Benvenuto, Ospite. Dicembre 15, 2019, 4:31am Per favore esegui il login o o registrati.
Forum Login
Username: Crea un nuovo Account (nome utente)
Password:     Password dimenticata

Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Temi in generale  ›  tecniche pittoriche Moderatori: cinnabarin
Utenti presenti
No Members e 3 Ospiti

tecniche pittoriche  (attualmente 1,747 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
nicola.pp
Aprile 7, 2008, 2:09pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 3
salve!
sono uno studente di conservazione e restauro, la mia grande passione sono le tecniche artistiche..sto effettuando un indagine sulle tecniche pittoriche dell'800, ed esattamente sui diversi tipi di preparazione o mestiche utilizzate in quel periodo..
qualcuno può aiutarmi?? magari consigliandomi libri, ricettari, restauri effettuati su opere pittoriche di quel periodo,etc..ringrazio!
saluti!
nicola


pappalettera nicola
Registrato Offline
cinnabarin
Aprile 11, 2008, 1:08pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
difficile trovare materiale in italiano sull'argomento anche se qualcosa esiste:

segnalo un'ottima pubblicazione Gli atti del convegno sulla tecnica dei divisionisti, recentemente usciti, che credo sia reperibile solo conattando il museo dello studio del pittore a volpedo.

In inglese Artist Assistent di Leslie Carlyle esaurische quasi ogni argomento sulla pittiura ottocentesca.

Art in the making Impressionism Di Bomford e soci   esaustiva sulle tecniche e materiali degli impressionisti

altre sporadiche pubblicazioni in articoli e pagine internet. in genere in questi che ti ho citato la bibliografia è ottima.


roberto bestetti
Registrato Offline
Replica: 1 - 7
nicola.pp
Aprile 22, 2008, 4:09pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 3
grazie infinitamente!!
sai anche se è stato pubblicato qualcosa sul restauro di opere dei macchiaioli..es Boldini Giovanni??
mi interessava sapere perchè sono tutte così gravemente crettate
ovvio che sta nell'utilizzo forse poco corretto dei materiali..ma quali e come..
grazie!
saluti Nicola


pappalettera nicola
Registrato Offline
Replica: 2 - 7
cinnabarin
Aprile 22, 2008, 6:34pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
Potresti verificare se le opere di cui parli sono foderate: In genere le opere dell'ottocento reagiscono male , nel corso di lunghi peridodi, alla foderatura a pasta.
Per mia esperienza posso affermare che dopo 25-35 anni dalla foderatura si verificano numerosi distacchi della cromia e della preparazione, fenomento che si accentua sulle preparazioni cosiddette industriali. A volte con un andamento a chiazze. Se si confrontano opere dello stesso autore, foderate e non, la differenza di stato di conservazione appare evidente (parlo di ambienti museali e di opere conservate negli stessi locali per molti anni).
Al momento l'alto contenuto di umidità, e il calore ( ricordiamo che i tempi di stiratura sono stati notevolmente ridotti dagli anni 50-60 ad oggi, così come le temperature applicate)apportati dalla foderatura, e il colore parzialmente polimerizzato dei dipinti dell'ottocento, mi sembrano l'unica spiegazione dei fenomeni descritti. Altre spiegazioni non sono riuscito a darne anche se non escludo a priori che possano esserci altre cause. In genere i dipinti dell'800 non foderati sono meglio conservati. ovviemente è una generalizzazione che esula dal singolo caso , ho trovato anche  foderature eseguite ad inizio '900 o forse a fine ottocento con la tecnica descitta dal Suardo e sono molto invidiabili dal punto di vista della elasticità e perfettamente conservate e su quei dipinti di distacchi di colore nemmeno l'ombra, forse la natura delle colle animali è un  cambiata nel tempo....chissà!


roberto bestetti
Registrato Offline
Replica: 3 - 7
cinnabarin
Aprile 22, 2008, 9:59pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
Per i macchialioli, fattori in particolare  prova a guardare negli atti del convegno iicig lo stato dell'arte 4 , pubblicati da nardini, tenutosi a siena, ricordo alcuni interventi su indagini e interventi su opere di questo artista.


roberto bestetti
Registrato Offline
Replica: 4 - 7
Jole Marcuccio
Aprile 23, 2008, 8:35am Report to Moderator
Restauratrice dipinti, scultura lignea, affreschi
Utente anziano
Posts: 441
Location: Bergamo
concordo in tutto con Roberto bestetti e le sue considerazioni sulla foderatura. anche secondo la mia esperienza, antiche foderature presentano una situazione conservativa ottima, mentre le cose si complicano con foderature dal secondo dopoguerra in poi.

circa le tecniche pittoriche dell'800, chiedi informazioni su preparazioni e mestiche quindi ti riferisci al fatto che spesso questi dipinti in generale presentano una crettatura da invecchiamento a maglie molto larghe e con solchi molto marcati? se è questa la domanda, una possibile risposta è da ricercarsi nella preparazione spessa magari povera di legante oleoso che  hanno questi dipinti. pertanto una preparazione che oppone una certa rigidità verso i movimenti generati dall'invecchiamento dei materiali pittorici sovrammessi.
anche altre tipologie di crettature sono ovviamente condizionate dalla tecnica pittorica e dal supporto tessile o di altro materiale usato.


Jole Marcuccio
Registrato Offline
Replica: 5 - 7
cinnabarin
Aprile 23, 2008, 11:54am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
Posts: 805
Location: Milano-Varese
circa le preparazioni nelle opere dell'ottocento la preparazione tradizionale accademica era composta da biacca olio e gesso.  
Poi è noto come nella seconda metà dell'800 si sia diffusa la moda delle preparazioni a gesso, soprattutto in lombardia, ma anche lefranc vendeva una tela preparata a gesso e colla, che era la preferita di segantini. Pellizza ha preparato da se alcune delle sue tele usando colla di pesce che ancora si conserva nel suo atelier. Mentre Grubicy de Dragon a volte dipingeva su tele a gesso e poi faceva il trasporto del colore su tele preparate al caseinato di calcio, altra preparazione possibile sia artigiale che industriale.
Altro tipo quelle a bianco di zinco le peggiori in assulto le cui reazioni alle fluttuazioni igrmetriche sono state studiate da micalsky e credo anche da Macklenburg.

in genere le preparazioni sono sempre assorbenti, per rispettare la regola della pittura che vuole grasso su magro per permettere una corretta compenetrazione (non sò se è il termine corretto) degli strati.

Le preparazioni a gesso invece sono tipiche di movimenti legati allo studioo della luce: divisionisti etc.. e spesso anche legate a opere che doveano rimanere opache e quindi non venivano verniciate quindi dovevano assorbire il legante in eccesso nei colori ad olio ( è noto come i primi colori in tubo fossero molto liquidi tant'è che gli impressionisti li lasciavano sulla carta assorbente). questo però solo dopo l'introduzione di pigmenti stabili di cromo e cadmio. ed ovviamente alle opere eseguite senza l'uso delle velature.

Riguardo alla foderatura secondo voi si si può pensare alla causa del cattivo stato di coservazione delle foderature moderne  sia una cattiva qualità o un eccessiva quantità della colla forte?


roberto bestetti
Registrato Offline
Replica: 6 - 7
nicola.pp
Aprile 23, 2008, 2:49pm Report to Moderator
Nuovo utente
Posts: 3
vi dico..
qualche anno fa sono stato ad una mostra di Boldini a Padova..conservo ancora il catalogo, in quella occassione ho notato che quasi tutte le opere del pittore presentavano un accentuato craquelè...lo stesso ho riscontrato in opere di de Nittis e di altri pittori dell'800 di cui ho visto varie mostre...
secondo me, un degrado simile è dovuto più che alla pellicola pittorica, o alla tecnica esecutiva o all'invecchiamento dei materiali (parliamo di opere della metà dell'800 primi anni del 900l), al supporto e alla preparazione che non penso siano poco flessibili, sicuramente più flessibili di quelle del passato, che di contro si sono conservate ,in molti casi, decisamente meglio.
A me risulta, posso benissimo sbagliarmi, che il supporto utilizzato il più delle volte era una tela di buon lino e la preparazione spesso conteneva biacca, un pigmento che ha una buona resistenza e flessibilità,
mi risulta ancora che, generalizzando, si cercava di rendere le  preparazioni poco assorbenti, infatti già in passato, leggendo ricettari, manuali ecc..consigliavano di passare come ultimo strato, su di una preparazione gesso e colla, una o più mani di colla animale per rendere il fondo meno assorbente per evitare che una buona parte del legante venisse assorbito e quindi evitare di avere un film pittorico povero di legante che tenderà a sfarinare, crettare ecc..
penso che questo lo sapessero anche i maestri moderni..ovviamente per le tempere il discorso cambia, era necessario avere una preparazione assorbente.
poi ho potuto notare che ,gli artisti già citati, spesso utilizzavano tele di lino molto sottili, preparate con preparazioni altrettanto sottili, infatti è quasi sempre visibile la trama della tela..so che non si può generalizzare nel restauro..ma ho riscontrato problematiche molto simili nelle opere ottocentesche
ciò che mi sfuggiva in effetti sono i pessimi restauri o l'utilizzo di materiali poco compatibili...
ringrazio per le risposte


pappalettera nicola
Registrato Offline
Replica: 7 - 7
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
Print

Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Temi in generale  ›  tecniche pittoriche

Valutazione del tema
Non esiste attualmente alcuna valutazione
 

Powered by E-Blah Forum Software 10.3.3 © 2001-2008


tine.it



Pubblicazioni

Normativa

Bibliografie

Conservation bibliography

Appuntamenti


    CE