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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO DIPINTI    Consolidamento supporto  ›  consolidamento colore Moderatori: cinnabarin
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consolidamento colore  (attualmente 6,016 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
luigi73
Maggio 28, 2008, 12:10pm Report to Moderator
restauratore opere d'arte OS2 A
Utente anziano
Posts: 65
ho undipinto ad olio che ho velinato con colla di coniglio.
il colore è quasi del tutto staccato dal supporto tanto da esserci delle vere e proprie bolle d'aria tra tela e colore.
per fermare il colore (molto spesso) intenderei usare plexisol in essenza 1a3, stirando dal retro.
può bastare?
attendo risposte e/o esperienze


Luigi Franchi - Pescara
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johnny
Dicembre 5, 2008, 6:35pm Report to Moderator
collaboratore restauro
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Posts: 2
Location: firenze
ciao, ho un dubbio al mio primo consolidamento.prima di fissare i bordi di un dipinto ,che si stanno sgretolando, con colla di coniglio, plexisol , beva  ecc, devo sempre velinare dall altra parte il dipinto ?anche per piccole zone come il questo caso?
grazie mille

johnny pucci


johnny pucci
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Nadia Behr
Maggio 2, 2009, 9:36am Report to Moderator
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In una situazione molto simile, che allora sembrava di estreme urgenza, abbiamo adoperato un consolmidamento generale a cera resina.
A parte gli effetti secondari di tale trattamento, il problema dell'adesione del colore è stato rimediato in modo effettivo e immediato.

Mi sembra che forse il Plexisol non dovrebbe bastare.
Da vedere.


Nadia Behr, Grenoble
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Giulia Simonini
Settembre 22, 2009, 5:16pm Report to Moderator
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Posts: 1
Salve,
studio Restauro, e avrei bisogno di un consiglio in merito a dei libri sulla storia del consolidamento dei dipinti, perchè devo scrivere una relazione. Non sono riuscita a trovare nulla di specifico. Potrebbe aiutarmi?
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cinnabarin
Settembre 23, 2009, 8:25am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
di specifico sulla storia del consolidamento, non mi viene in mente altro che rimandarti alla nota manualistica ottocentesca: Orsin Deon, Koster, Secco Suardo, Ulisse Forni. Invece nel tema del consolidamento gli atti dei due convegn cesmar 7 L'attenzione alle superfici pittoriche 1 e 2, dedicati proprio alla fase di consolidamentod ei dipinti, forse nelle note dei vari interventi potresti trovare indicazioni su altre pubblicazioni di interesse.


roberto bestetti
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onagro
Settembre 23, 2009, 2:09pm Report to Moderator
restauratore
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Ciao.
Se preparazione e colore sono "quasi del tutto staccati" dalla tela credo sia preferibile eseguire un trasporto su una tela nuova convenientemente preparata.
Non penso che un consolidamento generico da dietro possa risolvere il problema, anzi potrebbe rendere problematico il successivo (se lo decidessi successivamente) trasporto.
Se ti servissero consigli sulle tecniche del trasporto chiedimelo.
Ciao.
Alberto


alberto suzzi restauri generali rimini
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cinnabarin
Settembre 24, 2009, 10:46am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
se vuoi descrivere la tecnica che utilizzi ascoltiamo volentieri anzi ammetto un pò di curiosità in merito. Ho sentito vecchi restauratori parlare di trasporti eseguiti consumando dal retro la tela, o di semplici abrasioni\sfibrature della tela originale prima della fodertura.  Personalmente però , da seguace della corrente di pensiero del Minimo Intervento, esprimo una riserva su questa tecnica che sincermente pensavo oramai del tutto abbandonata. I pochi trasporti che ho visto, alcuni eseguiti di recente, di certo non mi rassicurano, soprattutto sulla conservazione a lungo termine.
Soprattutto intervenire nuovamente su opere trasportate penso sia pittosto difficile.
Per contro in situazioni limite, come  dici tu: il colore quasi completamente staccato, sono dovute o a una tenica esecutiva scadente, o più spesso nella conservazione in luoghi non idonei, quindi è su questo punto che bisogna intervenire in primo luogo.

Se pensiamo a quanto è stato scritto in relazione ai limiti della foderatura (intesa a volte anche come intervento di consolidamento \ appianamento del colore) tanto da far preferire in molti casi interventi meno invasivi, a maggior ragione un intervento come il traporto del colore dovrebbe essere limitato a casi estremamente particolari.







roberto bestetti
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onagro
Settembre 28, 2009, 11:27am Report to Moderator
restauratore
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Credo che più che il numero o l'ampiezza di un intervento di restauro si debba considerare la reversibilità dello stesso.
Utilizzare resine moderne soprattutto termoplastiche dal retro significa non poterle più togliere.
Ho eseguito vari trasporti del colore, anche per enti pubblici (sopraintendenza) per esempio un bellissimo quanto enorme Francesco Gessi, sito presso la chiesa di S.Giovanni in Monte a Bologna, il cui colore era già stato trasportato nell'ottocento.
La tecnica se si è prudenti e diligenti non è difficile....
In linea di massima:
Dopo una velinatira a colla di coniglio si fodera il dipinto con Beva dal lato del colore, teso sul telaio interinale.
Si toglie facilmente la vecchia tela non coesa, meccanicamente.
Si prepara un'altra tela tesa su un altro telaio interinale, si esegue una foderatura dal lato giusto, con tradizionale colla (fiorentina).
Il beva non penetra poichè la pittura è protetta dalla colla di coniglio.
A volte con questo metodo è consigliabile eliminare in toto o in parte la mestica originale, se disgregata, piuttosto che riempirla con resine sintetiche.
Tutto questo in linea di massima.
A disposizione per chiunque ne avesse bisogno.
Buon lavoro.

Alberto


alberto suzzi restauri generali rimini
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cinnabarin
Settembre 29, 2009, 6:57am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Grazie per la descrizione del metodo di trasporto, ancora alcune curiosità: la foderatura dal lato del colore??? puoi indicare il tipo di tela e procedura di applicazione della tela e dell'adesivo, non ci sono rischi di impressione della tramatura nella pellicola pittorica?

Si toglie meccanicamente la tela cosa siglifica: bisturi??? raschietti???

Visto che si parla di reversibilià, mi chiedo se non possa essere utile uno strato di intervento facilmente rimovibile tra la cromia privata della preparazione e la tela di foderatura, in modo da agevolare sia le operazioni di rimozione della tela, che quelle di rimozione dell'adesivo.

la tradizionale dicotomia tra resine naturali e resine sistetiche appare un pò superata, soprattutto dal punto di vista della reversibilità: tanto rimane impossibile eliminare una impregnazione con resina sintetica quanto una con resina o altro materiale naturale. Spesso si parla di compatibilità e reversibilità come se fossero doti aprioristiche che caratterizzano i materiali vergini, ma si tratta invece di caratteristiche intrinseche del metodo di lavoro rispetto alla singola opera, non si può generalizzare, altrimenti diventano situazioni astratte che servono solo a rassicurare la committenza e la direzione lavori che "tanto è reversibile" .

MI chiedo dove stia la reversibilità (il tema è ampiamente dibattuto in un tread apposito) in un intervento che elimina la tela e  la preparazione del dipinto... eil telaio (altra parte quasi sempre sacrificata)...

Anzi a dirla tutta dal punto di vista teorico, più ci sarà compatibilità meno sarà possibile distinguere i materiali originali da quelli applicati in fase di restauro  quindi minore sarà la reversibilità (e viceversa) .



roberto bestetti
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onagro
Settembre 29, 2009, 2:49pm Report to Moderator
restauratore
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Posts: 9
Location: rimini
[face=Sans-Serif][/face][color=black][/color]Il colore resta protetto dalla velinatura a colla di coniglio, velinatura che non permetterà che la tela nuova lasci impronte (stiratura leggerissima) né lasci passare il collante.
Quanto alla reversibilità delle colle non c'è dubbio che sia meglio evitare se possibile qualunque intrusione nell'originale, ma se si deve intervenire una colla in pasta (Farine e colle animali) sicuramente penetrerà meno di  una resina termoplastica, non fosse altro perché una volta asciugata permette stirature senza aumentare la penetrazione.
Esistono anche resine in film termoplastiche ed assolutamente reversibili, poichè (contrariamente al Beva) si ammollano solo e non si sciolgono, mantenendo bene le due parti collegate.((Si tolgono meccanicamente e hanno uno spessore di 15 centesimi.)
Per esempio il "bonding film" della 3M che uso da tanti anni, e che ho sperimentato anche in collaborazione con il Laboratori di Restauro dell'Opificio delle Pietre Dure (Prof. Ziviani) con risultati molto positivi.
Credo poi che  ogni restauro sia un caso a sè, è il fascino di questa attività,  non credo nei "metodi" ma nella conoscenza dei materiali e nell'esperienza (anche altrui).
Per questo collaboro qui con piacere.
Buon lavoro.

Alberto


alberto suzzi restauri generali rimini
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cinnabarin
Settembre 29, 2009, 7:27pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Citato da onagro
[ Credo poi che  ogni restauro sia un caso a sè, è il fascino di questa attività,  non credo nei "metodi" ma nella conoscenza dei materiali e nell'esperienza (anche altrui).


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roberto bestetti
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