CON IMPACCHI DI DIVERSI MATERIALI E TEMPI. ALCUNE SOSTANZE VENGONO RIMOSSE ALTRE RESTANO; INOLTRE I LUNGHI TEMPI DI APPLICAZIONE DEGLI IMPACCHI PROVOCANO ANCHE CONSEGUENZE NEGATIVE SULL'INTEGRITA' DELLA PIETRA.  ULTIMO TENTATIVO, VISTI I RISULTATI OTTENUTI  MIGLIORI IN AMBIENTE BASICO, HO PROVATO IMPACCHI DI AMMONIACA CONCENTRATA. IL RISULTATO E' STATO IL MIGLIORE, MA DAL PUNTO DI VISTA OPERATIVO LE DIFFICOLTA' SONO DATE DALL'ESPOSIZIONE PROLUNGATA AL GAS: LAVORARE CON LA MASCHERA FACCIALE NON E' PARTICOLARMENTE COMODO. AVETE QUALCHE SUGGERIMENTO PER  SOSTITUIRE L'AMMONIACA?


Maria  Letizia Antoniacci
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