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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Sicurezza per il restauro  ›  INAIL, Programmi in materia di sicurezza e salute Moderatori: Adamantio
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INAIL, Programmi in materia di sicurezza e salute  (attualmente 3,684 viste) Print
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Rossella Croce
Febbraio 4, 2008, 4:46pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
Con decreto ministeriale ĆØ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2-1-2008 una Determinazione INAIL concernente
Ā«Programmi e progetti in materia di sicurezza e igiene sul lavoroĀ».  
  
Con tale determinazione si stabilisce di rettificare parzialmente la delibera del Consiglio di amministrazione INAIL n. 428 del 27 luglio
2000 e di sottoporre la modifica all'approvazione del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sostituendo l'articolo 5 della precedente delibera con il seguente:

Ā«Art. 5. Forme di finanziamento e ripartizione delle risorse
Gli interventi di sostegno ai programmi di adeguamento si articolano in:
a) finanziamenti in conto interessi;
b) finanziamenti in conto capitale.
Le risorse economiche assegnate, ai sensi dell'art. 3 del presente regolamento, a tale tipologia di interventi sono ripartite in 270 miliardi di lire (139.443.363 euro) per i finanziamenti di cui alla lettera a) ed in 180 miliardi di lire (92.962.242 euro) per quelli di cui alla lettera b)Ā».




Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
Esperto per la Sicurezza nel settore del Restauro

Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
http://www.cooprestauro.net

MODERATORE SEZIONE CHIMICA E DIAGNOSTICA


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claryn
Giugno 3, 2008, 4:03pm Report to Moderator
studentessa restauro
Utente recente
Posts: 10
Ciao Rossella, ciao a tutti... ho letto INAIL e mi č venuta in mente una cosa da chiedere: sapreste dirmi per caso nei censimenti INAIL come viene classificata e dove viene collocata la professione "restauratore"? sto facendo delle ricerche ma a quanto mi sembra di capire non c'č nessuna voce "restauratore" sui censimenti sulla sicurezza del lavoro dell'INAIL...
GRAZIE!

Ciao
Chiara


Chiara Arcidiacono
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Rossella Croce
Giugno 4, 2008, 3:09pm Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
Utente anziano
Posts: 537
Location: Venezia
esatto, non c'e'  

E' stato proprio l'argomento di apertura dello uno studio che ho fatto, per il concorso inail.
30 pagine di dissertazione iniziale sull'argomento, con tanto di classificazione de mansionario di tutti i magiori tipi di restauratori presenti sul mercato. A distanza di 5 anni, nessuno (da parte di inail) ha mai  aggiornato i dati  
In genere, come restauratore, vieni assimilato ad un artigiano o, se la ditta lavora su cantieri ed e' iscritta alla cassa edile, al comparto edilizia.
In realta', per Inail, non e' cosi' imporatnte la classificazione come punto di riferimento, poiche' la valutazione che fanno per stabilire il premio assicurativo e' basata sull'attivita' che tu dichiari di fare,  sul documento di valutazione dei rischi della tua azienda, sulla descrizione dell'attivita' dell'azienda depositata in camera di commercio, sul certificato di prevenzione incendi rilasciato dai vigili del fuoco, sulla presenza o meno di agenti chimici e/o cancerogeni, sulla tipologia di ciclo produttivo, sul numero di persone coinvolte nell'attivita' ecc ecc ecc. Tutte queste e molte altre informazioni sono raccolte nei docuementi di valutazione del rischio aziendale e suoi allegati e mille altre documentazioni  previste dalla normativa. Ogni azienda, per essere in piena regola dovrebbe redarli con cura.  Queste documentazioni sono quelle che contengono i dati sui tipi e sul livello di rischio dell' azienda e sulle politiche adottate per abbattere o minimizzare il rischio. Da questi documenti, in base a parametri definiti dalla normativa e per tuttii uguali, permettono di ottenere i dati che servono a  stimare il premio, in base ai rischi presenti, al loro livello di gravita' e alla probabilita' che si verifichino.  Il problema del restauro risiede nel fatto che la maggior parte delle aziende sono piccole, sotto a 5 dipendenti, (soprattutto oggi giorno, dove , per esempio,  i cocopro non vengono conteggiati nel numero di dipendenti complessivi) cui non sono obbligatorie molte documentazioni, le quali possono essere sostituite da un' autocertificazione del datore di lavoro, che in effetti dichiara quello che vuole, spesso senza nessuna consapevolezza, per risparmiare la tariffa del consulente e per pagare meno premio assicurativo all'inail.  Da qui quello a cui assistiamo ogni giorno.
In poche parole, per classificare un settore cosi' vasto e conplesso servono moltifondi, tempo e denaro, per una popolazione di lavoratori esigua rispetto all'insieme della popolazione di lavoratori nazionale. Non ci sono quindi i presupposti (ed i numeri) per una classificazionee , cosa molto piu' imporatnte, NON CI SONO STATISTICHE su cui basarsi perche' l'attivita' e' giovane e monitorata da pochissimi anni. E' lo stesso motivo per cui non esistono normative ad hoc.


Rossella Croce
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paolo.m
Luglio 29, 2009, 9:01am Report to Moderator
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Buongiorno, sono un laureando in facoltą di Medicina e Chirurgia  - corso di laurea in Tecnico della Prevenzione negli anmbienti di vita e di lavoro  - presso l'universitą di Firenze, anche se svolgo gią l'attivitą professionale da circa un ventennio nel SSN  - Servizio di Prevenzione e Sicureza negli Ambienti di Lavoro di Torino. Intendo redarre una tesi di laurea in Tecnopatie da agenti nocivi nel comparto del resturo parietale (affresco e non). Mi sembra che il restauro del Cenacolo di Milano, duranto un ventennio, possa essere una buona fonte, per un'indagine eziologica seria in rapporto al tempo d'esposizione degli agenti pericolosi e non. Potete suggerirmi testi aggiornati, dispense, biblioteche dove poter reperide dati epidemiologici di casi (escludendo la fonte INAIL e quelle degli enti sanitari nazionali) in cui vi sia un potenziale nesso causale tra l'agente pericoloso utilizzato dal restauratore e la patologia poi instaurata a suo danno? Sono disponibile anche alla raccolta di informazioni non ancora pubblicate, delle quali vi sia interesse o disponibilitą alla loro promulgazione, anche al fine di migliorare il sistema gestionale del rischio in un settore, mi pare, poco indagato. Grazie a tutti. Paolo Mello
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paolo.m
Luglio 29, 2009, 9:13am Report to Moderator
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Buongiorno, sono un laureando in facoltą di medicina - corso di laurea in Tecnico della Prevenzione negli anmbienti di vita e di lavoro presso l'universitą di Firenze, anche se svolgo gią l'attivitą professionale da circa un ventennio nel SSN  - Servizio di Prevenzione e Sicureza negli Ambienti di Lavoro di Torino. Intendo redarre una tesi di laurea in Tecnopatie da agenti nocivi nel comparto del resturo parietale (affresco e non). Mi sembra che il restauro del Cenacolo di Milano, duranto un ventennio, possa essere una buona fonte, per un'indagine eziologica seria in rapporto al tempo d'esposizione degli agenti pericolosi e non. Potete suggerirmi testi aggiornati, dispense, biblioteche dove poter reperide dati epidemiologici di casi (escludendo la fonte INAIL e quelle degli enti sanitari nazionali) in cui vi sia un potenziale nesso causale tra l'agente pericoloso utilizzato dal restauratore e la patologia poi instaurata a suo danno? Sono disponibile aanche alla raccolta di informazioni non ancora pubblicate, delle quali vi sia interesse o disponibilitą alla loro promulgazione, anche al fine di migliorare il sistema gestionale del rischio in un settore, mi pare, poco indagato. Grazie a tutti. Paolo Mello
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