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Forum Restauro e Conservazione    RESTAURO ARCHITETTONICO    Fenomeni di umidita' e danni da sali  ›  Deumidificazione Moderatori: Edgardo Pinto Guerra
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Deumidificazione  (attualmente 5,437 viste) Print
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fabiof
Ottobre 16, 2008, 9:38am Report to Moderator
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Abito in una casetta parte di una cascina ristrutturata vicino alla Certosa di Pavia. Da qualche mese, suppongo per l’innalzamento della falda, alcuni divisori interni evidenziano umidità diffusa. Le pareti sono bagnate sino ad un’altezza variabile tra 40 e 80 cm da terra. Si è formata della muffa e l’intonaco si sta deteriorando.
Ho trovato il vs. sito e il link al sito "mangiasali" .
Penso dovrei scrostare e bonificare il muro (circa 10 metri lineari) quindi creare una barriera chimica e intonacare.
Io desidero trovare un’impresa che mi faccia tutto il lavoro e che abbia dimestichezza con questi materiali. In giro trovo molta approssimazione,
Qualcuno può dirmi se quanto scrivo è corretto e soprattutto sapete darmi una dritta per trovare l'impresa giusta?
Grazie /Saluti
Fabio Ferri
Fabio Ferri
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ermannodi
Ottobre 16, 2008, 11:55pm Report to Moderator
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C'è qualcosa di poco chiaro nella descrizione che fai, parli di divisori interni ma sembre trattarsi di veri e propri muri portanti con tanto di fondazioni. Se così è, siamo innanzi ad un chiaro fenomeno di umidità di risalita per capillarità. Il fenomeno è molto noto:sinteticamente l'acqua migra, nella sua migrazione scioglie i sali solubili presenti nel terreno e nei materiali costruttivi, trova dei punti di scambio termico e qui evapora depositando i sali che si accumulano subito dietro l'ultimo strato di intonaco provocando rigonfiamenti, microlesioni e distacco di material. La formazione di muffe, ovvero di flora batterica è, spesso, associata al processo. Essa però indica, insieme all'altezza dei 40-80 cm che indichi, che i guai non vengono mai da soli: alle cause naturali, si aggiunge una cattiva gestione dei locali, probabilmente poco o niente ventilati (noterai che il processo assume maggiore consistenza nelle parti di muro a ridosso di mobili).
Per consigliarti qulche tipologia di intervento (diffida delle soluzioni miracolistiche) bisogna avere altre informazioni: quale è lo spessore dei muri? Quali sono i materiali costruttivi? I pavimenti adiacenti poggiano su vespaio o su solaio e di che natura sono? Se su vespaio è areato? se su solaio l'intercapedine è areata? I muri interessati che esposizione hanno? L'idea dell'innalzamento della falda è tua o è confortata da dati obbiettivi? La causa è certa ed univocamente determinata? Senza le risposte a questi e ad altri interrogativi di corollario è impossibile darti un consiglio efficace e ti consiglio di cercare un professionista che conosce la materia e può determinare cause certe e rimedi efficaci. Questi. talvolta, sono più semplici, naturali ed economici di quanto si possa pensare. Le migliori soluzioni, comunque sono quelle che consentono gli scambi, difficilmente gli sbarramenti eliminano il problema, spesso lo spostano e talvolta con maggior danno.
ermanno di ferrante


ermanno di ferrante
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Edgardo Pinto Guerra
Ottobre 24, 2008, 9:02am Report to Moderator
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Salve - In generale, per un risanamento permanente dei muri occorre sempre fare due cose:
1-  Far fronte ai danni da sali nel muro, sia esso da ri-intonacare o no,
E 2- formare uno sbarramanto, o barriera alla risalita in atto allo scopo sia di asciugare il muro che di impedire il ritorno di nuovi sali.

Si pu�r fronte ai sali in due modi:
1a- Bonificare il muro estraendoli e togliendoli di mezzo con un impacco (unico metodo per muri lasciata faccia a vista) oppure
1b- mantenendoli entro il muro con intonaci risananti di vario tipo, pitturazioni converti-sale, ecc.
Nei due casi il costo �alla fine, circa uguale; con la differenza che l'impacco richiede pi�po ma in compenso permette un controllo tramite analisi chimiche del contenuto salino del muro. In genere, �ene che il nuovo intonaco sopratutto all'esterno sia coibente e traspirante.

Le barriere efficaci sono di tre tipi:
2a - il taglio fisico; 2b - la barriera a iniezioni chimiche idro-repellenti; 2c- l'elettrosmosi
Vi sono intonaci evaporanti che si propongono di fare le due cose assieme in un colpo solo. Lo fanno, ma per poco tempo in quanto presto smettono di funzionare per intasamento da sali. Sono da sconsigliare decisamente, anche perch�vaporano  all'interno l'acqua in risalita.

Per far fronte all'evaporazione da un pavimento posato direttamente su terra bagnata in realt�on c'�he da impermeabilizzare, sopra l'esistente o sotto di esso con un nuovo pavimento.
La soluzione vespaio aerato potr�unzionare solo nella misura in cui riuscir� smaltire all'esterno l'acqua in risalita dalla terra. Perci�co e, visto che demolire si dovr�tanto vale fare l'impermeabilizzaizone!



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fabiof
Ottobre 24, 2008, 9:19am Report to Moderator
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Vi ringrazio moltissimo, siete stati molto gentili. Appena riesco allegherò qualche foto e risponderò alle domande.
Grazie davvero!
Fabio
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james3
Gennaio 28, 2009, 1:56pm Report to Moderator
Utente ospite
Per quanto riguarda la creazione del vespaio per lo smaltimento dell'umidità mi trovo pienamente d'accordo sul fatto che l'opportuna ventilazione non è di fatto garantita anche se il posizionamento dei bocchettoni segue generalmente dei criteri per creare un certo circolo.

L'impermeabilizzazione a cui l'ing Guerra si riferisce immagino sia quella della barriera al vapore con fogli d'alluminio in guaine.

Invece per quanto riguarda il vespaio quanto questo incide sulla coibentazione del pavimento ?

saluti
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 28, 2009, 5:38pm Report to Moderator
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Salve - ti ringrazio per l'opportunità di riprendere il discorso. Infatti, più ci penso, più sono contrario all'inserimento di un solaio in latero-cemento al PT di un immobile antico da risanare/ristrutturare.
I vecchi pavimenti erano posati per terra, su un acciotolato detto "vespaio". Ma anche con il vespaio l'umidità poteva risalire.
I solai in latero-cemento sono stati inventati negli anni '50-60 per le nuove costruzioni per evitare questa umidità con il "vespaio aerato" sopraelevato. E per questo scopo, con le vecchie modeste esigenze, andavano benissimo. Quasi tutti i Comuni li impongono ancora oggi.
Abbinato al solaio sopraelevato viene eseguito, sempre in fase di costruzione, il "taglio" (alla risalita di umidità) dei muri in elevazione con guaina.
Ora, tutto questo non ha senso in un vecchio edificio. Perché fare colossali scassi e inserire cordoli di cemento quando si può fare come descritto nel messaggio sopra per bloccare l'umidità da terra con un doppio strato incrociato di guaina 4mm armata risvoltata 15 cm su per i muri? Il "taglio" dei vecchi muri andrà eseguito comunque, ma è indipendente dal solaio!
Quanto alla coibentazione, lo stesso discorso vale per le due soluzioni. Nel mio casale, ristrutturato con nuovo pavimento sopra terra, ho messo 6cm di polistirene sopra la guaina!



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james3
Gennaio 28, 2009, 10:02pm Report to Moderator
Utente ospite
grazie per il tuo intervento

come barriere silossaniche per l'umidità di risalita quale mi consiglia ? l'isobutiltrimetossisilano le sembra un prodotto opportuno ? (a patto di un esecuzione dei lavori idonea ovviamente)
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Edgardo Pinto Guerra
Gennaio 29, 2009, 7:42pm Report to Moderator
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Ahaia! ahaia! non sono un chimico - ma, che io sappia, la miglior soluzione è un misto di prodotti: silani, che sono piccole molecole e quindi molto penetranti, e silossani che sono grosse molecole e quindi bene ostruenti.



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james3
Febbraio 3, 2009, 2:18pm Report to Moderator
Utente ospite
Gent.mo ing. grazie ancora per il suo parere

cmq per quanto riguarda il composto (silano ) da me indicato sopra esso praticamente (detto in soldoni) polimerizza una volta entrato a contatto con l'acqua formando una resina di polisilossani, cosa ne pensa?

Ultima cosa, una nota ditta produce un intonaco alla calce idraulica NHL 3.5 premiscelato e pronto all'uso e vanta come caratteristica la microporosità (ho parlato con vari tecnici), in pratica la presenza di micropori farebbe passare rapidamente solo l'acqua attraverso l'intonaco che viene allontanata evaporando lasciando invece i sali stabili all'interno della muratura per cui l'intonaco non dovrebbe collassare saturandosi di sali  - cosa ne pensa ??



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Edgardo Pinto Guerra
Febbraio 3, 2009, 10:48pm Report to Moderator
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Benedetti studenti   consultate il volume citato e avrete la risposta a entrambe le vostre, legittime, domande!, e altre ancora!

Scherzi a parte - tutto vero, ce ne sono 200 di ditte che producono intonaci macroporosi e deumidificanti. Molti anche a base di calci naturali a norma UNI EN459 classe NHL. Ora la moda è, a seguito della UNI EN 9981-1R per gli intonaci, di mescolarli con resine silano-silossaniche  che li rendono impermeabili alla pioggia ma lasciano, in buona parte, traspirare il muro sotto. Inoltre, "bloccano" i sali nella loro soluzione-sciroppo entro il muro sotto l'intonaco.
Ciò dovrebbe impedir loro di uscire e cristallizzare e, finché i sali non cristallizzano non fanno danni. La teoria è perfetta, e anche la pratica . . . . in laboratorio, MA
nelle condizioni d'uso la vita è diversa. Presto o tardi l'intonaco e il muro, proprio per la caratteristica traspirante dell'intonaco, si asciugano veramente e, quando il piano di asciutto raggiunge l'interfaccia muro/intonaco, i sali accumulati, bloccati e repressi dietro potranno cristallizare e peggio, ri-cristallizzare periodicamente.
Così succedendo, l'intero strato si staccerà per le espansioni dei cristalli. Si possono avere due casi:
1- Con barriera alla risalita. In questo caso, senza rinnovo di acqua e nuovi sali, può darsi che tutti i vecchi sali, se sono pochi, siano assorbiti nei macropori e non se ne parla più. Dipende. oppure
2- Senza barriera vi sarà continuo apporto di nuovi sali, che saranno sempre bloccati anche se l'intonaco sembrerà asciutto. Appena si asciugano e i macropori si satureranno dai cristalli, crollerà tutto, e velocemente.



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Vittorio Cattaneo
Aprile 25, 2009, 10:10pm Report to Moderator
Progettazione ristrutturazioni e nuove costruzioni
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Location: studio di ingegneria - Pavia
ciao Fabio, ho visto diverse pessime ristrutturazioni/restauri
Non sempre le barriere sono la soluzione a tutti i mali, io personalmente ritengo che debbano essere utilizzate solo in casi estremi.
E' sempre bene chiarire bene le cause dell'umidità, e quali errori progettuali sono stati fatti nella ristrutturazione.
Molto spesso infatti l'umidità non è di risalite ma di condensa dovuta alla bassa temperatura o a murature particolarmente intaccate dai sali, che essendo igroscopici assorbono una gran quantità di umidità dall'ambiente.
In ogni modo io sono a Pavia, in caso mandami una mail che vengo volentieri a vedere.


Vittorio Cattaneo
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Michele Virgilio
Settembre 29, 2009, 8:22am Report to Moderator
Produzione calce e derivati, malte e intonaci
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Posts: 2
Location: Trapani
Citato da 2328
Gent.mo ing. grazie ancora per il suo parere

cmq per quanto riguarda il composto (silano ) da me indicato sopra esso praticamente (detto in soldoni) polimerizza una volta entrato a contatto con l'acqua formando una resina di polisilossani, cosa ne pensa?

Ultima cosa, una nota ditta produce un intonaco alla calce idraulica NHL 3.5 premiscelato e pronto all'uso e vanta come caratteristica la microporosità (ho parlato con vari tecnici), in pratica la presenza di micropori farebbe passare rapidamente solo l'acqua attraverso l'intonaco che viene allontanata evaporando lasciando invece i sali stabili all'interno della muratura per cui l'intonaco non dovrebbe collassare saturandosi di sali  - cosa ne pensa ??





Ma si parla di MICROPORI o di MACROPORI?
Fra i due esiste una differenza abbissale !!!


Michele Virgilio
Responsabile commerciale
Focat SRL - Trapani
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Edgardo Pinto Guerra
Ottobre 4, 2009, 8:51am Report to Moderator
Consulente risanamento murature storiche dal 2003
Posts: 252
Location: Studio consulenza risanamento muri
Giustissima osservazione - in effetti sembra ci sia una certa confusione mentale/commerciale nella descrizione delle caratteristiche vantate -
Che io sappia non esistono intonaci con tale micro-capillarità che possa "filtrare" i sali dall'acqua nella quale nuotano come pesci! Per fare ciò ci vogliono speciali membrane osmotiche non certo incorporabili in un intonaco.
Cio che viene comunemente impiegato per ottenere l'effetto di "bloccare" i sali NELLA LORO ACQUA DI SOLUZIONE entro il muro impedendoli di raggiungere l'intonaco superando o attraversando l'interfaccia muro/intonaco sono delle resine silano-silossaniche incorporate nell'intonaco stesso. MA non viene impedito il passaggio di molecole di VAPORE d'acqua - perciò il muro puo asciugarsi. E' cio che viene decritto come effetto "idrofobizzante". Vedi messaggi precedenti.

Come approfondimento sul tema micro-macro pori si può aggiungere che si può raggiungere l'effetto di asciugare un muro nel modo opposto., quello piu antico. Cioe mettendo a contatto con il muro un SEMPLICE intonaco con pori piu grossi di quelli del substrato, ossia macroporoso, ma non additivato da resine .
In questo caso la soluzione salina che evapora dall'interfaccia micro a quella macro trova maggiore spazio nel macro. Cio ha come conseguenza la diminuzione della pressione del vapore nel macro che crea un effetto aspirante dal micro, ovvero dal muro, che viene cosi asciugato forzatamente. Naturalmente i sali si depositeranno nell'intonaco e, finche c'e spazio nei macro, non si vedranno.



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Renato Nobili
Gennaio 12, 2010, 5:46pm Report to Moderator
Restauro conservativo
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Location: Roma-Ardea(RM)
Citato da fabiof
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Ho trovato il vs. sito e il link al sito "mangiasali" .
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Qualcuno può dirmi se quanto scrivo è corretto e soprattutto sapete darmi una dritta per trovare l'impresa giusta?
Grazie /Saluti
Fabio Ferri
Fabio Ferri


Devi procedere effettuando due prove:
prova millivoltmetrica
prova termografica all'infrarosso

entrambe svolte da un tecnico specializzato per la verifica dell'esistenza dell'umidità da risalita.

Se hai umidità da risalità puoi scegliere uno dei tre metodi riconosciuti come efficaci (anche nel tempo):
Metodo delle iniezioni di resine
Metodo dell'inversione di polarità
Metodo elettrofisico

se necessario ti consiglio inoltre di valutare l'estrazione dei sali con l'applicazione di cellulosa modificata e/o di acqua nebulizzata.

La necessità tela dovrà dire il tecnico. In genere per la mia lunga esperienza la vera necessità di estrarre i sali c'è nel 40% dei casi che tratto


I tre metodi hanno costi e invasività differenti.

Valuta bene il tutto.

Se non ci sono situazioni particolari che ne sconsigliano l'applicazione il metodo più economico e meno invasivo (oltre che il più garantito) è quello elettrofisico ma anche gli altri due metodi sono validi.



Dott. Ing. Renato Nobili cell 3355256992 email info@sonreb.com http://www.sonreb.com
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Edgardo Pinto Guerra
Febbraio 18, 2010, 5:24am Report to Moderator
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Location: Studio consulenza risanamento muri
Comunque, e' bene, almeno in questa Sezione dl questo Forum, di parlare in termini tecnici:
Parlare genericamente di "deumidificazione" è termine commerciale da bandire. Parlare di "eliminare l'umidita" vuol dire suggerire una cura per un sintomo - a meno che non si parli solamente di trattare l'aria ambiente (metodo che ha le sue applicazioni validissime, anche preventive).
     Ma il problema e' doppio: dal terreno per capillarita' entro un muro risale ACQUA contenente SALI disciolti e non "umidita" .
1- L'acqua bagna il muro e da esso evapora lasciando dietro di se i cristalli dei sali entro il muro. Questi cristalli di sali sono quelli che causano i danni e le distruzioni mentre
2- l'acqua che evapora dal muro bagnato inumidisce l'aria ambiente.
Per risanare permanentemente bisogna curare entrambi le CAUSE.
1- per sanare il muro da ulteriori distruzioni il miglior metodo  e di togliere i sali con un impacco come da sempre fatto dai restauratori di grandi opere storico-artistiche, salvo impiegare un prodotto adatto all'uso edile.
2- per asciugare il muro (e quindi l'aria ambiente) bisogna interrompere la risalita; cio impedisce anche l'apporto di nuovi sali. E' da dire che anche in presenza di una barriera i vecchi sali possono mantenere il muro bagnato anche da soli.
   I metodi per interrompere la risalita consistono nella aerazione preventiva oppure con il formare una barriera di qualche tipo. a) tagliando il muro e inserendo una guaina o lamina. b) iniezioni di liquido idro-repellente, c) elettrosmosi attiva.
   Percio qualunque intonaco, sistema o apparecchio genericamente "deumidificanti"  deve poter dimostrare tecnicamente come agisce sulle due cause sopra citate.



Edgardo Pinto Guerra. http://www.consultingepg.com
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