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Forum Restauro e Conservazione    TEMI GENERALI    Temi generali  ›  PROVA DI IDONEITÀ PER RESTAURATORI Moderatori: admin
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PROVA DI IDONEITÀ PER RESTAURATORI  (attualmente 31,434 viste) Print
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cinnabarin
Agosto 15, 2009, 11:31am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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Location: Milano-Varese
riporto una serie di link a siti istituzionali e ad articoli rigorosamente in inglese per permettere confronti e paragoni tra aspetti positivi e negativi della qualificazione della professione del conservatore\restauratore tra italia e altri paesi europei\uk

esistono standard internazionali in particolare ci si riferisce ad ENCORE

http://www.encore-edu.org/encore/DesktopDefault.aspx?tabindex=1&tabid=1

in particolare la pagina delle pubblicazioni:

http://www.encore-edu.org/encore/DesktopDefault.aspx?tabindex=7&tabid=138

Interessante notare come non ci siano istituzioni italiane associate:

http://www.encore-edu.org/encore/DesktopDefault.aspx?tabindex=3&tabid=158

il sistema di accreditamento nel regno unito:

http://www.icon.org.uk/index.php?option=com_content&task=view&id=753&Itemid=107

il sito di ECCO: http://www.ecco-eu.org/

A questa pagina una serie di articoli correlati,   mi pare di capire che l'inghilterra sia uniformata al resto dell'europa:

http://www.sld.demon.co.uk/icon.htm#acr



roberto bestetti
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Sere
Agosto 16, 2009, 3:09pm Report to Moderator
Restauratrice di arte contemporanea
Utente anziano
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Location: Tra Como e Milano
Scusate la domanda, ma secondo voi non è possibile acquisire all'estero il titolo di restauratore e farselo convalidare poi in Italia? Se ho capito bene, se ci si potrà iscrivere alla prova da fine settembre, immagino che questa si svolgerà a fine ottobre o novembre... o mi sbaglio? (preferirei sbagliarmi eheheh!) Mi chiedo anche quindi a cosa servano i corsi organizzati all'ISAD al costo di quasi 5000 euro se la prova si terrà tra pochi mesi... va bhe, sorvoliamo... la cosa più grave è che si ha pochissimo tempo per prepararsi non si sa neanche su che cosa in particolare... il mondo del restauro è spesso così vago nel campo dei suoi interventi che mi spaventa non sapere secondo quale criterio si verrà giudicati in questa prova... potremmo studiare i migliori saggi, le ricerche all'avanguardia per lo più svolte all'estero, e magari ci verranno richieste conoscenze di restauro tradizionale ormai superate... mi sento smarrita.


Serena Francone
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benrestauro
Agosto 16, 2009, 5:48pm Report to Moderator
restauro dipinti scultura lignea
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Scusate, ma i decreti li LEGGETE ????tipo decreto 30 marzo 2009 c'è scritto tutto  anche le materie che vi riporto

e poi li avete i requisiti di ammissione per partecipare all'esame : vedi art.2 comma 2 del decreto 30 marzo 2009

perchè non so se vi è chiaro ma non ci può andare chiunque voglia diventare restauratore. Questa è una sanatoria !!!

Settori scientifico-disciplinari ( come definiti dal dec ministeriale 4 ottobre 2000, pubblicato nella gazzetta Ufficiale n 249 del 24 ottobre 2000, modificato dal decreto minist 18 marzo 2005, pubblicato nella gazzetta ufficialen. 78 del 5 aprile 2005 )
FIS/07 Fsica applicata a beni culturali, ambientali, biologia e medicina
CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali
GEO/09 Georisorse minerarie eapplicazioni mineralogico-petrografiche per l'ambiente ed i beni culturali
BIO/03 Botanica ambientale e applicata
ICAR/19 Restauro
L-ART/10/01/02/03/04 Metodologie della ricerca archeologica, Storia dell'arte medievale, moderna e contemporanea, Museologia e critica artistica e del restauro
M-STO/01/02/05/08/09 Storia medievale, moderna,Storia della scienza e delle tecniche, Archivistica,bibliografia ebiblioteconomia, Paleografia


Art 3 PROVE DI ESAME : 50 quesiti sulla teoria e pratica della conservazione
15 quesiti lineamenti di storia e di storia dell'arte
30quesiti di lineamenti di chimica , fisica e biologia
poi legislazione italiana ed europea in materia di beni culturali, in materia di appalti di lavori, servizi e forniture,
5 quesiti di nozioni di economia e gestione delle imprese

AMBITI DI COMPETENZA PER LA SECONDA PROVA D'ESAME:
A1. Materieli lapidei, superfici decorate dell'architettura
A2. Manufatti dipinti su supporto ligneo e tessile, manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee, manufatti in mater sintetici lavorati, assemblati e/o dipinti
43.Materiali e manufatti tessili e pelle
A4. Mater e manuf ceramici, vitrei, organici, in metallo e leghe
A5. Materile librario e archivistico, manufatti cartacei , mater fotografico, cinematografico e digitale
A6.Stumenti musicali
A7.Srtumentazioni e strumenti scientifici e tecnici

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Sere
Agosto 16, 2009, 9:55pm Report to Moderator
Restauratrice di arte contemporanea
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CERTO. I decreti li so quasi a memoria a forza di leggerli, in attesa di quelli a venire... ma non basta ciò che è scritto in quel decreto, altrimenti tutti saremmo tranquilli non crede? ...penso che chi si preoccupa di come verrà svolta la prova è proprio perché ha i requisiti per parteciparvi... e poi, un elenco di settori disciplinari non mi serve a nulla se non ho un minimo di indicazione su cosa devo sapere nello specifico... prova ne è il fatto che la materia "restauro" viene insegnata in mille modi diversi a seconda della preparazione dei docenti, dell'indirizzo e tipologia di formazione ecc... motivo, tra l'altro, per cui viene fatta la sanatoria. Non prendiamoci in giro.  


Serena Francone
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cinnabarin
Agosto 17, 2009, 9:23am Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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questo punto invece a me sorge un altra riflessione:
ai restauratori italiani, o aspiranti tali, fino alla fine della valutazione delle certificazioni potrà o non non potrà essere rilasciata autorizzazione a compiere interventi conservativi? nessuno  ad oggi può considerarsi di fatto   restauratore agli effetti d legge( infatti sono state rese nulle  le certificazioni rilasciate in precedenza dalla recente circolare) !! con la  sola esclusione di chi ha un diploma delle solite tre scuole (ICR-OPD e Venaria),e questo vale per tutti,  compresi i grandi nomi? o mi sbaglio?


roberto bestetti
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benrestauro
Agosto 17, 2009, 2:22pm Report to Moderator
restauro dipinti scultura lignea
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Vorrei rispondere alla signora Francone.
Sono felice che lei  legga i decreti. Per quanto riguarda me ed alcuni colleghi di Firenze che lavoriamo
da 20 anni  abbiamo dovuto ricorrere ad avvocati perchè invece noi nulla capivamo della legge,
nulla capivamo del fatto che fino a ieri avevamo tutti i requisiti e poi questi nel corso degli ultimi anni sono scomparsi come per magia
che ogni anno che passava arrivava qualcuno che insieme al legislatore restringeva e l'accesso all'esame e ai requisiti per la qualifica di restauratore che badi BENE prima CI era riconosciuta: proprio in base alla legge Merloni del 2000 abbiamo potuto lavorare perchè le scuole che avevamo fatto, in tempi in cui il famoso OPD era chiuso, per 7 lunghi anni, scuole della Provincia di firenze, rilasciavano la qualifica di restauratore, scuole a cui si accedeva PER ESAMI e nemmeno pagando, capisce, scuole che hanno dato la possibilità ad alcuni di noi di accedere ai  concorsi statali ed ORA in questo momento LAVORARE nei laboratori dei musei di tutta italia: ora tutto questo NON è più riconosciuto, niente TEMPO PERSO, come del resto i famosi contratti di formazione professionale per allievi restauratori, che molti di noi dopo la scuola abbiamo fatto, per così dire, TEMPO PERSO, perchè devi avere come lei avrà letto , un certo tipo di livello di assunzione. Ma NESSUNO dice che molti datori di lavori ti assumevano si come restauratore , ma ad un livello infimo, cosicchè risparmiavano sulla busta paga !!! TEMPO PERSO. Quanto alle collaborazioni saltuarie con partita IVA  fatturando tutto TEMPO PERSO, i nostri  restauratori avrebbero dovuto dare il lavoro in subappalto, ma non era in uso!
Ora le chiedo: il mio tempo ed i miei anni di lavoro valgono così poco, magari che so 10, 12 anni persi nella formazione , al confronto del tempo di studio di alcune scuole statali e non ? Non le sembra un pò strano ?  Chi ha lavorato per tanti anni e continuando a studiare a fare corsi di aggiornamento continui oggi si ritrova con poco  o niente in mano per non dire alcune frasi pittoresche !! Sa noi siamo vecchietti ormai, abbiamo messo su famiglia, come si dice, con tutti i gravi problemi relativi e che fare a quasi la soglia dei 50 anni per molti di noi ? Dove ci ricicliamo ???
Inoltre come vede chi restaura dipinti dovrà conoscere anche il restauro del tessile, secondo gli ambiti di competenza, mentre non mi risulta , ma magari sbaglio, che all'OPD sappiano tutto di tutto !!! La faccenda è perlomeno irreale o di reale c'è il fatto che moltissimi di noi non arriveranno all'oggi  ad avere  il titolo di restauratore non per incapacità ma a causa un DISEGNO PRECISO, è  quasi impossibile esemplificare  il curriculum vitae perchè di lì a poco tutto diventa sempre più restrittivo, a chi diamo fastidio? Non ci prendiamo in giro , lei ha detto bene ed è per questo che stiamo preparando i nostri ricorsi.
La saluto cortesemente.
Silvia Bensi
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cinnabarin
Agosto 17, 2009, 7:15pm Report to Moderator
restauratore - consiglio direttivo Cesmar 7
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dal sito della CNA:
LA RABBIA DEI RESTAURATORI. La denuncia della CNA: manca un vero confronto con il governo. Troppa burocrazia, clientelismi, appalti onerosi

Burocrazia, accentramento, mancanza di dialogo con le imprese. E anche storie di ordinario clientelismo ministeriale, degne della peggior prima repubblica. Questi i mali che, secondo CNA artistico e tradizionale, si annidano nel settore dei beni culturali italiani. «Nel confuso panorama italiano della conservazione e valorizzazione dei beni culturali è in atto da decenni un faticoso, penoso, percorso di transizione», spiega Gian Oberto Gallieri, coordinatore di CNA restauro. «Lungo questa strada, negli anni, la CNA, con le sue imprese di restauro, è stata coerente protagonista di un tentativo di cambiamento». Tentativo però reso marginale, secondo l'associazione, da una volontà istituzionale a prevalenza burocratica, tendente alla centralizzazione e, conseguentemente, all'esclusione del dialogo di fronte alla realtà italiana del settore estremamente composita. «Così la mancanza di un vero confronto con le categorie interessate ha reso ancor più evidente l'inettitudine di governo della casta politica», aggiunge Gallieri, «per cui le proposte di riforma, al di là delle chiacchiere, pareva non fossero uno strumento per far progredire il paese, ma solo un fastidioso ostacolo nella partita di caccia al consenso elettorale». L'evidente incapacità dei politici di legiferare tout court, almeno in tempi ragionevoli, fa notare la CNA, «ha provocato soprattutto un caotico iter di leggi sovrapposte, di cui non s'intravede ancora la conclusione.
Ne deriva una situazione preoccupante, con regole incerte sui percorsi formativi di chi opera, con le nostre imprese che devono cimentarsi con una complicata, poderosa mole legislativa e con un sistema di gestione degli appalti pubblici e privati che è, a nostro parere, uno degli ostacoli a una corretta impostazione ed esecuzione degli interventi sui beni culturali».
Il dito è puntato anche sugli appalti, assai onerosi e difficili da gestire per le piccole aziende di restauro, con meccanismi e tempi di realizzazione di solito rigidi, «modellati su una tipologia prettamente industrial-fordista, che non lasciano spazio o riducono ad azioni secondarie e opzionali l'accertamento e lo studio preliminare e che provocano ribassi assurdi, eccessivi, con scarse garanzie di qualità Ultimo esempio di degrado, fa notare CNA artistico e tradizionale, è ciò che è accaduto nei mesi scorsi al ministero per i beni e le attività culturali. «E' successo», denuncia Gallieri, «che la direzione generale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico ha sottoscritto una convenzione quadro per la sponsorizzazione di interventi di restauro di monumenti statali e non, dislocati sul territorio nazionale (vale a dire nelle più importanti piazze d'Italia), con una certa società napoletana, denominata Impredcost srl, che si faceva carico di una spesa complessiva di 5,025 milioni di euro.
L'iniziativa partiva in sordina», continua Gallieri, «tanto che all'interno dello stesso ministero, al di fuori di chi l'aveva firmata, nessuno ne sapeva nulla, meno che mai chi, per prassi, viene normalmente interpellato, o consultato, tanto che l'atto non risultava registrato, né aveva e ha alcun numero di protocollo».
Risulta difficilmente concepibile, secondo la CNA, che una direzione generale del ministero non si sia preoccupata minimamente di informarsi su chi fosse questa sconosciuta società edile e che non abbia scrupolosamente verificato garanzie, capacità ed esperienze rispetto al progetto proposto.
Eppure tant'è. «Anche senza grande pratica amministrativa», insiste Gallieri, «leggendo il bilancio di Impredcost, ci si poteva rendere immediatamente conto che le garanzie economiche che le si potevano accreditare non erano certo, per usare un eufemismo, delle migliori; ancor di più per quanto riguardava l'esperienza e la qualificazione sia nell'ambito del restauro sia della pubblicità in strade e piazze».
La convenzione sottoscritta appare perciò alla CNA restauro totalmente immotivata, abnorme e ambigua: «immotivata e abnorme perché stabilisce che sarà Impredcost srl a individuare i monumenti e a redigere a propria cura il progetto di restauro non possedendo alcun titolo legale né reale», conclude Gallieri, «ambigua perché non solo Impredcost non ha nessuna capacità e provata esperienza specifica nel restauro, ma addirittura dichiara che si avvarrà di altre ditte dotate dei requisiti legali, capacità ed esperienza: praticamente svolgerà una funzione di semplice intermediario e stabilirà, per ogni monumento, un tetto di spesa derivante inevitabilmente non da reali competenze tecniche, ma esclusivamente dalle proprie convenienze e dal massimo profitto ottenibile».


roberto bestetti
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jonny
Agosto 17, 2009, 7:53pm Report to Moderator
restauratore
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dovremmo fare un bel casino tutti insieme, hanno tolto dignita' a questo mestiere, e' un caos totale nn si fa altro che studiare in continuazione senza mai arrivare al fine....anni fa e con precisione 1987 l'icr durava tre anni, e metteva in piazza restauratori oggi le nuove leve si laureano,esempio in coservazione e restauro cinque anni di duro studio nel campo ,e nn sono restauratori ....e' tutta una beffa che continua da anni.
un tempo i restauratori venivano assunti tutti dai beni culturali, soltanto qualcuno lavorava in privato ed anche bene; la nostra lotta dovremmo farla per questo , nn sivede un concorso da anni e tutti cerchiamo per amore verso la nostra professione di batterci ancora per un titolo. lo trovo a dir poco vergognoso,in una italia che tiene  il 60% di opere d'arte ,rispetto al mondo.VERGOGNA ci hanno tolto la dignita'.
ci sarebbe cosi tanto lavoro da soddisfare tutti, nessuno escluso, e invece ci lasciano avvilire,assistente tecnico restauratore o restauratore e' la stessa cosa,noi vogliamo ottenere il titolo di restauratore solo e soltanto per accaparrarci un appalto e nn sottostare a contratti precari.
ditemi se il ministero assumesse tutti gli assistenti di restauro ,vi porreste lo stesso problema?
Quello che voglio dire al diavolo diventare restauratori, ma lottiamo perche ci assumano al ministero dei b.c.abbiamo bisogno di questi concorsi, o finira' come a roma con la holding zetema ,societa di veltroni e prodi,che prende appalti al 100% lasciando i restauratori romani roccambolarsi a destra e a sinistra.
ma come assunzioni no ai beni culturali e poi questi imbecilli di politici formano societa' del genere?
e noi ancora a pensare al titolo? per carita' e giusto che se ce questa possibilita' cerchiamo di fare il nostro meglio per farla nostra , ma il problema e ancora piu a fondo, e noi tutti abbiamo il diritto e soprattutto il dovere di sbrogliare noi questa matassa, facendoci sentire ,  concorsi concorsi concorsi ,basta le prese in giro.


giuseppe di ganci
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Carmelo Calvagna
Agosto 17, 2009, 10:35pm Report to Moderator
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E' ormai chiaro a tutti che il Governo assieme ad alcune organizzazzioni legate strettamente al mondo del restauro abbia intrapreso una lotta aperta contro l'80% deglia addetti ai lavori che al giorno d'oggi operano nel settore del restauro, il motivo non è riconducibile alla famosa regolamentazione del Settore bensì a mettere letteralmente le mani sul gigantesco business legato al restauro dell'ingente patrimonio artistico del nostro paese.
Con le nuove regole che il governo sta per imporre a tutti( senza alcun confronto con le parti coinvolte e a mio modesto parere mal rappresentati in politica in questi anni ) tra qualche anno il giro d'affari sarà tutto nelle mani di pochi eletti, Restauratori super esperti per super appalti una nuova classe che sarà strapagata da ditte edili per svolgere il ruolo di Responsabile Tecnico a loro interno a cui a loro volta  garantiranno tanto ma tanto denaro.
Il questo modo solo le super imprese potranno permettersi un Direttore Tecnico mentre le piccole che fino ad oggi hanno garantito la conservazione non sempre con le dovute garanzie del cosiddetto patrimonio Artistico "popolare" ( circa l'80% del totale ) saranno costretti a chiudere o ad essere assorbiti da pesci più grandi per mancanza improvvisa di requisiti.
Lo Stato quindi farà quello che fa in settori come la Medicina o la Magistratura, uomini giusti al posto giusto, una nuova classe nobile per veicolare a pochi tanto ma tanto denaro.
Che tristezza pensare al fatto che nel prossimo futuro il ruolo del subappalto sapientemente camuffato sarà la regola.
Che tristezza.
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Sere
Agosto 19, 2009, 11:24am Report to Moderator
Restauratrice di arte contemporanea
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Location: Tra Como e Milano
Citato da benrestauro

La faccenda è perlomeno irreale o di reale c'è il fatto che moltissimi di noi non arriveranno all'oggi  ad avere  il titolo di restauratore non per incapacità ma a causa un DISEGNO PRECISO, è  quasi impossibile esemplificare  il curriculum vitae perchè di lì a poco tutto diventa sempre più restrittivo, a chi diamo fastidio? Non ci prendiamo in giro , lei ha detto bene ed è per questo che stiamo preparando i nostri ricorsi.
La saluto cortesemente.
Silvia Bensi


SONO COMPLETAMENTE D'ACCORDO CON LEI!  
Figuriamoci, ho pieno rispetto di chi ha anni di esperienza, io ho fatto una scuola statale ma penso proprio di non essere nessuno. Penso che chi come me si ritrova in questa situazione senta la rabbia di aver pagato anni di studio (a livello finanziario e di tempo) senza aver ottenuto la competenza professionale che un corso di formazione di cinque anni dovrebbe garantire. O ancor meglio, senza vedersi garantiti gli stessi diritti di altri studenti. Penso che molti studenti abbiano seria voglia di imparare il mestiere, e questo a volte sembra un miraggio se ci si affida solo ai luoghi di formazione... SOSTENGO IL RICORSO  



Serena Francone
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Sere
Agosto 19, 2009, 11:35am Report to Moderator
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Citato da jonny
dovremmo fare un bel casino tutti insieme, hanno tolto dignita' a questo mestiere, e' un caos totale nn si fa altro che studiare in continuazione senza mai arrivare al fine....anni fa e con precisione 1987 l'icr durava tre anni, e metteva in piazza restauratori oggi le nuove leve si laureano,esempio in coservazione e restauro cinque anni di duro studio nel campo ,e nn sono restauratori ....e' tutta una beffa che continua da anni.
un tempo i restauratori venivano assunti tutti dai beni culturali, soltanto qualcuno lavorava in privato ed anche bene; la nostra lotta dovremmo farla per questo , nn sivede un concorso da anni e tutti cerchiamo per amore verso la nostra professione di batterci ancora per un titolo. lo trovo a dir poco vergognoso,in una italia che tiene  il 60% di opere d'arte ,rispetto al mondo.VERGOGNA ci hanno tolto la dignita'.
ci sarebbe cosi tanto lavoro da soddisfare tutti, nessuno escluso, e invece ci lasciano avvilire,assistente tecnico restauratore o restauratore e' la stessa cosa,noi vogliamo ottenere il titolo di restauratore solo e soltanto per accaparrarci un appalto e nn sottostare a contratti precari.


PIENAMENTE D'ACCORDO. E il futuro che si prospetta, purtroppo, credo sia quello delineato da Carmelo Calvagna...  
Ma cosa potremmo fare? Organizzare una manifestazione a Roma???  



Serena Francone
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jonny
Agosto 19, 2009, 8:11pm Report to Moderator
restauratore
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certo perche no! ORGANIZZARE UNA MANIFESTAZIONE A ROMA , vogliamo concorsi ai beni culturali come assistente tecnico restauratore,ma nn 1 o 2 posti ma almeno 200 300 posti IN OGNI CITTA ITALIANA ogni tot di anni.
come il ministero della sanita o il ministero della difesa  ogni anno assume migliaia di addetti anche il ministero dei beni culturali DEVE bandire i concorsi nel nostro settore ormai forzatamente ,sono anni che nn fanno concorsi .....
corsi regionali ,accademie, universita' sfornano ogni anno una moltitudine di addetti in tutta italia,che devono essere assorbiti dal mercato e nn possono essere lasciati allo sbando.
O si fanno i concorsi in tutta italia ,oppure che si chiudano le scuole fino a che nn si arriva ad un sistemazione di tutti gli addetti.
Questi ci prendono in giro in continuazione, basta !
ce gente laureata con specialistica e nn viene definita restauratore ,dovra addirittura partecipare all abilitazione ,mA STIAMO SCHERZANDO? quando icr ed opd a breve rilasceranno ANCH ESSI titoli universitari .......
ma cosa vuol dire  !!!!!!!!!!!!!
IL MINISTERO BENI CULTURALI DEVE ESSERE  L UNICA  VERA AZIENDA DEL NOSTRO SETTORE, sta qui il punto .......
deve avere addetti propri che fa crescere nel suo interno , nn deve delegare le grandi aziende che fann di noi quello che vogliono, e noi che stiamo sempre li a sperare mentre gli anni passano......addirittura volendo fare questo grande salto di diventare restauratori.......
badate bene che molti restauratori pur essendo tali ,nn e' che navigano nell'oro ,anzi il piu' delle volte rimangono anch essi senza lavoro ho aspettando tempi burocratici.........
Io sono convinto che bisogna lottare in questo senso, e non per un titolo ,perche nn porta a nulla , il titolo lo dobbiamo ottenere si , ma con il tempo e dopo anni di servizio al ministero dei B.c. in maniera automatica,deve essere un passaggio di livello ,di categoria.
MI CHIEDO SE ESISTONO DEI SINDACATI DEI RESTAURATORI!!!!!!


giuseppe di ganci
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Sere
Agosto 19, 2009, 8:46pm Report to Moderator
Restauratrice di arte contemporanea
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Per i sindacati... non c'è la Fillea Restauro della CGIL? Che poi è il sindacato tramite cui si è fatto il ricorso per il d.m.53...


Serena Francone
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Carmelo Calvagna
Agosto 19, 2009, 8:59pm Report to Moderator
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Purtroppo credo che c'è poco da fare, anzi ad essere sinceri bisognerebbe inquadrare il decreto che uscirà a fine Settembre come un opportunità per tutti quei casi che in questi anni si sono ritrovati ingiustamente tagliati fuori dalla paradossale data del 2001, quello che però non capisco è perchè in virtù del decreto del 2001 che delineava in maniera molto chiara quelli che dovevano essere i requisiti minimi per essere considerato Responsabile tecnico la Soprintendenza continua a rilasciare Certificati con ruolo appena indicato a gente che in consequenza del decreto non puo piu rivestire questa carica, perchè?
Perchè ci sarà gente che si ritroverà un foglio di carta con scritto RESTAURATORE che non avrà piu valore?
Domande a cui  quelli del Ministero non saprebbero dare risposta.
Però mi fa rabbia pensare a quanti giovani di grandissimo potenziale tecnico-umano verranno tagliati fuori da questo Decreto, un vero scempio,invece di valorizzare il più possibile la maggior quantita di talento disponibile  in questo paese si sceglie la discriminazione.
Non ci resta che rimboccerci le maniche e provare a passare l'esame.
Un ultima considerazione, questo decreto rappresenta la sconfitta delle Sopraintendenze a cui l'Istituto Centrale del Restauro a quanto pare non gli pone tanta fiducia visto il contenuto della Circolare..
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Sere
Agosto 19, 2009, 9:09pm Report to Moderator
Restauratrice di arte contemporanea
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...ma quindi questa prova d'idoneità si terrà a fine novembre o più tardi? E il modulo da compilare on line che sarà sul sito del MiBAC dal 21 settembre riguarda anche chi deve fare richiesta di partecipazione alla prova?


Serena Francone
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