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Forum Restauro e Conservazione    DIAGNOSTICA    Diagnostica per il restauro  ›  nuove metodologie per il rilievo del degrado Moderatori: Adamantio
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nuove metodologie per il rilievo del degrado  (attualmente 3,879 viste) Print
1 Pagine 1 Raccommanda Thread
andrea.pratico
Luglio 12, 2008, 7:01pm Report to Moderator
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devo fare una tesina scrivendo le nuove teniche( o tecniche fatte con l'utilizzo dei macchinari) per il rilevamento del degrado....qualcuno sa aiutarmi ho l'esame mercoledi.e magari se qualcuno sa dove reperire il materiale...........


Andrea Pratico'
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Rossella Croce
Luglio 13, 2008, 8:15am Report to Moderator
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Intendi tecniche non invasive di indagine diagnostica sul degrado o tecniche di rilievo su superfici degradate?
O semplicemente tecniche di indagine diagnostica -strumentale su superfici degradate?
Su che superfici?  Superfici architettoniche?
Non si capisce.


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
Tecnico per la diagnostica dei beni culturali  
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Cooperativa per il Restauro S.c.p.a.- Milano
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andrea.pratico
Luglio 13, 2008, 8:54am Report to Moderator
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semplicemente tecniche di indagine diagnostica -strumentale su superfici degradate.

Superfici architettoniche


Andrea Pratico'
studente di architettura
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andrea.pratico
Luglio 13, 2008, 11:52am Report to Moderator
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ho davvero bisogno di queste informazione vi pregoooooooooooooooooo


Andrea Pratico'
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Rossella Croce
Luglio 14, 2008, 11:36am Report to Moderator
Consulente Diagnostica e Restauratore d' Arte
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Location: Venezia
Dunque....ho molta perplessita' su una domanda cosi' generica e mi sembra starano che l'insegnante non abbia dato un range-indicazioni dove muoversi... Anyway...
Partiamo dal presupposto di considerare i seguenti materiali presenti nelle opere architettoniche:
lapidei, affreschi, cotto ed intonaci (escludiamo volutamenti i metalli, che creano qualche complicazione)
Non possono essere considerate "nuove" tecniche di indagine  quelle tecniche  diventate oramai di pratica comune, come le cross section, le sezioni lucide, il sem e sem-edx, l'xrd, le tecniche spettrometriche e spettrofotometriche in genere ecc.  Possono forse essere  considerare, "nuove tecniche", (nel contesto del restauro architettonico),  quelle  tecniche che, seppure presenti sul mercato da diversi anni, non hanno ancora avuto larga diffusione nell'analisi dei materiali architettonici per vari problemi di tipo economico o logistico. Sono ad esempio la GCM, che si sta diffondendo maggiormente in questi anni grazie al metodo Colombini ed al lavoro della sua equipe di ricerca, l'HPLC che rimane poco diffusa per l'alto costo e alle difficolta' di estrazione e le tecniche di indagine non invasiva in genere.   Le tecniche di indagine non invasiva, quali XRF, Fluorescenza x, Pixe, ecc.. sono invece ancora fortemente  soggette a problemi di logistica, dovuti alla difficolta' di trasportare le attrezzature (seppure "portatili")  nella maggior parte dei  siti oggetto di  restauro  architettonico. Un altro  grosso problema e' rappresentato "dall'ergonomia" dello strumento e dalle difficolta' di posizionamento  in uno specifico punto x della testa. Cio' dipende dal fatto che le superfici architettoniche sono  spesso ornate e poste a livelli ( altezze) non sempre facilemente raggiungibili dallo sbraccio dello strumento (si pensi ad esempio alle volte). La verticalita' o gli aggetti, unitamente alla concavita' o convessita' delle superfici  complicano notevolmente l'operazione di campionamento. Facendo un esempio facilemnte comprensibile, una tecnica molto utile e poco costosa che si puo' utilizzare in cantiere e'  la colorimetria. Nonostante l'estrema portabilita' della maggior parte delle strumentazioni disponibili,  questa tecnica e' soggetta  a molte limitazioni a causa della necessita' della maggior parte degli strumenti portatili disponibili, di essere posti su una superficie il piu' possibile piana ed orizzontale, obbligando a riservare le analisi a zone quali i marcapiani (se sufficientemente ampi da accogliere l'ingombro dello strumento), le pavimentazioni o le balaustre,  rendendo quasi impossibile acquisire dati nelle zone piu' interessanti quali i sottosquadri e gli ornati. Il campianamento risulta quindi 'incompleto" perche;' orende in considerazione solo alcune area, spesso anche limitate rispettoalla superficie totale, fornendo un dato "statisticamente' limitato.  Attualmente l'evoluzione della tecnologia sta immettendo sul mercato strumentazioni sempre piu' 'portabili", come ad esempio nel caso degli XRF portatili appartenenti al brand Bruker, ma c'e' ancora molto da lavorare in questo settore...e poco interesse (economico) a farlo.
Altra tecnica che si sta diffondendo parecchio e' il raman,  grazie anche all'arrivo dei nuovi FT-raman, anche se in genere e' ancora sfruttata piu' per il riconocscimento dei materiali stessi che per quello del degrado. Se pero' consideriamo  la capacita' di discernere perfettamente, ad esempio,  tra un orpimento ed un realgar, le potenzialita' di questo strumento anche nel riconoscimento di alcuni tipi di degrado  sono indubbie.
Anche in questo caso la poca diffusione dipende dal costo stesso dello strumento. Non e' secondaria la relativamente limitata disponibilita'  di databases, anche se si stanno facendo attualemnte passi da gigante in questo senso.  Smetto per mancanza di tempo sperando che le indicazioni siano sufficienti ad avviare la tesina .


Rossella Croce
Restauratore di Beni mobili ed Architettonici
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