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Forum Restauro e Conservazione    TEMI GENERALI    Temi generali  ›  Graffitari a Napoli, i nuovi vandali! - Reportage Moderatori: admin
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Graffitari a Napoli, i nuovi vandali! - Reportage   (attualmente 2,075 viste) Print
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Maggio 25, 2009, 10:52am Report to Moderator
Utente anziano
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Arte & Dintorni / Graffitari a Napoli, i nuovi vandali! - Reportage fotografico
sabato 23 maggio 2009
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8158&Itemid=40
Associazione Graffiti ISA http://www.associazionegraffit.....ge-agenzia-radicale/

La chiesa di Sant’Eligio, il Campanile del Complesso di San Lorenzo Maggiore, l’Arco Trionfale Aragonese di Castel Nuovo, la statua di Dante Alighieri ed i muri dei palazzi del centro storico, da Port’Alba sino a via Costantinopoli, sono un piccolo esempio del semi-abbandonato patrimonio artistico di Napoli (documentato nel reportage fotografico dal titolo I Vandali di Napoli - a firma di Marcello Mottola-), che subisce costantemente l’attacco vandalico da parte dei “graffitari”.        

Fontana di Monteoliveto, o di Carlo II


Il Campanile del Complesso di San Lorenzo Maggiore



Statua di Vincenzo Bellini





Marcello
Mottola
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ALESSANDRO FIGUS
Maggio 25, 2009, 1:18pm Report to Moderator
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I GRAFFITTARI DELL'ITALIA DETURPATA FINISCONO AL MUSEO - di Alessandro FIGUS

“Sporcare i luoghi pubblici deve diventare un reato”: a riaprire la polemica sui graffiti è Silvio Berlusconi, che lunedì 6 ottobre, concludendo la festa del Popolo della Libertà a Milano ha tuonato: “Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa”, annunciando infine “sull’argomento presenterò un ddl al prossimo Consiglio dei ministri domani a Napoli”.
Subito, da Salemi, Vittorio Sgarbi, che proprio a Milano aveva organizzato una mostra assai discussa sulla street art, ha preso la palla al balzo per rilanciare: “Va bene il decreto purché Berlusconi lo faccia scrivere a me”. Ovvero: “Primo: tutti i palazzi costruiti fino al 1960 sono edifici che non devono in alcun modo essere sfiorati. Massima severità. Punto due: quelli degli anni successivi rappresentano l’Italia deturpata dalla speculazione economica ed edilizia. In questo caso, l’intervento dei graffitisti rende gradevole persino ciò che è il frutto di quella stagione”. Insomma, un distuinguo, quello proposto dal critico-sindaco, che dovrebbe portare le amministrazioni a stipulare con i graffitisti una sorta di patto: “Pagarli per bonificare i luoghi dell’orrore suburbano. Luoghi che non possono che migliorare”. Sgarbi cita graffitisti entrati ormai nei manuali di storia dell’arte: “Basquiat e Keith Haring” ricordando che anche loro “provenivano dalla strada”. E conclude il suo pensiero esemplificando con un’immagine: “Il taglio su una tela bianca, è Fontana, è un capolavoro. Se invece il taglio lo faccio su un Caravaggio, è una follia e un crimine”.
Intanto, mentre i politici si arrovellano su teorie e discutono su come arginare, organizzare o regolamentare il fenomeno del graffitismo, sempre a Milano nasce l’idea di un museo della street art. Si tratta di Street Museum, il nuovo progetto di TIM Tribù “a supporto della cultura e dell’arte urbana”.
Il progetto è in fase di lancio. E si propone di censire, grazie agli utenti della Rete, le migliori opere di arte urbana su tutto il territorio nazionale. Ma non sarà un museo chiuso e tradizionale, perché secondo gli organizzatori la street art non può essere messa dentro un recinto. Così lo Street museum sarà un luogo virtuale: un grande museo on line a cielo aperto. Per realizzarlo, gli organizzatori di Tim Tribù invitano già da ora tutto il pubblico della Rete a segnalare le opere preferite inviandone una foto via MMS o caricandola sul sito dell’iniziativa http://www.timtribu.it. Ai curatori 2.0 di questo che si propone come il primo museo user generated sarà affidato il privilegio di tenere aggiornato lo stato dell’arte, fornendo informazioni sulle opere e gli artisti. I lavori in gara saranno commentati, votati e supportati dagli utenti che determineranno la rosa dei primi 100, di diritto nello Street Museum. Dunque non saranno i presunti esperti d’arte a decidere chi farà parte di questa imponente mostra permanente delocalizzata. Le opere più meritevoli di entrare nel pantheon della Street Art verranno scelte e votate soltanto dagli utenti.



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Maggio 26, 2009, 3:12pm Report to Moderator
Utente anziano
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MANIFESTAZIONE - Col secchio e con la spugna
INIZIATIVA DEL COMITATO CIVICO DI SANTA MARIA DI PORTOSALVO
27 MAGGIO 2009 ore 10 PIAZZA DANTE, NAPOLI



MANIFESTAZIONE
COL SECCHIO E CON LA SPUGNA!
Ripuliamo i monumenti dagli atti vandalici


LA CITTÀ DI NAPOLI NON HA UN SERVIZIO DI RIMOZIONE GRAFFITI, ma solo di rimozione manifesti!  
Allo stato attuale dei fatti È NECESSARIO CHIEDERE alle Istituzioni, alle Municipalità, al Comune ed all’Amministrazione cittadina di dotarsi di un servizio in grado di risolvere questo grave problema al fine di garantire un’azione costante di pulitura e manutenzione degli edifici storici.  
E’ inoltre opportuno chiedere che in tale servizio vengano utilizzati attivamente, anche sotto il profilo direttivo, quei tanti giovani laureati in Restauro dei Beni Culturali che la città possiede perchè essi costituiscono una straordinaria risorsa umana per la città e perchè rappresentano l’unica risorsa professionale in grado di agire un’azione corretta sul patrimonio storico-artistico su queste opera uniche al mondo (evitando così gli errori commessi in passato – ad es. i basamenti d’ingresso della Galleria Principe di Napoli).
È OPPORTUNO RICORDARE all’Amministrazione cittadina che sarebbe opportuno dotare la città di spazi preposti per dar libero sfogo a quegli artisti che vogliono esprimersi tramite la street-art e il Graffiti Writing, come già fatto negli scorsi anni da molte città europee.

Il GRAFFITI WRITING NON DEVE ESSERE CONDANNATO A PRESCINDERE perché è un movimento sociale, artistico e culturale a tutti gli effetti. Il Graffitismo in sé non è sbagliato perchè si basa sull’espressione della propria creatività. Se ha un approccio corretto, se gli autori sviluppano un serio lavoro di ricerca e una maggiore responsabilità nella scelta del supporto sul quale applicare la propria pittura, il graffitismo costituisce arte contemporanea in grado di riqualificare i luoghi e gli spazi cittadini.  
Ricordiamo che artisti di fama mondiale come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Banksy devono la loro fortuna all’espressionismo artistico del movimento Graffiti Writing.


Marcello
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Maggio 27, 2009, 5:06pm Report to Moderator
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Il 27 maggio 2009 si è svolta a piazza Dante a Napoli la manifestazione "Col Secchio e con la spugna", iniziativa promossa dal Comitato Civico di Portosalvo e dai giovani neolaureati in diagnostica e restauro dei Beni culturali dell'Università Suor Orsola Benincasa.
Al grido di "Dante: Sommo Poeta. Statua di Dante: Sommo degrado!" i manifestanti, tra i quali studenti e neolaureati di Socilogia, Architettura e dell'Accademia di Belle Arti, si sono chiesti "perchè Napoli è l'unica città d'arte italiana a non possedere un servizio di rimozione graffiti!?!" nonostante la grande risorsa umana, tecnica e specialistica che essi rappresentano per valorizzare il patrimonio storico-artistico della città di Napoli.


Sit-in dei dottori in diagnostica e restauro dei beni culturali, architettura e sociologia



I giovani esperti in restauro dei beni culturali mentre simbolicamente puliscono la statua di Dante



Ancora i giovani esperti, qui a Santa Chiara



Un momento della pulitura, anche qui simbolica, all'interno del chiostro di Santa Chiara



Marcello
Mottola
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Maggio 28, 2009, 12:43pm Report to Moderator
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Spugne e secchi contro i graffiti - Corriere del Mezzogiorno – 28/05/2009 –  di Luca Marconi



ASSOCIAZIONI CONTRO I WRITERS - NAPOLI TV NEWS
GUARDA IL Video: http://www.ntvnews.it/news/video/tg09_cd_114/video.html



Marcello
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Giugno 11, 2009, 3:05pm Report to Moderator
Utente anziano
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Arte & Dintorni / Dal “graffito urbano” al “graffito scolastico” il passo è breve!
giovedì 11 giugno 2009 – Nuova Agenzia Radicale

Il termine writer nel 2008 è entrato a far parte del vocabolario Zingarelli. Il suo significato letterale in inglese è “scrittore”, ma quando si parla di street art, il senso cambia e di parecchio. Ecco perchè, nei mesi scorsi, l’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Milano ha bandito il concorso Coloriamo la Partecipazione, un’iniziativa educativa rivolta ai graffitari di domani. A più di 150 ragazzi di 23 scuole superiori era stato proposto d’impegnarsi nel rendere più bella…

continua a leggere: http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8288&Itemid=40



Marcello
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michelaporta
Luglio 9, 2009, 6:09pm Report to Moderator
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Location: F.v.g.
quello che hai postato non riguarda i graffitari..loro hanno delle regole ben precise di non dipingere su opere d'arte o storiche..quelli sono solo 'toy'..ragazzi che credono di essere graffittari.
I graffiti sono i veri e propri pezzi e sono arte e come arte va rispettata anche se illegale secondo me.


Michela Porta
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Luglio 10, 2009, 12:28pm Report to Moderator
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Citato da michelaporta
quello che hai postato non riguarda i graffitari..loro hanno delle regole ben precise di non dipingere su opere d'arte o storiche..quelli sono solo 'toy'..ragazzi che credono di essere graffittari.
I graffiti sono i veri e propri pezzi e sono arte e come arte va rispettata anche se illegale secondo me.


se leggi i due articoli...troverai scritta precisamente e accuratamente questa distinzione...

cordiali saluti


Marcello
Mottola
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Luglio 19, 2009, 10:59am Report to Moderator
Utente anziano
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Monumenti imbrattati, vandalizzati, trasformati in discariche. I tesori di Napoli sono malridotti e non protetti, abbandonati all’inciviltà di chi prova divertimento a deturparli. L’allarme è tornato d’attualità ieri per l’accorata denuncia di Maurizio Barracco, amministratore unico dell’Arin: «La fontana del Sebeto, in largo Sermoneta, appena restaurata dall’Arin e dal Soroptimist International club di Napoli, è stata di nuovo vandalizzata: un marmo è stato asportato e centinaia di scritte la deturpano nuovamente». Sul bel marmo appena rinnovato e bianchissimo, Pietro e Annalisa hanno lasciato il loro autografo di imbecillità. Mentre la scritta in blu lasciata da un fanatico della fede «Parla con Gesù», è lì da tempo immemorabile, e nemmeno la pulizia più accurata riesce a cancellarla. Certo, non c’è la lista immensa di nomi e date che fu cancellata dal restauro terminato lo scorso aprile, ma lo scenario è comunque deprimente. Il problema dello scempio sui monumenti è centrale in tutte le città d’arte. A Napoli non esiste una task force destinata esclusivamente a questo servizio, anche se è in corso l’iter burocratico di un progetto regionale dedicato. Si tratta del servizio «Sentinart, sentinelle dell’arte», proposto dal comitato Portosalvo, che aveva trovato accoglimento presso l’assessorato al turismo regionale durante la gestione-Velardi. Adesso è tutto in stand by ma il comitato prosegue, anche senza accordi con la Regione, nella vigilanza costante sui monumenti della città. «A maggio, armati di secchi, acqua e spugne, abbiamo dato l’assalto al basamento della statua di Dante - racconta Antonio Pariante, presidente del Comitato Portosalvo - Certo, con acqua e sapone non si può fare granché, ma noi volevamo dare un segnale alla città». Il progetto «Sentinart», prevederebbe il coinvolgimento di giovani laureati, con precise conoscenze di restauro, per la pulizia dai «graffiti» che sporcano i monumenti. Una lista di interventi urgenti per la città è già pronta. oltre alla statua di Dante, umiliata da centinaia di scritte e firme, nell’elenco ci sono anche il monumento a Bellini, l’arco di Portalba, la fontana di Carlo II a Monteoliveto, le facciate della posta Centrale, le mura della chiesa di Sant’Eligio al mercato. Potrebbero essere solo i primi interventi, per dare un segno alla città e, subito, far partire un progetto di educazione civile che dovrebbe partire fin dalle scuole elementari: «Da anni lo sosteniamo - siamo pronti ad andare a parlare con i bambini e i ragazzi delle scuole per far capire loro l’importanza dei monumenti», si accalora Pariante. Invece i napoletani sono sciatti, distratti e vandali: migliaia di «Pietro e Annalisa» continuano a imbrattare ogni monumento che gli capita a tiro.


Marcello
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